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Van Halen - II
( 6414 letture )
Dichiarazione iniziale netta e precisa, molto sincera, così non ci si confonde e non si creano polemiche artefatte. E chi non la gradisce può girare al largo: per il sottoscritto questo secondo capitolo della leggenda Van Halen è inferiore al mastodontico e colossale esordio. Ecco, finalmente l’ho detto, dopo anni di ascolti, parallelismi e valutazioni. Anche se è lampante, sia a livello di qualità compositiva riprodotta su vinile, sia a condizione di clamore suscitato tra l’opinione pubblica. E anche rispetto al relativo passaggio di vinili tra noi ragazzini dell’epoca, che registravano gli ellepì sulle audio cassette Agfa gialle, con i titoli sbavati dal pennarello non ancora asciugato.

Bando ai sentimentalismi e ai ricordi, questo vinile non riscosse il successo stratosferico del predecessore, vendette molto bene e confermò i Van Halen come nuova fiammeggiante realtà del panorama hard rock americano. Ma non fece sfracelli, giustamente. Il lotto di track contenute sono decisamente buone, in alcuni casi hanno largo appeal, sfoderano le ormai celebri matrici proprie dei californian-olandesi, ma non fanno gridare all’apparizione divina. Produce il nume tutelare Ted Templemann, la maggior parte delle song appartengono al periodo in cui il quartetto era squattrinato, senza contratto e con un Gene Simmons che si sbatteva per trovare loro una label, producendo demotape. Versioni più grossolane di Beautiful Girls e Somebody Get Me a Doctor, tra le altre, erano presenti proprio sui provini prodotti dal “Vampiro dei Kiss”. Da ciò appare chiaro un fatto: le grandi micce che provocano botti sono state concentrate nel lavoro d’esordio, quelle meno abbaglianti sono confluite nel sequel. La cover You're No Good non fa godere la chitarra dell’olandese volante come ci si aspettava, song priva di crudeltà con un giro tipico e un solo alla Eddie, mentre David Lee Roth fa la parte del leone crinito con le sue vocals esemplari e controcori perfetti; Dance the Night Away, uno dei due singoli lanciati (l’altro era Beautiful Girls) è strana, allegra e vivace, con un ritmo decisamente peculiare, pollice alto per uno dei brani più belli dell’intero ellepì.
Somebody Get Me A Doctor mi soddisfa particolarmente, la trovo graffiante, ben strutturata, con quei cori significativi che vanno alla deriva e un guitar solo deflagrante, cosiccome Bottoms Up, inimitabile andamento alla Van Halen con coralità, gridolini e rullante-boom che hanno fatto storia, mentre Eddie recita da incantatore della sei corde con un doppio intervento. Outta Love Again è affascinante, sezione ritmica in luminosa evidenza con Alex che fa un grande lavoro, lasciando sensazioni stuzzicanti, positiva anche Light Up The Sky, che travolge con un riff veemente e allestito per aggredirvi alla gola, poi è roba da band di casta: guitar impazzita e mini solo di una drum sferragliante. La strumentale Spanish Fly è opera, manco a dirlo, del fenomeno, al contrario del resto però è acustica, una sorta di risposta ad Eruption dal primo, magico capitolo, D.O.A. riprende il discorso interrotto un minuto prima scaraventando sulle casse un fottuto mid tempo intriso di feeling e dominato dall’ugola sguaiata di Diamond Dave, doppiata dagli intrighi vocali che tutti conosciamo, stimabile contraltare ad una ritmica ipnotica e colma di birra. Women in Love, penultima sassata, apre con armonici di chitarra ma poi si infossa in un andamento noioso e poco frizzante, mentre Beautiful Girls risulta giocosa soprattutto per i saliscendi di Lee Roth e un mix di radici antiche e produzioni prossime a venire che hanno segnato la vita artistica della band; uno dei manifesti tipici dei Van Halen: se un alieno vi bussasse a casa in cerca dei fratelli d’origine tulipana, fategli ascoltare questa traccia, c’è tutto il loro modo di intendere l’hard con coretti, chitarre, attitudine scanzonata, bikini, spiagge, sezione rocciosa e hammer-on di Eddie.

Copertina storica, mentre nelle istantanee del retro appare una curiosità. La chitarra striata di giallo e nero, nonostante non si stata utilizzata durante le registrazioni, tornò buona per scattare una fotosession che poi finì nella back cover di Van Halen II: oggi quello strumento epico riposa accanto alla salma dell’indimenticato Dimebag Darrell. Era la preferita del chitarrista dei Pantera e Eddie volle fargliene dono nella sua bara. Un lavoro ristretto, solo 30 minuti tondi di musica, un bel sentire certamente, ma non scambiatela per una delle eccellenze dei Van Halen. Prendiamolo come un processo di crescita che, in un futuro a venire, consentirà ai quattro di sbancare cuori, chart e salvadanai.



VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
81.03 su 117 voti [ VOTA]
duke
Giovedì 8 Ottobre 2020, 21.10.38
25
...un bel disco....con una spanish fly episodio davvero particolare....ci sono ottimi brani....eddie .....un fenomeno.....
mariner
Mercoledì 27 Maggio 2020, 13.48.40
24
Inferiore all'esordio, ma ascoltare il blocco di songs Somebody get me a docto/Bottoms Up/Outta love again/Light up the sky è sempre una goduria, 83 ci sta tutto
rik bay area thrash
Domenica 21 Gennaio 2018, 13.48.36
23
Apprezzo questo album tanto come il primo. Forse è meno immediato da assimilare ma feeling, quel suono di chitarra unico, quel modo di creare l'attesa nell'esplosione del riff, i cori, diamond dave a livelli altissimi di interpretazione, beh insomma un grande album. La cover è assoluta con il logo divenuto il simbolo di un certo hard/metal made in usa. 1979 un anno giusto prima dell' esplosione della n.w.o.b.h.m. .... e si dia unizio alla festa (imho)
Aceshigh
Domenica 21 Gennaio 2018, 13.22.26
22
Capolavoro. L'esordio è inarrivabile e epocale, ma ho sempre pensato che questo secondo album sia di poco inferiore; lo preferisco anche ai (pur splendidi) successivi album. Voto 92
venom
Domenica 12 Febbraio 2017, 14.24.08
21
Grande lee roth e eddy stellare cm al solito degno successore del primo capolavoro.anche qui siamo a livelli eccellenti disco magnifico!
Rob Fleming
Domenica 21 Febbraio 2016, 16.20.41
20
Più che discreto. Spanish fly è la risposta a chi sosteneva che certe cose si possono fare solo con l'elettrica. D.O.A., il gioiello nascosto Light up the sky e Somebody get ma a doctor sono i brani che confermano la forma del gruppo.
Sandman
Martedì 25 Novembre 2014, 18.50.11
19
Senz'altro non a livello del loro esordio che comunque rimane inarrivabile, comunque un album eccellente, Spanish Fly poi è un pezzo che darebbe filo da torcere anche a Segovia nella sua esecuzione. 85/100
Alex1
Venerdì 12 Settembre 2014, 19.23.22
18
Ok ragazzi, il primo Van Halen ci ha sempre messi tutti d'accordo, nell'essere un caposaldo granitico e inappellabile di Heavy Metal. Però potremmo anche riservare queste qualità al solo lato A, non credete? Già sul lato B, a mio parere, i nostri lambiscono altre sonorità. Ma a parte questo, Van halen II, credo debba essere più volte ascoltato. Ripreso anche a distanza di tempo, senza condizionamenti da "You REally got me" o da "Runnin with the devil". E' suonato bene, grintoso, col suo spazio "vanaliano - leerotharo" alle concessioni più acustiche e un po' glam. Non tutti i pezzi convincono d'accordo, ma io personalmente non ramento alcun loro lavoro, che dal primo all'ultimo pezzo, facessero gridare all'eccelso. Va bene, sul podio rimane il primo, ma questo me lo gusto sempre bene, meglio di Diver Down o di 1984.
joe
Sabato 1 Marzo 2014, 15.04.26
17
La prima cosa e' evitare (quasi impossibile) paragoni con il primo album che appare distante anni luce da questo e addirittura suonato da un'altra band. In VH II manca la cattiveria del primo e gli assoli sfrenati a cui eravamo abituati, detto questo a me l'album piace eccome e fa capire al mondo che i Van Halen non erano una band metal , ma Rock con uno stile unico che univa pezzi tirati ad altri piu commerciali il tutto shakerato dalla grande voce e personalita di Dave King Roth. Un dubbio che mi rimane tuttora e' quanto Ted Templeman o la casa discografica abbia influenzato o meno la scelta di brani commerciali nei loro album (Roth era) perche se volevano potevano fare anche Diver Down in versione metal o lo stesso 1984 ma purtroppo si sa che i compromessi commerciali specie in Usa si devono fare per vendere ,, Ottimo album comunque .
Masterburner
Lunedì 16 Aprile 2012, 14.03.27
16
Bellissimo, poi mi piace che le parti di chitarre sono su una traccia senza overdub per la maggior parte dei casi, assoli compresi
blackie
Venerdì 6 Aprile 2012, 3.23.11
15
inferiore al colossale primo album ma si tratta di un album meraviglioso!quanti ricordi ....mitico david lee roth eddy fantastico...somebody get me a doctor,beatiful girl......madonna che disco...
sixx enri
Mercoledì 26 Ottobre 2011, 14.28.32
14
grande david lee roth !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Celtic Warrior
Mercoledì 26 Ottobre 2011, 13.21.58
13
Grande fabio II, la penso anche io così , comunque uno dei miei gruppi preferiti , con David alla voce .
fabio II
Lunedì 24 Ottobre 2011, 14.12.58
12
Il primo non potrà mai essere raggiunto, praticamente da nessuno, per innovazione e songwriting. 'II' non mi ha mai conquistato definitivamente; preferisco i successivi 'Woman And Childern First' e 'Fair Warning'.
AL
Domenica 23 Ottobre 2011, 23.26.23
11
discreto album che mi ricorda i miei primi anni metal... comprato su cassetta quasi per sbaglio...
luci di ferro
Domenica 23 Ottobre 2011, 12.24.58
10
Non voglio fare quello che capisce più degli altri anche perchè non risiede nel mio carattere, se mi è permesso esprimere un giudizio su Edward Van Halen direi GENIO, riguardo la discografia dei van halen vi consiglio Women And Children First - 1984 - 5150 - For Unlawful Carnal Knowledge - Balance - Van Halen - Van Halen II - Van Halen III non mi dispiace molto a me anzi, non sara un capolavoro ma è un bel album.
Radamanthis
Domenica 23 Ottobre 2011, 12.03.13
9
Bravissimo Frankiss, bellissima recensione e molto interessante l'ultima parte riguardante Darrell non la conoscevo proprio! Grazie anche al post di Jimi TG che ha approfondito ulteriormente questo particolare!
six
Domenica 23 Ottobre 2011, 11.53.50
8
Ricordo molto bene quei tempi ,a quei tempi io con i miei amici ascoltavamo e riascoltavamo made in japan dei deep purple chiedendoci se mai sarebbe arrivato un chitarrista bravo come blackmore ,eravamo anche convinti che il panorama musicale pop e hard rock fosse proprietà quasi esclusiva dell'inghilterra ,ma poi iniziammo a sentire per radio questo chitarrista americano Edward Van Halen che con eruption smonto' ogni nostra teoria ,comprammo subilto il vinile Van -halen I (un capolavoro ,uno dei dischi piu' belli hard-rock) ricordo anche quando usci' il secondo album Van HAlen II che purtroppo portò in noi molta delusione ,non era all'altezza del primo capolavoro ,c'è da dire pero' che poi con il terzo LP woman and children first , ritornarono alla grande perhcè anche quello fu un bellissimo LP. (che bei tempi quelli quando a torino si andava al sabato nei negozi di dischi MAschio o il dico Lo )
Jimi The Ghost
Sabato 22 Ottobre 2011, 17.54.12
7
Una recensione che è connessa a molti ricordi storico-chitarristici che spaziano da Van Halen con la sua “Frankenstrat” ed a Dimebag Darrel con la sua “Dean Razorback” purtroppo presentata ufficialmente solo dopo la sua morte. Due artisti paralleli, contrassegnati anche da un dono. Eddy è un chitarrista, tastierista, compositore e produttore assolutamente autodidatta e inventore di una “tecnologia” semplice montata su di una chitarra con un sound pressoché inesistente in quegli anni. I suoi assoli sono indiscutibili: tocchi intensi ad alte frequenze di feedback. Dimebag con la Dean Razorback è stato una forma di evoluzione. Oggi la sua chitarra “Frankenstrat”, la Frank 2, ovviamente replica della prima sua trasformazione ripresentata da Chip Ellis liutaio e costruttore prima Fender® e poi EVH® Wolfgang® Guitar , è stata acquisita presso il Smithsonian’s National Museum of American History nel febbraio di quest’anno. Pensate, una chitarra tra i reperti che hanno segnato la storia e le tappe evolutive dell’umanità….Questa II° produzione di Van Halen e de i suoi è ancora un bel rispolvero che segna certamente un passo evolutivo di tutta la storia della musica!
Groove77
Sabato 22 Ottobre 2011, 16.21.50
6
Capolavoro assoluto
jek
Sabato 22 Ottobre 2011, 15.23.30
5
Condivido 100% l'apertura della recensione il VH II è inferiore al primo capolavoro. Disco comunque lo si voglia bellissimo. Spanish Fly ci fa conoscere un'Eddy acustico da brividi, lo adoro.
luci di ferro
Sabato 22 Ottobre 2011, 14.01.06
4
@ Khaine, non devi chiedere scusa dopo quello che ho fatto a te e Jimi The Ghost, sono io che vi chiedo di nuovo scusa & vi RINGRAZIO delle vostre recensioni from the past.
Khaine
Sabato 22 Ottobre 2011, 13.44.30
3
Errore di digitazione mio. Chiedo scusa e ringrazio per la segnalazione.
luci di ferro
Sabato 22 Ottobre 2011, 13.40.22
2
Scusami Frankiss ma l'album non è del 1979. Forse ti sei confuso hai dato anche un 83 all'anno di uscita oltre al voto.
Electric Warrior
Sabato 22 Ottobre 2011, 10.38.49
1
Frankiss è sempre una garanzia per quanto riguarda queste perle del rock. Ottima recensione, non sono d'accordo solo sul voto. Per me è un capolavoro come molti il precedente e i successivi lavori della band!
INFORMAZIONI
1979
Warner Music
Hard Rock
Tracklist
1. You're No Good
2. Dance the Night Away
3. Somebody Get Me a Doctor
4. Bottoms Up!
5. Outta Love Again
6. Light Up the Sky
7. Spanish Fly
8. D.O.A.
9. Women in Love...
10. Beautiful Girls
Line Up
David Lee Roth (Voce)
Eddie Van Halen (Chitarra, backing vocals)
Michael Anthony (Basso, backing vocals)
Alex Van Halen (Batteria)
 
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