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Doogie White - As Yet Untitled
( 2958 letture )
Non si può certo dire che Doogie White non si sia dato da fare, in questi anni: un album con i riesumati Rainbow di Blackmore e due assieme al virtuoso delle 6 corde Yngwie Malmsteen lo hanno ben introdotto al panorama mondiale della musica heavy. Dopo tanti anni di duro lavoro, il singer scozzese decide finalmente di dare in pasto ai suoi fan il suo primo lavoro solista, As Yet Untitled (come viene definito dalle testate inglesi un album ancora in fase di lavorazione). Mancando una vera e propria band (unico elemento comune a tutti i brani rimarrà infatti la presenza del buon Doogie), balza subito all'occhio la quantità di special guests che il nostro si porta appresso: da Pratick Johansson (Yngwie Malmsteen) a Neil Murray (Whitesnake), passando per Pontus Norgren (Hammerfall), Marcus Jidell (ex Royal Hunt) e Derek Sherinian (ex Dream Theater), per citarne alcuni.

La proposta musicale consiste, sostanzialmente, in uno spontaneo e divertente hard rock, ben concepito e ben suonato, che ben risalta le tonalità e le qualità interpretative del vocalist scozzese. Non sono comunque mancanti, nonostante i canoni imposti dal genere, spunti di creatività e voglia di osare in sede di songwriting (basti pensare alla lunga intro di tastiera che precede lo stacco iniziare dell'opener), che sicuramente contribuiscono a collocare questo lavoro in una fascia di album superiore. La produzione, prevedibilmente, è perfetta. Tutto è al suo posto: non c'è nessun momento morto o moscio, ma soltanto durissimo rock suonato da grandi professionisti.
Passiamo così in rassegna tutte le più classiche espressioni che questo genere ha assunto nei suoi ormai quasi 50 anni di esistenza: si spazia da sfuriate alla AC/DC, a riff ipnotici che ci riportano alla mente i Whitesnake senza però che la sensazione di “già sentito” o la noia facciano capolino (se si eccettuano pochissimi e isolati passaggi). Ecco quindi che si delineano i contorni del sound di Doogie già dalla già citata opener, dalla divertente Time Machine e dai riff leggermente più cupi ed introspettivi di Dreams Lie Down And Die, mentre con la violenza di Lonely arriviamo a lambire i confini di un heavy dai toni fortemente maideniani. Con Land Of The Deceiver si ha la sensazione di essere delusi da un pezzo che, per come si presentava inizialmente, poteva essere molto più che semplicemente “buono” (decisamente più invasiva, in senso positivo, la prestazione di Norgren alle tastiere, qui), mentre Secret Jesus stupisce con un refrain decisamente superiore alla banalità del riff principale e finisce per ergersi come una delle vette qualitative del platter. Sea Of Emotion è la tanto attesa (e temuta) ballad: la prova, anche in questo caso, è ampiamente superata, poiché il pezzo, coinvolgente e ben strutturato, dal climax davvero emozionante, ha a sua volta nella fase conclusiva il suo punto di forza. E non ci si stufa mai nemmeno dell'hard rock cafone di Catz Got Yer Tongue, come della sognante Living On The Cheap, che ci riporta su livelli qualitativi astronomici, distinguendosi come canzone migliore della tracklist. Chiude la tiratissima Times Like These, che segna il ritorno sui terreni heavy metal già sperimentati, episodio inopinabile, che sembra uscito direttamente dagli '80s.

È inutile sottolineare nuovamente la prestazione perfetta del cantante scozzese (l'album è congegnato proprio per fargli da cornice) e degli altri grandissimi musicisti che lo accompagnano. Merita un'ulteriore menzione il songwriting, ispiratissimo, che dona una freschezza rara ad un genere che oggigiorno ha davvero poco da dire di nuovo e rende faticoso trovare difetti in questo lavoro. Volendo, si potrebbe dire che l'hard rock proposto non ha niente di innovativo, in sostanza, o semplicemente si può non apprezzare il timbro vocale di Doogie White, oppure sollevar controversie legate ai gusti di ognuno di noi. Si potrebbe, in effetti, ma non lo farò: l'album è meraviglioso, i pezzi sono emozionanti, divertenti, coinvolgenti, la produzione cristallina, la prestazione impeccabile. Non ci sono scuse.



VOTO RECENSORE
91
VOTO LETTORI
29.05 su 17 voti [ VOTA]
lux chaos
Domenica 27 Novembre 2011, 2.17.48
7
mmmm...per ora non mi sembra proprio entusiasmante...spero salga con gli ascolti...
Lizard
Lunedì 24 Ottobre 2011, 23.26.51
6
Lo ascolterò senz'altro. Doogie White è un ottimo cantante, con Malmsteen non ha dato affatto il suo meglio, senz'altro più interessante nel progetto Nostradamus di Nikolo Kotzev e nei suoi Cornerstone.
Radamanthis
Lunedì 24 Ottobre 2011, 18.54.29
5
La tua rece caro Listick mi invita molto allascolto....gli darò un fugace ascolto sul tubo e valuterò l'acquisto!
Listick
Lunedì 24 Ottobre 2011, 10.24.40
4
Grazie tieni d'occhio Youtube, solitamente non c'è molto da aspettare!
Eli6slash
Lunedì 24 Ottobre 2011, 10.20.10
3
ok allora spetto qualche giorno, comunque bella recensione
Listick
Lunedì 24 Ottobre 2011, 9.38.59
2
Conta che esce oggi in Europa e il 7 di Novembre negli USA
Eli6slash
Lunedì 24 Ottobre 2011, 9.29.33
1
mi piacerebbe sentirlo, ma non lo trovo da nessuna parte.
INFORMAZIONI
2011
Metal Mind Productions
Hard Rock
Tracklist
1. Come Taste The Band
2. Time Machine
3. Dream Lie Down And Die
4. Lonely
5. Land Of The Deceiver
6. Secret Jesus
7. Sea Of Emotion
8. Catz Got Yer Tongue
9. Living On The Cheap
10. Times Like These
Line Up
Doogie White (Voce)

Guest Musicians:
Pontus Norgren (Chitarra su 3,4,5,6,7,8,9,10) / (Tastiera su 3,5,7) / (Basso su 5)
Marcus Jidell (Chitarra su 1,2,4,5)
Phil Hilborne (Chitarra su 1,6,8)
Mick Tucker (Chitarra su 10)
Derek Sherinian (Tastiere su 9)
Tony Carey (Tastiere su 1)
Neil Murray (Basso su 6,10)
Greg Smith (Basso su 1)
Paul Logue (Basso su 2,3,4,8,9)
Patrick Johansson (Batteria su 1,2,3,4,7,9)
Thomas Broman (Batteria su 5,6,8,10)
 
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