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Sentenced - The Funeral Album
( 12054 letture )
INTRODUZIONE
Quando lessi l’annuncio su sentenced.org che definiva The Funeral Album come l’ultimo disco della band, beh, non ci volevo credere. Tutto poteva accadere, ma non che la mia band preferita, quella che mi dà più emozioni persino del mio amato death metal o della mia prima canzone metal che ho ascoltato, ovvero The Emptiness from which I Fed, si fermasse.
Pensavo ad una strategia per poter vendere meglio il disco, ma alla fine tutto è stato definitivo: i Sentenced, hanno scritto il loro ultimo album della carriera (stupenda). Una cosa che ho sempre apprezzato della band finlandese è stato sicuramente il coraggio di osare, viaggiare verso territori a volte ostici, e mi riferisco alle scelte di alleggerimento del sound. Ecco: mai scelta fu più azzeccata di questa, perchè da Frozen in poi, senza nulla togliere a capolavori come Amok o il leggendario North from Here, Lahiala e soci, hanno acquistato progressivamente una fetta sempre più grande di ascoltatori. Pensate a canzoni come Broken o Killing me, Killing You, che senza volerlo hanno avvicinato al gothic metal soprattutto molte ragazze.
Bene, da allora l’ascesa del gruppo è stata vertiginosa, fino a toccare l’apice massimo con uno dei dischi più belli di heavy/gothic di sempre (almeno per me, e non lo dico per partito preso NdR). Ora, provo tristezza, e mi trovo un po’ emozionato a scrivere la recensione dell’ultimo disco del mio gruppo preferito, che ho seguito fin dal marcio (in senso musicale) esordio. Ma passiamo ad analizzare questo gioiello.

RECENSIONE
Si parte alla grande con un bel giro di basso e chitarre che s’incrociano quasi a voler ricordare la compattezza delle canzoni che componevano The Cold White Light. Ville è in gran forma, il resto della band è affiatatissima, la canzone è molto in-your-face e concede un attimo di riposo soltanto verso la metà, quando la chitarra di Tenkula s’inventa un guitar-solo non originalissimo ma efficace.
Ever-Frost invece è una canzone che ricorda molto lo stile di Down e Frozen. Il coro ti si stampa dritto in testa al primo ascolto, nella maniera del precedente album e, come vuole lo spirito della band, cade nuovamente nel suo humour nero che li contraddistingue recitando ad un certo punto: ”Gesù salvaci...noi oriniamo sulla tua tomba"
A parte questa breve citazione, il mood è molto massiccio, da quasi una sensazione al limite tra la libertà e la sensazione di freddo di una vita passata in una terra desolata come la Finlandia, appunto. I Sentenced quindi, ci fanno viaggiare portandoci nel loro paese, attraverso ritmi catchy ed un finale dolcemente arpeggiato.
Ugualmente arpeggiata ma che infonde solitudine e tristezza, quasi come No One There, è la seguente We are but Falling Leaves: parte con chitarre dalle linee melodiche e malinconiche, il tempo è lento, ma poi si costruisce lentamente attraverso arpeggi in eco e chitarre acustice ad accompagnare il tutto. In definitiva possiamo definirla la prima semi-ballad del disco, ma tenetevi pronti perché nel finale c’è un capolavoro…
Fin’ora ci siamo: The Funeral Album ha tutte le carte in regola per diventare disco dell’anno. A confermare ciò ci pensa l’nizio acustico, dall’andamento quasi doom di Her Last Five Minutes. Essa assorbe in sé altri elementi malinconici. Ci sono dei synth (così come in Lower the Flags) nel mezzo della canzone (semplicemente stupendi ad accogliere gli intrecci chitarristici), scritti da uno dei due compositori principali dei Sentenced, Mikka Tenkula. È la tipica Sentenced-song ma comincia a farci ascoltare dei primi elementi di evoluzione.
Un’evoluzione che purtroppo è stata inevitabilmente bloccata…peccato…
Troppi pochi i minuti di Where Waters Fall Frozen, per soddisfare la nostalgia dei fans periodo-Jarva, infatti in un minuto scarso si fonde tutta la rabbia di Vesa Ranta e dei due axe-men che violentano le loro 6 corde. Nonostante tutto, un minuto indimenticabile, che viene surclassato dalla dolcezza della strappalacrime Despair-ridden Hearts. È la prima song dove compare uno strumento nuovo per il Sentenced-style: una sorta di arpa a bocca (!), per fondere musica tradizionale e puro heavy metal. Il risultato è ottimo, soprattutto quando verso il secondo minuto la batteria crea un muro di suono insuperabile e l’atmosfera si riscalda con una power-ballad che lascerà il segno in sede live. Mai i Sentenced hanno scritto un pezzo così bello, tant’è che non riesco a ricondurla a nessun altro.
Al contrario Vengeance is Mine inizia con un semplice riff aggiunto alla forte voce di Ville che in seguito verrà accompagnata da altri elementi, molto catchy. Verso il secondo minuto, un coro di ragazzi dai 10 ai 13 anni è stato scelto per risultare un altro nuovo elemento per la musica della band. Il tutto da un tocco “sacro” al brano, assieme al carillion che compare nuovamente col ritornello. Si sfornano così 4 minuti che ci fanno ritornare ai tempi di Frozen, in una versione però più pomposa, energica.
Il disco si alterna quindi, tra canzoni rock-oriented e molto potenti, ad altre più dolci che lasciano quasi sempre spazio a momenti davvero emozionanti. Ascoltate ad esempio Drain Me, scritta da Ville, ricorda molto TCWL. Ha un ritornello efficace ed un finale acustico che lascia l’ascoltatore in uno strano stato emotivo.
Karu, rappresenta quasi un’intro alla finale e stupenda End of the Road. Non avendo letto ancora attentamente i testi, la sento molto autocelebrativa, per via del titolo soprattutto, e rappresenta sicuramente il Sentenced Sound di tutti questi anni: chitarre dolci, pesanti, un Laihiala esemplare ed un finale con un vento che soffia forte….portando via tutta la malinconia di questo mondo.
Grazie Sentenced…..mi avete emozionato ancora una volta…..



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
77.35 su 116 voti [ VOTA]
Leandro
Martedì 21 Febbraio 2017, 0.45.58
16
Personalmente il death non è mai stato il mio genere, ma i Sentenced sono un'eccezione. Sono perfettamente d'accordo con chi dice che riescono a trasformare in musica sensazioni, idee, pensieri. Ascoltare una loro canzone è come trovarsi in mezzo a una sorta di mondo onirico in cui, volente o nolente, riescono a farti entrare. "End of the road" è secondo me tra le più belle canzoni metal mai scritte. Il coro dei bambini è una delle cose che, una volta sentita, non si scorda mai più.
Sambalzalzal
Sabato 29 Settembre 2012, 17.21.01
15
Qualche imbecille! ledB.@! Una delle bands più sottovalutate e più oneste nella storia!!! Invoco a gran voce la redazione affinchè recensisca anche gli altri albums dei Condannati!!!
ledB.
Sabato 29 Settembre 2012, 16.37.59
14
IMHO....... Ma chi diavolo ha votato sto cd per avere una media poco al di sopra del 50 ?? I fan di Justin Bieber ?? Ottima recensione, un CAPOLAVORO, sintesi di tutto il percorso evolutivo musicale che il gruppo ha seguito. Per me le note di Tenkula sono riuscite ancora, con questo lavoro, a graffiare e ad emozionare.
GattoMais
Lunedì 25 Ottobre 2010, 16.21.40
13
Con loro se ne va una parte importante di me.
Maurilio
Mercoledì 30 Settembre 2009, 15.29.23
12
Pienamente d´accordo con Leandro. Il cd non ha l´intensitá emotiva di Crimson e la carica del suo predecessore.Un buon album ma mii aspettavo di meglio, in pratica é basato su 5-6 canzoni molto buone mentre le altre sembrano un pó riempitivi.
leandro
Giovedì 27 Settembre 2007, 18.01.36
11
bello funeral ma non come crimson e cold white light
Rozen
Martedì 13 Febbraio 2007, 16.20.25
10
se ne vanno davvero in grande stile
Altarius
Giovedì 15 Dicembre 2005, 14.19.24
9
ormai ho ascoltato questo album decine e decine di volte dal giorno della sua uscita. Lo stesso ho fatto x tutti gli altri loro album ma un album che sapesse sollevarmi un turbine di sentimenti e mi facesse vivere momenti indimenticabili come the funeral album nn l'ho mai sentito. grazie Sentenced il panorama musicale sentirà davvero la vostra mancanza.
Francesco
Lunedì 22 Agosto 2005, 15.20.44
8
Quest'album e' un pezzo da maestro,ed e' il migliore dei sentenced (non ne sono mai stato un grande fan).Dalla prima all'ultima canzone,questo album e' fantasstico, soprattutto il pezzo strumentale death metal e dopo una canzone tranquilla (la quiete dopo la tempesta).Peccato che la tempesta era breve.End of the road e' perfetta:inizio con la chitarra,cori dei bambini e pezzo strumentale finale(che a me ha ricordato gli angra).Mi dispiace che si siano sciolti.
maximum
Venerdì 5 Agosto 2005, 14.06.12
7
cavolo quest'album è dinamite, un saluto degno di questa grandissima band... grandi
strong84
Lunedì 13 Giugno 2005, 17.24.54
6
Un cd bellissimo,toccante e da ascoltare in tranquillità.E che dire del coro di voci bianche e del finale di The end of road...Ci mancherete maledetti necrofili
karenz
Lunedì 13 Giugno 2005, 16.31.39
5
secondo me the funeral album racchiude alcuni momenti di musica veramente indimenticabili. anche se lo ritengo leggermente inferiore di "the cold white light" (comunque insuperabile) in alcune canzoni i sentenced riescono a trasformare in musica sensazioni e idee come pochissimi altri: ad esempio l'ultima canzone "end of the road" sembra esprimere con la sua musica un addio vero e proprio, un allontanamento da questo mondo (il coro dei bambini personalmente mi mette i brividi); si creano atmosfere sublimi, fredde, buie e particolari che rievocano quei paesaggi nordici dai quali provengono i sentenced. pochi gruppi riescono a stimolarmi l'immaginazione come loro... grazie Sentenced!
Renaz
Giovedì 9 Giugno 2005, 14.19.56
4
Boh, io sono partito super entusiasta all'ascolto, dopo aver letto la tua rece. Mi aspettavo chissà cosa... ma non vedo nessuna evoluzione dai tempi di Crimson. Cmq è solo un mio parere, niente di più.
Heretic
Giovedì 9 Giugno 2005, 10.51.18
3
un album uguale come tutti gli altri?cazzo!...allora si vede che non l'hai ascoltato proprio!
Renaz
Giovedì 9 Giugno 2005, 8.33.08
2
Un album assolutamente uguale a tutti gli altri, musicalmente parlando. Inutile.
alessandro
Lunedì 6 Giugno 2005, 9.16.51
1
non potevano fare un album migliore....peccato sia l'ultimo....
INFORMAZIONI
2005
Century Media
Heavy
Tracklist
1. May Today Become the Day
2. Ever-frost
3. We Are But Falling Leaves
4. Her Last 5 Minutes
5. Where Waters Fall Frozen
6. Despair-ridden Hearts
7. Vengeance is Mine
8. A Long Way to Nowhere
9. Consider us Dead
10. Lower the Flags
11. Drain Me
12. Karu
13. End of the Road
Line Up
Ville Laihiala (vocals)
Miika Tenkula (guitar)
Sami Lopakka (guitar)
Sami Kukkohovi (bass)
Vesa Ranta (drums)
 
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