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Riot - Immortal Soul
( 6041 letture )
Da anni ormai i Riot sono lontani dalle prime pagine dei giornali, ammesso che ci siano mai stati. Eppure quella che si è consumata in questi trentacinque anni è una delle carriere più interessanti, ricche ed importanti dell’intero panorama hard’n’heavy. Formatisi a New York nel 1975 e giunti al debutto con Rock City nel 1977, i Riot costituiscono uno dei più brillanti esempi di band che ha accompagnato il passaggio dall’hard rock all’heavy metal classico, anticipando spesso le evoluzioni che sarebbero diventate le fondamenta del genere e divenendo così tra i fautori della sua nascita. La loro discografia, anche la più recente, narra di album rilasciati sempre sotto il segno della qualità e dell’ispirazione, oltre che della più genuina passione. Dopo la pubblicazione di Army of One nel 2006 e l’abbandono del singer Mike DiMeo tentato dall’entrata nel gioco grosso con i Masterplan, il gruppo è finito in una fase di stallo, che si è interrotta nel 2008 con l’annuncio che la line up completa autrice del classico Thundersteel e del successivo The Privilege of Power, si era riunita attorno al leader Mark Reale. Si tratta di un evento inaspettato che ha generato grande attesa nei fan della band. Inutile negare che si trattava anche dell’unica scelta possibile per rilanciare l’attenzione attorno al gruppo ed al nuovo album, il qui presente Immortal Soul. Non che ci si aspetti un capolavoro dopo trentacinque anni di carriera e certo i Riot non devono ormai dimostrare niente a nessuno, se non che sono ancora in forma e capaci di offrire il loro meglio. Ma come si presenta, dunque, questo Immortal Soul?

Cominciamo col dire che rispetto ai dischi rilasciati negli ultimi anni, il ritorno al power/speed che aveva caratterizzato la proposta della band è nettissimo, grazie all’apporto compositivo del rientrante bassista Don Van Stavern che firma i brani di maggior impatto e l’opener Riot ne è già un esempio lampante con i suoi richiami all’album Thundersteel ed alla title-track in particolare. Si tratta quindi di un furioso speed metal tutto condotto oltre i limiti di velocità consentiti da una sezione ritmica strepitosa, da chitarre affilate e melodiche e dall’acutissima voce di Tony Moore. Un vero tuffo al cuore, specialmente per quanto riguarda proprio quest’ultimo, che pare conservare la propria ugola cristallina nel migliore dei modi, offrendo una pasta vocale solo leggermente affinata rispetto al passato, ma ancora in grado di stupire l’ascoltatore con acuti al limite dell’ultrasuono. L’approccio speed viene mantenuto in brani come Still Your Man, Wings Are for Angels, Sins of the Father e nelle due canzoni conclusive, tutte cavalcate a rotta di collo che mettono in luce gli splendidi intrecci chitarristici e i fulminanti assoli della coppia Reale/Flyntz. Lo stile di Reale, in particolare, è da sempre un punto di riferimento per i chitarristi heavy, sia per l’assoluta pulizia e velocità di esecuzione, sia per la sua capacità di coniugare scale condotte su ritmi forsennati con riff assolutamente memorizzabili, potenti e melodici allo stesso tempo. Un vero e proprio marchio di fabbrica, che rende il chitarrista italoamericano uno dei maestri del genere: basta ascoltarlo per rendersi conto di quanto quest’uomo abbia dato in termini di linguaggio musicale alla causa del metal. Tornando all’album, la band, come vent’anni fa, sceglie di far convivere le tracce più telluriche con brani tipicamente metal, concentrati in particolare nella seconda parte del disco, nella quale fa capolino anche una traccia tendente all’hard rock, Whiskey Man. Da segnalare, infine, la presenza di pezzi più particolari e meno tipici del repertorio del gruppo come Crawling, sicuramente uno degli apici del disco e Fall Before Me, nel quale un riff decisamente “moderno” si sposa con una intelaiatura più “classica” da semiballad. Brani questi che testimoniano che la reunion vuole essere qualcosa di più di una rimpatriata, ma nasconde ancora tanta voglia di esserci e dire la propria: a dirla tutta, sarebbe stato forse meglio che il gruppo avesse seguito più a fondo questa linea. Nel complesso, infatti, Immortal Soul si rivela album godibilissimo, che cela al suo interno brani più che buoni, ma offre poche sorprese e poche punte di eccellenza. Si registra invece qualche passaggio a vuoto, come per esempio linee melodiche vocali e strumentali non propriamente memorabili di alcuni brani o, in generale, la parte conclusiva dell’album, buona ma non eccelsa, con l’eccezione di Believe. Un vero peccato, perché, almeno fino allo strumentale Majestica, il disco sembrava viaggiare verso alti livelli. Resta il dubbio sulla scelta della band di riportare indietro le lancette dell’orologio e riproporre quasi filologicamente quelle che erano state le direttrici degli album precedenti prodotti da questa line up. La differenza in questo senso la può fare solo la qualità e se “l’effetto nostalgia” funziona alla grande nei brani più riusciti, quando il livello si abbassa leggermente viene spontaneo chiedersi se una maggiore propensione al rischio non avrebbe giovato alla riuscita dell’album. E’ difficile per chiunque riproporre con convinzione quanto fatto vent’anni prima e quindi puntare su un approccio meno derivativo dal proprio passato sarebbe forse stato auspicabile. Va comunque detto che l’entusiasmo è percepibile nei solchi dell’album ed i Riot riescono comunque a garantire qualità e classe in abbondanza, giocando con la propria tradizione su livelli più che validi per buona parte del disco. Insomma, si può senz’altro considerare riuscita questa reunion, anche in prospettiva, seppure resti la sensazione che un approccio meno classico e più coraggioso avrebbe forse permesso al disco di volare più in alto.

Il ritorno di una leggenda merita sempre la giusta attenzione ed è chiaro che i Riot puntano moltissimo su questa uscita. Di fatto, è una pura goduria ascoltare questa line up dare il suo meglio ed il valore indiscusso di questi musicisti li pone già su un livello decisamente alto. Basta l’iniziale Riot, una canzone che da sola vale l’acquisto, per cancellare di colpo la discografia di tanti inutili gruppetti che hanno affollato la scena in questi anni. Immortal Soul è quindi il risultato di un gruppo stellare, con una carriera lunghissima alle spalle ma ancora in grado di graffiare quando serve. I limiti di questo ritorno, d’altra parte, sono altrettanto ben in evidenza, sin dal primo ascolto. Per il momento, il giudizio resta comunque ampiamente positivo, visto che la grinta e la fame che questi musicisti dimostrano sono realmente coinvolgenti e la bilancia pende ancora a favore dell’ispirazione e della sincerità, pur con qualche riserva. Lode quindi a questa band dalle mille vite, lontana dai riflettori e concentrata solo sulla propria musica, tutt’ora incapace di realizzare un disco brutto, in attesa che qualcuno si accorga del suo valore immenso.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
79.81 su 95 voti [ VOTA]
Aceshigh
Martedì 8 Maggio 2018, 15.50.48
32
Nell'attesa che mi arrivi l'ultimo album, mi scaldo i muscoli ripassandomi questo Immortal Soul, che per me rimane uno dei migliori della loro lunga discografia, appena un pelo sotto ai loro masterpieces. Le prime due, Wings Are for Angels, Whiskey Man e Believe le mie top songs. Da avere. Voto 91
AL
Martedì 27 Marzo 2018, 10.09.45
31
non sono tra i miei gruppi preferiti ma vedo che non sbagliano un colpo
Pink Christ
Martedì 27 Marzo 2018, 8.17.01
30
Appena ascoltato, devo dire che è un ottimo album anche se preferisco le sonorità ottantiane con la quale la band ha iniziato. 80 ci sta tutto
Salvatore
Sabato 27 Maggio 2017, 19.56.42
29
* pardon!....Immortal Soul!
Salvatore
Sabato 27 Maggio 2017, 19.56.42
28
* pardon!....Immortal Soul!
Salvatore
Sabato 27 Maggio 2017, 19.50.41
27
Altra leggendaria band degli degli 80s che partendo da un incalzante sound hard rock degli inizi,si evolse in un granitico power/Speed metal dalle melodie epicheggianti,con un cantato acuto e pulito (thundersteel) questo Mortal Sun e un bellissimo esempio di come certe band Dell passato,sappiano tenere il passo dei tempi ! Semplicemente grandi!....io gli do un bel 80!
Lizard
Venerdì 28 Febbraio 2014, 17.00.53
26
Per te amico Jackiedan. Ti assicuro che io non ho nulla di che vergognarmi per aver giudicato questo album quasi ottimo. Tra l'altro, se ti fai un giretto sul sito, vedrai che questo album è stato inserito da noi tra gli album imperdibili dal 2000 ad oggi e che ho personalmente curato la recensione di Narita e un articolo della serie Almost Famous dedicato proprio ai Riot. Quindi, prima di usare certe parole e certi toni, converebbe almeno assicurarsi che fossero ben indirizzati.
Jackiedan
Venerdì 28 Febbraio 2014, 16.51.25
25
come si puo dare 77 al miglior album di power metal degli ultimi 20 anni?!?!?! vergogna!!!! questo è da 100, se non di più...
dario
Venerdì 13 Dicembre 2013, 18.20.50
24
Vado un pò controcorrente. Secondo me è un pò noioso e ripetitivo. Moore è sempre una gran voce , ma qua lo trovo poco ispirato, come anche tutto il resto. Ovviamente a mio modesto parere. Arrivo a 65 per l'immensa stima che ho nei confronti di questa band immortale.
lux chaos
Mercoledì 27 Marzo 2013, 17.47.02
23
Riascoltando oggi questo spettacolo di disco, passo di qua per ringraziare e salutare il grande grandissimo Mark Reale. Riposa in pace. Wings are for angels, Mark...
andreastark
Sabato 9 Febbraio 2013, 11.17.44
22
Bassino questo voto..... direi superiore all' 80 per questo gran bel disco-testamento. Saluti Lizard
Maurizio
Sabato 2 Febbraio 2013, 22.53.36
21
Riposa in pace Mark, e grazie di tutto.Ci hai lasciato davvero tanti pezzi immortali.
vinilespeed900
Venerdì 9 Marzo 2012, 16.12.58
20
Bel lavoro ma i potenti Riot dei capolavori "Thundersteel" e "Retleess"sono ben lontani da questo .
HyperX
Venerdì 3 Febbraio 2012, 0.31.34
19
R.I.P. Mark Reale. La tua musica continuerà ad ispirare la mia vita. Grazie per quest'ultimo capolavoro. Shine on Warrior!
Guido
Lunedì 23 Gennaio 2012, 16.13.58
18
Capolavoro, voto 100 con il cuore. Magari 85 con la testa. Attenzione, i primi 7 brani sono da apocalisse, ma quelli successivi sono di ALTO livello con tante finezze e tutt'altro che scontati (Insanity per citarne uno). Il bello dei Riot è che i brani hanno melodia da vendere. Ieri ho strimpellato il disco con l'acustica, gli accordi come sempre sono facili, entrano in testa: su di essi magicamente si tessono melodie splendide. Mark Reale, uno dei pochi a non essersi MAI venduto ed aver sempre SCELTO quale musica suonare rottamando ben due volte i Riot estremi (dopo Fire e The Privilege) in favore dei Riot più hard-rockers. Il più schivo di tutti, mai una parola fuori posto, un onore averlo conosciuto. Shine on, warrior!
Joe91
Martedì 27 Dicembre 2011, 21.17.29
17
Capolavoro.. 80.
Lizard
Mercoledì 14 Dicembre 2011, 16.11.20
16
Sì, più o meno è proprio così e magari si è poi più indulgenti quando il disco non è proprio splendido un saluto a te e grazie per i commenti!!
Celtic Warrior
Mercoledì 14 Dicembre 2011, 16.00.00
15
Lizard il Saggio , dai gruppi preferiti si pretende sempre il massimo o lavori più originali e quindi si è più severi è vero , un saluto
Lizard
Mercoledì 14 Dicembre 2011, 15.12.15
14
Lo è anche secondo me, in ogni caso. E' solo questione di cosa si cerca: per me un disco che presenta almeno 6 titoli non di primissimo piano e per il resto si affida a formule già ampiamente sperimentate in passato non può puntare all'eccellenza, anche se il livello è decisamente alto come in questo caso; fermo restando che nessuno può negare che questi siano dei Maestri assoluti e che da loro c'è solo da imparare (sono peraltro uno dei miei gruppi preferiti!!).
Celtic Warrior
Mercoledì 14 Dicembre 2011, 14.55.23
13
Concordo , più lo ascolto e più piace , il recensore secondo me è stato troppo severo col voto , questo è uno dei migliori album del 2011 .
lux chaos
Martedì 29 Novembre 2011, 0.02.04
12
Più lo ascolto e più godo...che razza di maestri....anche le restanti tracce, dopo 2-3 ascolti, si rivelano proprio belle anche loro...che gruppo cazzo!!!!! Salgo anch'io a 87/88, enormi!!!!!
xXx
Venerdì 25 Novembre 2011, 0.40.00
11
Quoto lux chaos, un album interessantissimo, ha un ritmo veriginoso, un Moore in grazia e un Reale ispiratissimo. Voto 87 netto!
lux chaos
Giovedì 24 Novembre 2011, 23.41.42
10
Le prime 7 tracce sono una PIU' BELLA DELL'ALTRA, poi la restante metà cala un pò ma resta un gran bel disco...80 secco + 5 punti di stima enorme per questi grandi musicisti!!!!
Celtic Warrior
Sabato 5 Novembre 2011, 17.41.34
9
Album dal ritmo velocissimo come nei primi capolavori anni 80 , con Mark Reale in ottima forma . Sono tornati alla grande un 88 ci sta tutto x me
Radamanthis
Giovedì 3 Novembre 2011, 0.47.46
8
Bellissimo, ascoltato e gustato alla grande! Tony Moore spacca di brutto!!!
Celtico
Mercoledì 2 Novembre 2011, 20.29.14
7
ascoltato solo alcuni brani in rete.. grandissimi!
SabbraCadabra
Martedì 1 Novembre 2011, 17.01.59
6
Ridateci i Riot di Fire Down Under vero capolavoro di HM americano, questi in confronto fanno ridere da quanto sono scontati.
Vittorio
Martedì 1 Novembre 2011, 11.11.41
5
Istituzione. Album da avere, stando alle anteprime sentite.
Electric Warrior
Martedì 1 Novembre 2011, 10.13.26
4
Ho ascoltato solo un brano in anteprima (non mi ricordo il titolo) che sinceramente non mi aveva entusiasmato più di tanto. Quando mi capiterà tra le mani ci darò un'ascoltatina.
Subhuman
Martedì 1 Novembre 2011, 9.15.40
3
Riot immortali, nomen omen!
Iwantout
Lunedì 31 Ottobre 2011, 20.01.28
2
Capolavoro
Luke_Skywalker_666
Lunedì 31 Ottobre 2011, 19.18.03
1
ed arriva ad 80 almeno.....eddai questo è davvero un lavoro molto valido !!!
INFORMAZIONI
2011
SPV/Steamhammer
Heavy/Power
Tracklist
1. Riot
2. Still Your Man
3. Crawling
4. Wings Are for Angels
5. Fall Before Me
6. Sins of the Father
7. Majestica
8. Immortal Soul
9. Insanity
10. Whiskey Man
11. Believe
12. Echoes
Line Up
Tony Moore (Voce)
Mark Reale (Chitarra)
Mike Flyntz (Chitarra)
Don Van Stavern (Basso)
Bobby Jarzombeck (Batteria)
 
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