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Archgoat - Heavenly Vulva (Christ’s Last Rites)
( 3879 letture )
Non esistono libri morali o immorali. I libri sono scritti bene o sono scritti male. Questo è tutto. (Oscar Wilde)

Allo stesso modo non esistono dischi morali o immorali. Esistono dischi suonati bene e dischi suonati male. Non c’è altro da aggiungere. Purtroppo è nel secondo filone che quest’ultimo EP dei finnici Archgoat trova sua naturale collocazione: trentadue minuti di becera, spudorata, assurda banalità fatta musica. Non c’è un riff, una sfuriata di batteria, un urlo del cantante, che per inciso è adatto al massimo ad una band brutal dato che sbraita come un maiale trascinato al mattatoio, che sia almeno passabile, tanto che dopo una o al massimo due tracce, ovviamente con un minutaggio raramente oltre i tre minuti e mezzo, l’ascoltatore riesce a prevedere qualsiasi variazione sul tema. A partire dalla copertina, francamente ridicola, svuotata di tutte le sue connotazioni blasfeme, in quanto proprio povera di immaginazione, si dischiude quindi un universo dove gli ultimi vent’anni della scena black e non solo, sembrano non essere mai esistiti.

La scena finlandese e scandinava in generale a cui la band rende i tributi, è l’unico punto di riferimento sicuro, cosa che farà di certo la gioia dei sostenitori più intransigenti, quelli che vedono le contaminazioni come la peste e i cambiamenti come origine di tutti i mali.

Se siete, voi lettori, parte di questa categoria, prego, non leggete oltre, prima di sentirvi oltraggiati, e godetevi il suddetto esempio di black metal privo di compromessi.

Rincaro la dose: perdonando per eccesso di pietà la produzione arcaica, ci si scontra con una pochezza espressiva sinceramente disarmante, scelte stilistiche controproducenti, riproposizioni di costruzioni sonore a tal punto trite da smuovere nell’incauto fruitore un sentimento fortissimo di rigetto involontario. Solitaria dote, l’eccellente dose di ferocia, che traspare massicciamente, vero (e son pochi), punto di forza del presente oggetto di recensione, e della produzione globale dei finlandesi.
Venendo, ahimè, alla discussione intorno alle sei tracce offerte, non c’è assai da dire. Francamente inutile sparare sulla Croce Rossa ripetendo quanto già spiegato: mi limito solamente a segnare sul tabellone dei punti due discrete apparizioni della chitarra solista, minuscola cattedrale nel deserto artistico dei Nostri Don Chisciotte della nera fiamma. Punti a favore subito bilanciati dalla totalità degli urletti di piacere (o almeno a quelli che potrebbero essere ricondotti a spasmi orgasmici), che pervadono in maniera democratica il cd, per culminare poi nel mezzo minuto abbondante in Goddess of the Abyss of Graves. Inserto al limite del patetico.
Si salvano parzialmente le atmosfere, che riescono, seppur claudicanti, a trasmettere emozioni negative, a tratti svelare visioni conturbanti, ma nulla che sia compiuto e omogeneo. Piuttosto si ha la vaga impressione di un’entità che avrebbe, ben celate, le potenzialità per partorire un lavoro positivo, però all’atto paga lacune compositive piuttosto evidenti.
Unica nota sulla tecnica strumentale, come chiusura al nostro breve viaggio, in modo da rendere giustizia ad un batterista che il suo mestiere lo svolge professionalmente, raggiungendo una piena sufficienza, permettendo inoltre di apprezzare qualche sporadico giro leggermente diverso dal mediocre imposto. Chitarre e basso, al contrario, trovano in pagella una valutazione insufficiente. Non si può proteggersi sostenendo di rappresentare l’assalto frontale per antonomasia, cancellando tecnica, ispirazione, melodia. Solo quest’ultima assenza è parzialmente giustificata, essendo alquanto comune.

Tirando le somme, un’involuzione decisa caratterizza quest’EP, che riesce a far peggio dei precedenti episodi discografici, in ogni caso, mai più che sufficienti. Non sono solito affibbiare voti pesantemente negativi. Qui mi trovo costretto.



VOTO RECENSORE
45
VOTO LETTORI
74.23 su 80 voti [ VOTA]
MarcoMarco
Mercoledì 1 Novembre 2017, 14.40.03
9
Non toccatemi gli AG!! Ok non sarà il massimo, ma prima di inveire contro gente che ha creato lo stupendo Satanic Warmaster, sciaquatevi la bocca Eccheccazzo...il black metal da quando in qua deve avere contaminazioni? Si vede, poi che fine fanno, gli Enslaved ad esempio. Divenuti patetici.
aliceinhell
Mercoledì 15 Agosto 2012, 20.29.48
8
gruppo decisamente inutile!!
Bloody Karma
Sabato 5 Novembre 2011, 15.25.58
7
ma infatti jacopo nessuno sta mettendo in discussione la tua analisi, semplicemente sto dicendo che per quanto mi riguarda non mi aspetto evoluzioni dagli archgoat e che quanto viene proposto su questo mini èfedelmente in linea con quanto fatto in passato...se proprio dare un voto direi che il 60 dei lettori è più che appropriato, ma capisco bene che per molta gente gli archgoat fanno davvero pena...
Ahti
Sabato 5 Novembre 2011, 11.23.34
6
Metto in chiaro:la durezza del voto è dovuta alla poca voglia di innovare un sound che sì ha aspetti positivi (ferocia, violenza, marciume), ma che appare molto superato. Non discuto la loro importanza nel parorama black finlandese, anzi sono una band di punta per impatto live, ma bisogna anche innovare il proprio essere, soprattutto per una dignità artistica. A me sembra che al di là di blasfemia, rozzi riff, voci infernali, ci sia veramente poc'altro.
Bloody Karma
Venerdì 4 Novembre 2011, 21.56.11
5
beh pure io, pur non essendo uno sfegatato fan degli archgoat, non mi sembra un disco da bocciare in toto...lo stile è quello che han sempre avuto, zozzo, cazzone e menefreghista...ripeto non ci vado proprio a nozze, ma ritengo importante che nel panorama black ci sia gente che produca fogne sonore di tale portata.
Ahti
Venerdì 4 Novembre 2011, 20.16.06
4
De gustibus. Ma io l'ho trovato, anche ascoltandolo più volte, di una banalità indescrivibile. Come ho trovato terribilmente banali anche le precdenti uscite. Una band con qualche buona idea, espressa male, che rimane ancorata a stilemi di vent'anni fa.
Witchcult
Venerdì 4 Novembre 2011, 19.53.43
3
"è l’unico punto di riferimento sicuro, cosa che farà di certo la gioia dei sostenitori più intransigenti, quelli che vedono le contaminazioni come la peste e i cambiamenti come origine di tutti i mali." Non rientro minimamente in questa categoria passo dall'ascoltare tranquillamente Archgoat,Beherith a Lynyrd Skynyrd a The allman brothers band a gli Uncanny, giusto per citare 5 dischi che ho sull'auto adesso. A me il disco sembra ottimo, così come le precedenti uscite, inutile dire che non sono d'accordo su nulla
S.V.
Giovedì 3 Novembre 2011, 21.21.55
2
Sotto le mie aspettative dopo l'ottimo The Light ecc. Ma lo considero un buon ep, forse son di parte.
Mickey
Giovedì 3 Novembre 2011, 15.51.01
1
Concordo,l'ho ascoltato per poco tempo prima di capire la banalità di questo EP.Eppure la Debemur Morti è una casa discografica seria...
INFORMAZIONI
2011
Debemur Morti Productions
Black
Tracklist
1. Intro
2. Blessed Vulva
3. Penetrator of the Second Temple
4. Goddess of the Abyss of Graves
5. Day of Clouds
6. Passage to Millennial Darkness
Line Up
Lord Angelslayer: bass, vocals
Ritual Butcher: guitars
Sinisterror: drum
 
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