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Steppenwolf - At Your Birthday Party
( 1298 letture )
At Your Birthday Party è cronologicamente il terzo album dei leggendari Steppenwolf, gruppo imprescindibile per la genesi e l’evoluzione dell’hard rock, grazie soprattutto ai due album precedenti, l’omonimo Steppenwolf e il successivo The Second; probabilmente, il terzo album della band è anche il terzo da un punto di vista qualitativo, nonché di vendite, visto che fu l’ultimo platter della band a piazzarsi nella top ten della classifica statunitense. Il disco, come detto, pur non essendo all’altezza dei primi due, si mantiene comunque su buonissimi livelli, grazie a classici della musica rock come la stupenda It’s Never Too Late, la buonissima Jupiter’s Child, la raffinata ballad She’ll Be Better, e la roboante e festaiola Rock Me. Certo, la proposta della band, in questo terzo album si amplia e forse si alleggerisce un po’, ma senza snaturarsi, tenendo sempre presente il suo ruolo all’interno del panorama rock internazionale, dove gli Steppenwolf ricoprivano sempre più, alle soglie del 1970 -e meritatamente per giunta-, lo status di cult band.

L’album si apre con Don’t Cry, canzone discreta che assolve molto bene il suo ruolo di opener. A seguire la buona Chicken Wolf, dominata da un groove di basso di Nick St. Nicholas entrato in line up per sostituire Rushton Moreve, bassista sui primi due album. Lovely Meter, se pur dotata di buone linee melodiche, suona davvero troppo melensa, e si fa fatica a pensare che solo un anno prima la stessa band aveva registrato l’immortale singolo Borne To Be Wild. Molto meglio con la successiva Round and Down, che dopo poco più di un minuto si sviluppa in sordina fino ad arrivare in un buon finale in crescendo. Di It’s Never Too Late abbiamo già detto, ma colgo l’occasione per ribadire lo splendido messaggio portato dal ritornello, e di cui mi faccio ambasciatore: It’s never too late to start all over again. Dopo l’intermezzo Sleeping Dreaming, la doppietta Jupiter’s Child-She’ll Be Better esprime al meglio le potenzialità della band nell’A.D. 1969. La blueseggiante Cat Killer è molto più di un intro per Rock Me, nella quale si mette in mostra Goldy McJohn al pianoforte. La parte centrale “sambeggiante” di Rock Me è una perla all’interno di una canzone intramontabile. Dopo l’energia di Rock Me, il ritmo cala con la discreta God Fearing Man, seguita dall’esotica ed inutileMango Juice, che anticipa la title track, altra buona song introdotta dall’organo di McJohn.

In definitiva, At Your Birthday Party è un buon album, che non arriva ai picchi di qualità raggiunti dai due album precedenti, ma resta comunque al di sopra della produzione successiva. Da avere se siete alla scoperta delle radici della musica oggetto di questa webzine.



VOTO RECENSORE
76
VOTO LETTORI
26 su 20 voti [ VOTA]
fabio II
Venerdì 11 Novembre 2011, 14.15.28
7
Ciao Billo!! infatti ho due promesse da mantenere: Terremoto e la band di Radaminthis. Salutissimi!
BILLOROCK fci.
Venerdì 11 Novembre 2011, 13.46.37
6
Fabio ll: ah ehm... l hai ascoltato poi TERREMOTO dei Litfiba ?? Va che ti faccio bocciare eeh !!
BILLOROCK fci.
Venerdì 11 Novembre 2011, 13.44.59
5
Una delle band più rock che ci siano mai state.... signori su il sipario cè il lupo della steppa !! rock n roll people !!
fabio II
Venerdì 11 Novembre 2011, 10.56.48
4
Umh dovrei cambiare anche questo di pc...guarda sotto come è venuto scritto 'installato'... mah salta le lettere
fabio II
Venerdì 11 Novembre 2011, 10.53.37
3
Con 'Magic Carpent Ride' sei andato proprio sul velluto buon Raven; mi spiace non averti seguito ma ho cambiato casa e non avendo linea telefonica non ho istallato il vecchio pc; appena riesco prendo un portatile così risolvo tutti i problemi ( cazzo sono mesi che devo ascoltare anche la band di Radamanthis ). Un saluto e infinita gloria per Area Metallized
Raven
Giovedì 10 Novembre 2011, 21.41.58
2
Esatto, nella seconda puntata di Area Metallized li ho inseriti nella sezione centrale dedicata alla storia del rock, ed ho utilizzato Magic Carpet Ride.
fabio II
Giovedì 10 Novembre 2011, 16.14.09
1
Ho già scritto cosa penso di loro, è un vero peccato che oggi vengono quasi esclusivamente ricordati per 'Born To Be Wild'; mentre erano autenticamente innovativi; se vi piace l'hard rock quintessenziale Usa qui troverete i primi vagiti. Steppenwolf, Quicksilver e Spirit erano davvero 'the new way of rock'
INFORMAZIONI
1969
ABC Dunhill
Rock
Tracklist
1. Don't Cry
2. Chicken Wolf
3. Lovely Meter
4. Round And Down
5. It's Never Too Late
6. Sleeping Dreaming
7. Jupiter's Child
8. She'll Be Better
9. Cat Killer
10. Rock Me
11. God Fearing Man
12. Mango Juice
13. Happy Birthday
Line Up
John Kay (Voce, Chitarra, Armonica)
Michael Monarch (Chitarra)
Goldy McJohn (Organo, Piano)
Nick St. Nicholas (Basso)
Jerry Edmonton (Batteria, Voce)
 
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