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Pagan Altar - Volume 1
( 4224 letture )
Black Sabbath, Black Sabbath e ancora Black Sabbath
Ogni qualvolta ci si accinga a parlare del doom metal e delle sue origini, appare indispensabile soffermarsi sui primi lavori della band di Birmingham, tralasciando l’apporto fondamentale di gruppi minori che la storia – come spesso accade – ha rilegato in paragrafi marginali.
I Black Sabbath, facendo tesoro del dark sound inglese di quegli anni, rappresentano la base dell’hard rock oscuro, legato a tematiche occulte ed esistenziali. E per il metal?
Spesso si dimentica di prendere in considerazione gli anelli di congiunzione nell’evoluzione musicale di un dato periodo, pretendendo che, come per magia, l’innovazione nasca senza la presenza di un solido background artistico.
Come è stato possibile passare dall’hard rock oscuro al doom metal degli anni ottanta? In questo fondamentale passaggio alcune bands hanno giocato un ruolo fondamentale, seppur probabilmente inconsapevole: Witchfinder General, Clover Hoof, Angel Witch e Pagan Altar.

Nate tutte nel seno del vasto movimento britannico della NWOBHM, questi gruppi hanno saputo fondere il retaggio più oscuro dei seventies alla forza vitale della nuova corrente del rock duro. Se le prime tre dimostrarono di far parte in pieno della nuova corrente musicale, proponendo un heavy metal venato di tinte oscure e infarcito di melodie sinistre, i Pagan Altar rappresentarono invece il vero anello di conguinzione tra il proto-doom degli anni ’70 e il nascente doom metal.

Formatisi nel 1978 a Brockley (nel sud di Londra) i Pagan Altar esordirono nel 1982 con un demo-tape autoprodotto, accompagnato da un’inquietante copertina raffigurante una figura umana incapucciata al fianco di un teschio e di una tetra candela. La fortuna non assistette l’insolita creatura dei fratelli Jones, i quali curarono maniacalmente anche la messa in scena della loro musica in sede live, proponendo spettacoli coinvolgenti e dall’atmosfera quantomai mefistofelica. Questo demo passò inosservato, molte bands della NWOBHM sarilono alla ribalta, e solamente nel 1998 ai nostri fu attribuito il giusto riconoscimento, con la ristampa, da parte della Oracle Records, del loro demo d’esordio; rinominato per l’occasione Volume 1.

La produzione di questo lavoro è quanto mai scarna ed essenziale, bisogna dirlo; a tratti risulta quasi fastidiosa, poiché il particolare timbro nasale della voce di Terry Jones tende a sovrastare su tutto il resto. Non è stato dunque operato nessun lavoro di rimasterizzazione a partire dall’originale audiocassetta. Eppure queste sette tracce conservano un’aura maledettamente magnetica, che ci porta ad assaporare storie occulte ma dal sapore quasi fiabesco; delle favole nere in piena regola.
La title track posta in apertura ci mostra immediatamente il potere evocativo delle lyrics degli inglesi, nonostante il brano non brilli certo di luce propria, dovendo tributare non pochi riconoscimenti al fondamentale ed omonimo debut album degli Angel Witch. Nelle successive In The Wake Of Armadeus e Judgement Of The Dead, la cifra stilistica della band di Brockley viene fuori in maniera cristallina; nella prima composizione attraverso rutilanti incroci chitarristici che ci ripropongono il meglio degli anni settanta, ma in una versione decisamente più dura. La seconda, introdotta da una splendida melodia di tastiera, mostra i muscoli di un’epicità ancora acerba visto il periodo storico, ma talmente perfetta da risultare un vero e proprio classico del genere. The Black Mass si regge su dei riffoni davvero potenti, con il supporto di una affiatata sezione ritmica composta da Trevor Portch al basso e da John Mizrahi dietro le pelli; il doom non era ancora nato e già questi brani entrarono – senza saperlo - a far parte del novero degli ascolti irrinunciabili.
Dopo una Night Rider votata principalmente al nascente ciclone della NWOBH – e dunque più ariosa e melodica - si passa ad Acoustics, brano originariamente denominato Cry Of The Banshee, ma che la Oracle provvide a cambiare – in maniera ispiegabile – in questo anonimo titolo; nonostante questa diatriba discografica, il pezzo in questione conserva dei virtuosismi acustici davvero rimarchevoli e dal vago sapore folk. Volume 1 si chiude con Reincarnation, perfetta metafora del sound esplosivo dei Pagan Altar che si reincarna, in quest’ultima manifestazione, in un qualcosa di incredibilmente ipnotico e tortuoso, che si attorcina all’anima per non lasciarla mai più.

La pubblicazione di questo fondamentale demo ha portato a dei giusti riconoscimenti per questa bistrattata band inglese, anche se le successive pubblicazioni hanno riguardato principalmente il recupero di materiale degli anni ottanta, ma questa volta ri-registrato.
Chiaramente, a livello prettamente qualitativo, si possono asoltare lavori decisamente più validi di questo, dai primi anni ottanta e lungo tutto il decennio; tuttavia il fascino di questo lavoro, così vitale ed oscuro al tempo stesso, ci permette di dimenticare anche le normalissime imperfezioni della registrazione, e di godere di un qualcosa che, per chi come me è anagraficamente giovane, non ha potuto vivere sulla propria pelle.



VOTO RECENSORE
84
VOTO LETTORI
53.75 su 28 voti [ VOTA]
Steve Zodiac
Giovedì 13 Febbraio 2014, 22.32.36
9
Terry e Alan Jones non sono fratelli ma padre e figlio. Lo so perchè gliel'ho chiesto personalmente ad Alan
Andy '71
Venerdì 16 Novembre 2012, 17.13.37
8
Fondamentali! 85 pieno,per me!
Bobby
Venerdì 16 Novembre 2012, 17.04.31
7
Ma come può il voto dei lettori essere 40? Io ho come l'impressione che ci sia una massa di bimbiminkia che mette voti a caso...non tutti devono considerare questo disco un capolavoro naturalmente, ma di qui a sparare voti ignobili ci sta un abisso di idiozia
Witchcult
Mercoledì 16 Novembre 2011, 21.45.11
6
ottimi veramente!
brainfucker
Lunedì 14 Novembre 2011, 16.08.32
5
disco ignorato dal globo intero(purtroppo),la cosa buffa e che loro dicono di non essere assolutamente ispirati dai black sabbath...convinti loro..XD
alzailcorno93
Domenica 13 Novembre 2011, 13.45.04
4
non avrei mai pensato di leggere una rece dei pagan altar, e per di più quest'album che è il mio preferito!!! onore a "born too late"!!!
Doom
Sabato 12 Novembre 2011, 22.16.12
3
Culto! Amen! 95!
piggod
Sabato 12 Novembre 2011, 17.02.59
2
Gran gruppo, d'accordo su tutto quello che è stato scritto, vorrei lasciare una sola nota: la voce di Terry Jones è veramente tanto, ma tanto sgraziata (per usare un eufemismo).
Undercover
Sabato 12 Novembre 2011, 16.20.10
1
Stranamente poco considerati, per il resto concordo con quanto detto da "Born Too Late", dovrebbe insegnarle a scuola certe cose, come si fa a non diffondere il nome dei Pagan Altar?
INFORMAZIONI
1998
Oracle Records
Doom
Tracklist
1 Pagan Altar
2 In The Wake Of Armadeus
3 Judjement Of The Dead
4 The Black Mass
5 Night Rider
6 Acoustics
7 Reincarnaton
Line Up
Terry Jones (vocals)
Alan Jones (guitar)
Trevor Portch (bass)
John Mizrahi (drums)
 
RECENSIONI
s.v.
84
 
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