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An Autumn For Crippled Children - Everything
( 3001 letture )
Un autunno cristallizzato in una vita che più non sarà… l’inesorabile levità delle foglie morte che si accasciano al suolo… l’amara carezza della brezza tagliente che prelude all’inverno… a cos’altro paragonare questa seconda release degli An Autumn For Crippled Children se non ad una cascata iridescente di lacrime sopite? La scomoda etichetta di depressive, mai realmente attinente ad una band come quella in questione, appare ormai abbandonata da tempo: in questo Everything, infatti, le struggenti sonorità trasudano la dissonante eleganza di un black/doom di fondo pesantemente imbastardito da sperimentazioni che, inequivocabilmente tendenti ai sentieri del post-rock e dello shoegaze, donano alle atmosfere del combo olandese uno spazio inconsueto e una nuova, rarefatta luminosità. Una speranza, seppur malinconica, compie, finalmente, il suo primo, timido ingresso nel greve abisso di sofferenza, al quale il trio ci aveva instradato attraverso le nichilistiche trame del precedente Lost.

Il confronto di rito punta, senz’altro, alla fortunata proposta dei francesi Alcest, la cui onirica raffinatezza resta, però, ancora una lontana chimera per i nostri. Nonostante questo, Everything tocca una serie di vette emozionali non da poco: meritano, in particolare, l’evanescente I Am The Veil e la nostalgica Rain. Già dall’opener Forever Never Fails, comunque, è evidente una caotica volontà di riunire influenze tra le più disparate: dal riffing pulito e sognante dell’intro, ben sostenuto da una serie di giri di basso tanto profondi quanto vibranti, alla grezza distorsione che tutto travolge. Su ogni cosa uno screaming incomprensibile e abbastanza monocorde, quasi, dispiace ammetterlo, ai limiti del fastidioso. Intriganti, invece, le armonie di tastiera che, spesso dedite ad intessere ambientazioni tra l’arioso e lo sfavillante, cullano il cuore in uno spazio ai limiti del metafisico. E come non ricordare su taluni passaggi più smaccatamente post- rock la desolante solitudine di certe aperture in evidente stile Sigur Ros/Explosions In The Sky? Ritmiche scandite e, a volte, sin troppo leggiadre sorreggono i dolenti echi di un’anima ripiegata in se stessa e, non di rado, rivolta alla mistica contemplazione di un passato perduto: sin da Formlessness, infatti, alcuni passaggi di chitarra parrebbero esplicitamente derivati da un certo clima darkwave direttamente connesso alle aggraziate sfumature sonore targate The Cure. Naturalmente, ogni ingrediente s’impasta con gli altri secondo un intento avanguardistico che, seppur non sempre raggiunto, dimostra, in ogni caso, una certa attitudine alla più audace delle sperimentazioni, vero e proprio must che ben definisce l’opera di songwriting perseguita dai nostri An Autumn For Crippled Children. Assolutamente deliziosa, poi, la pianistica divagazione di Absence of Contrast, il cui taglio melodico/riflessivo sembrerebbe costruito al solo scopo di abbandonare la mente al vorticoso tepore dei ricordi. Più oscura ed inesorabile la successiva We All Fall, di cui colpisce l’esito ambient dai toni alquanto caleidoscopici ed interstellari. Her Dress As A Poem, Her Death As The Night conferma il lirismo del titolo anche nelle ascendenti stratificazioni sonore che la compongono, il tutto sorretto da una sempre delicata linea di basso, a tratti incupita dal confuso marasma di screaming e distorsione, irrinunciabile residuo di una pur sempre estrema vocazione di base. Eteree dissonanze dominano anche nella più anonima Cold Spring, mentre in I Am The Veil e Rain l’alternanza di cantato pulito e scream restituisce movimento alla ruvida piattezza delle vocals che – ahinoi! – continuano a mantenersi pressoché inespressive lungo tutta la durata dell’album. Sono queste le due perle di nero languore che maggiormente valgono l’ascolto dell’opera in questione: abbandono, fragilità e consunzione, queste le parole d’ordine del viaggio.

La produzione, sufficientemente equilibrata, avvolge le stratificazioni dei suoni in un velo dai contorni volutamente sfocati: ogni minuzia assume, infatti, in questo disco, i colori della nostalgia… lo stesso dicasi per il trasognato art-work di copertina, le cui nere ramificazioni si protendono scheletriche ad inseguire lo scintillante volo degli uccelli, lassù, sempre più in alto, dove la luce abbaglia la vista.

Affascinante, quindi, l’ovattato smarrimento di luci ed ombre percepibile da questo quasi impalpabile Everything, ma ciononostante alcune pecche rimangono: vocals inadeguate e una sfuggente sensazione di confusione latente, dovuta alla non sempre riuscita efficacia della miscela, alle volte macchiata da talune monotone digressioni di stampo un po’ derivativo. Come una coppa d’idromele bevuta anzitempo, dunque, non tutti gli spunti di quest’autunnale crepuscolo appaiono ancora ben maturati, eppure l’accecante baluginare di quel cielo verso il quale gli An Autumn For Crippled Children sembrerebbero spingere il proprio volo, non può che lasciarci entusiasticamente attoniti, trepidanti e in attesa dell’ignoto.



VOTO RECENSORE
72
VOTO LETTORI
62.17 su 35 voti [ VOTA]
Kuru
Martedì 10 Febbraio 2015, 1.47.53
6
Meravigliosi.
Kupu
Sabato 12 Novembre 2011, 19.15.50
5
Veramente bello e mi spiace tanto che la parte vocale non sia del tutto all'altezza.
DetSomEnGnagVar
Sabato 12 Novembre 2011, 17.57.49
4
uno dei più bei dischi dell'anno, sottovalutatissimo un gioiello di calda malinconia e atmosfera. delicatissimi
piggod
Sabato 12 Novembre 2011, 16.08.16
3
Un gioiello bm. Fra le migliori uscite di quest'anno.
Khaine
Sabato 12 Novembre 2011, 14.05.37
2
Perchè, i numeri sono materiali? MEttere un voto significa materializzare qualcosa? E che male c'è, pur volendo, a materializzare la musica? L's.v. non è forse anch'esso un voto, o uno strumento di valutazione?
PMF
Sabato 12 Novembre 2011, 13.48.30
1
Non vi vergognate a piazzare dei voti? A me fate solo schifo, questa e' materializzazione della musica, mettere dei cazzo di numeri accostati a dischi. Fossi in voi li toglierei. Subito. S.v, ad ogni album.
INFORMAZIONI
2011
ATMF
Black/Doom
Tracklist
1. Forever Never Fails
2. Formlessness
3. Absence of Contrast
4. We All Fall
5. Nothing/Everything
6. Her Dress as a Poem, Her Death as the Night
7. I Am The Veil
8. Cold Spring
9. Rain
Line Up
MXM – Vocals, Guitars, Keybords
TXT – Bass
CXC – Drums
 
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