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Mastercastle - Dangerous Diamonds
( 2301 letture )
Attivi dal giugno 2008, i Mastercastle hanno dalla loro due album in studio (The Phoenix, 2009 e Last Desire, 2010) e tanta esperienza alle spalle. Basterebbe infatti fare il nome di Pier Gonella, virtuoso della sei corde e personaggio conosciutissimo nella scena italiana per via delle sue numerose collaborazioni con artisti del calibro di Labyrinth e Necrodeath, che vanno a riempire un curriculum vitae tutt’altro che di poco spessore, per capire con che tipo di prodotto abbiamo a che fare. L’incontro con la cantante Giorgia Gueglio (con la quale lo stesso Gonella aveva già collaborato in passato) ed il batterista Alessandro Bissa (Vision Divine) diede presto vita al progetto denominato Mastercastle. Una volta completata la formazione con l’inserimento di un bassista, ovvero Steve Vawamas, vennero dati alla luce con questo monicker dal tono evocativo i due album sopra citati, ai quale andiamo ora ad aggiungerne un terzo: Dangerous Diamonds. Rispetto ai suoi predecessori, quest’album si dimostra fin da subito più convincente ed appetibile, sicuramente merito di un’evoluzione complessiva che si è pian piano andata a consolidare nella band italiana. La bontà di tale lavoro si misura soprattutto nella voce della giovane e brava Giorgia Gueglio, capace di rendere al meglio anche quando le viene richiesto di andare su di tono, cosa che le riesce con una palpabile naturalezza. Ovviamente, però, i Mastercastle non possono che prescindere anzitutto dall’axeman Pier Gonella, il quale tiene sempre in pugno le varie canzoni con linee di chitarra a metà tra una potenza heavy ed una magniloquenza power, il tutto condito da un immancabile ed innato senso per la melodia. Anche se, come vedremo, l’onnipresenza di Gonella ha un suo lato negativo, il cosiddetto rovescio della medaglia.

Come a voler dissipare ogni dubbio, l’album parte subito deciso, con un riff graffiante di chitarra che poggia sopra ad un ritmo martellante scandito dal batterista Alessandro Bissa: è Another Flower, canzone che sembra essere stata scelta apposta come prima della lista per la sua aggressività (molto probabilmente è così). Ma quando tocca alla voce di Giorgia Gueglio subentrare, allora le cose cambiano e l’atmosfera assume dei connotati nettamente più melodici, anche grazie alle successive incursioni solistiche di Gonella. Giunta alla fine, la canzone lascia però un po’ d’amaro in bocca, dato che sembra quasi essere stoppata prima della sua conclusione naturale. Ma per fortuna siamo solo all’inizio e già con la successiva Alone le qualità del gruppo ligure appaiono più evidenti, la voce e la chitarra in special modo si esibiscono in prestazioni invidiabili, cosa che si ripeterà praticamente per tutta la durata del platter. In Time 4 Lovers vengono messe invece in rilievo le capacità “ammaliatrici” della cantante, che sembra usare le note per compiere un incantesimo d’amore su chiunque sia in ascolto. Se quanto detto vi sembra esagerato, allora non avete ancora ascoltato questa canzone. Rallenta invece un po’ il buon andamento del disco Icy Moon, sicuramente non tra i pezzi più riusciti, ma comunque lo stesso piacevole da ascoltare. I veri momenti clou si hanno con le successive Au Premiere Coup e Dangerous Diamonds, insormontabili sul piano qualitativo e melodico, ma anche molto apprezzabili dal punto di vista tecnico. In particolare la prima di queste due ha colpito la mia attenzione per i superbi fraseggi della chitarra, che spezzano la canzone in più momenti collegati tra loro dalla grandiosa intensità melodica. Molto meno “piena” è invece Take Off, che al pari della strumentale Blue Diamond non aggiunge nulla all’album ed anzi rischia di dissipare la sua continuità di fondo, elemento sempre difficile da far proprio. Qualche spunto neoclassico lo si nota in Take Off, in cui è proprio Gonella ad elevarsi -come sempre- più di tutti, con linee di chitarra portate talvolta all’estremo delle possibilità melodiche, in un manierismo personale da cui non sempre deriva qualcosa di perfettamente riuscito, come in questo caso. Ultima vera chicca dell’album è Lovin’ Me, che dimostra una volta di più la vena soave della voce di Giorgia Gueglio, capace come poche altre di trasformare le note in emozioni concrete e leggere. Abbastanza superflue invece le ultime due tracce, Sixth Sun (comunque la migliore delle due) e Bitter & Sweet. Se la prima ha dalla sua almeno un buon ritmo da cavalcata power, la seconda non aggiunge proprio nulla al disco, andando anzi solo ad allungarne la durata con quattro minuti di troppo.

Dangerous Diamonds è, in buona sostanza, il disco della conferma per i Mastercastle. Se con le due uscite precedenti i Nostri ancora non erano riusciti a lasciare più di tanto il segno in una scena sempre più affollata, col terzo studio album mostrano una maturazione pressoché completa, facendo coesistere insieme tutti gli strumenti nel modo più giusto possibile, voce compresa, nonostante si senta ancora imperare -ma penso sia inevitabile- l’impronta maestosa della chitarra del mastermind Pier Gonella. Una produzione molto pulita rende inoltre il prodotto ancor più assimilabile di quanto già non sia di per sé. Se l’acquisto è solo consigliato, l’ascolto è però quasi obbligato per ogni appassionato di tali sonorità.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
43.45 su 24 voti [ VOTA]
Fabio (AIB)
Mercoledì 7 Dicembre 2011, 18.28.58
1
Non perdetevi questo album e soprattutto non perdeteveli LIVE !!!!! Come dice il grande Steve "anche questo è rock and roll" Stay tuned ROCK ON FOREVER
INFORMAZIONI
2011
Lion Music
Neoclassico
Tracklist
1. Another Flower
2. Alone
3. Time
4 Lovers
5. Icy Moon
6. Au Premiere Coup
7. Dangerous Diamonds
8. Take Off
9. Blue Diamond
10. Lovin’ Me
11. Sixth Sun
12. Bitter & Sweet
Line Up
Giorgia Gueglio (Voce)
Pier Gonella (Chitarra)
Steve Vawamas (Basso)
Alessandro Bissa (Batteria)
 
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