Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

The Flower Kings
Islands
Demo

Veritas
Threads of Fatality
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

27/11/20
Volbeat
Rewind, Replay, Rebound - Live in Deutschland

27/11/20
IN EXTREMO
Kompass Zur Sonne 2CD Extended Edition

27/11/20
MARATHON
Mark Kellys Marathon

27/11/20
ULTIMATIUM
Virtuality

27/11/20
DARKNESS
Over and Out

27/11/20
DIAMOND HEAD
Lightning to the Nations 2020

27/11/20
JADED HEART
Stand Your Ground

27/11/20
WITHIN THE RUINS
Black Heart

27/11/20
CADAVER
Edder & Bile

27/11/20
TERRAVORE
Vortex of Perishment

CONCERTI

26/11/20
RHAPSODY OF FIRE (POSTICIPATO)
TRAFFIC CLUB - ROMA

27/11/20
RHAPSODY OF FIRE (POSTICIPATO)
ALCHEMICA MUSIC CLUB - BOLOGNA

28/11/20
RHAPSODY OF FIRE (POSTICIPATO)
LEGEND CLUB - MILANO

28/11/20
BELPHEGOR + GUESTS
BLACK WINTER FEST - MILANO

29/11/20
ORPHANED LAND
REVOLVER CLUB - SAN DONA' DI PIAVE (VE)

29/11/20
MARDUK (RIMANDATO)
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

30/11/20
MARDUK (RIMANDATO)
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

01/12/20
ORPHANED LAND
LEGEND CLUB - MILANO

02/12/20
ORPHANED LAND
TRAFFIC CLUB - ROMA

03/12/20
ROSS THE BOSS + GUESTS (CANCELLATO!)
LEGEND CLUB - MILANO

Anathema - The Crestfallen EP/Pentecost III
( 4223 letture )
L’inizio di una delle carriere più belle ed intriganti della storia del metal (e del rock in generale). Stiamo parlando degli Anathema, tra i capostipiti del death/doom insieme a Paradise Lost e My Dying Bride, nonché uno degli esempi più fulgidi di come si possa sperimentare con la musica senza perdere la propria identità sonora. Nella sua ventennale carriera, la band di Liverpool ha creato un genere che avrebbe incontrato un gran riscontro da parte del pubblico metal, per poi virare su soluzioni più pinkfloydiane a partire da Eternity (1996), senza mai deludere e senza abbandonare la forte carica emotiva che permea ogni brano da loro composto. Una band a mio avviso fin troppo sottovalutata, che se non fosse rimasta imbrigliata nel metal (non che la cosa sia un problema, anzi) avrebbe sicuramente potuto competere con Radiohead e altri campioni di quell’alternative rock emozionale che tanto successo ha riscosso negli ultimi quindici anni.

Questa riedizione della Peaceville Records (etichetta storica degli Anathema) fonde in un unico disco l’ep d’esordio della band, The Crestfallen, e l’ep (sebbene duri ben 41 minuti) Pentecost III, di passaggio tra Serenades e il capolavoro The Silent Enigma. Entrambi vedono ancora il gruppo inglese guidato dalla voce di Darren White, che subito dopo Pentecost III lascerà la band per motivi personali e musicali. La prova canora di White è certamente uno degli elementi più particolari dei due dischi. Molti non hanno mai apprezzato la sua voce, definendola poco adatta allo stile Anathema e certamente non paragonabile a quella di Vincent Cavanagh che, da The Silent Enigma in poi, prenderà le redini della band. Altri (e tra questi il sottoscritto), invece, hanno amato il suo tono lamentoso, il suo growl grezzo eppure emotivo, capace di ben conciliarsi con il tessuto sonoro altrettanto primitivo dei dischi in cui compare. Non a caso, le successive prove di Darren White con i The Blood Divine (meteora purtroppo dimenticata che aveva tra le proprie file anche membri dei Cradle Of Filth) continueranno, in modo più maturo, a sviluppare il discorso intrapreso con le prime tre uscite degli Anathema, mentre questi ultimi se ne staccheranno subito pochissimi anni dopo.

The Crestfallen è un ep ancora primordiale nei suoni, ma già sviluppato nella composizione, nel quale gli Anathema, dopo alcune demo e 7”, cominciano ad esprimere al meglio le proprie capacità creative, improntate alla disperazione fatta musica. Ci troviamo al cospetto di riff possenti e lenti, una batteria estremamente cadenzata, un basso pulsante e ben valorizzato (d’altronde abbiamo a che fare con Duncan Patterson, non l’ultimo arrivato), in una marcia oscura e senza possibilità di salvezza, con pochi, pochissimi squarci di luce (l’acustica Everwake con alla voce Ruth Wilson, vera e propria premessa per J’ai Fait Une Promesse, terza traccia dell’album di debutto Serenades). Nei 33 minuti a disposizione, gli Anathema danno dimostrazione di esser pronti a diventare gli esponenti di maggior spicco del death/doom, nonostante alcune scelte siano ancora un po’ acerbe e successivamente verranno sviluppate meglio. Non a caso, la conclusiva They Die verrà riproposta al meglio in Serenades, con il titolo They (Will Always) Die. Un ep certamente embrionale, ma che già faceva prefigurare quanto gli Anathema sarebbero stati capaci di creare fino al 1995.

Pentecost III è certamente un prodotto più maturo, vero e proprio trait d’union tra la bellezza grezza di Serenades e la cupa, desolante magnificenza del successivo The Silent Enigma. Pur realizzato nel 1994, a causa di problemi discografici tra Peaceville Records e l’ora defunta Music For Nations, l’ep fu pubblicato solamente nel 1995, quando ormai Darren White era fuori dalla band, con i restanti quattro già impegnati con la realizzazione di The Silent Enigma. Sin dalle primo note del disco, è palpabile la crescita sonora avuta dagli Anathema, ora capaci di alternare con dovizia e senza sbavature momenti più atmosferici ad altri decisamente più pesanti. Nei 9 minuti di Kingdom il crescendo emotivo è notevole, così come la voce di Darren White, il quale mette da parte il growl degli inizi per una voce più lamentosa, quasi recitata in certi passaggi. Non mancano brani più possenti, come la seconda Mine Is Yours To Drown In (Ours Is The New Tribe), né momenti più ariosi come nella title-track (il cui inizio ricorda un po’ le sonorità già sperimentate in Scars Of The Old Stream del precedente disco). In chiusura il manifesto Memento Mori, testamento di Darren White nonché probabilmente il brano più compiuto del primo periodo della band, con il basso di Duncan Patterson in bella evidenza e un riff di chitarra mortifero accompagnato dal drumming incalzante di John Douglas. La sfuriata finale è decisamente degna di nota, a suggello della chiusura di un cerchio immaginario nel lavoro della band.
In chiusura, come ghost tracks, troviamo Horses, accompagnata da urla e folate di vento, e la carichissima 666, ripescata dai primissimi lavori della band, nella quale è ancora possibile avvertire gli echi death e qualche retaggio che oserei definire hardcore che, dopo questi primi ancora acerbi esperimenti, verranno decisamente soffocati.

The Crestfallen EP/Pentecost III certamente non è il capolavoro degli Anathema né il lavoro più rappresentativo della band dei fratelli Cavanagh. Rappresenta, tuttavia, uno sguardo sugli esordi e sull’evoluzione del gruppo inglese, imprescindibile per comprenderne gli sviluppi sonori successivi. In più, è una delle testimonianze del lavoro realizzato dalla band con Darren White, un cantante decisamente sottovalutato la cui opera, seppur non abbia cambiato il corso della storia del death/doom, è certamente degna di essere considerata con attenzione.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
72.57 su 56 voti [ VOTA]
Rob Fleming
Sabato 16 Gennaio 2016, 14.45.36
10
Discreto EP (sebbene duri 43 minuti). Gli elementi che sfoceranno in The Silent Enigma ci sono tutti, ma la voce la reggo proprio poco. Eppure la drammaticità di Pentecost III, Kingdom e la malinconica We the Gods sono momenti che difficilmente si dimenticano. 70
simo
Sabato 1 Agosto 2015, 0.05.25
9
Gran Maestro della gheggheria non lanci un anatema
lisablack
Venerdì 31 Luglio 2015, 21.53.06
8
Un disco straordinario prima di quell'immane capolavoro che è The Silent enigma. Memento mori un brano incredibile, da brividi.
Vitadathrasher
Giovedì 25 Giugno 2015, 14.26.23
7
Ci sono gli spunti e le atmosfere.....ma tutto il lavoro sembra ancora abbozzato rispetto ai lavori futuri. Per come la vedo io, questo tipo di voce non ci incastra per nulla in queste sonorità, un po come il primo degli Amorphis, una voce meno gutturale avrebbe dato un senso maggiore alle musiche evocative. Con The silente enigma e alternative4 si raggiunge l'apice produttivo della band.
Giasse
Venerdì 25 Novembre 2011, 16.56.27
6
Per me Serenades e The Silent Enigma sono 2 capolavori. Riguardo al doppio EP sicuramente migliori i brani da Pentecost III.
enry
Sabato 19 Novembre 2011, 18.39.04
5
Beh insomma, per me fino a A4 non hanno sbagliato un disco, anche se il mio preferito resterà sempre The Silent Enigma. Due ottimi EP comunque, Pentecost soprattutto.
NeuRath
Sabato 19 Novembre 2011, 17.29.50
4
Pentecost è l'unico parto degli Anathema che abbia mai davvero apprezzato... per il resto quoto Undercover... non ho mai capito cosìabbiano di così speciale... però Pentecost III ripeto è un gran disco!!!
Autumn
Sabato 19 Novembre 2011, 17.17.06
3
Il mio primo contatto col mondo degli Anathema e con un certo modo di fare muscia. Kingdom e We, the Gods non mi abbandoneranno mai più.
Undercover
Sabato 19 Novembre 2011, 12.46.37
2
Più che death/doom direi doom/death, l'influenza principale è quella delle soluzioni dilatate ma arcigne, buon lavoro ma anche una delle ultime cose che ascoltai di questi ragazzi che poi come successo con i Katatonia hanno cominciato a tirarsela all'inverosimile producendo lavori esaltati dalle masse che chissà come mai al sottoscritto il più delle volte hanno conciliato il sonno. Sopravvalutati all'inverosimile.
Sorath
Sabato 19 Novembre 2011, 11.59.56
1
Bellissimo...e poi la copertina : Q___
INFORMAZIONI
2001
Peaceville Records
Doom
Tracklist
The Crestfallen EP
1. ...And I Lust
2. The Sweet Suffering
3. Everwake
4. Crestfallen
5. They Die

Pentecost III
6. Kingdom
7. Mine Is Yours To Drown In (Ours Is The New Tribe)
8. We, The Gods
9. Pentecost III
10. Memento Mori
Line Up
Darren White - Vocals
Daniel Cavanagh - Lead Guitar
Vincent Cavanagh - Guitar
Duncan Patterson - Bass
John Douglas - Drums
 
RECENSIONI
58
56
76
50
68
78
78
87
90
93
90
80
ARTICOLI
26/07/2017
Intervista
ANATHEMA
Intervista con Vincent Cavanagh (esclusiva!)
26/07/2017
Intervista
ANATHEMA
Interview with Vincent Cavanagh (english)
17/07/2017
Live Report
ANATHEMA (acoustic)
Monk, Roma, 12/07/2017
08/09/2011
Live Report
ANATHEMA + RIVERSIDE + METHODICA
Prog Days, Veruno, 03/09/2011
10/07/2011
Live Report
DREAM THEATER + GAMMA RAY + ANATHEMA
Ippodromo Delle Capannelle, Roma, 04/07/2011
19/11/2010
Live Report
ANATHEMA
Bologna/Milano 2010
03/11/2008
Live Report
ANATHEMA
La data di Roma
19/11/2007
Live Report
ANATHEMA + PORCUPINE TREE
La data di Milano?
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]