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Cirith Ungol - Frost And Fire
( 5976 letture )
I Cirith Ungol sono stati una delle cult-band più sottovalutate e importanti degli anni 80, e sono stati i fondatori, nell'81, dell'Epic-metal, merito che sarebbe stato poi assegnato dai più ai Manowar.
Chi comprò od ha imparato ad amare Into glory ride e/o la demo Battle Hymns potrebbe non essere d'accordo con me, ma bisogna considerare che i Cirith Ungol si erano formati musicalmente nei 70's, e che i mezzi con cui incisero per la Liquid Flames furono abbastanza limitati, ciò portò ad un risultato da "interpretare" con le conoscenze storiche attualmente a disposizione.

I Cirith Ungol erano comunque proto-epic in tutto, a partire dal nome, tratto dalla trilogia de Il Signore degli Anelli, (ben prima che tornasse di moda), e che identifica una tenebrosa serie di crepacci a Nord di Minas Morgul, abitata da Shelob, e teatro di uno degli episodi più coinvolgenti occorsi a Frodo nel suo viaggio per distruggere l’anello, per continuare con le covers degli albums di Michael Welan riguardanti l'Elric della serie Stormbringer ed a firma M. Moorcock , ma sopratutto lo erano nella musica, senza dubbio con influenze H.R. e Blues, con la nwobhm che nasceva allora, e più che influenzare, fu influenzata dai Cirith Ungol.
Frost And Fire fu probabilmente molto penalizzato da una produzione troppo 70's-oriented, e solo col successivo King of the Dead il sound del gruppo si sarebbe espresso al meglio, raggiungendo la maturazione necessaria a farli identificare come Epic band seminale.

Frost And Fire fu un album variegato, contenente pezzi più heavy come la title-track e I'm Alive, altri più Hard Rock come A Little Fire, per passare (dopo What does it take, il pezzo meno incisivo che si aggiudica la non invidiabile palma di filler) ad atmosfere più R ‘n’ R con Edge of Knife e Better off Dead, dagli echi Rushiani, per chiudere con Maybe that's Why, uno strumentale di buoni contenuti, forse un po troppo "stirato" (un minuto in meno nella durata lo avrebbe reso più omogeneo), ma con un Fogle in gran spolvero che mette in mostra dei soli più che piacevoli.

Un altro album storicamente importantissimo, con fraseggi di chitarra personali e spesso in anticipo sui tempi, forse con un po’ di synth di troppo, sicuramente con un vocalist in possesso di un timbro molto particolare come Tim Baker, da amare o da odiare senza vie di mezzo, ma che rappresenta per molti il punto di partenza di un certo modo di intendere il metal che ancora oggi vanta moltissimi proseliti.

Di questo lavoro esiste anche una ristampa su CD con una bonus-track live che non dovrebbe essere particolarmente difficile reperire e che, se non conoscete già l’originale, potrebbe essere interessante ascoltare.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
56.12 su 57 voti [ VOTA]
Aceshigh
Lunedì 26 Febbraio 2018, 13.46.33
23
Giusto il voto della recensione. Discreto esordio di una band che mostra già la sua originalità, seppur ancora da sgrezzare. Il meglio verrà con i due album successivi. Comunque What Does It Take e soprattutto I'm Alive sono notevoli ! Voto 75
Andrea Salvador
Sabato 29 Luglio 2017, 16.41.39
22
"Frost and Fire" è, IMHO, l'album che i Rush avrebbero dovuto scrivere e produrre.
Rob Fleming
Domenica 17 Gennaio 2016, 15.18.26
21
Concordo con chi non definisce questo album un capolavoro, ma "semplicemente" un buon disco che contiene alcune perle indiscutibili come I'm alive; What does it take (grandiosa e malsana quella tastiera); Maybe that's why ed in minor misura la title track. Il resto è buon rock, in alcuni tratti addirittura stradaiolo, per lo meno nei testi (Edge of a knife).
Theo
Sabato 25 Agosto 2012, 23.00.20
20
Gran disco
celtic warrior
Sabato 7 Luglio 2012, 12.29.36
19
Voto dei lettori 47 ?????? ma andate a sentire masini ..... pure il recensore è stato un pò tirchio , bo !! avrà pagato l IMU
Sorath
Domenica 8 Aprile 2012, 14.04.06
18
Band assolutamente di culto. Come riportato nella recensione io ho il cd con un brano in più Cirith Ungol, il minutaggio è portato a 39 min e 46 sec. Io avrei alzato il voto a un 80
Celtic Warrior
Martedì 13 Dicembre 2011, 13.03.14
17
CAPOLAVORO !!!
The Nightcomer
Giovedì 24 Novembre 2011, 11.32.06
16
Le bands ricordate da metalhammer le ricordo bene, visto che le ascoltavo negli stessi anni in cui sentivo molto i Cirith Ungol; tutte, a loro modo ed in misure diverse, hanno dato un contributo al genere epic. Per quanto riguarda invece questo "Frost and Fire", concordo nel riconoscere l'evidente influenza di matrice seventies (derivante in parte dalla presenza di un altro chitarrista poi uscito dal gruppo), comune a molte bands americane di quel periodo. Lo stile più caratteristico si sarebbe delineato con King of the dead (per ma il loro miglior album), ma anche la produzione successiva è di buon valore, soprattutto per quanto riguarda One foot in hell. Sapevo della morte di Fogle, imho uno dei solisti più espressivi del metal americano (le sue note trasudano epicità, passione drammatica, pesantezza e melodia, in un'interpretazione molto intensa che non passa inosservata).
fabio II
Mercoledì 12 Ottobre 2011, 15.43.01
15
Ti stimo fratello! eeeeehhh
Raven
Mercoledì 12 Ottobre 2011, 15.38.28
14
Fabio II , questa è stata la mia prima rece x metallized
fabio II
Mercoledì 12 Ottobre 2011, 15.30.00
13
Poi Raven si stupisce se lo chiamo Golden Eggs, se oggi ( giustamente dico io ) un'orda di ragazzini si appassiona agli Atlantean Kodex e abbastanza chiaro che tutto risale all'archetipo Cirith Ungol
MAIDEN 65
Venerdì 29 Luglio 2011, 20.00.14
12
Grandi Cirith Ungol, mi era piaciuto moltissimo questo vinile !
metalhammer
Venerdì 8 Luglio 2011, 15.23.05
11
Band fondamentale del genere underground Epic Metal. Assieme a mostri sacri come Manowar, Virgin Steele, Manilla Road, Omen, Warlord, Heavy Load e pochissimi altri, hanno segnato un'epoca di Heavy Metal epico, oscuro, dark e battagliero. Si sentono molto gli influssi di band come gli AC/DC (la voce di Tim Baker per esempio), e il sound è, come giustamente scritto nella recensione, proto-epic e molto anni Settanta. Eccellente.
Franky1117
Venerdì 20 Agosto 2010, 16.59.41
10
Grazie Raven, di Fogle non lo sapevo, maintendevo dire dopo Paradise Lost del 91(gran disco pure quello,come tutti quelli che hanno fatto)
Raven
Venerdì 20 Agosto 2010, 16.24.09
9
Fogle è morto, il loro ultimo lavoro conosciuto è dal 91.
Room 101
Venerdì 20 Agosto 2010, 15.48.21
8
Grandi Cirith Ungol, mi era piaciuto moltissimo questo cd
Franky1117
Venerdì 20 Agosto 2010, 15.42.37
7
Gran gruppo e gran disco.Chissà che fine hanno fatto...
FrancescoGallina
Giovedì 10 Gennaio 2008, 9.50.44
6
In ritardo, altrettanto
ironhawk
Martedì 25 Dicembre 2007, 0.09.38
5
Ho appena finito di ascoltarlo per l' ennesima volta: questo gruppo merita a pieno titolo di far parte di quella che è stata definita, spiritosamente, la New Wave Of American Heavy Metal assieme a Queensryche, Riot, i Fates Warning fino a "No exit" e Virgin Steele (questi ultimi sono quelli che, meglio di tanti altri, sanno incarnare lo spirito dell' epic, anche se tendono a plagiare sè stessi. Ma è l' unico difetto che hanno, perdoniamoli). Magnifiche le prime due tracce, sono le ruote motrici dell' album. BUON NATALE A TUTTI!!!!!
francesco gallina
Mercoledì 17 Agosto 2005, 17.05.26
4
E' vero, e l'ho anche scritto.
radagast
Mercoledì 17 Agosto 2005, 9.57.22
3
il valore storico di quest'album è senza dubbio notevole. Musicalmente ritengo sia il successivo King of the dead il migliore dei C.U.
francesco gallina
Martedì 14 Giugno 2005, 11.49.39
2
anche se in ritardo, grazie.
Roberto Rasoio
Venerdì 10 Giugno 2005, 12.59.03
1
Ottima recensione
INFORMAZIONI
1980
Liquid Flames
Epic
Tracklist
1. Frost And Fire
2. I'm Alive
3. A Little Fire
4. What Does It Take
5. Edge Of A Knife
6. Better Off Dead
7. Maybe That's Why
Line Up
Tim Baker (vocals)
Jerry Fogle (guitar)
Greg Lindstrom (guitar)
Michael Flint (bass)
Robert Garven (drums)
 
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