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Deep Purple - The Battle Rages On
( 8547 letture )
Il canto del cigno della celeberrima Mark II dei Deep Purple, composta -per chi venisse da Marte- dai veterani Ian Gillan, Ian Paice, Ritchie Blackmore, Jon Lord e Roger Glover, avviene nel 1993, quando si celebra l’ultimo matrimonio -unicamente formale- tra la firstlady Blackmore e l’altalenante Ian Gillan, lincenziato nel 1989. Al nuovo ingresso di Gillan, voluto dalla band, si esprime subito il veto del Man in Black, anche se l’occasione del 25° anniversario del gruppo si presenta come un buon pretesto per una reunion. Viene così sostituito Joe Lynn Turner, ex ugola d’oro dei Rainbow, ma non troppo malleabile con il sound che rese famoso il Profondo Porpora, caratteristica che divise i fan nel discusso Slaves and Masters. L’accanimento terapeutico che sta alla base di questa reunion, però, dà comunque i suoi, seppur temporanei, frutti: l'album The Battle Rages On. Spicca subito la copertina, tra le più belle che il gruppo abbia mai realizzato, che sembra raffigurare l'irrisolvibile opposizione tra le due “anime” preponderanti della band, ovvero quella di Gillan e di Blackmore, rappresentate come due teste di drago unite in un solo corpo, in contrasto in una “battaglia che infuria ancora”. Interpretazioni opinabili a parte, ad emergere concretamente da questo platter è la musica: un hard rock gonfio, possente, a tratti epico e a tratti banalissimo, supportato (e sopportato) da un Blackmore in forma, da un Lord nobile come sempre, da un Paice potente e preciso anche se non molto articolato, da un Glover un po' in secondo piano, e rovinato da un Gillan non sempre a proprio agio.

Il livello complessivo dell'album oscilla tra episodi eccelsi e momenti meno riusciti, sintomo di una ispirazione non sempre presente. Rimarcano l'antica gloria capolavori come l'epica title-track, sorretta armonicamente da uno dei migliori riff mai sfornati dal Man in Black, e l'orientaleggiante Anya, aperta dai barocchismi acustici di Blackmore, canzone in cui risalta al massimo l'impasto sonoro che rese famosi i Deep Purple, ovvero il rincorrersi di chitarra e tastiere, anche se qui il cinquantenne Jon Lord ha abbandonato la parte dell'elegante arrangiatore orchestrale di Concert for Group and Orchestra per darsi ai sintetizzatori. Come già successo in passato con i Deep Purple, per esempio con Who Do We Think We Are? , l'immensa perizia tecnica dei cinque musicisti riesce spesso, saggiamente, a mascherare i momenti meno ispirati, riuscendo a raffazzonare canzoni compatte e piacevoli all'ascolto, come nel caso delle piatte Time to Kill o dell'autoplagio One Man's Meat (ascoltare L.A. Connection dei Rainbow, da Long Live Rock 'n' Roll, per credere). Ad aiutare ulteriormente la band, in The Battle Rages On è complice la pomposa produzione, che cerca di celare i momenti di fatica di Gillan -specie quelli che si intuisce fossero stati scritti ancora con Turner- tramite gli artifici della produzione di Thom Panuzio e Glover, che ben aiutano l'ugola del cantante, armonizzandola spesso a più voci, come nel caso della blueseggiante Ramshakle Man, o addirittura snaturandola.
The Battle Rages On è un più che onesto testamento musicale di una delle formazioni più clamorose della storia del rock, anche se la prova di Gillan, incapace ma ostinato a raggiungere i picchi vocali del passato, e di Glover, messo in sordina da una produzione (la sua, poi!) troppo pomposa, sono tutt'altro che eccelse, mentre non vengono messi in discussione il genio compositivo di Blackmore, che offre un'ottima dimostrazione di professionalità ed eleganza, e il ruolo da scultore di Lord, il cui tocco rimane indispensabile per ingentilire ulteriormente canzoni ottime come Solitaire.

... peccato che la “battaglia” smetterà ben presto di “infuriare”!



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
63.62 su 54 voti [ VOTA]
DP
Venerdì 7 Settembre 2018, 13.01.16
41
unica traccia degna di nota ? La maestosa title track , poi il buio.....il nulla.
jaw
Venerdì 5 Gennaio 2018, 22.39.36
40
E' finito nel dimenticatoio per un semplice motivo, fatto slaves and masters, che equivale a turbo dei Judas, hanno fatto questo che e' il ram it down, i fans esultarono per la ritrovata via maestra. Se fireball e' minore, beh! Ben vengano alcune ottime cose con Morse
Emanuele
Venerdì 5 Gennaio 2018, 21.55.56
39
Alberto nella recensione ha citato l'autoriciclaggio di L.A. Connection dei Rainbow per il brano One man's meat. L'apertura di Lick it up è presa da un brano dell'album d'esordio dei Gentle Giant, Alucard. In Time to kill si ritrovano alcuni passaggi di Call of the wild da The House of blue light. Ramskackle man prende alcune parti di chitarra da Big bad moon di Satriani. Il riff di A twist in the tale altro non è che un estratto di Spotlight kid leggermente camuffato, peraltro già riclicato in Dead or alive. È chiaro che insieme non potevano più starci, Ritchie e Ian, perché già in questo disco i Deep Purple sembravano una caricatura di se stessi. E avrebbero potuto risparmiarci anche il successivo e penoso album live. Capisco i fan che vogliono per forza trovare qualcosa di buono in ogni album, ma se questo disco è finito nel dimenticatoio le ragioni ci sono tutte. Non può avere una valutazione positiva, almeno questa è la mia opinione.
roviston
Sabato 2 Dicembre 2017, 11.06.07
38
Tra i dischi meno riusciti della band ma tutta sommato non è da bocciare,qualche pezzo discreto riesce a salvarlo dall'insufficienza.
Pietro
Domenica 15 Gennaio 2017, 10.46.30
37
Non capisco per quale motivo -One man's meat- venga definita una canzone banale e di poco interesse. Forse per i pochi virtuosismi tecnici? Personalmente da "profano" della musica (e quindi parlo da essere umano che ascolta qualcosa col proprio orecchio) la trovo molto orecchiabile, con un riff di base semplice e melodico. Mi piace come suona la chitarra, discreta e fruibile e come si inserisce la voce; bene la conclusione con l'armonica. Un pezzo che ascolto e riascolto volentieri e mi rimane in testa.
Rob Fleming
Giovedì 21 Gennaio 2016, 18.29.23
36
Per me qua dentro c'è uno dei loro brani più belli di sempre: Anya, un capolavoro di intensità tale da annicchilire l'ascoltatore. Inoltre, ci sono altri 4 o 5 pezzi assolutamente eccelsi: Battle rages on, Solitaire (grande Lord!), Ramshackle man e Nasty piece of meat 78
davide
Martedì 15 Settembre 2015, 18.33.12
35
ottimo album dopo perfect strangers il migliore dei purple voto 90
marcocx
Venerdì 13 Marzo 2015, 17.43.31
34
....beh...cosa commentare : sono oramai passati oltre vent'anni....quindi sarebbe anche troppo scontato dire che oggi di lavori del genere non ce n'è più nemmeno l'ombra . Diciamo invece che , quando fù presentato nel 1993 questo album....si era già capito che i Deep Purple avevano realizzato un platter " diverso " davvero stratosferico...di un'originalità unica , irragiungibile...! Ma come , ci si chiedeva....con il clima di tensione in cui la band era " costretta " a convivere ? Mettiamola così : forse i Deep Purple sapevano di doversi concedere alla realizzazione di un lavoro che venisse considerato il loro testamento musicale ! ci sono riusciti.... The Battle Rages On , geniale...ineguagliabile Voto 95.
iron
Giovedì 25 Settembre 2014, 20.31.49
33
Ottimo disco...non molto felice (per via dei litigi tra Blackmore e Gillan) però la musica c'è e si sente in pieno...ottimo album...Anya e la title track sono da capogiro (anche se il riff iniziale di The Battle Of The Rage On si è gia sentito a metà di Fire Dance dei Rainbow) Ramshackle Man è davvero molto bella e anche tutto il resto dell'album è veramente molto bello...livello di Perfect Stranger! Voto 85-90
eddye5150
Domenica 11 Maggio 2014, 1.19.45
32
grandissimo album lo adoro. suono stupendo e' strepitoso come hanno lavorato i 5 gentleman inglesi. poi chissa' xche' mr blackmore ha'mollato di nuovo! secondo me' meglio di perfect strangers e the house of blue light
ENZO
Lunedì 6 Gennaio 2014, 14.53.14
31
GRAN BEL DISCO ANYA LA ADORO IL PROBLEMA E LA VOCE DI GILLAN CON EFFETTI PERCHE PROBABILMENTE NON NE AVEVA PIU COMUNQUE LA BAND OTTIMA E COME DA TRADIZIONE NEI DISCHI CON BLACKMORE NON SBAGLIAVANO MAI
SUOCERA
Mercoledì 25 Settembre 2013, 18.35.24
30
UN DISCONE QUESTO DEI RAINBOW!!ops, e' vero!!sono i purple! qui sta l inghippo, un disco per me assolutamente valido, vario, piacevolissimo, con pezzi di gran tiro, ma molto piu' debitore al gruppo dell arcobaleno che alla "casa madre". come sempre...se uno guarda il nome e cerca solo ed esclusivamente quel sound, allora i punti interrogativi ci sono...se invece si vive la musica senza particolari paraorecchi, allora la sstoria cambia...e diventa un disco da avere per ogni hard rocker che si rispetti .
iommi
Mercoledì 25 Settembre 2013, 16.57.26
29
é un bell'album di poco inferiore a perfect stranger. é cmq stata una fortuna che Blackmore abbia deciso di fare i bagagli. Un'altro album insieme non lo avrebbero retto. E Steve Morse con il suo stile diverso ha regalato freschezza al gruppo e album belli,ma soprattutto ha regalato la voglia di andare avanti essere creativi,star bene insieme e non aver più niente da dimostrare.
William
Sabato 3 Agosto 2013, 7.57.56
28
A mio avviso fu un flop clamoroso difficile triovare pezzi che si salvano
D.P.
Venerdì 2 Agosto 2013, 14.45.18
27
non e' certo un capolavoro ma qui i Purple hanno avuto almeno una impennata di orgoglio con la tittle track che ritengo una delle piu' belle song del gruppo. Ma la crisi era oramai lacerante e la tensione in particolare tra Richie e Gillan si tagliava con il coltello. Puo' essere considerato l ' epitafio di uno dei gruppi piu' grandi, amati e influenti del hard rock e non solo. Per il resto vale un po' il giudizio espresso per l' ultimo Now What. Poco dopo subentro' un certo Morse. Anche considerandolo un eccellente chitarrista ma assolutamente un chitarrista non Deep Purple . Lo vedrei meglio nel metal purosangue degli Iron Maiden a duettare con sua "dittatura" Harris. E si, Forse avrebbero fatto meglio a tacere definitivamente per sempre e tutti si sarebbero ricordati del mito che fece la storia del rock.
Joker
Lunedì 8 Luglio 2013, 11.44.45
26
Apparte i commenti relativi a come è stato inciso, e all'astio mai così bruciante tra il Man In Black e Gillan (nel DVD "Come Hell Or High Water" Blackmoore all'attacco di Highway Star entra solo per fare il suo assolo e nel farlo, tra l'altro, lancia un bicchiere d'acqua a Gillan che stamburellava dall'altra parte del palco, dovete vedere i loro sguardi: penso che in quel periodo desiderassero la morte l'uno dell'altro...) devo dire che il 25° è stato onorato più che degnamente: la stupenda e "cattivissima" title-track, l'orientale Anya, Talk About Love, A Twist In The Tale (la mia preferita dell'album). Nel complesso uno degli album più aggressivi che abbiano mai fatto, e questo deriva in parte da quell'odio che permane tuttoggi tra i 2 "draghi" del Porpora. Un bel 85 se lo merita
iommi
Martedì 9 Aprile 2013, 17.17.35
25
Io invece non capisco come questo album possa sentirsi costruito su un'altro cantante. Mi rendo conto che probabilmente è stato davvero costruito per la voce di Joe Lynn turner (che io adoro) ma trovo che invece sia stato cantato molto meglio da gillan. Ho sentito turner cantare canzoni di questo album assolutamente non all'altezza di gillan che mi sembra il miglior destinatario. Poi che Gillan si sia "cotto" non lo condivido. Forse si,ora che siamo nel 2013,ma non all'epoca di battle rages on. Oggi ha perso tanti dei suoi acuti,mantenendo però una voce bellissima. Questo è in tutti i sensi l'ultimo della mark 2 (anche se io ho molto apprezzato la stabilità e freschezza arrivata con Morse)
Delirious Nomad
Giovedì 7 Marzo 2013, 23.29.06
24
Grande congedo della mitica Mark II, alterna pezzi fantastici spesso di stampo epico (la title track, Anya, Time To Kill che adoro, Solitaire) ad altri banalotti più tradizionali che sembrano quasi buttati lì a caso. Voto 80, menzione d'onore al povero Gillan che ci mette proprio il cuore nonostante tutto
Andy '71
Giovedì 20 Dicembre 2012, 15.57.21
23
Per quanto mi riguarda ultimo album dei Deep Purple,io però,come minimo gli dò un bel 85,Tale voto lo raggiunge la sola splendida Anya.
SadWings
Domenica 4 Novembre 2012, 16.21.23
22
Un buon album na non un capolavoro, si vede che è un album costruito su di un altro cantante. Detto ciò è innebabile la bellezza di canzoni come Anya, The Battle rages on e Solutide.
bembruck
Venerdì 5 Ottobre 2012, 13.41.23
21
Bellissimo dall'inizio alla fine, album notevole, forse l'ultimo davvero degno di nota.
Hard Rock never died
Venerdì 4 Maggio 2012, 21.43.37
20
Non è assolutamente vero che all'epoca di Slaves & Masters erano finiti.. (anche se l'album non era spettacolare, anzi..) però con Battle Rages On è un capolavoro a mio parere.. e anche i live risalenti a quel periodo sono stupendi, basta ascoltare "Come Hell Or High Water" se non fosse per il caratteraccio di Blackmore (che comunque suona DIVINAMENTE) potrebbe anche essere paragonato al Made In Japan. Questo è un mio giudizio personale. Gillian comunque si, è cotto, però si vede che ci mette l'anima.
steelminded
Lunedì 26 Marzo 2012, 22.20.42
19
Anche Alex Britti non è male...
freedom
Giovedì 1 Dicembre 2011, 11.52.57
18
Sono d'accordo con Plinio, Steve Morse è un chitarrista incredibile, virtuoso ma carico di emozioni, mai freddo e meccanico...di pochissimi si può dire lo stesso. E' semplicemente la nuova linfa vitale dei Deep Purple. Io lo preferisco a Blackmore, anche se quest'ultimo è praticamente una leggenda vivente.
Plinio
Giovedì 1 Dicembre 2011, 9.51.02
17
Ancora a discutere di Blackmore e Morse... Blackmore era un pilastro all'inizio dal punto di vista compositivo, ha messo le fondamenta per il successo della band, ma Morse è un talento fuori dal comune per tecnica, preparazione armonica e stile. I Purples dell'era Morse secondo me hanno una marcia in più come band, poi è pur vero che i picchi di In Rock e Machine Head son difficili da eguagliare, anche se Purpendicular per me è sul podio dei migliori loro dischi. Peccato che non suonino più tanto Anya, una delle loro song più belle in assoluto!!
freedom
Mercoledì 30 Novembre 2011, 9.51.50
16
Non sono d'accordo. L'entrata di Steve Morse ha giovato molto ai Deep Purple, sia in studio (Purpendicular è bellissimo e nell'ultimo c'è qualche brano carino) che dal vivo. Vederli dal vivo è sempre un emozione, lo stesso vale per i vari Maden, Priest e Metallica...è comprensibile che la gente vada a vederli.
Painkiller
Mercoledì 30 Novembre 2011, 9.32.50
15
@DannyBoy: anche se l'ultimo TFF non mi piace affatto trovo che i MAIDEN siano tutto fuorchè bolliti e spero nel prossimo album, lo stesso dicasi dei PRIEST. Nostradamus mi è piaciuto molto e dal vivo entrambe le band sono sempre grandi. è Gillian che è bollito da vent'anni.
dannyboy
Martedì 29 Novembre 2011, 13.09.52
14
All'epoca i deep purple erano già un gruppo finito...era evidente che avevano datto già tutto. Ricordo un Slaves & Masters inutile passato in sordina negli anni della prima guerra in Iraq. Non si è poi capito bene perchè improvvisamente rientra Gillan e pure su videomusic si comincia a sentire di questo Battle Rages on. Tanta pubblicità, tanto clamore e un tour pessimo. Finito tutto dopo pochi mesi ed ecco che entra Steve Morse. Avrebbero fatto meglio a finirla lì però si sa che è dura smettere dopo tanti anni sul palco. Oggi siamo sullo stesso piano con i vari iron maiden, judas priest, ecc...lo sanno tutti che sono finiti epperò riempiono ancora le arene. Forse sarebbe opportuno per loro finire con un minimo di decoro.
dantes
Lunedì 28 Novembre 2011, 16.24.40
13
... Anya e Solitaire valgono l'intero disco ... Comunque, considerata l'epoca strana che furono gli anni 90 per la musica in genere, nel complesso è un'opera apprezzabile ... aldilà di un Gillan oramai sottotono. Per capire l'atmosfera di come è stato concepito il disco, è ben noto che quando Blackmore era in studio non c'era mai Gillan,il quale incise tutto separatamente a giochi fatti, adattando i testi ed ottenendo risultati accettabili, come scritto in recensione, grazie ad una produzione un pò troppo artefatta. In studio dunque non suonarono mai insieme, ed il poco feeling come accennava il buon Lizard@ è ben riscontrabile nella vhs live dell'epoca (... Come hell or high water se non ricordo male), dove per me ben curiosa è l'entrata in scena di uno scazzatissmo (e per tutto il concerto isolato e musone) Blackmore che, compare da dietro le quinte solo sul proprio assolo di Highway Star steccando clamorosamente e ripetutamente ... mi sono sempre sorpreso di perchè abbiano comunque poi permesso di pubblicare tale scempio ... (con tutto il rispetto per l'immenso Ritchie, s'intende ... lo dice uno che ha l'intera discografia e dvd dei Blackmore's Night !!!). La whs poi si guarda e si ascilta volentieri (inno Beethoven from Rainbow compreso, che per me è il picco più alto) se non per il fatto che credo che sia l'ultima testimonianza ufficiale della MK-2.
Painkiller
Lunedì 28 Novembre 2011, 11.50.55
12
@Freedom: capiamoci, trovo purpendicular un grande albume Morse un grande chitarrista. Semplicemente Blackmore è uno dei migliori di tutti i tempi...
freedom
Lunedì 28 Novembre 2011, 11.16.22
11
Ok, però è anche vero che quel mostro sacro di Steve Morse non fa rimpiangere più di tanto Blackmore. Secondo me Purpendicular è uno dei migliori dischi dei Deep Purple, soprattutto grazie al contributo del grande Steve, anche se dopo quello non sono più stati capaci di sfornare un brano che si possa chiamare "classico"...
Painkiller
Lunedì 28 Novembre 2011, 11.05.20
10
La testa di drago più piccola è sicuramente quella di Gillian, divorata da quella del cesellatore Blackmore. Una scelta, quella di insistere su Gillian, che purtroppo peserà come un macigno sulle prestazioni live del Profondo Porpora di lì in avanti. Perchè se è vero che la voce di Ian in studio fa sempre piacere sentirla, è anche vero che il tour di quest'album segnò la svolta negativa per la sua voce, tanto che oggi è quasi penoso da sentire. The Battle Rages On è un piccolo manifesto di quello che i Purple avrebbero potuto essere con Turner alla voce. Nb: il main riff della title track era già presente in diverse esibizioni live dei Rainbow. Sono certo che se avessero messo da parte Gillian i Purple con Blackmore esisterebbero ancora e sfornerebbero ancora grandissimi album. 70
BLS Furlan Chapter
Domenica 27 Novembre 2011, 18.14.00
9
Figurati Subhuman!
Subhuman
Domenica 27 Novembre 2011, 16.23.01
8
Grazie della segnalazione, BLS
BLS Furla Chapter
Domenica 27 Novembre 2011, 12.27.00
7
Sono molto legato a questo album perché è stato il primo dei Deep Purple che ho comprato proprio quando è uscito. Concordo con la recensione, la title track rimarrà con pezzi come Anya nella storia della band! Visto il legame emotivo al disco non posso che dargli un 90! PS: Subhuman, all'inizio nella citazione della formazione del Mark II ti è sfuggito Paice.
freedom
Sabato 26 Novembre 2011, 14.49.30
6
Questo disco mi ha accompagnato durante l'adolescenza...mi piace un sacco, molto sottovalutato cmq. Mi sta bene 80 come voto. A quando la rece di quel gioiello di Purpendicular?
Royal
Sabato 26 Novembre 2011, 14.32.00
5
Deludente la brutta copia dei loro capolavori
Royal
Sabato 26 Novembre 2011, 14.31.59
4
Deludente la brutta copia dei loro capolavori
Lizard
Sabato 26 Novembre 2011, 13.43.31
3
Concordo appieno. Album un po' sottovalutato nel tempo ma comunque piu' che piacevole. Nel tour di supporto il prossimo divorzio di Blackmore era piu' che evidente come testimonia la vhs uscita subito dopo nel quale il chitarrista gironzola per il palco con palese disinteresse.
Undercover
Sabato 26 Novembre 2011, 13.32.27
2
Disco che mi è sempre piaciuto, "Solitaire", la titletrack, "Anya" e "A Twist In The Tale" sono fantastiche, però quello con Turner l'ho trovato superiore pur non essendo i Deep Purple in formazione "classica" e amando Gillan sempre e comunque. L'80 però è lontano, sarei piuttosto per un 70.
xutij
Sabato 26 Novembre 2011, 13.25.05
1
questo dei deep Purple lo conosco solo di nome. sembra interessante, ascolterò qualcosa
INFORMAZIONI
1993
BMG
Heavy
Tracklist
1. The Battle Rages On
2. Lick it Up
3. Anya
4. Talk About Love
5. Time to Kill
6. Ramshackle Man
7. A Twist in the Tale
8. Nasty Piece of Work
9. Solitaire
10. One Man's Meat
Line Up
Ian Gillan (Voce)
Ritchie Blackmore (Chitarra)
Jon Lord (Tastiere)
Roger Glover (Basso)
Ian Paice (Batteria)
 
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