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Hull - Beyond The Lightless Sky
( 1718 letture )
Il secondo capitolo nella produzione dei newyorkesi Hull - formazione capace di sfoderare le armi migliori nella dedizione ad uno sludge estremamente contaminato dal post-core - si intitola Beyond The Lightless Sky, ed arriva a due anni di distanza dal fortunato (e ben concepito) Sole Lord, primo capitolo della saga basata sulle avventure del Mahyan Hero Twins, pubblicata dalla The End Records.

L’approccio del quintetto non cambia: sia nella tensione nell’unire sfumature musicali assai diverse tra loro, sia nel combinare nella maniera a loro più congeniale influenze disparate che vanno dagli Orange Goblin agli Eyehategod, dai Baroness agli Enslaved, dai Red Giant ai Torche, tuttavia marchiando le composizioni in una maniera decisamente moderna - “post” per l’appunto - e lasciando uno spazio quasi inesistente a venature vintage tanto care, al contrario, ad altre bands del genere, se genere si può ancora definire (!).

Il viaggio iniziato con Sole Lord (una menzione particolare alla spettacolare copertina di Josh Graham, così vicina all’immaginario Herbertiano di Dune) avanza, di dilatazione in dilazione, con il nuovo album: spariscono strofe, ritornelli, bridge, tutto è meravigliosamente nebuloso e sperimentale.
Le strutture dei brani (vedasi l’opening track, Earth From Water, suite di 11:18 minuti) diventano architetture rarefatte, con sovrapposizioni di riffs quasi ambient (senza tuttavia rinunciare a suoni grossi come edifici) ad opera di Mack e Laietta, che si intersecano nella creazione di momenti unici eppure complementari (come la tranche centrale di Fire Vein).
Passo dopo passo, considerando come momenti più altisonanti la groovy Wake The Heavens, Reveal The Sun e la traccia conclusiva, la straniante In Death, Truth, gli Hull convincono e dimostrano di avere una propria personalità ben definita, rintracciabile in primis nella capacità di far confluire sonorità prese in prestito dalla scena doom della Georgia e della Florida (parliamo, per la seconda, soprattutto dei Dark Castle) senza tuttavia rinunciare alle buone, vecchie, old fashioned tirate hardcore, innescate come perfette bombe ad orologeria nel tessuto atmosferico dei brani.

Gli Hull sono una band dall’effervescente creatività, e su questo non c’è dubbio. I cinque hanno scelto la strada di una sperimentazione ricercata e raffinata, riscontrabile anche nell’intento di delineare un percorso lirico che ha avuto il suo incipit con Sole Lord, e che è proseguito nei testi di Beyond The Lightless Sky.

Chi ama queste sonorità non può lasciarseli sfuggire.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
24.72 su 18 voti [ VOTA]
Sangre
Sabato 3 Dicembre 2011, 11.19.51
2
Ciao undercover! Condividevo la tua impazienza per l'uscita di quest'album, che mi ha tuttavia convinto in maniera coerente..certo, non c'è nessuna novità, e forse nemmeno mi auguravo ci fosse, eppure mi è piaciuto. Come sempre, ti ringrazio di aver espresso il tuo parere! Buona giornata!!
Undercover
Venerdì 2 Dicembre 2011, 16.55.37
1
A essere sincero aspettavo quest'album con impazienza ma sono rimasto parzialmente interdetto, il sound è ben descritto nella rece di Lynda ma alle volte lo trovo un po' inconcludedente, manca sia quella morsa stringente che ti acchiappa, sia quell'aspetto avanguardistico che ti faccia gridare al miracolo, è tutto molto livellato, ben oltre la media sia chiaro ma comunque è meno di ciò che mi attendessi.
INFORMAZIONI
2011
The End Records
Sludge
Tracklist
1 - Earth From Water
2 - Just A Trace Of Early Dawn
3 - Beyond The Lightless Sky
4 - Curling Winds
5 - Fire Vein
6 - Wake The Heavens, Reveal The Sun
7 - False Priest
8 - A Light That Shone From Aside The Sea
9 - In Death, Truth
Line Up
A. Mack (guitar)
N. Palmirotto (guitar)
C. Laietta (guitar)
S.B. Dunn (bass)
G. Stieber (drums)
 
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