Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Dark Tranquillity
Moment
Demo

Veritas
Threads of Fatality
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

30/11/20
VEIL OF SECRETS
Dead Poetry

30/11/20
COLOSSUS OF DESTINY
Last Call

30/11/20
GOLGATA
Tempel

04/12/20
GONE IS GONE
If Everything Happens for a Reason… Then Nothing Really Matters at All

04/12/20
SIX FOOT SIX
End of All

04/12/20
AD INFINITUM
Chapter I: Revisited

04/12/20
TAU CROSS
Messengers Of Deception

04/12/20
NIGHTRAGE
Demo 2000

04/12/20
FOREIGN
The Symphony of the Wandering Jew Part II

04/12/20
SERPENTS OATH
Nihil

CONCERTI

28/11/20
RHAPSODY OF FIRE (POSTICIPATO)
LEGEND CLUB - MILANO

28/11/20
BELPHEGOR + GUESTS
BLACK WINTER FEST - MILANO

29/11/20
ORPHANED LAND
REVOLVER CLUB - SAN DONA' DI PIAVE (VE)

29/11/20
MARDUK (RIMANDATO)
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

30/11/20
MARDUK (RIMANDATO)
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

01/12/20
ORPHANED LAND
LEGEND CLUB - MILANO

02/12/20
ORPHANED LAND
TRAFFIC CLUB - ROMA

03/12/20
ROSS THE BOSS + GUESTS (CANCELLATO!)
LEGEND CLUB - MILANO

03/12/20
NAPALM DEATH
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

04/12/20
NAPALM DEATH
TRAFFIC CLUB - ROMA

Van Halen - For Unlawful Carnal Knowledge
( 6786 letture )
Con otto album all’attivo in poco più di dieci anni di onorata carriera i Van Halen inaugurarono la nuova decade, quella degli anni Novanta (che si rivelerà molto meno fruttuosa e gloriosa della precedente) con una nuova fatica discografica intitolata For Unlawful Carnal Knowledge, terzo e penultimo disco della fortunata era che vide Sammy Hagar capitanare la formazione statunitense e che vedrà il suo culmine con Balance (1995). Da lì in poi non rimarrà altro che una perniciosa discesa verso l’abisso, contraddistinta da Van Halen III del 1998 e dall’inevitabile conseguente scioglimento. Va comunque detto che furono le condizioni di salute di Eddie Van Halen il principale motivo di tale debacle, nonostante il declino musicale della band si facesse sentire sempre più impietoso. Ma restiamo ancorati al periodo d’oro dei Van Halen, ed andiamo dunque a scovare i motivi di un successo tanto clamoroso quanto giustamente meritato.

Gli intenti del gruppo sono ben chiari fin dalla prima traccia, Poundcake, introdotta dal rumore di un trapano e capace di farvi letteralmente saltare dalla poltrona per la sua forza d’urto: la voce di Hagar è potente e graffiante come non mai, l’estro di Eddie Van Halen si rivela altrettanto grandioso e mentre l’altro Van Halen (Alex) alla batteria regge uno dei più classici tempi hard rock, si fa sentire anche il poderoso basso di Michael Anthony, il secondo membro di questa formazione che lascerà la band, ma soltanto nel 2006, rimpiazzato dal giovanissimo Wolfgang Van Halen (figlio di Eddie e nipote di Alex). E dopo essere stati spazzati via come foglie al vento dall’opener, tocca a Judgement Day reggere il confronto, cosa che le riesce piuttosto bene. Il suo punto forte sta tutto nel ritornello e nell’imponente assolo eseguito dopo il terzo minuto, è vero, ma spesso per ottenere un risultato di alto livello può anche bastare. Anche se bisogna sottolineare la poderosa prova di Sammy Hagar, il quale raggiunge vette altissime con la sua ugola d’oro. Nella successiva Spanked è invece Anthony a salire sugli scudi, con linee di basso che diventano il cardine assoluto di questa canzone. Va riscontrata purtroppo una certa carenza d’appeal di Runaround, il momento di più scarsa originalità dell’intero disco, col suo ritornello ripetuto fino allo sfinimento che rischia di destabilizzare chiunque lo ascolti. Va comunque precisato che, pur avendolo appena definito un momento di scarsa originalità, non mi sento di affermare che sia un brutto momento, tutt’altro; semplicemente, in un disco-capolavoro come il qui presente For Unlawful Carnal Knowledge, Runaround rappresenta il brano di minor interesse. Tanto di cappello invece alla successiva Pleasure Dome, quasi epica nei suoi sei minuti e cinquantotto secondi di durata, che ci presenta una band in forma ottimale, con tanti assi nella manica ed il coraggio di tirarli fuori nei momenti più opportuni. La frenetica mobilità della sezione ritmica è forse ciò che più di tutto rende grandiosa questa canzone, senza ovviamente mettere troppo in secondo piano la voce strepitosa di Hagar e gli immancabili virtuosismi del maestro Eddie Van Halen. Altro pezzo molto heavy è In ‘N’ Out, la cui unica pecca sono i sei minuti di durata: troppo lungo per diventare un singolo di successo, ma soprattutto troppo ripetitivo nei suoi pur buoni intenti. Al pari di Runaround è, nell’insieme, tra i brani meno riusciti e tra quelli che resteranno meno impressi nella memoria. Una delle cose più positive di questo disco è la sua continuità: se escludiamo le due canzoni sovracitate, che sono comunque tutt’altro che da buttare, avremo a che fare dal primo all’ultimo secondo di musica con un insieme di canzoni memorabili, tutte egualmente meritevoli di attenzioni. Man on a Mission spicca infatti soprattutto per i picchi qualitativi raggiunti da Eddie Van Halen alla chitarra, mentre The Dream Is Over rimane impressa nella nostra testa per la sua semplice bellezza melodica e così via fino alle successive Right Now, emozionante nella sua dolcezza “jazz-rock”, e Top of the World, la più radiofonica tra i sei singoli dell’album e canzone che vide la presenza del chitarrista Steve Lukather dei Toto come seconda voce. Il breve intermezzo presente tra questi due ultimi pezzi, intitolato 316, nulla aggiunge ad un album già di per sé completo ed esauriente.

I Van Halen di inizio anni ’90 sono una band che si staglia a metà tra l’abisso dell’era post Hagar -periodo che vedrà Gary Cherone prendere le redini del microfono per la durata di un solo album in studio- ed il precedente momento di assoluto splendore vissuto con David Lee Roth nelle vesti di cantante (il periodo che va dal 1974 al 1985). Giunti a questo punto, i Van Halen si sono dimostrati ancora in grado di sconvolgere le classifiche (ben tre dischi di platino) e soprattutto esaudire le aspettative dei propri fan. Un vero e proprio must per ogni metaller che si rispetti.



VOTO RECENSORE
92
VOTO LETTORI
69.37 su 59 voti [ VOTA]
duke
Venerdì 30 Ottobre 2020, 19.27.51
28
...bel disco....di gran classe.....
Jyorg
Venerdì 19 Luglio 2019, 13.00.24
27
Grandissimo album peccato sia penalizzato da una registrazione penosa
F.U.C.K.
Mercoledì 3 Luglio 2019, 21.12.56
26
Peasure dome riporta i VH al top to the rock, voto complessivo 85
Andy
Mercoledì 3 Luglio 2019, 1.06.09
25
ricordando che l'album VAN HALEN III con il Cherone non e' affatto da buttare ma pieno di grandi canzoni (io lo preferisco a balance) questo F.U.C.K rappresenta l'apice dei Van Hagar!!!! semplicemente non ha un pezzo brutto e almeno 8 pezzi sono hit singles!!!!...qui si che mi piacciono i pezzi...si rocka che e' un piacere mica in 5150 o OU812 che erano pieni di pop song leggere leggere!
Galilee
Mercoledì 20 Giugno 2018, 22.49.59
24
Lo riascoltavo giusto qualche giorno fa. Super bomba. Assieme al debutto il mio preferito.
lisablack
Mercoledì 20 Giugno 2018, 22.21.31
23
Album bellissimo, comprato appena uscito in cassetta e "divorato" nell'estate 91. Brani spettacolari, i primi 3 da cardiopalma, per motivi personali dovrei dare 100 a questo disco..il voto lettori è osceno.
Aceshigh
Sabato 10 Febbraio 2018, 10.00.55
22
Album che ho letteralmente consumato quando ero giovane, insieme al successivo Live... Per quanto mi riguarda in tutta la discografia dei Van Halen c'è solo un altro album superiore a questo, ovvero il mitico debut. Opinione mia personale che so già non esser condivisa da tutti, però per me su quest'album non c'è una nota fuori posto, non ci sono filler, solo 10 brani uno più bello dell'altro. Dopo il già (per me) ottimo OU812, decidono di lasciare le tastiere a casa (tranne che per la celeberrima Right Now) e se ne escono con un album hard rock al 100% trasudante energia da tutti i pori, come pochi sapevano fare. Il voto lettori è veramente triste... Questo qua è da 95.
Awake
Lunedì 17 Aprile 2017, 16.08.53
21
Il più bello dell'era Hagar, con un Eddie ispiratissimo, l'assolo dil Pleasure Dome è roba da infarto, ma in tutti i pezzi ci regala delle chicche degne del suo talento, sia nella ritmica che nella solista. Per non parlare dell'uso degli armonici... vabbè quando si parla di un album dei VH si finisce sempre a parlare di EVH, per cui mi taccio che è meglio, và.
venom
Domenica 12 Febbraio 2017, 14.35.03
20
Capolavoro tra i piu belli della loro discografia
Rob Fleming
Domenica 21 Febbraio 2016, 16.23.54
19
Titolo provocatorio. Disco ottimo. Pleasure dome è uno dei loro vertici assoluti, Judgement day e gli hit radiofonici di Right now, Runaround, Top of the world sono sublimi. Peccato che tempo un altro disco il giocattolo si sia rotto
Lorenzo FG HMT
Giovedì 19 Novembre 2015, 15.20.04
18
Vi metto daccordo....è senza dubbio il lavoro più duro con Sammy Haggar alla voce...diverso dai primi 3, nettamente superiore a Diver (il peggiore dell'era Roth) e ai suoi 2 predecessori del 1986-88.....a mio avviso grandissima prestazione di Alex alle pelli.
Peppe
Mercoledì 7 Ottobre 2015, 12.21.06
17
Fair
Peppe
Lunedì 5 Ottobre 2015, 21.27.46
16
Dai, dimetallo, che fai a dire album più duro? E il primo e fates warning? Li conosci?
drmetallo
Mercoledì 29 Agosto 2012, 12.49.34
15
mgilior album dell'era Hagar.. è vero, rispetto a Lee roth con hagar avevano (un po) meno una tendenza funny ed istrionica, però questo album è super e comunque vario... E' forse il loro album più duro. Ecomunque continuo a dire che i voti dei lettori sono tutti a caso, messi lì giusto per dar fastidio spesso..CHE SENSO HANNO?? mah..secondo me è meglio o far votare ma con uno username a che non facciano media, oppure toglierli
Matocc
Venerdì 9 Dicembre 2011, 12.56.56
14
amo questo album e non potrebbe essere diversamente dato che è stato uno di quei dischi che hanno contribuito al mio "Battesimo del Metallo": Poundcake, TOTW, JD... pezzi fantastici!!! su una cosa però non sono d'accordo con la rece: personalmente ritengo che 316 "aggiunga" moltissimo a F.U.C.K. ogni volta che la ascolto rimango incantato, per me è una strumentale magnifica! in definitiva: capolavoro, da avere assolutamente!!!
Bud Spencer
Martedì 6 Dicembre 2011, 13.45.15
13
Indubbiamente uno dei migliori disci dei Van Halen senza il consueto uso massiccio delle tastierine...
LoSpaccone
Lunedì 5 Dicembre 2011, 13.52.02
12
Peccato per il sound un pò troppo pastoso ma dopo i primi due è l'album dei Van Halen che ho ascoltato di più. Manca una vera e propria mega-hit (in parte Poundcake lo è) ma il livello medio dei pezzi è buonissimo livello.
fabio II
Lunedì 5 Dicembre 2011, 12.27.53
11
'Fuck' non mi fa impazzire. Lo trovo un pò troppo ispido, manca totalmente la fase istrionica/fun music che, insieme, alla debordante tecnica ha sempre condraddistinto la band. I Van Hagar li ho sempre trovati un po troppo sbilanciati verso l'hard rock quintessenziale, senza le aperture 'swing' che li rendevano unici appunto.
Plinio
Lunedì 5 Dicembre 2011, 9.45.36
10
dal punto di vista compositivo forse il top dei Van Halen insieme al primo omonimo cd. Semplicemente stupendo.
jek
Domenica 4 Dicembre 2011, 14.47.42
9
Mi sento di sottoscrivere il commento n° 3 di Jimi TG ma con toni ancor più critici.
conte mascetti
Domenica 4 Dicembre 2011, 12.04.07
8
Il migliore insieme a Balance del periodo Hagar. Fuck l'ho letteralmente consumato...
luci di ferro
Domenica 4 Dicembre 2011, 11.53.09
7
Van Halen III con alla voce Gary Cherone non è da buttare, anzi!! magari fossero tutti cosi gli album brutti ''si fa per dire brutti'' che non appartiene certamente a Van Halen III.
The Magus
Sabato 3 Dicembre 2011, 23.48.57
6
grandissimo album, un pezzo più bello dell'altro e, a mio avviso, capolavoro dei VH inseme a "5150" e al successivo "Balance". Per quel che mi riguarda l'era Hagar è decisamente superiore al primo periodo con Roth... è questa la formazione di cui vorrei vedere una reunion!!!
Hellion
Sabato 3 Dicembre 2011, 22.56.29
5
...basterebbe la sola Right Now per definire questo disco un capolavoro!
Macbeth
Sabato 3 Dicembre 2011, 21.53.55
4
FUCK dei Van Halen è un disco strepitoso che segna alla grande un ritorno all'hard rock più grezzo!
Jimi The Ghost
Sabato 3 Dicembre 2011, 15.00.23
3
Qui si presentano i miei primi vacilli nei confronti di un Eddie e soprattutto nella mia carriera di estimatore in quel "gruppo" che mi divertiva e insegnava qualcosa nel mondo della didattica musicale. Qualcosa qui mi delude, mi lasci perplesso...., ma come mi capita nei grandi gruppi che segnano un periodo anche qui mi sono fermato al 1985...Ottimo Hagar. Jimi TG
Lizard
Sabato 3 Dicembre 2011, 14.27.25
2
Bellissimo disco, con Van Halen che ruba il trapano a Billy Sheenan e Paul Gilbert dei Mr Big. Poundcake resta uno dei pezzi chiave della mia adolescenza.
luci di ferro
Sabato 3 Dicembre 2011, 14.19.42
1
For Unlawful Carnal Knowledge, è una gemma un Caposaldo dell' heavy, per me prende 93/100 se la gioca quasi alla pari con l'omonimo del '78 e con 5150 del '86 e con 1984 del '84 e con balance del '95 come palma del miglior disco targato Van halen. Per il sottoscritto sono tutti CAPOLAVORI.
INFORMAZIONI
1991
Warner Bros.
Heavy
Tracklist
1. Poundcake
2. Judgement Day
3. Spanked
4. Runaround
5. Pleasure Dome
6. In ‘n’ Out
7. Man on a Mission
8. The Dream Is Over
9. Right Now
10. 316
11. Top of the World
Line Up
Sammy Hagar (Voce, chitarra ritmica)
Eddie Van Halen (Chitarra solista, tastiere, voce)
Michael Anthony (Basso, voce)
Alex Van Halen (Batteria, percussioni)
 
RECENSIONI
70
89
92
90
83
80
57
81
93
83
95
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]