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Uriah Heep - Salisbury
( 9301 letture )
La seconda prova in studio degli albionici Uriah Heep santifica e battezza l'Anno Domini 1971, anno extraordinaire che segna l'inizio del periodo d'oro per il quintetto, sancito anche dal successivo Look at Yourself. Già l'esordio Very 'Eavy... Very 'Umble, nonostante la qualità non sempre eccelsa di tutte le canzoni, forgiava per buonissima parte il trademark della band, quella compatta amalgama sonora contraddistinta dalle linee vocali di David Byron, tessute in una maglia armonica originale e riconoscibile, e dall'artiglieria hard prog creata dal continuo intrecciarsi tra l'organo di Ken Hensley e la sei corde impregnata di wah-wah di Mick Box. Il successore Salisbury non fa che mietere il raccolto seminato un anno prima, raccogliendo con grande abilità sia le sfumature più hard, sia quelle più progressive, ma a questo impasto il tocco sapiente della band aggiunge gli echi psichedelici e soft che nell'esordio invece erano stati quasi ovunque rifiutati, o comunque celati. Il risultato è un album meno compatto del precedente, volto più a cercare di stupire con i toni pomposi e ricercati della lunghissima title-track, che ad approfondire ulteriormente le atmosfere quasi medievali dei meandri hard prog creati in Very 'Eavy... Very 'Umble.

La nuova recluta dietro le pelli, Keith Baker, si fa sentire subito con la incisiva opener, Bird of Prey, per le ritmiche secche ed essenziali, anche se ad essere in primo piano sono le progressioni quadrate della chitarra di Box, contraltare ai coretti armonici di Byron. Al contrario, fanno da dolce tappeto sonoro per la successiva The Park il basso poco invasivo di Paul Newton, il delicato hammond e gli arpeggi acustici, creando una canzone quasi ambient, in cui la voce angelica di Byron racconta con tono nostalgico la vista del suggestivo paesaggio del parco in cui “i sogni” del fratello del protagonista “una volta si libravano, prima che lui morisse per colpa di una guerra inutile”. Nell'impetuosa Time to Live emerge finalmente l'ego di Hensley, le cui mani cesellano sapientemente i buchi lasciati dalla chitarra, che qui sfoga a tutto volume tonnellate di wah-wah, sopra il cadenzato tema centrale, che ha lo stesso ritmo sincopato di Revelations degli Iron Maiden... con più di dieci anni di anticipo. Ancora Hensley protagonista nella successiva Lady in Black, che vede il faccia-da-Sioux fare da bardo per questo sublime episodio pastorale, così come nella successiva High Priestess, dove è sempre lui a prestare la sua ugola (debitamente armonizzata con i chorus tipici degli Heep), per decantare questa “somma sacerdotessa”, mentre la sei corde di Box divampa prepotente. Chiude il lato B la title track, nella quale assistiamo a una band che cerca in tutti i modi di “elevarsi di rango” – come se fare hard rock fosse deplorevole – e a un Hensley che gioca (riuscendoci) a fare il Jon Lord della situazione, anche se in verità il pilota di tutta la macchina orchestrale che fa da sottofondo a Salisbury è l'arrangiatore John Fiddy. Il piacevole (anche se in alcuni momenti banalmente ripetitivo) esperimento sinfonico, una sorta di Atom Heart Mother (il periodo è il medesimo) in versione hard rock, non è certo ciò che contribuirà a far ricordare ai posteri gli Uriah Heep. Così come non lo fa e non lo farà A Concert for Group and Orchestra dei Deep Purple. Semmai verrebbe, anche se sono passati quarant'anni, da dare alla band un affettuoso buffetto sulla guancia e da mettere bonariamente una mano sulla loro spalla, come si fa ai bambini troppo ambiziosi.

Io il buffetto e loro il calcio nel sedere. Salisbury, infatti, è un album che, nonostante lo sfogo d'ego della title-track, rappresenta un episodio unico della carriera degli Uriah Heep, denso di pathos e di sublime songwriting. Detto in soldoni: it kicks ass. A partire da quello di chi dà buffetti, ma soprattutto da quello della stampa dell'epoca, che ha sempre sparato a zero – a torto – sugli Heep.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
80.46 su 89 voti [ VOTA]
rocklife
Venerdì 17 Novembre 2017, 14.22.55
37
disco di quasi 50 anni fa...una cosa dell'altro mondo interstellare....quando piu' si faranno dischi del genere?? ho lp e lo custodisco come una reliquia ...eccezionale gli u.h.
Doom
Lunedì 17 Aprile 2017, 16.40.41
36
Che gruppo che erano...Anche loro fanno parte di quei gruppi "mai troppo lodati" ma estremamente importanti. Misteri!
coach
Mercoledì 11 Maggio 2016, 16.23.21
35
Bellissimo album, grandissima Lady in Black, un inzio solo chitarra e voce, e piano piano si aggiungono tutti gli altri strumenti, cori ecc. e il finale con la lunga suite che dà il titolo al disco... epocale!
matteo d'errico
Mercoledì 20 Aprile 2016, 16.44.58
34
Bell'esempio di hard rock, striato di metal ,con un assaggio di psichedelic e una spolverata di gotic. In un'epoca in cui i giganti della musica contemporanea si rincorrono tra i viali dei generi citati, lanciandosi sfide sul filo della innovazione e del successo di pubblico ,restare in quella cerchia era già un risultato maiuscolo. Per me il loro top resta Very 'Eavy,Very 'Umble : questo è meno crash e in qualche passaggio quasi p o p ...oops, mi è scappato ! Gli sono affezionato,ma non gli riconosco enormi spunti di ideativi, brani da scolpire nella pietra o assoli da urlo. Diciamo che le pietre miliari non si possono ripetere a go-go , e abbiamo detto tutto. voto 78.
Rob Fleming
Domenica 21 Febbraio 2016, 16.07.10
33
E', a mio avviso, inferiore al debutto, ma è ugualmente bellissimo grazie ad alcune canzoni strepitose. Su tutte la poesia musicale di The Park e Lady in Black (immortale!). Interessanti Bird of prey, Time to live e High priestess che flirtano con l'hard rock tipico di quegli anni. E per finire Salisbury, tentativo riuscito di emulare Deep Purple, Nice, Pink Floyd nell'unire gruppo rock e orchestra sinfonica.
Steven
Domenica 13 Settembre 2015, 16.54.16
32
Questo Salisbury è un capolavoro dei 70 , un gradino sotto Very Heavy ........ grandi Uriah , purtroppo per loro a quei tempi uscivano Album altrettanto mostruosi vi ricordo solo Master of Reality , Sticky Fingers , Led Zeppelin IV , L.A. Woman , Aqualung per citarne alcuni meditate , meditate .
Steelminded
Mercoledì 20 Maggio 2015, 22.53.17
31
Ma non so, Il mio preferito è The Magician Birthday, poi viene Demons and Wizards sicuramente...
stefano
Mercoledì 20 Maggio 2015, 20.36.35
30
Bird of prey è un pezzo straordinario. stiamo parlando di un pezzo uscito nel 1971. ho conosciuto con quest'album gli uriah. concordo pienamente sul fatto che il non aver avuto un chitarrista carismatico come jimmy Page o Black more abbia penalizzato notevolmente la visibilità ed il successo della band. ad ogni modo restano per sempre dei leggendari mostri del rock assieme a deep purple e led zeppelin. a mio avviso demon&wizard rappresenta il picco più elevato della loro straordinaria carriera.
stefano
Mercoledì 20 Maggio 2015, 20.36.35
29
Bird of prey è un pezzo straordinario. stiamo parlando di un pezzo uscito nel 1971. ho conosciuto con quest'album gli uriah. concordo pienamente sul fatto che il non aver avuto un chitarrista carismatico come jimmy Page o Black more abbia penalizzato notevolmente la visibilità ed il successo della band. ad ogni modo restano per sempre dei leggendari mostri del rock assieme a deep purple e led zeppelin. a mio avviso demon&wizard rappresenta il picco più elevato della loro straordinaria carriera.
subhuman
Domenica 19 Aprile 2015, 14.44.11
28
quindi praticamente identica a "Honour and Blood" dei Tank? il carro armato c'è. per quanto mi riguarda, è più funzionale rilevare procedimenti allusivi (o casualmente imitativi) tra sezioni musicali, che tra artwork (che spesso sono tutt'altro che art-work).
mardonziak
Domenica 19 Aprile 2015, 9.30.53
27
se vogliamo... è anche simile a quella della RI-STAMPA (uscita nel 2008 per "regain records") di "panzer division MARDUK" XD
klostridiumtetani
Sabato 18 Aprile 2015, 21.26.53
26
Lasciando perdere il discorso sul "ritmo sincopato" che è stato ampiamente usato e sfruttato secoli prima degli Uriah Heep, (quindi il confronto con gli Iron in sede recensiva non c' entra 'na mazza!), mi soffermerei di più sul fatto che la cover del disco è praticamente identica a quella di AMOLAD degli IRONS.
dantes
Sabato 18 Aprile 2015, 21.01.19
25
...senza nulla togliere o aggiungere certo alla storia della musica, credo che il gap che questa grande band abbia pagato nel tempo rispetto ad altri grandi nomi è in buona parte dovuta al fatto che non abbia avuto un chitarrista contraddistinto da una personalità spiccata e da una tecnica superiore o particolare come invece hanno avuto tutte le band che la storia stessa ha elevato a mito. Il chitarrista per quella epoca era davvero troppo,troppo importante
rocklife
Martedì 14 Aprile 2015, 14.37.33
24
gruppo che ha fatto la storia del rock.....non hanno un disco inferiore alla quota 80...e ancora oggi sono tra i migliori..parliamo piu' di 40 anni...che dire di piu' stratosferici.......
homer
Mercoledì 18 Marzo 2015, 18.52.46
23
sopratutto i pantera ci sono adesso, mentre gli heep sono anni che sono sciolti, si si.
alessandro carpentieri
Mercoledì 18 Marzo 2015, 17.26.42
22
album capolavoro, se penso che adesso ci sono Metallica, Pantera ecc... mi viene da piangere
TheBluesBreaker
Giovedì 27 Febbraio 2014, 22.39.31
21
Onestamente non riesco a capire come facciano ad essere cosi snobbati gli Uriah Heep,per me è un album cazzutissimo,forse piu vicino al prog che all' heavy,a differenza del predecessore,magari alcuni tentativi possono sembrare 'presuntuosi',ma io sono sicuro che vale la pena ascoltarlo questo album,e poi salisbury è meravigliosa... non capisco la copertina però,troppo aggressiva per un album con forti tendenze prog
Steelminded
Martedì 24 Dicembre 2013, 17.42.02
20
Sono sincero. Sulle prime mi è piacuito molto e lo acquistai, poi però è emerso il lato un po' eccessivo, pomposo (tendente al pacchiano) della lunga title track con inserti orchestrali... Comunque non male, voto per me 60/65. Oggi l'ho rivenduto.
pierru
Martedì 24 Dicembre 2013, 16.31.48
19
album stupendo voto 91
nat 63
Martedì 24 Dicembre 2013, 16.24.39
18
album magico,spettacolare.I dischi degli Uriah Heep sono vere e proprie poesie.Salisbury è uno dei miei album preferiti della loro discografia. Voto 95
biboprof
Mercoledì 27 Novembre 2013, 22.28.47
17
un disco ancora oggi spettacolare! con loro trent'anni fa ho scoperto il rock, ogni suono era un mondo nuovo.. quel carro armato in copertina, quell'orchestra che si intrecciava con la chitarra e l'hammond, e quei cori... non avevo sentito mai niente di simile... SALISBURY e DEMONS AND WIZARD mi hanno letteralemte sconvolto... avevo 15 anni, non c'era internet e bastavano le copertine a farci sognare... un grandissimo gruppo, almeno fino a RETURN TO FANTASY... purtroppo molto sottovalutati! dala ctitica spocchiosa, ma quando li riascolto è sempre una riscoperta !!!
Xgeorge
Lunedì 18 Novembre 2013, 11.54.48
16
Un vero CAPOLAVORO !!!!!!!!!!!!!!!!!!! GRANDI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
macigno
Venerdì 15 Novembre 2013, 14.46.03
15
altro capolavoro di questa band troppo sottovalutata ogni pezzo è magico voto 93 mi auguro di trovare presto le recensioni di tutti gli album con david byron comunque anche quelli dopo non sono male
daniele
Giovedì 3 Ottobre 2013, 15.40.57
14
vi dico solo.. ascoltate Bird of Prey, la prima dell'album (1971) e poi Highway Star (1972).. notate qualcosa??? Ok, Highway Star ha un solo non comparabile.. ma non ditemi che non ci sono somiglianze!!!!
daniele
Martedì 9 Luglio 2013, 0.37.01
13
Ho scoperto da poco quest'album.. ma è spettacolare!!! Dall'inizio alla fine non scende mai di qualità! voto 95
Nihil
Domenica 26 Maggio 2013, 2.07.58
12
Grazie Steelminded (anche se in ritardo)
Steelminded
Lunedì 15 Ottobre 2012, 21.38.41
11
Grande Nihil!
Nihil
Lunedì 12 Dicembre 2011, 0.24.23
10
Lo comprai (in cassetta) quando ero militare insieme a Demons&Wizard e l'ascoltavo sempre quando ero di guardia...
oldmetalheart61
Sabato 3 Dicembre 2011, 16.08.22
9
discone per questi GRANDI dell'hard rock
Electric Warrior
Sabato 3 Dicembre 2011, 15.48.04
8
Straquoto hm is the law. Salisbury è veramente un capolavoro della musica in generale. Stupenda la cover della versione americana.
jek
Sabato 3 Dicembre 2011, 15.19.08
7
Gran bel disco, non all'altezza di very 'eavy ma comunque da rivalutare perchè come detto da Alberto gli Heep sono sempre stati, a torto, snobbati.
Lizard
Sabato 3 Dicembre 2011, 14.32.39
6
Altro tassello fondamentale di una discografia clamorosa per quantità e qualità. In realtà, forse è quello che mi piace meno dei primi cinque album, ma solo per gusto personale, perché poi resta un disco clamoroso e da avere senza dubbio.
luci di ferro
Sabato 3 Dicembre 2011, 14.09.31
5
@ Lontano contribuisci a espandere la musica, vai sul voto lettori e piazza un bel 99 dai su forza io lo fatto. Cosi uno vede i voti alti e si decide a comprare i cd.
Lontano
Sabato 3 Dicembre 2011, 13.56.40
4
85? seriamente? Secondo me questo, Demons&Wizard e very 'eavy sono tutti e tre da 100. Momenti di storia della musica rock che non devono mancare nella collezione di ognuno!
fabriziomagno
Sabato 3 Dicembre 2011, 13.27.21
3
album meraviglioso, il mio preferito insieme a demons and wizards...
LAMBRUSCORE
Sabato 3 Dicembre 2011, 13.26.16
2
1971, anno della mia nascita (così mi hanno detto) epoca di grandi uscite musicali, oltre a questo direi "il prato dell'amore" di al bano (!!!) a parte le cazzate, grande album.
hm is the law
Sabato 3 Dicembre 2011, 13.14.18
1
La suite Salisbury è vale da sola l'acquisto dell'album
INFORMAZIONI
1971
Vertigo
Hard Rock
Tracklist
Lato A:
1. Bird of Prey
2. The Park
3. Time to Live
4. Lady in Black

Lato B:
1. High Priestess
2. Salisbury
Line Up
David Byron (Voce)
Ken Hensley (Organo, tastiere, voce, chitarra acustica e slide)
Mick Box (Chitarra solista, cori)
Paul Newton (Basso, cori)
Keith Baker (Batteria)
 
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