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Orphaned Land - The Road To Or Shalem DVD
( 3184 letture )
Certi viaggi sono fatti per non finire mai.
Certe vie sono destinate ad essere “senza fine” e sembra che nemmeno coloro che le percorrono siano totalmente in grado di controllare i propri passi.
Ce n'è una in particolare che da 20 anni (quasi 21 nel momento in cui vi scrivo), viene affrontata con coraggio da sei uomini provenienti dalla “terra orfana” per eccellenza (citando letteralmente la traduzione di un'espressione estrapolata da una canzone del cantautore Yehuda Poliker, usata dai nostri per trovare un nome alla loro band).
È dal 1991 infatti che la favola degli Orphaned Land va avanti: tra le difficoltà di vivere in un paese dilaniato dall'Intifada, tra le frontiere chiuse che gli impediscono di suonare per i loro fans più coraggiosi nei paesi arabi e tra i problemi che ogni persona con una vita al di fuori della musica deve affrontare quotidianamente.
Vent'anni ricchi di successi, di capolavori (Sahara, El Norra Alila, Mabool e The Neverending Way of ORwarriOR) e di soddisfazioni, specie per qualcuno che ancora ragazzo si è reso conto improvvisamente di avere l'enorme potere di azzerare secoli di odio per la durata di un concerto metal.
La forza della musica che riesce ad unire gli esseri umani al di là delle etichette imposte dalla nazionalità, dalla storia e dalla religione.

The Road to Or Shalem è la summa di questi 20 anni di attività, un lunghissimo dvd ripreso in due show tenuti nel dicembre 2010 al Reading 3 di Tel-Aviv con il locale gremito e due degli idoli degli Orphaned a condividere il palco con loro: il già citato cantautore israeliano Yehuda Poliker e il cantante/chitarrista dei Porcupine Tree Steven Wilson (che aveva già curato il mixing dell'ultimo The Neverending Way of ORwarriOR”).
Ad affiancare i nostri sul palco (per ridurre al minimo l'uso dei samples) ci sono anche diversi turnisti: Roei Fridman alle percussioni, Tomer Mizrahi al bouzouki (forse l'elemento più in evidenza tra gli strumentisti esterni), Tzahi Ventura al flauto e l'immancabile voce femminile di Shlomit Levi, autrice di una prestazione da incorniciare (sembra canti meglio che su cd senza nessuno sforzo apparente).

Prima di parlare del concerto contenuto nel primo dvd non posso esimermi da alcune rapide considerazioni tecniche circa il lato “visivo”; la prima cosa che balza all'occhio infatti è l'estrema professionalità di una regia attentissima a cogliere tutti i momenti cruciali, coadiuvata da una moltitudine di telecamere posizionate in zone strategiche: da quelle degli operatori sul palco e dietro le transenne, passando per quelle montate su bracci mobili piazzati al fondo del locale dedicate a riprese dall'alto di stage e pubblico, fino a quelle piazzate sulla paletta del basso di Uri, sul corpo delle chitarre di Yossi e Matti, sull'asta del microfono di Kobi e intorno (e dentro) il drumkit di Matan.
Un supporto eccellente per imprimere indelebilmente lo spettacolo messo in piedi da una band concentratissima (ed emozionata) che non ha sbagliato nulla delle oltre 25 canzoni proposte in questa magica serata.

Genesi 6:11: “La terra era corrotta prima di Dio, la terra era ricolma di violenza”

Versi conosciuti che precedono quell'apertura con il botto che risponde al nome di Halo Dies, interpretata da Kobi con grande determinazione e la giusta cattiveria: impossibile non notare la grande condizione del cantante di israeliano, la sua voce è ottima sia nei puliti (caldi e ben controllati) che nel mid-growling; l'esecuzione è ineccepibile anche dal lato strumentale (sentite i solos di Matti per accorgervene) inoltre pezzo risulta assai più diretto nella ritmica rispetto alla versione contenuta su Mabool.
Un Kobi entusiasta per la reazione del pubblico da poi il via alla classicissima Birth of The Three in cui possiamo apprezzare la fantasia e la pulizia nell'esecuzione di Matan Shmuely (unico membro a non essere presente dal '91) che si prende anche la libertà di modificare alcuni passaggi di batteria per arricchire ulteriormente un pezzo già stupendo su cd, un lavoro encomiabile valorizzato da un'equalizzazione delle pelli veramente pompata e cristallina.
Dopo l'intermezzo orientaleggiante Olat Ha'tamid (primo estratto da ORwarriOR) in cui il Yossi dà sfoggio alla sua capacità di eseguire lo zaghrudah (il tipico grido di gioia delle popolazioni arabe) si ritorna per un attimo a Mabool con The Kiss of Babylon (in cui fa la sua prima apparizione la bravissima Shlomit Levi).
La band si prende poi un attimo per rilassarsi con A Never Ending Way (estratta da El Norra Alila) prima di partire a tutta forza con la tiratissima Disciples of The Sacred Oath II, sorprendente il lavoro al basso di Uri precisissimo nonostante la difficoltà del pezzo e l'ottima performance alle backing vocals di Yossi e di Matan (dotato di microfono ad archetto per non essere limitato nel drumming), da lacrime invece l'intensità con cui Kobi canta la parte in arabo.
Arriva poi un altro momento per riposare le orecchie con un lungo intermezzo acustico in cui vengono eseguite le dolcissime Bereft in The Abyss e The Storm Still Rage Inside.
Ma è tempo di vivacizzare nuovamente la serata, ritorna Shlomit (cambiata d'abito) e si può iniziare con l'entusiasmante e conosciutissima Sapari (cantata da tutto il pubblico) per poi passare alla più complessa e decisa nell'incedere From Broken Vessels.
Un attacco del bouzouki riconoscibile tra mille ci prepara ad una Ocean Land eseguita magistralmente, con tanto di video proiettato su uno schermo alle spalle della band, mentre il pubblico sottostante canta insieme a Kobi uno dei brani più amati di Mabool.
(Kobi in abito bianco): “Avete Gesù, ma questo è Dio! Signore e signori Steven Wilson!”, fa così la sua comparsa on stage il mastermind dei Porcupine Tree, che dopo i ringraziamenti di rito unisce la sua voce a quella di Kobi in una stupenda interpretazione di M I ?.
La presentazione della canzone successiva è la perfetta descrizione della filosofia musicale degli Orphaned Land: tanta gente di tante culture che sotto la bandiera della musica si unisce per costruire la New Jerusalem, ballata mediorientale dolcissima e di un'intensità non trascurabile (anche grazie alla solita Shlomit Levi).
Dopo alcuni cori abbastanza eloquenti (“Kobi sexy, Kobi sexy”) scatenati da una battuta sul suo abbigliamento parte Vayehi Or (“Che luce sia”) che fa da preludio ad uno dei trittici più pesanti del concerto: prima The Warrior con il lunghissimo assolo di Yossi, poi Barakah (sempre grandiosa dal vivo) e infine la violentissima Codeword Uprising, cantata da Kobi - anche in mezzo al pubblico - con il supporto della voce “core” israeliana Tomer Jones.
“Andare ad un concerto degli Orphaned Land è un po' come stare in una sinagoga metallara non trovate?” dopo aver sentito la successiva versione di El Meod Na'ala (estratta da El Norra Alila) non posso che concordare: l'esecuzione della canzone basata sull'omonimo Piyyut ebraico è a dir poco eccezionale (e coinvolgente considerata la conoscenza che ha il pubblico di casa del testo).
Si chiude con una In Thy Never Ending Way emozionante come in pochissime occasioni, con la band che lascia il palco un membro alla volta mentre la voce registrata di Kobi chiude con i significativi versi:

Go in peace,
And find thy faith,
Evolve thyself,
And lose all hate,
So a heaven you may create.


Già finita?
Ma nemmeno per scherzo, è ora di richiamare sul palco Steven Wilson che si appresta con la sua chitarra acustica a suonare da solo il primo pezzo mai scritto dagli Orfani: The Beloved's Cry.
“Credo che questa band sia una delle migliori, non solo in Israele ma in tutto il mondo. E a proposito, ho cambiato leggermente il testo perché l'inglese non era proprio perfetto!”.
Non me ne voglia il buon Kobi ma l'interpretazione di Wilson è stata qualcosa di fantastico, forse quasi meglio dell'originale!
Risale poi la band, insieme ad un signore sulla sessantina con un microfono in mano: “questo è David, il padre di Yossi, ah vi ricordate quello che dicevo prima sulla sinagoga metallara?”
Il pubblico inizia come di consueto a saltellare invasato mentre la band aiutata nel canto da Shlomit e dallo stesso David sfodera l'immancabile Norra El Norra a cui si collega Ornaments of Gold usata come chiusura mentre un mare di mani al cielo saluta la band presentata da Kobi.

Il primo dvd si è concluso e io ho già la consapevolezza che sono stati soldi ben spesi; ma ci sono ancora dei gustosi bonus ad attendermi.
Il secondo disco infatti contiene alcune tracce escluse dal concerto principale: innanzitutto il duo Halom Layam Hatihon e Bakapaim di Yehuda Poliker cantate e suonate dallo stesso - e la sua Stratocaster - insieme alla band (visibilmente commossa dal suonare con un idolo d'infanzia) in una versione un po' più metallica dell'originale.
La bellissima The Path Part 1 - inspiegabilmente esclusa dal concerto principale - un discreto assolo di batteria di Matan, e le più datate Season Unite (da Sahara) durante la quale Kobi incita la platea al circle pit e Thee By The Father I Pray (da El Norra Alila).

Vengo poi incuriosito dal documentario Vayehi OR dove un insieme di clip raccolte live durante la carriera del gruppo (dal primo concerto sotto il monicker Resurrection, al Wacken Open Air 2010) si intervalla alle interviste ai singoli membri che ci raccontano la loro storia: dalla ricerca per i Resurrection di un nome più adatto (e che non finisse in -tion come quasi tutti i gruppi death metal che conoscevano), a quella per i chitarristi (solo Yossi rispose all'annuncio messo da Kobi ed Uri su un giornaletto locale, portando con se Matti, che aveva conosciuto a scuola), passando per i simpatici aneddoti sulla creazione del primo logo ed il loro rapporto con il divino (Uri: “la band mi ha fatto uscire dalla stretta osservanza religiosa, come potevo rispettare lo Shabbath quando provavamo di sabato?”).
Non viene dimenticato il quasi scioglimento post El Norra Alila e il successivo silenzio durato sette anni, rotto improvvisamente da una convocazione urgente a casa di un Kobi folgorato da una mail in cui un ragazzo Giordano mostrava un tatuaggio con il loro logo, “Ma ebrei e musulmani non erano in guerra? Cosa abbiamo tra le mani se della musica fatta 7 anni fa è riuscita a far sì che quello che ci hanno abituato a considerare un nemico si affezionasse così tanto a noi?”
Da qui la rinascita e l'arduo lavoro che li ha portati ad essere quello che sono oggi.

Vi direi anche di più del documentario, ma credo che così vi toglierei tutto il piacere di vederlo, sappiate solo che c'è molto di più di ciò che ho scritto e se amate gli Orphaned non potete davvero perdervelo!

Insieme ai due dvd è anche presente un cd audio con una selezione di brani del concerto che sinceramente non ho trovato molto indovinata: mancano infatti alcuni tra i pezzi più intensi e coinvolgenti; capisco che il running time su tale supporto sia limitato, ma chi avesse deciso di comprare la versione cd sappia che troverà una scaletta mutilata di perle come Disciples of The Sacred Oath,Barakah, Codeword Uprising, Vayehi Or o In Thy Never Ending Way.

Che dire per chiudere?
Un acquisto obbligato per i fans degli Orfani e per tutti quelli che amano la Musica con la M maiuscola; è anche un'ottima via per approcciare la band, che sicuramente in una dimensione live può risultare meno ostica rispetto ai vari lavori in studio.
Come già scritto non ho apprezzato solamente alcune scelte riguardo all'esclusione di certi brani, ma sono davvero inezie che scompaiono dinnanzi ai pregi di una simile release.
C'è davvero tutto quello che dovrebbe esserci in un dvd: alta qualità video e un audio superlativo e curatissimo (complimenti ai fonici e a chi ha successivamente mixato il live).
Beh che ci fate ancora qui? Andate ad ordinarlo!!



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
63.13 su 52 voti [ VOTA]
orphaned land
Giovedì 3 Dicembre 2015, 4.28.09
18
fantastici!!musica sublime
incensestick
Venerdì 1 Novembre 2013, 5.56.46
17
Arrivo tardi, possiedo il Ddvd da parecchi mesi ma avevo visto solo una parte del concerto. Da comprare ad occhi chiusi! Band imprescindibile perchè è una delle pochissime che riesce a dire qualcosa di nuovo, assolutamente personale e fresco nel panorama metal .
scimmione onduregno
Mercoledì 19 Settembre 2012, 2.43.38
16
minkia!il miglior dvd metal visto negli ultimi 10 anni !!!e ne ho visti a parecchie decine!immensi orphaned land! loro e gli opeth i migliori di tutti!
sawyer
Martedì 12 Giugno 2012, 0.35.15
15
gli orfanelli regnano.
steelminded
Venerdì 2 Marzo 2012, 23.16.52
14
"non se ne puo' piu' del metal classico iron,metallica ecc." Magari anche no direi...
Room 101
Venerdì 2 Marzo 2012, 21.47.45
13
@Sawyer: purtroppo c'è gente che non ha di meglio da fare, troveranno un/a ragazza/o e un lavoro anche loro....forse...
sawyer
Venerdì 2 Marzo 2012, 19.47.17
12
ma chi cazzo e' ke abbassa i voti a caso???IDIOTI!!!!!!!!t
sawyer
Martedì 20 Dicembre 2011, 2.40.59
11
appena rivisto il dvd 100 secco compratelo e' un capolavoro!questi ragazzi hanno cuore e suonano divinamente ho ancora le lacrime agli occhi dopo averlo rivisto,devono diventare piu' conosciuti perche' se lo meritano,non hanno niente da invidiare a nessuno.GRANDI!
sawyer
Giovedì 8 Dicembre 2011, 0.21.52
10
adoro gli orphaned land!finalmente un po' di originalita' nel metal!non se ne puo' piu' del metal classico iron,metallica ecc..E KE 2BALLE!w gli orphaned land,gli opeth,i pain of salvation gli agalloch ,alcest e pochissimi altri.Questa si che e' musica CHE NON STANCA MAI.GRANDI!comprato. e compratelo anche voi bisogna sostenere questo stupendo gruppo supportiamoli !e apriamo le nostre menti!
Rob
Mercoledì 7 Dicembre 2011, 16.52.48
9
Peccato non sia stata fatta una versione Bluray cmq, lo farò mio al più presto!
Room 101
Lunedì 5 Dicembre 2011, 21.18.52
8
@Remedy: Può anche essere, se l'han fatto non si nota molto, comunque è piuttosto simile a quando l'ho sentito dal vivo a livello di growl (anche perché è quella la sua voce), può darsi abbiano agito a livello di puliti ma anche lì o poca roba o ben nascosta dato che sono migliori del suo standard (anche se poteva essere anche solo in una serata di grazia, anche considerando che han preparato apposta questi due concerti per il DVD non aveva da preservare la voce come in tour).
Remedy
Lunedì 5 Dicembre 2011, 12.05.09
7
a me la voce di Kobi sembra molto ma molto ritoccata, soprattutto quando fa growl/scream
Room 101
Domenica 4 Dicembre 2011, 23.00.25
6
@Remedy: a livello video sicuramente sì ci han fatto un gran lavoro, a livello audio dopo averli visti recentemente dal vivo posso dire che secondo me non è stato toccato più di tanto
Giasse
Domenica 4 Dicembre 2011, 22.22.54
5
Diciamo che e' molto "cinematografico".
Remedy
Domenica 4 Dicembre 2011, 22.19.35
4
grandi orphaned land pero si vede lontano un miglio che è tutto pesantemente "ritoccato"
Giiuseppe
Domenica 4 Dicembre 2011, 22.16.11
3
C'e l' ho da qualche giorno....perfomance eccezionale, una delle più belle realtà della musica contemporanea (peccato che l'etichetta metal, oltretutto di un sottogenere abbastanza estremo non consenta loro di essere conosciuti ed apprezzati al di fuori dei confini mediorientali; fa bene fa Wilson a sponsorizzarli!) Questo DVD corona in modo superlativo un periodo di sei anni, 2004-2010, di massima ispirazione e creatività; spero tanto possano continuare cosi ancora per molto tempo.
Giasse
Domenica 4 Dicembre 2011, 21.35.33
2
Ce l'ho. Bellissimo. Acquisto obbligato, non solo per gli amanti degli Orphaned, ma anche per chiunque intenda avvicinarli per la prima volta!
Nikolas
Domenica 4 Dicembre 2011, 21.26.23
1
Credo di prenderlo sta settimana, gli OL sono ormai delle leggende per me
INFORMAZIONI
2011
Century Media Records
Inclassificabile
Tracklist
DVD1:
1. Halo Dies
2. Birth Of The Three
3. Olat Hatamid
4. The Kiss Of Babylon
5. A Never Ending Way
6. Disciples Of The Sacred Oath II
7. Bereft In The Abyss
8. The Storm Still Rages Inside
9. Sapari
10. From Broken Vessels
11. Ocean Land
12. M I?
13. New Jerusalem
14. Vayehi Or
15. The Warrior
16. Baraka
17. Codeword: uprising
18. El Meod Na'ala
19. In Thy Never Ending Way
20. The Beloved's Cry
21. Norra El Norra
22. Ornaments Of Gold

DVD 2 (Bonus):
1. Bakapaim (con Yehuda Poliker)
2. Halom Layam Hatihon (con Yehuda Poliker)
3. The Path Part 1 – Treading Through Darkness
4. Drum Solo
4. Seasons Unite
5. Thee By The Father I Pray

Documentary – Vayehi Or.

Video: Sapari, Norra El Norra, Ocean Land.
Fotografie della band.

CD AUDIO:
1. Halo Dies
2. Birth of The Three
3. Olat Ha'tamid
4. The Kiss of Babylon
5. A Never Ending Way
6. Bereft in The Abyss
7. The Storm Still Rage Inside
8. Sapari
9. From Broken Vessels
10. Bakapaim
11. Ocean Land
12. M I ?
13. New Jerusalem
14. El Meod Na'ala
15. The Beloved's Cry
16. Norra El Norra
17. Ornaments of Gold
Line Up
Kobi Farhi – Vocals
Yossi “Sassi” Sa'aron – Guitars & Backing Vocals
Matti Svatizky – Guitars
Uri Zelha – Bass
Matan Shmuely – Drums & Backing Vocals
Shlomit Levi – Female Vocals
Roei Fridman – Percussions
Tomer Mizrahi - Bouzouki
Tzahi Ventura - Flute

Guests:
Steven Wilson – Guitars & Vocals (M I? and The Beloved's Cry)
Tomer Jones – Vocals (Codeword Uprising)
Yehuda Poliker – Guitars & Vocals (Bakapaim and Halom Layam Hatihon)
 
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