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Leviathan - True Traitor, True Whore
( 3985 letture )
True Traitor, True Whore, ultima fatica a nome del solo-project californiano Leviathan, è uno stramaledetto guazzabuglio. Repentini cambiamenti d’umore (musicale, s’intenda), il cui contorto fil noir ha un solo, dannatamente nefasto, principio ispiratore: sua solennità l’odio, puro, soave, caotico, bieco, senza confini. E non è un mistero la scelta di Wrest di sublimare nel titolo del full-length in esame la sintesi delle sue meditazioni relative alle ultime vicende giudiziarie che, a causa di una denuncia per violenza domestica, avrebbero imperdonabilmente sconvolto la sua tranquilla esistenza di tatuatore/musicista. Destinataria della raffica di rabbia in questione, la ventiseienne ex-compagna del nostro, gentilmente invocata per l’occasione con il romantico appellativo di whore.

Fin qui il pettegolezzo, ma quale la sostanza? Lasciamo, dunque, che sorga questo biblico Leviatano. Un palmo aperto, quello che Wrest mostra al centro dell’art-work di copertina, il cui significato appare, in realtà, leggibile su ben più di un livello: in superficie, la spiccata tendenza filoluciferina che la natura stessa delle simbologie tatuate non tarda a rivelare; in profondità, la ferrea volontà di non serrare più – per lo meno nel caso dell’album in questione – il proprio io (artistico) nel ristretto orizzonte di uno sterile pugno chiuso, bensì di dischiuderne le dita al tanto più affascinante gioco – e diamogli torto – delle infinite possibilità. A tale proposito, giova, inoltre, osservare che la mano di cui sopra appartiene alla mente di un polistrumentista che, tutt’altro che musicista acerbo (valgano su tutte le collaborazioni vocals/samples con Sunn O))) per Black One e Today Is The Day per Sadness Will Prevail), si è sempre proclamato, quanto meno finora, tra i più devoti adepti all’irreprensibile setta del cosiddetto DIY, do it yourself. Ecco, quindi, che sotto il segno di un black il più insano e sinistro possibile – questa almeno l’intenzione di base –, si fanno avanti una serie di influenze che, tra dark-wave, post-punk e noise, arricchiscono l’essenza di un platter, le cui atmosfere pare oscillino pericolosamente tra fulgido genio e disorganica esasperazione: è, però, la seconda ad imprimere la direzione verso cui la nostra bilancia sembra inesorabilmente pendere.

Pochi secondi di affannosi grugniti dall’Inferno e parte True Whorror, marcio labirinto dalle infette contaminazioni, inizialmente ligio ai più violenti stilemi della tradizione del genere, successivamente snaturato dalle conseguenze di una contorta effettistica a spirale che, a tratti stimolante, a tratti cervellotica, rischia, in più di un’occasione, di smarrire completamente il senso di tutta la logica strutturale di fondo. Estenuanti ritmiche a cadenza rallentata e nebulosi echi di un riffing dal sapore vagamente dissonante danno luogo al riflessivo pantano di Her Circle Is The Noose. Brought Up To The Bottom è, invece, il regno delle caotiche alternanze, la cui incostanza sfocia, nei pressi della fine, in una quasi commovente sovrapposizione di distorsioni al massimo della dilatazione e una non meglio identificabile malinconia sonora. Contrary Pulse molto deve a certe sonorità oscure ed irriducibili che, tipiche della dark-wave più oppressiva, risultano qui visionariamente accostate ad una fitta serie di pause meditative dalla piacevole vena ambient. Segue Shed This Skin, riproposizione in chiave maggiormente ripulita di un brano, la cui versione più grezza, aveva già fatto la sua apparizione su tale Verräter, maligna compilation rilasciata dal nostro nell’ormai lontano 2002. Incalzante, ripetitiva e, perché no, anche pressappoco insulsa la successiva Every Orifice Yawning Her Price, di cui colpisce, oltre che il breve inserto dal confuso gusto arabeggiante, anche la noiosa chiosa dal carattere atmosferico, presenza monotona che, quasi ai limiti del superfluo, contrasta non poco con la rinvigorita energia percepibile, al contrario, nell’incipit dell’infinita Harlot Rises. Qui, però, la continua tendenza alle divagazioni/sperimentazioni conduce ad un interminabile, per non dire oltremodo fastidioso, snervamento dei sensi. Chiudono le paludi sonore di Blood Red And True: un logorante incedere, la cui ponderosa gravità non può non rivelare la sua chiara matrice doom. Su tutto l’insistenza malsana della voce di Wrest: una sporca grattugia che, a varia intensità, non fa che raschiare a sangue quel che resta dei nostri padiglioni auricolari. Anche un Uruk-Hai in fase agonizzante avrebbe, forse, potuto fare di meglio.

Per quanto riguarda la produzione, poi, nitidezza dei suoni a parte, ciò che più che altro confonde è l’imprevedibilità del cambiamento di rotta del nostro che, abbandonato il tanto ostentato emblema del DIY, con l’aiuto di Sanford Parker, non trascura ora di affidare la sua neonata creatura alle minuziose cure di uno studio di registrazione di tipo professionale. Che dire se non inaspettato?

Insomma, se ispirazione c’è, True Traitor, True Whore manca di incanalarla per il verso giusto e, nonostante i numerosi spunti che avrebbero voluto/potuto fare di questo disco una vera e propria illuminazione nel campo dell’USBM, quasi tutto appare, dispiace ammetterlo, poco più che malamente sviluppato e privo di una qualsivoglia logica conduttrice: una serie di mostruosi esperimenti ben confezionati, ma sprovvisti di ogni riconoscibile senso di sorta, letterariamente parlando, una specie di sconclusionata isola del dottor Moreau…in conclusione, apprezziamo lo sforzo, ma anche no.



VOTO RECENSORE
59
VOTO LETTORI
45.64 su 28 voti [ VOTA]
metaller nel cuore
Lunedì 23 Gennaio 2017, 14.55.36
9
Solo a me quest'album fa impazzire? Lo trovo tremendamente oscuro. Non ha nulla da invidiare agli altri dischi
Nattramn
Domenica 15 Febbraio 2015, 13.07.19
8
Sì sono d'accordo
Fabio Caressa
Domenica 15 Febbraio 2015, 12.56.49
7
Che non ha molto senso non arrotondare alla sufficienza o al 5,5 come si fa a scuola no?
Nattramn
Domenica 15 Febbraio 2015, 11.32.59
6
@Fabio Caressa che cosa vuoi dire?
Fabio Caressa
Domenica 15 Febbraio 2015, 11.12.26
5
Che senso ha dare 59? Bah.
Nattramn
Domenica 15 Febbraio 2015, 10.29.48
4
Questo album mi lascia perplesso.Fino a Her circle in the noose si lascia ascoltare ma il resto delle traccie molto mediocre,salvo qualche momento in qualche canzone.50/100
Eonn
Mercoledì 7 Dicembre 2011, 15.38.38
3
Ok, mi sa che sono l'unico a cui piace, sarà che a me non dispiace quando la musica va alla ricerca di qualcosa di "strambo" pur non avendo una completezza, ma sto disco me lo ascolto molto volentieri. Certo già il fatto di aver messo due canzoni vecchie non può influire su un giudizio positivissimo del disco.
piggod
Lunedì 5 Dicembre 2011, 20.17.29
2
Delusione totale. Un lavoro senza una direzione precisa, raffazzonato alla meno peggio.
A____H
Lunedì 5 Dicembre 2011, 18.44.57
1
ho perso le sue traccie a tentacles....canto del cigno fù e fù rimane....
INFORMAZIONI
2011
Profound Lore Records
Black/Ambient
Tracklist
1. True Whorror
2. Her Circle Is The Noose
3. Brought Up To The Bottom
4. Contrary Pulse
5. Shed This Skin
6. Every Orifice Yawning Her Price
7. Harlot Rises
8. Blood Red And True
Line Up
Wrest – Vocals, all instruments
 
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