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Cecile Corbel - Arrietty
( 1835 letture )
Un disco è un composto chimico estremamente complesso, ed i musicisti sono sempre dei chimici straordinari. Inconsapevoli, ma straordinari. I musicisti, questi strampalati manipolatori del materiale sonoro, sono in grado di piegare a proprio piacimento le onde e le frequenze sonore al fine di creare universi incorporei di infinita bellezza.
Tuttavia, al mero processo creativo dettato dalla volontà consapevole dell'artista ed alla sua bravura nel portare a termine tale processo -grazie alla forza bruta o alla delicatezza nel maneggiare lo strumento musicale-, va sommato un fattore ben più impalpabile, un fattore che sarei tentato di definire magico: nel momento in cui il chimico/musicista impugna lo strumento infatti si sprigiona un'essenza, un elemento incontrollabile che non ha origine dalla sua forza o dalla sua delicatezza, ne' deriva dai suoi studi musicali o dalla sua attitudine.
Esso è l'amore per la musica. Puro e semplice amore. Questo sentimento, che nelle composizioni acquista vigore ed indipendenza a prescindere dalla volontà del chimico di controllare tutti gli elementi sonori del suo composto, tende a piegare il corso degli eventi in maniera imprevedibile e, soprattutto, riesce a cambiare in modo radicale la forma finale del prodotto ed il modo in cui esso può essere percepito dall'ascoltatore.

Tutto questo preambolo per arrivare alla domanda che mi assilla da tempo: può un solo strumento bastare a costruire un intero disco, pur con l'aiuto della voce di un cantante? E la risposta che al momento mi offro da solo è: sì, se quell'elemento incontrollabile, miscuglio di amore e magia insondabile, è abbastanza forte da piegare al suo volere la percezione dell'ascoltatore.
Il dubbio mi è venuto ascoltando Arrietty, la nuovissima colonna sonora composta dalla musicista bretone Cecile Corbel (Pont-Croix, Finistere), per l'ultimo lungometraggio animato targato Ghibli. Arrietty è un album estremamente semplice, di stampo folk nell'accezione in cui il folk viene percepito e recepito dal Nord Europa: pochi cordofoni reggono le redini delle composizioni, in genere ballabili o molto ritmate, e la voce sovrasta le danze con grazia.
In passato almeno un altro (grande) artista è stato in grado di creare un epocale lavoro folk al servizio dell'industria cinematografica: sto parlando di Eddie Vedder, celebre cantante e chitarrista dei Pearl Jam, e del suo eccellente lavoro portato a termine per il film del 2007 di Sean Penn, Into The Wild. In quel caso il folk era di stampo americano e lo strumento di supporto alla voce era un mandolino, ma il discorso non cambia: in quel caso come in questo, la magia (l'amore) dell'artista riempie i silenzi lasciati dal suono troppo asciutto dello strumento solista ed il risultato è delizioso.
L'arpa celtica della Corbel fa le veci del mandolino di Vedder. Certo, in entrambi i casi intervengono a supporto dei solisti dei delicati arrangiamenti di chitarra e di archi (talvolta anche dei synth), espedienti questi che rendono il sound più vario e piacevole, ma resta incredibile quanti pochi orpelli sonori servano in realtà a creare un prodotto soddisfacente quando sono le idee e l'emozione a farlo da padrone. Quante volte ci capita di ascoltare dei prodotti pomposi, riccamente orchestrati o arrangiati da cento mani, ma alla fine dei conti vuoti ed insapori? Sono le idee, alla fine, a pagare sempre.

Nel caso di Arrietty sono belli sia i brani cantati sia quelli strumentali, la voce di Cecile Corbel si libra serena e limpida sopra i toni pur alti della sua arpa, e la sensazione complessiva è di freschezza, di giovanile purezza, ed è il giusto riflesso delle immagini disegnate dallo studio Ghibli per la pellicola, in cui una piccola protagonista si muove libera nella natura e nella civiltà.
In più, aggiungo, mi viene spontaneo abbinare l'arpa al sesso femminile, sesso "debole" che poi debole non è affatto. L'arpa ha tante corde, tutte dall'aspetto delicato, e ha una grande estensione. E' complessa, proprio come il gentil sesso, ma dalle potenzialità infinite.
Il difetto del disco, se vogliamo trovarne uno, è che più di una volta il brano strumentale e quello vocale sono in realtà la stessa canzone, arrangiata magari in maniera un po' diversa, ma mantenendo in toto la stessa linea musicale. Personalmente ho acquistato la versione digitale di iTunes, che regala un po' di bonus track, ma ciò non basta a cancellare la sensazione di pesantezza e deja-vu che si avverte in certi momenti.
Un applauso alla Corbel va fatto comunque per la sua capacità di adattamento, soprattutto quando si produce nell'esecuzione di Arrietty's Song in ben 5 lingue differenti, e senza errori di pronuncia (Hansi Kursch, impara!): giapponese, inglese, italiano, francese e tedesco. Ad averlo richiesto, avrebbe saputo cantare addirittura in turco ed in irlandese.
Il brano più adatto ad essere descritto sulle nostre pagine metalliche è senza dubbio The Wild Waltz, un folk strumentale dotato di una progressione fortemente epica. Lo consiglio spassionatamente per un ascolto preventivo prima dell'acquisto.

Che altro dire di più su questo album? La Ghibli ha fatto una scelta coraggiosa decidendo di affidarsi alla linea folk piuttosto che alle canoniche partiture classiciste di Hisaishi e soci, e questo sforzo, soprattutto se pensiamo che stiamo parlando di una casa di produzione giapponese, va premiato. Da parte sua Cecile Corbel si è dimostrata una valida interprete del verbo ghibliano (un verbo che ha sempre dichiarato di apprezzare, e si sente).
Magari in questo disco non ci saranno tutte le idee grandiose che ci si potrebbe aspettare, ma sicuramente non mancano la magia e l'amore.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
45.41 su 24 voti [ VOTA]
Mickey
Mercoledì 7 Dicembre 2011, 19.21.02
3
Yeeee grazie mille per averlo recensito ^^ A me il disco è piaciuto molto,anche se è vero il fatto della ridondanza delle melodie,ma comunque per me è da 84.Se poi viene inserita nel contesto del film (che purtroppo non ha avuto molto successo in Italia,ma che secondo me è un'ottima produzione degna di Miyazaki) diventa veramente gradevole.
Fulvio
Mercoledì 7 Dicembre 2011, 12.43.08
2
i cartoons sono quelli di bugs bunny e co. XD questo è un cartone animato giapponese d'autore!
BILLOROCK fci.
Martedì 6 Dicembre 2011, 19.59.04
1
Ma è un cartoons ??
INFORMAZIONI
2011
Wasabi Records
Folk
Tracklist
1. The Neglected Garden
2. Our House Below (versione del film)
3. Our House Below (versione strumentale)
4. The Doll House (versione strumentale)
5. Sho's Lament (versione strumentale 1)
6. Arrietty's Song (versione strumentale)
7. The Neglected Garden (versione strumentale)
8. Sho's Waltz
9. Spiller (versione strumentale)
10. Rain (versione strumentale)
11. The Wild Waltz
12. Sho's Lament (versione strumentale 2)
13. An Uneasy Feeling
14. With You
15. The House is in Silence
16. Sho's Song (versione strumentale)
17. Precious Memories
18. Goodbye My Friend (versione strumentale)
19. I Will Never Forget You
20. Arrietty's Song
21. Tears in my Eyes
22. Goodbye My Friend
Line Up
Cecile Corbel: harp
 
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