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DIO - Sacred Heart
( 5741 letture )
Leggere il nome di Ronnie James Dio sulla copertina di un album, ammettiamolo, ci infonde sicurezza. Divenuto personaggio simbolo della scena heavy mondiale grazie ai suoi trascorsi dapprima nei Rainbow e successivamente nei Black Sabbath (senza dimenticare i primi anni ’70, quando Ronnie militava ancora negli Elf, gruppo blues rock da lui stesso fondato), Dio vanta dalla sua una carriera solista di tutto rispetto.
L’album d’esordio, quell’Holy Diver assurto oramai a pietra miliare del genere, fu un successo clamoroso. Perle immortali presenti al suo interno, come la stessa Holy Diver, la magica Rainbow in the Dark e l’inarrestabile Stand Up And Shout rimarranno sempre dei capolavori senza tempo. Solo l’anno dopo veniva pubblicato il suo successore, The Last in Line, famoso per il suo concept egizio (all’epoca andava di moda: vedasi ad esempio Powerslave degli Iron Maiden, uscito anch’esso nel 1984) e per aver dato alla storia canzoni come We Rock -un vero e proprio inno heavy- la titletrack The Last in Line e l’epica e visionaria Egypt (The Chains Are On). Ma non c’era tempo per starsene fermi a godere del meritato successo, e così gli inarrestabili DIO diedero alle stampe il terzo album in tre anni, Sacred Heart.

La copertina del disco ha un che di evocativo: presenta infatti un’immagine centrale di una sfera sostenuta da due mani (forse di uno stregone o di un personaggio altrettanto simbolico), al cui interno si vede un drago che a sua volta regge un diamante con le sembianze di un cuore, con un ghigno che vorrebbe sembrare malvagio. Il logo della band è posto proprio al di sopra dell’immagine, il titolo del disco invece esattamente al di sotto di essa, mentre delle scritte in latino avvolgono il tutto ai lati del disegno.
L’inizio è subito di quelli potenti con King of Rock And Roll, una sfuriata metallica che non lascia scampo a nessuno: la voce vibrante di Ronnie è carichissima e trasmette energia allo stato puro, i ritmi sono sfrenati e la chitarra di Campbell gira a mille, regalandoci anche un assolo niente male situato circa a metà canzone. Non poteva esserci davvero brano migliore da posizionare in testa all’album. Se King of Rock And Roll è servita a scaldarci, la successiva Sacred Heart presenta intenti ben diversi. Qui c’è tutta la magia immaginistica di un Ronnie James Dio ispirato ed in forma smagliante, capace di levigare ogni minimo dettaglio della canzone semplicemente col calore della sua voce. Sacred Heart è heavy intriso di passione, di magia, di virtuosismo, è il punto di maggior espressione dell’intero lavoro, è il suo vertice incondizionato, a cui fa però seguito un progressivo calare del livello qualitativo delle canzoni.
La vera pecca dell’album è l’essere stato pensato in modo troppo classico, troppo “normale”. Volendo guardare da lontano, s’intravedono sì dei brani heavy rock in puro stile DIO, ma mancano comunque quelle composizioni immortali a cui il singer statunitense ci aveva ormai abituato coi due lavori precedenti, com’erano state le già citate Holy Diver e Rainbow in the Dark in Holy Diver e We Rock, The Last in Line e Egypt (The Chains Are On) nel secondo lavoro in studio. Di questa terza fatica, resteranno intrisi nella memoria di ogni rocker e metallaro probabilmente brani come King of Rock And Roll e la titletrack (di cui comunque solo la seconda gode dei meriti più assoluti, dato che l’opener alla fin fine presenta caratteristiche ben poco originali), mentre gli altri pezzi difficilmente saranno ben distinti l’uno dall’altro e vivranno di un successo appena mediocre, soprattutto se confrontati ai capolavori che lo stesso Dio è stato in grado di regalarci nel corso degli anni. Ma non tutto il male vien per nuocere: se da un lato, infatti, questo sound assolutamente poco originale presente nei trentotto minuti di Sacred Heart ci appare addirittura sovraesposto, la questione va a giovamento della presa sul pubblico. Pezzi come Rock ‘N’ Roll Children, Like the Beat of a Heart e Just Another Day godono di una capacità tutta loro di catturare la nostra attenzione, di farci scuotere la testa come fossimo proprio sotto il palco. La voce di Dio diventa cattiva, ci aggredisce senza ferirci e ci sorprende per la sua energia incontenibile, andando ad aumentare non di poco il nostro apprezzamento verso canzoni altrimenti dal feeling mediocre. Another Lie è tra tutti forse il brano meno riuscito, forse per via del ritornello abbastanza banale o per chissà quale altre motivo; si salva solo, ma senza strafare, l’assolo centrale che ravviva un po’ il tutto. Sta di fatto che il livello di Hungry for Heaven e di Fallen Angels è sicuramente superiore, così come quello di Shoot Shoot, una canzone che ti chiedi come sia possibile che non l’abbiano scritta gli AC/DC, ma poi ci pensi bene e scopri che l’hanno fatto ed anche parecchie volte, seppur con titoli sempre diversi. Segreti del rock’n’roll.

Insomma, che lo vogliate o no, è impossibile parlare del paladino del metal Ronnie James Dio senza elogiarne le qualità innate, persino quando l’argomento in questione è un album non particolarmente significativo, uno di quelli che non ha lasciato un’impronta indelebile nel tempo, ma soltanto sfocata. Sacred Heart è la prova che tutti, anche i più grandi, possono fare qualche mezzo passo falso, ma tuttavia farlo nel migliore dei modi possibili. Sì, perché sarà veramente difficile che il disco in questione vi possa non piacere, al massimo direte che “vi aspettavate qualcosa di più da un artista come Dio”. Sarebbe errato non tenere in considerazione quest’aspetto fondamentale della questione ai fini della valutazione complessiva. E poi, ci sarà da aspettare solo due anni per quel piccolo capolavoro semi-dimenticato (più che semi-incompreso) di Dream Evil.



VOTO RECENSORE
79
VOTO LETTORI
63.48 su 52 voti [ VOTA]
Philosopher3185
Mercoledì 20 Novembre 2019, 1.11.11
28
Un album valido ma nettamente inferiore ai primi due...
Aceshigh
Lunedì 20 Novembre 2017, 10.02.37
27
Tra i primi quattro è il meno bello, ma la questione è che gli altri tre sono capolavori assoluti, mentre questo Sacred Heart è "solamente" un grandissimo lavoro; personalmente lo ritengo comunque superiore a tutto ciò che Dio ha pubblicato dopo Dream Evil (e comunque di roba buona ce ne ha fatta sentire ancora tanta nei due decenni successivi). King of Rock'n'roll, la title-track, Rock'n'roll Children, Hungry for Heaven sono pezzi meravigliosi. Voto: 87
Metal Shock
Lunedì 9 Gennaio 2017, 8.56.26
26
Partendo dalla considerazione che per me quasi tutto quello che ha toccato Ronni James Dio in vita sua e` oro colato, la piu` grande voce di sempre nell`heavy metal pour moi, questo disco e` comunque un gran bel disco. Non sara` a livello dei due precedenti e di quello che verra`, ma canzoni come l`opener King....., la titletrack, Rock and roll...., Hungry..., Like the.., sono piccoli grandi capolavori che la.splendida voce di Dio manda in paradiso. Insomma un disco che viaggia sul 85!!
d.r.i.
Giovedì 16 Ottobre 2014, 20.54.56
25
No no, 79 nun se pò vede Per me almeno 87!
Steelminded
Venerdì 25 Luglio 2014, 22.25.19
24
Sì però su quelle sei buone c'è sempre il vecchio tiro unico di DIO... Sacred Heart, Hungry for Heaven, Like the Beat of a Heart, soliti pezzi da DIO... Devo alzare a 79... Inimitabile...
Steelminded
Mercoledì 23 Luglio 2014, 22.20.26
23
Devo essere onesto: un po' sottotono questo qui, rispetto ai precedenti... non mi sento di dare più di 70... Alcune canzoni sono piuttosto ordinarie, e ciò mi fa male sottolinearlo visto l'amore per l'artista... Mi riferisco a Another Lie e le ultime due... Tre su otto non è poco...
iron
Martedì 1 Aprile 2014, 22.36.54
22
Credo sia un ottimo album e insieme ai primi 4 un disco da 100...King Of Rock 'N Roll!
davide
Sabato 25 Gennaio 2014, 11.39.40
21
lo sto ascoltando adesso dopo tempo buon album voto 85
anvil
Giovedì 9 Maggio 2013, 18.05.54
20
Gran bel disco , Non ho nulla da aggiungere se non spararmelo a palla!
iommi
Domenica 21 Aprile 2013, 19.49.13
19
Flag Of Hate @ "Secondo me Ronnie, nella fase della sua carriera con i Dio, ha fatto solo due passi falsi: "Angry Machines" (il peggiore, da 50/100) e lo spompato "Master of the Moon". Per il resto, ha sempre fatto dischi tra il leggendario (HD e TLiL), l'eccellente (DE, KtD) e il molto buono (questo, LUtW, Magica). Lo stesso "Strange Highways", da molti guardato male e visto come una brutta imitazione di "Dehumanizer" dei Sabbath, a me è sempre piaciuto moltissimo, lo considero il suo album più oscuro, contorto e malato" Concordo pienamente!!!
blackie
Giovedì 6 Settembre 2012, 13.32.19
18
quanti ricordi...fu il primo album che comprai di ronnie e uno dei primi di metal....a me piace tantissimo magari non come i primi 2 ma cmq contiene tante piccoli capolavori di un artista immenso!
mint car
Domenica 25 Marzo 2012, 12.40.35
17
Rock 'N' Roll Children Alone again Rock 'N' Roll Children Without a friend But they got Rock 'N' Roll
fabio II
Lunedì 12 Dicembre 2011, 13.50.47
16
Ciao Flag Of Hate, vedo che tu metti questo sullo stesso piano di 'Lock Up' ad esempio; per me invece a livello di songwriting ed energia c'è una sostanziale diversità, ma i gusti rimangono gusti e non c'è molto da sindacare. Probabilmente sono cambiati i miei di gusti all'indomani di 'Sacred Haert'; lo stile eroico che fu proprio dei Rainbow, poi Sabs ed infine con i Dio, per me a livello di freschezza, nella seconda metà degli '80, si trasferì in opere contaminate dallo speed metal dell'epoca, come i Vicious Rumors di 'Digital Dictator' ( ode a Carl Albert e Geoff Thorpe - Lady took a chance è un pezzo stratosferico ) o i canadesi Sword, solo per citare due tra i tanti acts allora emergenti
Flag Of Hate
Lunedì 12 Dicembre 2011, 12.40.34
15
@Fabio II: Secondo me Ronnie, nella fase della sua carriera con i Dio, ha fatto solo due passi falsi: "Angry Machines" (il peggiore, da 50/100) e lo spompato "Master of the Moon". Per il resto, ha sempre fatto dischi tra il leggendario (HD e TLiL), l'eccellente (DE, KtD) e il molto buono (questo, LUtW, Magica). Lo stesso "Strange Highways", da molti guardato male e visto come una brutta imitazione di "Dehumanizer" dei Sabbath, a me è sempre piaciuto moltissimo, lo considero il suo album più oscuro, contorto e malato.
fabio II
Lunedì 12 Dicembre 2011, 10.15.35
14
'Holy diver' , 'The last In line', 'Sacred Heart' in ordine cronologico e di podio. Poi per me Dio non ha più realizzato dischi memorabili, salvati spesso solo dalla sua ugola da valhalla
Undercover
Domenica 11 Dicembre 2011, 22.53.08
13
Sarà che a me le "caciaronate" in alcuni casi piacciono, però come detto anche sotto la rece di "Lock Up The Wolves", questo rimane uno dei quattro album intoccabili di Dio, è trascinante, genuino, come facevano notare più impreciso ma secondo me anche più "cazzaro-heavy" e la cosa mi piace. Concordo sul voto e sul fatto che un paio di filler lo abbassino portandolo sull'80, in caso contrario avremmo avuto un altro 90 pieno.
Undercover
Domenica 11 Dicembre 2011, 22.53.08
12
Sarà che a me le "caciaronate" in alcuni casi piacciono, però come detto anche sotto la rece di "Lock Up The Wolves", questo rimane uno dei quattro album intoccabili di Dio, è trascinante, genuino, come facevano notare più impreciso ma secondo me anche più "cazzaro-heavy" e la cosa mi piace. Concordo sul voto e sul fatto che un paio di filler lo abbassino portandolo sull'80, in caso contrario avremmo avuto un altro 90 pieno.
Lontano
Domenica 11 Dicembre 2011, 21.25.28
11
Difficile essere oggettivo per quest'album. Conservo con amore la cassetta originale, ascoltata talmente tante volte nel mio walkman da quasi aver paura a risuonarla, che forse mi salta il nastro... Aldilà dell'amarcord, convengo con il recensore, forse quei 2-3 filler tagliano una decina di punti ad un platter che, altrimenti, sarebbe da 90.
Radamanthis
Domenica 11 Dicembre 2011, 11.36.00
10
Bel disco ma sinceramente non mi fa impazzire come gli altri. Ovviamente è un grande album ma RJD ha fatto molto di meglio!
Hellion
Domenica 11 Dicembre 2011, 11.00.12
9
..concordo con il recensore, ma l'epoca, l'anno ed i ricordi legati a questo disco mi fanno dare voto:1000000000!!!!!
N.I.B.
Domenica 11 Dicembre 2011, 10.48.38
8
1985... già... non sembra passato così tanto tempo... eppure... ricordo come fosse ieri quando ho acquistato su Vinile l'Album in questione e la corsa dal negozio a casa per l'ascolto immediato... semplicemente GRANDE... non smetterò mai di ringraziare Ronnie per tutte le emozioni che mi ha regalato...!!!!
Max Defender
Sabato 10 Dicembre 2011, 16.38.55
7
Buonissimo album, la sua pecca e' il guitaring poco ispirato di Campbell. Il suono della chitarra e' molto sporco e molto meno preciso rispetto ai due albums precedenti. I solos sono spesso confusi e caciaroni a parte qualche eccezzione (la title track e 'King of RnR'). Rimane comunque un lavoro valido dove, ovviamente, la differenza la fa la voce di Ronnie. Qualsiasi altro cantante non avrebbe potuto far molto ma lui riesce a tramutare un album discreto in un ottimo lavoro.
jek
Sabato 10 Dicembre 2011, 15.15.15
6
Come sempre per il mio unico "DIO" R. J. andare sotto il 90 è impossibile. Non sarà all'altezza dei primi due capolavori ma anche Sacred Heart è una goduria per le orecchie. Quanto è bella e quanto e Raimbow "King of Rock And Roll".
leonardo
Sabato 10 Dicembre 2011, 13.26.07
5
non è neppure tra i suoi migliori , ma è comunque un buon album voto 75 , title track superba..
Cuordipietra
Sabato 10 Dicembre 2011, 13.01.54
4
Ronnie E' il METAL. Un gigante anche tra i migliori. Ma forse, diavolo, è troppo old school per tutti questi sapientoni modernisti che se la tirano ascoltando DJ che tra un mese non si cagherà più nessuno. Ma questi artisti vivranno per sempre. Per tuti gli altri gruppi da fighette, il nostro amico OBLIO risolverà la questione.
LAMBRUSCORE
Sabato 10 Dicembre 2011, 13.01.34
3
quindi alla fine io dovrei essere il korn-uto e l'ingegnere il buon...dio (cantante, ovvio)
LAMBRUSCORE
Sabato 10 Dicembre 2011, 12.57.02
2
ce l'ho in cassetta originale e in vinile, bel disco, non come i primi 2, ma ottimo. 79 come voto? quando i korn, vi rendete conto i korn??? prendono voti più alti? è come se io (che ho la terza media e non mi vergogno, comunque parlo (da sobrio) meglio di tanti giornalai/giornalisti) pretendessi di fare un discorso di astrofisica con un ingegnere nucleare...(cazzo c'entra, però mi piaceva l'idea, eheh).
Flag Of Hate
Sabato 10 Dicembre 2011, 11.42.49
1
Il mio artista preferito in assoluto. Dopo questa dovuta premessa, veniamo al disco: "Sacred Heart" è stretto come una sogliola tra capolavori come Holy Diver, The Last In Line da una parte e Dream Evil dall'altra, quindi la sua situazione è già spinosa di suo. Il disco in sè presenta dei punti deboli piuttosto marcati rispetto ai monolitici fratelli citati prima, in pratica si può definire un album troppo altalenante, dato che si alternano ottimi brani "Sacred Heart", " Rock ‘N’ Roll Children ", "Like the Beat of a Heart ", "Fallen Angels "; con altri riempitivi di basso livello come "Shoot Shoot", "Another Lie". La stessa "Hungry for Heaven", che si candidava ad essere il brano migliore, viene mezza rovinata da un ritornello non esaltante, chae ammazza tutta la tensione che si era creata. In definitiva un disco di transizione, bello ma non esaltante. Per fortuna il buon Dio farà di meglio. 81/100 perchè la Sua voce rimarrà sempre il top.
INFORMAZIONI
1985
Warner Bros.
Heavy
Tracklist
1. King of Rock And Roll
2. Sacred Heart
3. Another Lie
4. Rock ‘N’ Roll Children
5. Hungry for Heaven
6. Like the Beat of a Heart
7. Just Another Day
8. Fallen Angels
9. Shoot Shoot
Line Up
Ronnie James Dio (Voce)
Vivian Campbell (Chitarra)
Claude Schnell (Tastiere)
Jimmy Bain (Basso)
Vinny Appice (Batteria)
 
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