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Savatage - Poets And Madmen
( 6610 letture )
I am depressed... without phone... money for rent... money for child support... money for debts... money!!!... I am haunted by the vivid memories of killings and corpses and anger and pain... of starving or wounded children, of trigger-happy madmen, often police, of killer executioners...

Sono depresso… senza telefono… soldi in prestito… soldi per aiutare i bambini… soldi per i debiti… soldi!!!... Sono perseguitato dal vivido ricordo di uccisioni, di corpi, di rabbia e di dolore… di bambini affamati o feriti, di pazzi dal grilletto facile, spesso poliziotti, di boia…

A quattro anni di distanza dall’inizialmente sottovalutato The Wake Of Magellan, i Savatage portarono alla luce il loro undicesimo e, ahimè, ultimo studio album. Siamo in presenza di un concept, struttura tanto cara al gruppo statunitense, ispirato alla figura reale del giornalista suicida Kevin Carter, autore delle parole (le ultime della sua vita) che aprono questa recensione.
Numerose traversie posticiparono la release di Poets and Madmen: Zachary Stevens, dopo una lunga e fruttuosa militanza, lasciò la band per dedicarsi alla famiglia; Jon Oliva cominciò a concentrare molte delle sue energie nel progetto, peraltro subito di successo, della Trans-Siberian Orchestra, a discapito della sua storica formazione; il chitarrista Al Pitrelli preferì aggregarsi ai Megadeth e, infine, ci furono dei problemi burocratici legati al cambio di casa discografica, la SPV al posto della Atlantic.

Dopo averci deliziato per circa una decade con la cosiddetta Metal Opera, i Savatage tornarono ad un sound più vicino a quello dei capolavori ottantiani –penso, su tutti, a Hall of the Mountain King-, anche se conservarono alcuni elementi del periodo più recente, come l’utilizzo di cori “teatrali” e lo spazio ancora maggiore dato alle dita di Jon Oliva ed alla sua tastiera. È meglio essere chiari fin da subito: se vi aspettate un album all’altezza delle pietre miliari della discografia della band, probabilmente resterete delusi; Poets and Madmen è sicuramente un buon disco, con alcuni momenti di altissimo livello qualitativo, tuttavia ha essenzialmente due evidenti limiti. Innanzitutto, il ritorno al microfono dello storico frontman sembra aver tolto parecchio alla resa finale dei brani: la voce di Jon, come ben saprete rovinata da anni e anni di sforzi canori spropositati, non ha più la potenza né tantomeno l’estensione di quella di Zachary Stevens. In secondo luogo, è innegabile che buona parte dei brani qui contenuti non abbiano gli stessi pathos e suggestività dei migliori Savatage.
Nonostante i difetti appena descritti, ripeto che vi sono alcuni momenti di altissimo livello, a dimostrare, come se ce ne fosse stato ancora bisogno, la straordinaria vena compositiva del combo. There in the Silence ci offre riff rocciosi molto heavy, un gran lavoro di tastiera ed una voce che, nonostante alcuni palesi difetti, riesce a coinvolgere ed emanare potenza, mentre la successiva Commisar è molto vicina alle sonorità più sinfoniche di The Wake Of Magellan. Ecco poi la hit dell’album, Morphine Child: un classico pezzo Savatage-style, sapiente mix di suggestività, epicità e quella triste (se non nostalgica) vena di fondo che pervade molti dei capolavori della band (penso, ad esempio, a When The Crowds Are Gone e Believe). Surrender, rapida ed aggressiva, è la traccia che più si avvicina alla discografia ottantiana, mentre la conclusiva Back to a Reason evidenzia ancora una volta la predilezione particolare del gruppo per le ballate struggenti.

Insomma, Poets and Madmen probabilmente non è degno di essere il manifesto finale di una band leggendaria come i Savatage (chi scrive non crede, per vari motivi, alle tardive reunion, ispirate dalla moneta più che dalla vena artistica); tuttavia mentirei se vi dicessi che è un semplice album mediocre e, pertanto, ve ne consiglio l’ascolto.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
77.53 su 96 voti [ VOTA]
fasanez
Martedì 1 Dicembre 2020, 9.35.47
24
Penso che @The guardian si riferisse alla tecnica e all'estensione. Io adoro i Savatage sia di Jon che si Zak e ho trovato geniale sostituire Jon con un cantante così diverso che ha portato la band ad esplorare territori sinfonici, ecc. D'altra parte, il buon Paul O'Neill credo si possa adattare alla definizione di cui sopra. Ovvio è anche che il sentimento che trasmette Jon su A little su far, per dirne una, è inarrivabile... un fuoriclasse assoluto.
Rob Fleming
Martedì 1 Dicembre 2020, 9.32.43
23
Nulla da ridire sulla prima riga e le prime tre parole della seconda. Tanto meno sui commenti a Gutter e Streets. Ma definire Zach un rimpiazzo senza infamia e senza lode lo trovo particolarmente ingeneroso. Tenuto conto che con lui in formazione i capolavori si sono susseguiti senza sosta a partire da Edge of Thorns. E con una timbrica diversa il buon Zach ha fatto meraviglie.
The Sinner
Martedì 1 Dicembre 2020, 1.09.04
22
@The guardian: Ovvio cosa ?...L'espressivita' vocale di Jon, l'anima che ci ha sempre messo. la rabbia, la timbrica e la melodrammaticita' e' a dir poco anni luce superiore al "rimpiazzo" senza infamia ne lode di uno Zach Stevens...i Savatage ineguagliabili sono stati quelli delle pagine immortali di Gutter e Streets quando la sinergia dei due fratelli Oliva era allo Zenith della magniloquenza ...
The guardian
Lunedì 30 Novembre 2020, 22.40.56
21
Album che amo moltissimo. Devo dire che sono contento di sentire Jon al microfono. Non avrà la tecnica di Zach, ne le doti vocali....questo è ovvio. Ma le canzoni sono sue e solo lui può interpretarle in quel modo sofferto e a volte malinconico. I momenti migliori? Morphine child e surrender a parer mio.
cowboy big 80
Mercoledì 15 Gennaio 2020, 23.14.56
20
Band grandissima, ogni disco e' un grande disco, non tra i migliori della band comunque. La cover? deliberatamente ispirata ai racconri di H P. Lovecraft, e non e' una cagata virtuale
Max '74
Domenica 10 Giugno 2018, 15.25.46
19
Sono pienamente d'accordo con Aceshigh!!! Questo per me è un grande album. Non mi convince solo Commissar, ma per il resto l'LP scorre via che è un piacere, ricco di riffs rocciosi e potenti e pieno di ottimi assoli di Caffery, per non parlare poi dell'ottima interpretazione vocale di un ispirato e ritrovato Oliva che personalmente non mi ha fatto rimpiangere per niente il pur ottimo Stevens. Ho comprato questo CD appena uscito e oggi, a distanza di 17 anni, mi piace esattamente come allora. Se questo è davvero l'ultimo album della loro storia, devo dire che hanno chiuso proprio alla grande. Grande Oliva, grandi Savage!!!
Aceshigh
Lunedì 4 Giugno 2018, 19.21.22
18
Riascoltato oggi ... In linea generale mi trovo in disaccordo sia con la recensione che con molti dei commenti qua sotto. So di essere probabilmente in minoranza, ma tant'è: per me questo è un grande album, azzarderei la parola capolavoro. Dico subito una cosa: io non sono un grande estimatore del pur bravissimo (ci mancherebbe altro) Stevens, per me l'unico Mountain King (a livello timbrico) rimarrà sempre Jon Oliva, per cui preferisco ascoltare lui anche con 2 ottave in meno ma con carisma a tonnellate (e qui mi spiace, ma Zachary per me il paragone non lo regge). Chiusa la parentesi 'singer' - su cui mi sembra si siano dati giudizi forse eccessivamente negativi (ovvio : sento anch'io che non è il Jon Oliva di Sirens) - aggiungerei anche che Poets And Madmen non è solo "l'album con Morphine Child", ma che almeno la metà dei pezzi sono a quel livello. Stilisticamente è un mix perfetto tra i Savatage più sinfonici e quelli più metallici (nei pezzi più tirati ci sento anche qualcosa dei Doctor Butcher, il che mi esalta parecchio). Aggiungo anche che c'è anche un ispiratissimo Caffery a non far rimpiangere gli illustri predecessori. Per cui, dopo aver realizzato che sono passati ben 17 anni da quest'ultima release targata Savatage (sigh!), assegno a quest'album un bel 90 !
Rob Fleming
Lunedì 8 Febbraio 2016, 10.42.17
17
Jon si riappropria del microfono e purtroppo perde il confronto. L'album non è brutto, anzi, ma con Stevens era tutta un'altra storia. 75
rob 75
Domenica 15 Marzo 2015, 19.31.25
16
ultimo lavoro per questa fantastica band.ricordo tutti i problemi che ai tempi avevano avuto( in primis l'uscita di zak) ma rimasi comunquecolpito dalla qualita' del lavoro ( morphine child, surrender,back to a reason sono pezzi eccellenti e pure le restanti songs sono di grande qualita'). che dire i 'tage in tutta la loro carriera hanno prodotto lavori tra l'ottimo e il molto buono, con la sola esclusione di fight for the rock ( che cmq personalmente apprezzo e considero tutto sommato buono).
golden boy
Venerdì 16 Dicembre 2011, 18.44.13
15
cmq, a parte i vari gusti personali, mi fa piacere che i savatage riscoutano questo buon interesse..purtroppo molti se li dimenticano o addirittura non li conoscono..una delle band più sottovalutate di sempre..
Maurizio
Venerdì 16 Dicembre 2011, 17.51.10
14
C'è Morphine Child; come canto del cigno direi che può andare, no??? Buon album, ma nel complesso non all' altezza dei capisaldi della band.
Radamanthis
Venerdì 16 Dicembre 2011, 0.15.31
13
@Ian: beh, questo disco purtroppo ha un solo Oliva come interprete...comunque anche io rivivo le atmosfere dei Sava con la Transiberian Orchestra che è davvero una figata!
Ian "Morphine child"
Mercoledì 14 Dicembre 2011, 19.53.29
12
Uno dei migliori album dei fratelli Oliva una grande band bei pezzi anche se con Transilvanian orchestra continuano ma non hanno la potenza dei vekki Savatage
SUMMER'S RAIN
Mercoledì 14 Dicembre 2011, 16.43.29
11
altro capolavoro targato Sava... è vero, non è comparabile ai vari Streets, Hall of..., Gutter Ballet, Dead winter...ma rimane un SIGNOR disco...Morphine child da urlo , ma Awaken è la mia preferita. Ci mancate cari Sava...
Radamanthis
Martedì 13 Dicembre 2011, 23.30.19
10
Lascio i miei commenti su questo disco sulle note dell'album, la sua musica già esprime tutto. Ascoltare un brano come Morphine child vale piu' di qualunque commento!
AL
Domenica 11 Dicembre 2011, 19.30.32
9
l'ultimo grande album di un grande gruppo che purtroppo non c'è più... se penso a quanti gruppi inutili e mediocri sono ancora in attività... che rabbia..
Lizard
Domenica 11 Dicembre 2011, 12.48.45
8
D'accordissimo con te... Infatti il mio era proprio un rammarico. D'altra parte Oliva e' stato chiaro al riguardo e non ci dimentichiamo che era gia' uscito dai Savatage e rientro' solo a causa della morte di Criss...
xXx
Domenica 11 Dicembre 2011, 12.41.46
7
Si ma i Pain non sono i Savatage anche se rievocano le stesse stupende atmosfere. La poesia c'è sempre, la magia no...
Lizard
Domenica 11 Dicembre 2011, 12.31.09
6
Quando il disco usci' fu una sorpresa, proprio a causa di tutte le problematiche sottolineate nella recensione. Il recupero di atmosfere legate ai primi lavori, esaltate dal ritorno a tempo pieno di Jon Oliva alla voce, seppur con una vocalita' ben piu' gracchiante e sofferente, fu un ulteriore motivo di gioia, nonostante la grande perdita di un cantante fantastico come Stevens. Tra l'altro proprio grazie al tour esteso in seguito alla pubblicazione dell'album, ebbi l'opportunita' di coronare il sogno di vedere il gruppo per ben tre volte dal vivo, con un Damond Jiyva alla voce strepitoso. Peccato che Oliva abbia poi deciso di chiudere l'avventura Savatage, perche' i suoi Pain poi hanno in realta' ripreso moltissime di queste sonorita' nei loro ottimi album.
Radamanthis
Domenica 11 Dicembre 2011, 11.34.37
5
L'ultimo tassello di una band leggendaria come i Sava è obbligatorio ascolto per tutti, la sola Morphine child vale l'acquisto dell'intero disco che si colloca sicuramente sotto i grandi capolavori della band ma si fa rispettare grazie a un ottima prova complessiva di tutti i membri e a un Jon Oliva in stato di grazia sia vocale che compositiva. La finale Back to a reason è una chicca che chiude degnamente la storia di una band infinita!
The Rock
Sabato 10 Dicembre 2011, 19.04.52
4
l'ultimo disco dei Savatage...poesia e magia unite! il voto decisamente troppo basso, una decina di voti in piu' è il giusto!
luci di ferro
Sabato 10 Dicembre 2011, 18.29.00
3
SHAPELESS ZINE gli da un bel 9.5/10
Cuordipietra
Sabato 10 Dicembre 2011, 13.03.44
2
Grande gruppo i Savatage. Hanno lasciato un vuoto incolmabile.
roger
Sabato 10 Dicembre 2011, 12.43.36
1
recensione perfetta, d'accordo su ogni disamina. ma morphine child rimane un pezzo incredibile!
INFORMAZIONI
2001
SPV
Heavy
Tracklist
1. Stay with Me a While
2. There in the Silence
3. Commissar
4. I Seek Power
5. Drive
6. Morphine Child
7. The Rumor
8. Man in the Mirror
9. Surrender
10. Awaken
11. Back to a Reason
Line Up
Jon Oliva (Voce, Tastiera)
Chris Caffery (Chitarra)
Johnny Lee Middleton (Basso)
Jeff Plate (Batteria)
 
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SAVATAGE
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