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Deadly Carnage - Sentiero II-Ceneri
( 2307 letture )
Memory, will be my epitaph! (Epitaph II)

Ce li ricordavamo mentre descrivevano il crollo morale della nuova Europa, così differente dalla terra inondata dallo splendido sole che dominava l’Antica Europa. Ce li ricordavamo, scavando nel passato, mentre intessevano partiture degne di un combo raw black metal, sottogenere che ha impresso il suo segno anche nel sound odierno dei nostri. Non ce li ricordavamo a tal punto compiuti e maturati: perizia tecnica, liriche, atmosfere, hanno raggiunto decisamente lo zenith.

Alfieri di un black metal sui generis, venato insistentemente da rallentamenti quasi doom, affidati ad arpeggi puliti, accordi acustici, e accompagnamento di piatti in sottofondo, i Deadly Carnage presentano nell’ultima fatica, Sentiero II-Ceneri, l’evoluzione definitiva, come accennavamo, del loro modo di proporsi. Articolato in sei tracce dense, fluide, che tendono ad avvolgere l’ascoltatore, trasportandolo nel mondo allucinato del poco noto film d’avanguardia Begotten, che sembra essere il collante dell’intero plot, a livello tematico.
La suddetta pellicola, uscita nel 1991, diretta da Elias Merhige, narra, attraverso una metafora di straordinaria crudezza visiva, l’abbrutimento del genere umano, dapprima rinnegato da una divinità, la quale si suicida proprio dopo l’inizio, poi colpevole di seviziare la Madre Natura e il Figlio della Terra, che successivamente ad un climax di torture e violenze, vengono brutalmente trucidati. In sostanza, il film volle catturare, da un lato, l’indifferenza dell’umanità verso l’universo naturale, dall’altro, secondo un’interpretazione maggiormente articolata, la sconfitta degli uomini privi di consapevolezza, in totale balia dell’esistenza. Il fatto che non si scorga mai il volto dei carnefici, inoltre sottolinea la natura spersonalizzante dell’atto di barbarie. In senso lato, i riferimenti velati alla vanità dell’uomo potrebbero essere ricollegati alle suggestioni create dal regista statunitense.

Musicalmente il disco mostra numerose sfaccettature: l’ottima fusione fra elementi appartenenti ad epoche remote della band (vedete Epitaph part I, di cui esiste una buona versione “marcia” proprio sulle scene di Begotten), e sonorità tipiche del penultimo full length Decadenza (soprattutto da Antica Europa), contribuisce a un risultato di notevole spessore. Tracce come l’elaborata Parallels, che partendo da un arpeggio delicato, supportato da una linea solista convincente, sfocia in accelerazioni in doppia cassa ben calibrate, sulle quali la versatile ugola del singer Marcello si esprime al meglio, grazie alla buona tecnica canora, oppure Guilt of Discipline, dal codice genetico affine alla furia Nera, in cui, oltre alla spiccata tendenza all’amministrazione funzionale di minutaggi nel complesso elevati, si nota un interesse verso la melodia davvero interessante, sono la controprova della direzione intrapresa dal gruppo nostrano.

Mi sento di dedicare un’intera “strofa” al capolavoro composto e magistralmente eseguito dai Deadly Carnage: Ceneri. Prima di qualsiasi commento, si legga il testo, sublime poesia:

Più non hai battito
Ritornerà tra le dita solo ceneri
E’ svanita la tua terra, il cielo non t’accoglie
Mai più, solo ceneri, solo ceneri

I sussurri delle ombre
Nell’eterno vortice del nulla
Lontano dall’ultima alba
Rimane solo vanità d’ogni cosa
Nessuna fede, nessun’ Dio
Tra i sussurri delle ombre
Nessuna fede nessun Dio

Elevato in un superiore cosmo
Estirpata la fede umana
In cima d’una vetta
Rimarranno solo ombre

Mai più, solo ceneri, solo ceneri


Un testo, sussurrato su placidi accordi di chitarra impostata sul canale pulito, inframmezzato da piccole parti soliste, simili ai semplici arabeschi presenti nella strumentale di Xasthur Walker of Dissonant Worlds. Indescrivibile, talmente elegante da commuovere. Altro non aggiungo.
Nel complesso, l’ensemble svela un talento spiccato verso i pezzi lenti, ragionati. Attimi autunnali, momenti decadenti sembrano il territorio ideale dove poter scatenare l’incantesimo delle note, molto più che quando li vediamo impegnati in episodi maggiormente canonici.
Capacità tecniche fuori discussione: creatività in sede di songwriting, varietà dei temi musicali, interpretazione emozionale valida contribuiscono ad elevare la qualità del secondo Sentiero. Menzione doverose al batterista, a suo agio sia su partiture tiratissime, sia su basi ritmiche in low tempo, in cui la risulta fondamentale saper affibbiare ad ogni colpo di fusto un preciso significato. Sugli scudi anche il reparto sei corde, a pari merito con la voce, a volte leggermente in difficoltà sui passaggi in clean (ma, ragazzi salire di tono durante i penultimi versi di Cenere non è affatto agevole!). Basso un po’ in ombra, però comunque avvertibile e sostanzialmente robusto.
Produzione buona: azzeccati gli effetti “ambientali”, che donano la cornice agli strumenti. Corretta sia l’equalizzazione che i volumi. Di base si è puntato su scelte lineari, semplici, che, come sovente accade, pagano.

Concludendo un lavoro discreto, che mette in evidenza una volta ancora il valore delle band del Bel Paese, troppo spesso bistrattate per mero campanilismo. Dovendo fare un appunto, potrei indicare certe soluzioni tendenti al black inserite quasi a forza nelle partiture, ma è un particolare che si nota marginalmente: l’omogeneità del logos dei Deadly Carnage, e la relativa sicurezza espressiva coprono eventuali sbavature. Vi consiglio, per ottenere un corretto background alla fruizione di quest’opera (se proprio non volete dare uno sguardo a Bergotten…), di cercare lo splendido video della già citata Antica Europa (giusto per avere le basi conoscitive). In ultima analisi, un raggio di luce oscura in un dicembre, almeno dalle mie parti, oltremodo nebbioso.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
46.65 su 26 voti [ VOTA]
Amfortas
Venerdì 30 Gennaio 2015, 14.58.02
9
Disco interessante, se non altro perchè riesce a "fregare" per bene. In realtà questo non offre niente di propriamente innovativo, dà questa impressione perchè mette accanto riff black metal ad altri provenienti da altri generi. Prendiamo Growth And New Gods: inizio black, poi riffoni spezzati e stoppati moderni, poi parte acustica, tutto questo dà la percezione di un amalgama non convenzionale, ma se ci si sofferma sulle singole parti ci si rende conto che sono tutte canoniche. Sarà un merito anche questo, ma il risultato finale non è comunque chissà cosa (come d' altronde ribadito dal gruppo stesso, che l' ha definito un disco di transizione). Due canzoni banalissime come le due Epitaph e una davvero bella come Ceneri, difatti gli spunti migliori sono quelli acustici. 65
Ahti
Lunedì 12 Dicembre 2011, 14.53.33
8
Un ulteriore sentito ringraziamento ai nostri sempre attentissimi, e precisissimi, lettori
Giasse
Lunedì 12 Dicembre 2011, 7.45.47
7
Rettificato or ora, dopo aver sentito la band che conferma l'uscita per ATMF/De Tenebrarum Principio. Grazie comunque per le segnalazioni. Approfitto per fare i comps ai DC per l'ottimo prodotto!
Noxfero
Lunedì 12 Dicembre 2011, 0.33.43
6
l'album è stato rilasciato a settembre, ed erano in contatto già da prima, la dicitura autoprodotto è semplicemente errata..
Arvssynd
Domenica 11 Dicembre 2011, 20.53.41
5
Piaciuto tantissimo anche a me
Luana
Domenica 11 Dicembre 2011, 20.44.56
4
Il gruppo ha firmato per ATMF prima dell'uscita dell'album, ho appunto l'album orgininale ed è uscito su ATMF sul catalogo De Tenebrarum Princio
Scusate
Domenica 11 Dicembre 2011, 19.01.13
3
Va beh io ho l'album originale ed è sotto Atmf
Ahti
Domenica 11 Dicembre 2011, 17.46.53
2
Metallum lo indica come autoprodotto, è da lì che ho tratto l'informazione. Comunque attualmente il gruppo è sotto, come giustamente indichi, l'Aeternitas Tenebrarum Musicae Fundamentum (anzi la controllata De Tenebrarum Principio), firmati a settembre 2011. L'album è stato inciso e rilasciato nell'agosto 2011. Da qui l'autoprodotto. In ogni caso,la qualità resta indiscutbile.
Scusate
Domenica 11 Dicembre 2011, 15.59.24
1
Ma quest'album non è prodotto dalla ATMF? Non è di certo un autoprodotto
INFORMAZIONI
2011
ATMF
Black/Doom
Tracklist
1. Guilt of Discipline
2. Parallalels
3. Epitaph part I
4. Epitaph part II
5. Growth and New Gods
6. Ceneri
Line Up
Marcello (Voce)
Alexios Ciancio (Seconda voce, chitarre, sintetizzatori)
Dave (Seconda voce, chitarre)
Adres (Basso)
Marco (Batteria)
 
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