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Wild Ones - Rock Revolution
( 1673 letture )
Un gruppo dal potenziale decisamente interessante, questo dei Wild Ones. Provenienti dalle ventose lande di Trieste, i quattro musicisti propongono un energico hard rock/heavy metal, quello che ti fa muovere la testa a tempo, quello tutto sommato sempliciotto ma allo stesso tempo "true", quello che ascolti la mattina per caricarti prima di affrontare la pesantissima giornata lavorativa, insomma -per fare un esempio tutto italiano- un pò quello che fanno i bravissimi Wine Spirit (i paragoni coi gruppi più famosi li lascio a qualcun altro), ma solo un pò più spinto verso il glam.

Basterebbero le poche righe introduttive di questa recensione per parlarvi di Rock Revolution e spiegarvi come suona questo dischetto: prodotto prima dell'uscita dalla band del suo fondatore, il bravo bassista Viktor Jerman (Arthur Falcone's Stargazer, Bluerose), il demo consta di cinque pezzi che, ne sono certo, sono più che atti a rappresentare il repertorio di inediti del gruppo (costituito da un totale di 17 brani). Il mio grado di certezza è direttamente proporzionale al livello di coerenza mostrato dai Wild Ones in questi pochi pezzi: tra le caratteristiche salienti del gruppo c'è da sottolineare la bontà dello stile del bravo chitarrista Marty Favento, un eccellente ritmico -un amante di quei riff frazionati in sedicesimi ed in cui si alternano le parti suonate in palm muting (solitamente le note singole) a quelle suonate "aperte" (generalmente gli accordi)- ma anche un più che promettente solista, in grado di barcamenarsi tra le tecniche e di colorare più che bene i brani con assoli impegnativi ma sempre ben inseriti nel contesto musicale d'appartenenza.
Fondamentale anche il ruolo del cantante Andrew Dilic che, anche se in alcuni momenti vacilla nell'esecuzione delle parti vocali (debolezza ampiamente giustificata dal fatto che Rock Revolution è un lavoro autoprodotto), ha comunque successo nel giocare un ruolo importante nella band; il buon Andrea dovrebbe quindi continuare in questa direzione, ma in ogni caso dovrebbe ancora studiare e darci dentro per ricercare la propria vera personalità artistica, per sviluppare "quel qualcosa in più che ha solo lui" ma che, al momento, ancora non si vede e quindi lo rende molto simile, se non uguale, a tanti altri cantanti del genere.

Per tutto quel che ho appena detto, ed anche per quel che mi son tenuto per me, i Wild Ones meritano un'incondizionatissima promozione. Tuttavia mi permetto di esprimere due riserve su Rock Revolution, nell'umile auspicio che la mia critica possa costituire un terreno per migliorare e maturare: prima di tutto è necessario rivedere il songwriting, nel senso che una maggiore varietà rispetto ai temi classici dell'hard rock e dell'heavy metal tradizionale gioverebbe al sound del gruppo; analogamente sarebbe poi necessario raffinare le linee melodiche di basso e batteria, che nel corso di questi cinque brani sono un pò troppo statiche e che potrebbero (dovrebbero) "fuggire" un pò di più, anche considerando solo il tipo di tecniche usate dai musicisti. Infine -non mi stuferò mai di dirlo- in futuro bisognerà riconsiderare anche la qualità dell'incisione, del missaggio e del mastering: ragazzi, quando andate in studio fatelo nell'ottica di ottenere un lavoro che impreziosisca le vostre doti e che sia atto a rappresentare al meglio le vostre composizioni, perchè una produzione inadeguata rischia di rendere vani i vostri sforzi! I Wild Ones, è bene dirlo, non soffrono più di tanto di questo problema, ma dato che nella vita bisogna andare avanti (e non indietro) per il futuro consiglio comunque di prestare più attenzione anche a questo aspetto.

Nel suo complesso, comunque, Rock revolution è un lavoro realizzato discretamente, che mostra una band che deve maturare ancora molto (soprattutto per quanto riguarda la diversificazione del sound) ma che certamente ha tutte le carte in regola per farlo. Una volta fatto qualche piccolo ritocchino mi auguro (anzi, mi aspetto!) che i Wild Ones possano presto entrare in studio di registrazione per incidere un vero e proprio full-lenght, che possa mostrarceli in tutta la loro capacità espressiva. Perchè sono questi i gruppi che possono ancora tenere alto il nome del rock...



VOTO RECENSORE
68
VOTO LETTORI
27.45 su 20 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2011
Autoprodotto
Hard Rock
Tracklist
1. Rock Revolution
2. Meltdown
3. Liar
4. Answer
5. Feeling Of Rock&Roll
Line Up
Andrea Dilic (Voce)
Marty Favento (Chitarra)
Viktor Jerman (Basso)
Matt Meregalli (Batteria)
 
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