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Betoken - Days Of The Apocalypse
( 2502 letture )
Betoken, heavy/power metal band proveniente dalla Lombardia.
Conoscevo già il gruppo, formatosi a Monza nel 2000 attorno alla figura del polistrumentista (ma prevalentemente chitarrista) Ivo Ricci, in funzione della cover che i Nostri avevano realizzato per In My Darkest Hour dei Megadeth, contenuta nel tributo From The Hangar - A Droogie Tribute To Megadeth e poi allegata, come bonus track, al disco di debutto sotto Steelheart Records, The Gate Of Nothing (2005). Da allora la line-up è cambiata molto: abbiamo ora un solo cantante ed il bassista non è più Luca Bonomelli, ma Alex "Raven" Colombo. Di quella formazione rimangono il chitarrista/fac-totum Ivo Ricci ed il suo collega Michele De Ponti.

Ora, al di là dei cambi di line-up, non so bene cosa sia successo nei Betoken. Perché quella che a tutti gli effetti era una bella promessa del metal italiano, per i diversi motivi che cercherò di spiegare il più chiaramente possibile, ha fatto marcia indietro, regredendo ad un livello qualitativo che generalmente si associa a chi debutta, non a chi è già al quarto album in studio (senza contare il full-lenght autoprodotto Chrysalis, del 2002).
Partiamo dalla prestazione di Antonio Pecere, monotematica nelle linee melodiche quanto nello stile interpretativo; al contrario di molti cantanti, che tendono a far sfoggio delle proprie abilità (chi cambiando spesso registro, chi raggiungendo note molto alte, chi vibrando in modo molto vigoroso e via dicendo), Antonio tende a non variare mai la sua proposta. Ci troviamo di fronte, durante il corso dell'album, a strofe ripetitive, poco coinvolgenti, fredde. In certi momenti (Shadow Of Her Ghost, Pendulum Of God) pare che la voce di Antonio sia sotto sforzo, come se l'ugola fosse al suo massimo carico. Anche la pronuncia è rivedibile.
Quanto alle chitarre, che dire... qua e là ci sono dei riff veramente interessanti (per un esempio si ascolti la strofa di The End Of The Line o l'attacco di Shadow Of Her Ghost, o anche le melodie di Sun, Moon And Starlight o il groove di My Name Is Anger), ma la tendenza è a non stupire. Duole rilevare inoltre che, eccetto qualche brano (Days Of The Apocalypse, My Name Is Anger) le sezioni di chitarra solista sono spesso povere di contenuti melodici realmente distintivi.
Ma la cosa in realtà più grave dell'album è la qualità della produzione: il missaggio sfavorisce pesantemente le chitarre che, anzichè suonare compatte, grosse, grintose, anzichè costituire un bel muro sonoro sono morbide, quasi nascoste nel fiume di frequenze. Anche la scelta dei suoni si rivela deludente: gli effetti della tastiera ricordano più un prodotto Bontempi che una Korg Oasys (tanto per dirne una), ed il banco suoni della batteria (chiaramente elettronica) è decisamente troppo freddo, in relazione al tipo di musica molto melodica suonata dai Betoken. Insomma: c'era bisogno di una tigre ed invece abbiamo avuto un gattino.

Days Of The Apocalypse è dunque un'occasione mancata: con qualche accorgimento in più il livello di gradimento del disco sarebbe aumentato non di poco, anche e soprattutto avendo riguardo all'approccio di chitarre e voce. Sicuramente I Betoken sono un gruppo valido, ed infatti la struttura dei brani è solida ed il contenuto dell'album abbastanza vario, ma per i motivi che ho spiegato poco sopra questo platter non mi ha convinto.
Peccato.



VOTO RECENSORE
49
VOTO LETTORI
26.09 su 21 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2011
Steelheart Records
Heavy/Power
Tracklist
1. The End Of The Line
2. Pendulum Of God
3. Shadow Of Her Ghost
4. Salvation/Damnation
5. Crusade Of The Third Millennium
6. On Your Dirty Graves
7. The Room
8. Pharisee And False Friends
9. Kill The Leaders
10. Sun, Moon And Starlight
11. My Name Is Anger
12. Betrayed And Liar
13. Days Of The Apocalypse
Line Up
Antonio Pecere (Voce)
Ivo Ricci (Chitarra, batteria, tastiere)
Michele De Ponti (Chitarra)
Alex "Raven" Colombo (Basso)
 
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