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Tales of Deliria - Beyond the Line
( 3553 letture )
Negli anni ’90, quando il grunge, il nu metal ed il rock alternativo avevano pressoché spazzato via il glam e messo gli storici gruppi heavy in enorme difficoltà, alcuni generi particolarmente estremi riuscirono inaspettatamente a crescere e svilupparsi: parliamo naturalmente del death, nato per la verità alla fine del decennio precedente, ma che fece un salto di qualità notevole nell’ultima decade del millennio e del terremotante black norvegese. Ma, più di tutti, fu un determinato tipo di metal ad avere una crescita oltre ogni immaginazione, travalicando ben presto i confini della scena underground: si tratta del leggendario melodic death metal, anche detto “Gothenburg sound” dagli addetti ai lavori, sviluppatosi per l’appunto nella città svedese per mano di alcune band fondamentali come Dark Tranquillity, In Flames ed At the Gates. Questo genere mischia difatti lo stile viscerale del death old school con assoli e linee melodiche mutuate direttamente dai grandi gruppi heavy, dando vita a canzoni brutali ed eleganti al tempo stesso.

Questa mia lunga e certamente non esaustiva introduzione (si potrebbe scrivere un intero articolo sull’importanza e diffusione del genere e su altri gruppi come i britannici Carcass) serve a presentarvi i Tales of Deliria, gruppo formatosi a Bari nel 2003 per volontà del cantante Vittorio Bilanzuolo e del chitarrista Nicolò Cantatore, giunti oggi al loro secondo full-lenght in studio: se nel precedente Calling from the Abyss, del 2006, la band si era mantenuta su uno stile più prettamente thrash, in questo nuovissimo Beyond the Line il sound è chiaramente ispirato al melodic death, per quanto permangano violentissime bordate al limite fra thrash e death. Ne è un chiaro esempio già la prima traccia, la spettacolare Under This Shroud: una breve e secca intro di batteria ci introduce ad un riff di matrice death, sormontato dalla voce in scream, francamente impressionante, di Vittorio Bilanzuolo. Successivamente il brano ha un breve rallentamento in cui le due chitarre prendono due direzioni differenti: la chitarra ritmica prosegue a tessere un riff leggermente più thrash, mentre la chitarra solista si lancia in eleganti giri armonici che potrebbero tranquillamente provenire da un disco power metal, per poi offrirci un assolo egualmente melodico. Abbiamo poi una title-track, a sua volta estremamente variegata, dal momento che passa da una strofa classic heavy ad un roccioso mid-tempo scandito da riff sincopati, per poi esplodere nuovamente mentre il cantante ci urla in faccia tutta la sua rabbia. Towards North è una traccia complessivamente più lineare, che si inserisce nel filone thrash/death tipico di band come i Crown, anche se nella seconda metà conosce egualmente un rallentamento. Un’altra inaspettata sorpresa ci arriva invece da In My Dry Reliquary, introdotta da un riff in dissolvenza infarcito di effetti, su cui inizialmente Vittorio Bilanzuolo si limita a sussurrare malignamente; solo successivamente il brano vira verso un ritmo più classico, che, se non fosse per la voce in scream, potrebbe tranquillamente essere un vigoroso brano heavy. Giunti a questo punto possiamo già lodare sperticatamente il lavoro alle chitarre dei due axemen Nicolò Cantatore e Francesco Picciariello, bravissimi nell’affrontare con personalità stili musicali così variegati. Un’altra dimostrazione, se ce ne fosse ulteriormente bisogno, arriva in The Anguish Fixer, pienamente thrash nel suo incedere, ma dotata dell’assolo più melodico ascoltato finora. Meno brillante, nel complesso, appare invece One Thousand Ways to Die, un po’ troppo “scolastica” nelle soluzioni proposte, mentre con A Snatched Love ritroviamo un buon brano melodic death, nonché la voce sussurrata già sentita in precedenza. Ma niente paura, la furia e le sorprese del gruppo non sono finite anzitempo: chi temeva che l’album rischiasse di finire con tracce banali deve invece ricredersi, perché i Tales of Deliria piazzano tre mazzate spaventose quali Attack e le due Ethereal Warrior, nelle quali troviamo un sunto delle influenze della band: blast beat infuocati, assoli melodici che sembrano provenire dalla NWOBHM, vocals viscerali, riff di scuola Slayer. E’ l’ottima conclusione, in sostanza, di un grande album.

C’è poco da aggiungere, in sostanza: è chiaro che ci troviamo di fronte ad un prodotto derivativo e fortemente debitore di un po’ tutto il metal estremo anni ’90, ma in fondo chi oggi può professarsi realmente originale? E, soprattutto, i nostri amici riescono a non risultare banali e scontati, variando sapientemente il ritmo dei loro brani in modo da creare tracce sempre sorprendenti e coinvolgenti. Probabilmente, se si fossero fossilizzati sul solo melodic death o sul thrash/death, dopo alcuni brani avrebbero seriamente corso il rischio di annoiare l’ascoltatore, mentre in questo caso la varietà, mescolata alla loro notevolissima tecnica, ci regala un album da sentire e risentire.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
57 su 34 voti [ VOTA]
Strider
Lunedì 1 Ottobre 2012, 22.18.19
11
Coooosa 85?? Non vorrei essere troppo cattivo ma voti così alti dovrebbero essere assegnati a lavori fatti magistralmente e che abbiano un briciolo di originalità. Non so le altre produzioni della band ma questo album è totalmente anonimo. Solito frastuono prodotto dalle varie indie band, l'ennesimo cliché.
Brado
Sabato 17 Dicembre 2011, 19.38.00
10
Giusto... ma se sapessi le disavventure per registrare quel diavolo di basso ... l'ho registrato io, che sono un chitarrista, causa assenza bassista....
Harleking
Venerdì 16 Dicembre 2011, 12.24.08
9
bella rece, bell'album. Un solo appunto: in fase di produzione avrei valorizzato di più il basso.
L'addotto
Giovedì 15 Dicembre 2011, 14.59.09
8
Made in Terlizzi!
Cynic
Giovedì 15 Dicembre 2011, 14.47.13
7
Avete spaccato il mondo da spalla ai Coroner, voglio rivedervi live prestissimo. Ma è vero che anche i Coroner si sono complimentati ?
Orion
Giovedì 15 Dicembre 2011, 14.26.47
6
Grazie x la bella recensione! \m/ Per chi volesse, l'album e' acquistabile sul nostro sito ufficiale (i link non sono grsditi su Metallized)
ShadowLord
Giovedì 15 Dicembre 2011, 13.26.16
5
Album ancora più distruttivo in fase live!
Brado
Giovedì 15 Dicembre 2011, 13.13.23
4
Grazie per la splendida recensione!!!! \m/
Sorath
Giovedì 15 Dicembre 2011, 12.45.12
3
Bravi ragazzi ve lo meritate...queste sono le cose che mi fanno sentire orgoglioso di essere Pugliese e della provincia di Bari
DIMMONIU73
Giovedì 15 Dicembre 2011, 10.23.55
2
...anche a me!!!
Sonny
Mercoledì 14 Dicembre 2011, 19.47.07
1
Mi ispira tantissimo!!
INFORMAZIONI
2011
To React Records
Death / Thrash
Tracklist
1. Under This Shroud
2. Beyond the Line
3. Towards North
4. In My Dry Reliquary
5. The Anguish Fixer
6. One Thousand Ways to Die
7. Snatched Love
8. Attack
9. Ethereal Warrior
10. Ethereal Warrior II
Line Up
Vittorio Bilanzuolo (Voce)
Nicolò Cantatore (Chitarra)
Francesco Picciariello (Chitarra)
Francesco Patruno (Basso)
Ale Fornari (Batteria)
 
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