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Thrashfire - Thrash Burned the Hell
( 2071 letture )
Se vi dico Turchia, a primo impatto, a cosa pensate? Vediamo se indovino: ah, la cultura ottomana, le meravigliose miniature islamiche, le danze dei dervisci, i maestosi minareti, il Corno d’Oro di Istanbul al tramonto…se poi siete meno poetici e più pragmatici, potreste pensare ad un caldo ed oleoso kebap da divorare assieme agli amici. Difficilmente, tuttavia, assocereste il paese della Mezzaluna al thrash metal, non vi pare? Eppure il sound della Bay Area -sarà per la somiglianza del clima estivo?- ha trovato il modo di spargere i suoi contagiosi germi anche qui ed i ragazzi che andiamo oggi a presentarvi, i Thrashfire, ne sono la prova più lampante.
Formatisi nella capitale Ankara nel 2007, i Nostri hanno lottato duramente per imporsi nel loro paese d’origine ed ora, finalmente, sono riusciti a pubblicare il loro primo lavoro in studio, Thrash Burned the Hell, un titolo che è tutto dire. Un plauso, ancor prima di analizzare la musica, va fatto alla divertentissima ed alquanto sanguinaria copertina: in un Inferno popolato da trucidi figuri borchiati troviamo difatti, oltre ad una band che sta sferzando con durezza i propri strumenti, un punk che ha appena tagliato la testa ad un ignoto personaggio e, in primo piano, un sadico non morto metallaro che sta arrostendo vivo un terrorizzato ragazzo emo. Sicuramente non è la copertina più politically correct che abbia mai visto, ma altrettanto sicuramente strappa un sorriso convinto. A meno che non siate emo, chiaramente, ma questa è un’altra storia.

Vediamo ora di concentrarci sulle note sprigionate da questi quattro intraprendenti giannizzeri.
Ad aprire le danze troviamo il riff semi-thrash di Thrash, Beer and Violence, che poi evolve in una composizione pienamente thrash con tanto di assolo al fulmicotone. Da subito ci sembra di poter dire che, almeno per la parte solista, il punto di riferimento principale siano i Megadeth di Rust in Peace. La voce, invece, è maligna e graffiante in stile Kreator e, almeno su questo brano, non sembra sintonizzata al meglio con la musica in sottofondo, al di là della pronuncia inglese non certo perfetta. La successiva World Domination parte veloce sin da subito ed è fortemente punk nel suo incedere, ma nuovamente la coordinazione vocale del cantante/chitarrista Burak Tavus non convince appieno, anche perché la melodia del ritornello è tale e quale a quella del brano precedente. La title-track omaggia in modo palese l’immortale Angel of Death degli Slayer e, dal punto di vista sonoro, si tratta di una mazzata davvero notevole. Il disco prosegue poi a corrente alternata per ciò che riguarda l’originalità e varietà dei brani, in particolare per la presenza di numerose ulteriori citazioni di band immortali, la più macroscopica delle quali è quella contenuta in Kill the Fake God, una buona traccia introdotta dal crepitio di mitragliatrici e dal fragore di esplosioni in lontananza (dice nulla One dei Metallica?). A giudizio di chi scrive una delle tracce migliori è senza dubbio la conclusiva Silent Torture, introdotta da un piacevole arpeggio che spezza un po’ il ritmo sempre frenetico del disco.

Dispiace pertanto dire che i nostri amici turchi non raggiungono appieno la sufficienza: intendiamoci, si tratta di un lavoro ben confezionato e suonato con notevole perizia tecnica, nonché con una dedizione al thrash che ha dell’invidiabile; sfortunatamente, però, oltre ai già citati difetti evidenziati nelle linee vocali, non perfette e soprattutto piuttosto monotone, troviamo inevitabilmente una considerevole ripetitività di fondo. Ciò nonostante, considerando che si tratta del primo vero full-length, è certamente possibile che la band soffra semplicemente un po’ di inesperienza e che, col tempo, potrà meglio impiegare le qualità che, senza ombra di dubbio, possiede.



VOTO RECENSORE
59
VOTO LETTORI
31.73 su 26 voti [ VOTA]
Hermann 60
Venerdì 15 Luglio 2016, 15.16.11
4
Ben detto, niente di originale ma gradevole e ben suonato
AL
Venerdì 28 Febbraio 2014, 16.35.09
3
album che non mi è dispiaciuto. niente di originale ma diciamo che la sufficienza la prende.
Brian
Lunedì 9 Gennaio 2012, 3.44.00
2
Disco piacevole o onesto ma nulla di più. Sufficiente per me.
jeffwaters
Venerdì 16 Dicembre 2011, 19.32.05
1
A mio parere questi ragazzi,come altri,sanno il significato di thrash,e poi essendo turchi almeno,paese non ''facile'',grandisssimo rispetto.Sufficienza piena e anche qualcosa di piu..
INFORMAZIONI
2011
EBM Records
Thrash
Tracklist
1. Thrash, Beer and Violence
2. World Domination
3. Thrash Burned the Hell
4. Backstreet Junkies
5. Hell Performance Hall
6. Dead Collector
7. Angels and Drunk Witches
8. Kill the Fake God
9. No Mercy No Pain
10. Death Is Near
11. Silent Torture
Line Up
Burak Tavus (Voce, chitarra)
Onurcan Soncul (Chitarra)
Merter Kaygisizel (Basso)
Can Selman (Batteria)
 
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