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Savatage - Dead Winter Dead
( 7140 letture )
Dead Winter Dead, il decimo album dei Savatage, fu pubblicato nell’ottobre del 1995; a differenza di quanto fatto col suo predecessore (Handful Of Rain) la band decise di tornare alla formula del concept album, che li aveva portati ad uno stra-meritato successo e che le consentì di consegnare alla storia metal operas di valore inestimabile. Fu così che i Savatage decisero di scrivere un concept sulla guerra in Bosnia, Paese dilaniato da un truce e sanguinolento conflitto civile, causato dallo sgretolamento della Jugoslavia e dalle crescenti tensioni inter-etniche tra i Serbi e i Musulmani. All’epoca l’ostilità aveva una straordinaria rilevanza mediatica, tanto da richiedere un deciso intervento della comunità Internazionale e della NATO. Il conflitto si chiuse il 21 novembre 1995 presso la base militare USA di Dayton, in seguito alla firma dell’accordo che pose fine alla guerra in Bosnia-Erzegovina, che fu successivamente ratificato e ufficializzato a Parigi il 14 Dicembre dello stesso anno. È forse questa contemporaneità di eventi e scrittura del disco che ha reso l’album particolarmente emozionante e sentito, sicuramente a causa delle delicate questioni che affronta e che, sembra dirci, solo la musica riesce a superare unendo l’essere umano come nessun’altra etnia, fede politica o religiosa ha mai fatto, né potrà mai fare.

Il fulcro della storia è la città di Sarajevo, ormai sfigurata dai bombardamenti delle due fazioni, rappresentate nell’album dal Serbo Serdjan Aleskovic e dalla Musulmana Katrina Brasic, che finiranno per innamorarsi nonostante il conflitto ed il loro essere dalla parte opposta della barricata. Il disco si apre con una solenne Overture che, col suo pressante incedere, sintonizza l’ascoltatore sulla lunghezza d’onda dell’album; sul finale si sente, non a caso, il suono di un’esplosione, che apre Sarajevo, un’introduzione narrata dal meraviglioso timbro di Stevens, accompagnato da un pianoforte e dali boati di mortaio udibili in sottofondo. Nella parte finale s’innestano gli altri strumenti per fare da apertura alla struggente, meravigliosa e sempre emozionante This Is the Time, un vero e proprio inno alla libertà ed alla fratellanza che, però, sta per essere funestato dall’imminente guerra. Questa è la vera e propria apertura dell’album e si tratta, almeno per chi scrive, di un intramontabile capolavoro. Poco altro da aggiungere, se non le strepitose performance del già citato Stevens, oltre alla coppia di asce composta da Chris Caffery ed Al Pitrelli, il primo rientrato in line-up dopo l’abbandono di Alex Skolnick, il secondo ingaggiato -pare- come conseguenza delle pressioni della casa discografica, che chiedeva un altro chitarrista di prestigio per dare maggior peso ad una line-up già impreziosita dal ritorno dietro al microfono di sua maestà Jon Oliva. Poco male in ogni caso, perché il lavoro di chitarra risulta particolarmente ispirato, e poco importa se ammorbidito rispetto al sound del disco precedente, perché qui i Savatage gettano le basi, ancorandole saldamente in territorio sinfonico, anche dell’ottimo e successivo The Wake of Magellan. Una capacità di reinventarsi che pochi, pochissimi altri gruppi nel panorama heavy metal di sempre possono vantare. Chapeau.
I Am si apre con un riff ripetuto di chitarra, accompagnato dall’acida e malefica voce di Oliva, che riesce a porci davanti agli occhi l’inizio del conflitto, anche grazie alle ripetizioni del ritornello, quasi ossessivo nel crescendo finale. Segue la successiva Starlight, col ritorno di Stevens dietro al microfono -altro punto a favore del platter è la frequente alternanza dei due cantanti. Il brano è trascinante e coinvolgente, specialmente nella parte finale, dove le fughe a braccetto tra le chitarre sprigionano una carica e una furia che si riversano nella successiva Doesn’t Matter Anyway, lanciata come singolo apripista, un altro pezzo da novanta dell’album interpretato magistralmente da Jon Oliva e marchiato a fuoco dal “Savastyle” soprattutto per la seconda metà della canzone, ed è forse questa la canzone più vicina allo stile di Handful Of Rain. Dopo la tempesta arriva la quiete, che corrisponde al nome This Isn’t What We Meant, song melodica e per tanto interpretata da Stevens, che ci fa riprendere per un attimo il fiato dopo le serratissime canzoni appena passate.
Certamente in questo album si è scelto di fare spazio alla melodia, e le linee melodiche disegnate da Stevens sono davvero ammirevoli, così come la graffiante e cattiva interpretazione di Oliva, in un’altalena di emozioni che vanno dal bianco al nero senza soluzione di continuità. Mozart And Madness è la classica track strumentale in pieno stile della band; un intricatissimo dialogo tra chitarra e pianoforte sostenute da una martellante sezione ritmica. Applausi a scena aperta. Narrativamente, la canzone rappresenta la follia (appunto) di un vecchio musicista che, invece di rifugiarsi, sceglie di suonare Mozart al centro della piazza di Sarajevo sotto i bombardamenti. Memory altro non è che un intro per la title track ma, soprattutto, bisogna sottolineare che si tratta di un’evidente rielaborazione dell’Inno alla gioia di Beethoven, quello poi scelto dall’Unione Europea in qualità di suo inno ufficiale. Dead Winter Dead è un’altra bellissima canzone, interpretata da Stevens e costruita su un riff ricorrente, abbandonato solo nella bellissima serie di assoli di metà e fine pezzo. Ancora Stevens su One Child, che sembra partire in sordina, salvo poi mostrare la sua caratura nelle magnifiche polifonìe classiche della band, molto apprezzate per l’incedere quasi “epico”, su tutte basti pensare a Chance. Christmas Eve (Sarajevo 1224) sta alla base dell’idea che porterà alla nascita della Trans-Siberian Orchestra, progetto fortemente voluto da Jon Oliva, coautore di questo pezzo scritto in collaborazione con Paul O’Neill (anche coproduttore con Oliva) e Robert Kinkel. La stessa sarà riproposta dalla Trans-Siberian Orchestra nel suo album d’esordio. Chiude l’album il pezzo più toccante del disco e, forse, dell’intera discografia del gruppo: Not What You See, una canzone impregnata di pathos e che corrisponde al momento in cui i due innamorati, pur se di etnie diverse, s’incontrano nella piazza di Sarajevo e trovano il violoncellista morto perché colpito da una bomba, ed a questo punto decidono di mettersi alle spalle l’incomprensibile realtà della guerra fuggendo insieme. L’album si chiude con un picco qualitativo da brividi, in cui segnaliamo per l’ennesima volta il duetto Stevens/-Pitrelli sugli scudi.

In definitiva, Dead Winter Dead è l’ennesimo capolavoro nella discografia di una band che, per qualità media e quantità di dischi registrati non ha probabilmente eguali. Un livello fatto di almeno sei album, davvero molto al di là della media -poi è normale che subentrino i gusti personali, nell’inutile tentativo di stilare una classifica numericamente discendente. Quello che vi posso dire io è di comprarli tutti e sperare. Sperare in una reunion che sarebbe manna dal cielo.



VOTO RECENSORE
87
VOTO LETTORI
80.09 su 106 voti [ VOTA]
LUCIO 77
Martedì 1 Dicembre 2020, 19.32.00
44
Non ho mai seguito più di tanto i Savatage (infatti ho "solo" questo Album ed Edge) però stasera, invogliato dagli ultimi commenti, ho riascoltato Dead dopo molto tempo.. Me lo ricordavo più heavy però è sempre emozionante soprattutto nelle parti più lente e d'atmosfera.. Secondo Me la differenza fra un Buon Lavoro e un Album che Lascia il segno come in questo caso, è che a 25 anni dall'uscita suona ancora attuale.. A volte mi capita di ascoltare Lavori che accusano l'Età.. Questo Non è il caso..
Radamanthis
Martedì 1 Dicembre 2020, 11.19.06
43
McCallon mi hai dato una brillante idea! Oggi giornata Savatage e Dead winter dead! Vado con il play allo stereo!!!!
McCallon
Martedì 1 Dicembre 2020, 10.58.52
42
Oggi inizia dicembre ed è quindi un'ottima scusa per rimetterlo un'altra volta a girare, come se ce ne fosse bisogno. Disco stupendo, da un punto di vista assolutamente soggettivo è il mio preferito dei Savatage in assoluto e uno degli album che riascolto sempre con grandissimo piacere a distanza di anni dalla prima volta. Mozart and Madness mi fa impazzire, mentre per Not What You See - anticipata dall'ottima Christmas Eve - non credo servano parole. I Am, che forse non è uno dei pezzi che si fa più ricordare del disco, mi aveva colpito subito al primo ascolto dell'album, per il cambio di atmosfere e la voce maligna di Oliva. Tutto di questo CD mi è indimenticabile. Io ho la versione con le bonus track, e devo dire che un pezzo che merita è Miles Away/Follow Me in versione acustica.
Vitadathrasher
Martedì 1 Dicembre 2020, 10.05.37
41
A mio avviso l'album più completo e più "Savatage" è edge of thorns, un album che racchiude tutti i tratti della band: epico, heavy, prog.....gli darei un bel 98
fasanez
Martedì 1 Dicembre 2020, 9.46.50
40
Quando il disco si chiude con... I close my eyes on this night and you're all that i see.... e riaparte la melodia... mi commuovo solo a scrivere, vado a riascoltarlo...
fasanez
Martedì 1 Dicembre 2020, 9.43.34
39
Per me un must assoluto, da isola deserta. Ho amato alla follia questo disco e questo straordinario gruppo, uscito quando ero nel pieno del trip musicale, a 23 anni. Per me This is The time è l'heavy metal. Se qualcuno mi chiedesse cos'è il metallo, gli farei sentire, tra gli altri, questo pezzo immortale. Zak sugli scudi, Pitrelli fa piangere la sua chiatarra... capolavoro. Triste, malinconino, rabbioso... fantastico. Non esprimo voti numerici, non mi bastano i numeri. Visti live a Milano in quegli anni, uno dei concerti più belli e intensi della mia vita. Quanto mi manca questa band...
Firth of Fifth
Venerdì 24 Aprile 2020, 18.14.53
38
Passano gli anni e questo album diventa sempre più bello
Tbone
Sabato 17 Agosto 2019, 16.31.14
37
Top album per me, penso che insieme ai riot siano una delle band che in proporzione alle loro qualità e alla loro bravura abbiano raccolto veramente poco.
HeroOfSand_14
Sabato 17 Agosto 2019, 16.23.48
36
Strepitoso, gioiello luminoso in una discografia eccellente come poche altre nella storia della musica, per quanto mi riguarda. Il tema trattato è terribile e allo stesso tempo affascinante, i testi del magico duo Oliva/O'Neil (quanto mancherà il buon Paul, genio del songwriting) sono al top e si fondono alla perfezione con le musiche splendide, degne di un film. Andate ad ascoltarlo con i testi sottomano e delle buone cuffie, sarete ripagati con numerose emozioni. La storia poi merita parecchio, la chitarra di Pitrelli ha un suono ultra melodico ma non poco potente, Jon emoziona al piano accompagnando la voce perfetta per questo sound di Zak, mentre Chris e Jeff sorreggono tutto il tappeto suonando alla grande. This Is The Time, This Isn't What We Meant valgono come oro colato, ma per me il capolavoro assoluto è la conclusiva Not What You See, che emoziona sempre per il testo toccante, la melodia splendida ed il finale indimenticabile. E come non sottolineare Christmas Eve, la strumentale da cui partì l'idea della Trans SIberian Orchestra, ovvero uno dei gruppi di maggior successo nella storia della musica americana (vedere i dati per credere). Tutto questo grazie ai Sava, a Jon e Paul.
Vitadathrasher
Domenica 22 Ottobre 2017, 14.27.31
35
In assoluto un buon lavoro, ma cade troppo nella colonna sonora, più che ad un album di una band. Diciamo che la band è tutta nelle mani di oliva, con tutti suoi pregi e difetti.
oliviero
Domenica 22 Ottobre 2017, 13.10.09
34
quando ascolto dead winter dead mi chiedo perché sia il mio album preferito della produzione o'neill-oliva... mi rispondo che c'è tutta l'essenza rock-progressive dei savatage con in più una chitarra potente anche se meno elegante di Chris, arpeggi polistrumentali, cori polifonici, musica classica trasportata di peso dentro il progetto musicale.una gemma musicale.90
Rob Fleming
Lunedì 8 Febbraio 2016, 10.40.21
33
Questo è l'album della "consacrazione". Quando uscì non si parlava d'altro. Per me invece è inferiore ai tre precedenti pur nella sua assoluta magnificenza. 80
M0RPHE01978
Lunedì 13 Luglio 2015, 19.16.07
32
Per me il loro capolavoro assoluto!!
roby5150
Lunedì 25 Maggio 2015, 22.15.22
31
@philosopher: forse dipende di quale musica metal parli..perchè certe band black, death o thrash, non è che abbiano questi bei testi, anzi... O anche, senza andare sull'estremo, cere band hard rock. Anche semplicemente gli Ac/dc..sicuramente i loro testi non brillano per profondità. Comunque grandi Savatage..un gruppo incredibile di cui sento molto la mancanza.
Philosopher3185
Lunedì 25 Maggio 2015, 21.50.04
30
da sottolineare anche i testi,sempre bellissimi e pregni di significato.Un altro degli aspetti che mi piace della musica metal,spesso e volentieri si tratta di una forma di arte' che parla di cose importanti,di sentimenti violenti ma anche puri e nobili,di dolore,ma anche di speranza e di forza.
Philosopher3185
Lunedì 25 Maggio 2015, 21.48.22
29
Album stupendo,uno dei migliori concept album di tutti i tempi.Non è propio privo di punti deboli,ma per la maggior parte dei pezzi fa emozionare come pochi altri album.
InvictuSteele
Martedì 16 Dicembre 2014, 16.09.06
28
Album dall'atmosfera incredibile e dalle melodie sublimi, però, riascoltandolo di recente, devo ammettere che è moscio, troppe ballate e poche canzoni incisive. Comunque buono, come al solito per i Savatage, ma lo ricordavo meglio. Voto 75
Radamanthis
Martedì 19 Agosto 2014, 10.52.55
27
Mi sa che il buon Babbo Natale tra la miriade di cose che gli ho chiesto ha ascoltato fino a un certo punto e poi scassandosi le palle dell'albero di natale ha avuto la reazione di noi maschietti quando parla la moglie: "ah ok.......si va bene......come vuoi tu......" a intervalli irregolari di 5 minuti circa l'uno dall'altro e quandi dovrà aver capito solo qualche parola....
Er Trucido
Martedì 19 Agosto 2014, 10.35.25
26
Un po' in ritardo e per il momento solo a Wacken. Rada ti conveniva essere più preciso nella richiesta
Radamanthis
Martedì 19 Agosto 2014, 10.29.16
25
Sabato 17 Dicembre 2011, h. 12.10 (mio post 2) finisco dicendo " chiederò la reunion a Babbo Natale quest'anno..." beh, Babbo Natale ha i suoi tempi ma vedo che mi ha dato retta!!!!
Painkiller99
Venerdì 15 Agosto 2014, 23.58.08
24
è un bel disco, però è noioso a tratti, troppo lento con pochi spunti, mi spiace ma l'assensa di Oliva si sente , comunque un 85 ci sta, non mi ha mai preso molto però this is the time e la title track sono da brivido
M0RPHE01978
Lunedì 10 Febbraio 2014, 14.13.45
23
Album da 100!!
MrO
Giovedì 18 Luglio 2013, 23.21.23
22
Son passati quasi 18 anni, ma se li porta bene. Uno degli album più coinvolgenti che mi sia mai capitato di ascoltare: al di là della mera (si fa per dire) esecuzione tecnica, grande è l'emozione che trasmette. Al nome Savatage, personalmente, associo d'istinto quest'album, nonostante gli altri lavori di ottima qualità che hanno prodotto.
dario
Giovedì 18 Luglio 2013, 22.29.31
21
Complimenti a Roberto. Bella recensione. Come dici tu, ennesimo capolavoro di una band senza eguali. Ascoltarlo pensando agli scenari della guerra , è emozionante. Voto 90
Sambalzalzal
Lunedì 25 Febbraio 2013, 12.05.23
20
Album stupendo e di una carica emozionale come pochi altri! Al 1000% d'accordo con Drmetallo@ Not What You See è una di quelle canzoni che ricordi per tutta la vita!
drmetallo
Lunedì 20 Agosto 2012, 22.44.55
19
Album bellissimo anche se cupo e con pochi spiragli di speranza. Stupenda Not What You see, con un testo superlativo e i cori che si inseguono stile Chance
Red Rainbow
Venerdì 23 Dicembre 2011, 14.41.34
18
... sto per esagerare, lo so, ma il "poker" che chiude l'album vale da solo l'intera discografia dei Savatage... Pietra miliare del prog e dell'idea stessa di "concept" album (forse solo i Queensryche hanno osato di più con Operation Mindcrime).
Celtic Warrior
Venerdì 23 Dicembre 2011, 14.11.28
17
Ottimo album anche se preferisco Streets del 1991 .
The Rock
Giovedì 22 Dicembre 2011, 18.40.38
16
Album favoloso, unico per la sua completezza in lyrics - music. Stupendo davvero e capolavoro assoluto non solo del metal ma della musica! raramente ho ascoltato cotanta bellezza!
A-Lex
Giovedì 22 Dicembre 2011, 15.38.44
15
Capostipide del genere, un lavoro che dire di classe è forse eccessivamente riduttivo. Il concept che viene sviluppato è da brividi e da brividi è l'esecuzione e l'emotività espressa dalla band nella sua realizzazione. Un disco magnifico che merita 99! dare 87 a questo album è imbarazzante. Al di là dei gusti l'obiettività dice CAPOLAVORO! Uno dei migliori di sempre dei Sava, uno dei migliori di sempre del Metal. Quanto manca questa band...
AL
Giovedì 22 Dicembre 2011, 12.26.19
14
@marmar: anche io mi ricordo di Flash e grazie a quella rivista avevo comprato l'album.. ai tempi dei Savatage conoscevo solo Hall of the Mountain king...
Il Cardinale
Giovedì 22 Dicembre 2011, 11.30.50
13
CAPOLAVORO ASSOLUTO DEI SAVATAGE! DI DIRITTO NELLA STORIA DELLA MUSICA METAL
marmar
Lunedì 19 Dicembre 2011, 23.49.04
12
Il mio disco dell'autunno/inverno 96, praticamente ascoltato e riascoltato all'infinito. Se non ricordo male vinse come disco dell'anno anche il referendum tra i lettori di "Flash", che all'epoca era una rivista seria. Mitici Sava, capolavoro assoluto.
Celtico
Lunedì 19 Dicembre 2011, 19.45.38
11
boh, io l'ho sempre considerato di molto inferiore agli altri capolavori Savatage a causa di una eccessiva leggerezza del sound...visto i commenti entusiasti dei lettori mi viene il dubbio di non averlo capito per niente. andrò a riascoltarmelo...
AL
Lunedì 19 Dicembre 2011, 11.04.26
10
capolavoro! uno dei miei 10 dischi preferiti!
Metal3K
Lunedì 19 Dicembre 2011, 10.26.43
9
Concordo pienamente con tutti voi. In quanto a classe ed eleganza i Savatage non temono confronti. Adoro "This Isn't What We Meant" e "One Child" in particolare, ma per me tutto il disco merita davvero un posto di riguardo nella loro discografia e non solo...
Lizard
Domenica 18 Dicembre 2011, 20.32.50
8
Lo trovo di una grandezza artistica e compositiva realmente impressionante. Oltretutto, pensare che una band statunitense abbia saputo prendere spunto in maniera cosi' sensibile da una guerra per loro cosi' lontana, e' l'ulteriore dimostrazione della grandezza di questa band.
P2K!
Sabato 17 Dicembre 2011, 18.15.56
7
Rettifico, ci impiegai poco meno di 9 minuti....
P2K!
Sabato 17 Dicembre 2011, 18.15.15
6
Un disco EPOCALE. Mi ricordo che qualche anno fa lo ripresi dopo molto tempo e me lo ascoltai mentre andavo a correre. Mi ritrovai a coprire la distanza dal parco (2 km) in poco meno di 5 minuti tanta era l'esaltazione che mi trasmise. A mio avviso è il MUST della discografia dei Savatage (con buona pace per gli estimatori di "Gutter Ballet").
Electric Warrior
Sabato 17 Dicembre 2011, 15.04.52
5
Lo reputo un gran disco, ma nello discografia dei Savatage è quello che mi ha sempre preso di meno.
xXx
Sabato 17 Dicembre 2011, 13.17.13
4
Un disco memorabile. da avere e usare come abecedario per chi volesse iniziarsi alla musica. voto 97
Undercover
Sabato 17 Dicembre 2011, 13.12.56
3
Ancora mi chiedo quale sia un disco dei Savatage da non avere per storia o qualità...
Radamanthis
Sabato 17 Dicembre 2011, 12.10.17
2
Mamma che disco! L'ho consumato alla follia! Credo che sia uno dei dischi che ho piu' ascoltato nella mia vita e proprio ieri me lo sono riassaporato e oggi, a sorpresa, ecco una bella recensione. In completo disaccordo col voto (questo merita almeno 95 e non perchè ne sia affezionato io ma perchè è un must) mi sono comunque piaciute le parole del recensore e la sua spiegazione. Il disco narrativamente è emozionante ed avvincente mentre musicalmente è, come molti altri album dei Sava, un concentrato di tecnica non fine a se stessa ma correlata da autentica magia! Brani come This is the Time, Doesn't Matter Anyway, This Isn't What We Meant (la mia preferita per varie ragioni), Dead Winter Dead e soprattutto One child valgono da sole il prezzo dell'acquisto di un disco da avere e imparare, nota per nota, parola per parola. La coppia Al Pitrelli e Caffery si sfidano in duelli emozionanti con le loro 6 corde, la sezione ritmica di Johnny Lee Middleton e Jeff Plate è da urlo, Oliva è il solito genio che cuce il tutto con la magia delle sue tastiere / pianoforte mentre Stevens è sempre piu' che mai sugli scudi. Il recensore chiude con "Sperare in una reunion che sarebbe manna dal cielo..." ecco cosa chiederò a Babbo Natale quest'anno...
Flag Of Hate
Sabato 17 Dicembre 2011, 11.58.18
1
Savatage, basta il nome. Ennesimo capolavoro, dice bene il recensore. Bellissime le tracce strumentali, pensare che di solito tendo a dimenticarmele subito! Le migliori: "Dead Winter Dead", "I Am", "This is the Time", ma più o meno tutte sono di alto livello. In definitiva, da avere. Secondo me 90/100 è dovuto, è uno dei vertici della discografia dei Savatage.
INFORMAZIONI
1995
Atlantic Records
Heavy
Tracklist
1. Overture
2. Sarajevo
3. This is the Time
4. I Am
5. Starlight
6. Doesn't Matter Anyway
7. This Isn't What We Meant
8. Mozart and Madness
9. Memory (Dead Winter Dead Intro)
10. Dead Winter Dead
11. One Child
12. Christmas Eve (Sarajevo 12/24)
13. Not What You See
Line Up
Zachary 'Zak' Stevens (Voce)
Jon Oliva (Voce, Tastiere)
Al Pitrelli (Chitarra)
Chris Caffery (Chitarra)
Johnny Lee Middleton (Basso)
Jeff Plate (Batteria)
 
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