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Adema - Adema
( 2865 letture )
Il debut degli Adema vede la luce in quella che potremmo definire l’ultima aurora del Nu Metal, proprio in quello stesso periodo, infatti, esce l’ottimo Revolution Revolución, primo disco in studio degli Ill Niño, e nemmeno un anno prima aveva fatto la sua comparsa il famosissimo Hybrid Theory dei Linkin Park. Insomma, un ottima annata, sembrava proprio che il genere avesse ancora parecchio da dire prima di spirare, eppure non trascorse molto tempo prima che le stesse formazioni appena citate entrassero in un periodo di crisi creativa da cui ancora oggi non sembrano poter far nulla di concreto per uscire.
Gli Adema ebbero la grande fortuna di un contratto quasi immediato con l’Arista Records (storica major che ha prodotto nomi di rilievo come Patti Smith e gli Yes), quasi certamente dovuta alla parentela dell’allora cantante Mark Chavez con Jonathan Davis. Insomma, tanta pubblicità gratuita, ma chi parlò di raccomandazioni dovette rimangiarsi tutto all’uscita dell’omonimo debutto. La band deve senz’altro moltissimo ai padri del Nu Metal (discorso che si potrebbe fare per quasi tutte le band Nu del nuovo millennio), ma pur non brillando per originalità e innovazione, il disco si rivela un ottimo inizio di carriera, ancora godibilissimo a ormai dieci anni dalla pubblicazione.

E’ innegabile che la prima curiosità che sorge di fronte a questa formazione riguardi la voce del singer. C’è, ovviamente, una certa somiglianza fra il timbro vocale di Mark Chavez e quello del fratellastro, ma il minore dei fratelli evita saggiamente il confronto dell’imitazione. Il cantato di Mark è più stabile e melodico, il flavour korniano si adagia sulla musica più diretta e meno stressante degli Adema, rendendo l’esperienza dell’ascolto molto diversa da quella di un qualsiasi disco dei Korn. Non avendo intenzione di innovare il genere, la band parte dalle solide basi di un sound ormai collaudato e si concentra interamente sul songwriting. Il risultato è un lotto di pezzi che funzionano sia insieme sia presi singolarmente. Ottimo inizio con Everyone, che spazza via ogni dubbio sulla validità effettiva dei californiani, buona anche Blow It Away, entrambi i pezzi hanno grinta da vendere, la struttura è quella del classico alternarsi di strofe e ritornelli, questi ultimi sempre coinvolgenti e funzionali. Il primo singolo, Giving In, è uno dei cavalli di battaglia della band, un pezzo decisamente malinconico in cui viene fuori tutta l’abilità di Mark come cantante, espressa nelle urla strazianti che accompagnano il pezzo durante il ritornello e nel finale. Da qui in poi quasi tutti i pezzi toccano picchi di elevata qualità, incominciando da Freaking Out, song trita ossa che fa delle ritmiche la sua arma letale. Da qui parte l’elogio al lavoro della sezione ritmica, al basso pimpante di Dave DeRoo e al drumming del bravissimo Kris Kohls, valido batterista che vanta, fra l’altro, una vasta collaborazione con Nikki Sixx e i suoi progetti da solista. The Way You Like It è il secondo singolo estratto, senz’altro la canzone più aperta alla commercializzazione, ma non per questo non valida. Un classico pezzo Rap Metal a primo acchito, ma l’aggressività della band non viene meno, rendendo il sound decisamente molto sporco per questo tipo di canzone. Il cantato poi vi si adatta in maniera molto naturale, rendendo l’idea, sulla carta banale, pregna di una peculiarità difficile da cogliere a orecchio distratto.

Niente di particolare da Close Friends, ancora un buon pezzo che non riesce però ad emergere rispetto al resto. Ottima invece Do What You Want to Do, un'altra bella mazzata coadiuvata da un ritornello che ha le potenzialità di un coro, un pezzo costruito appositamente per i live. Con Skin l’album inizia ad assumere atmosfere più fosche, qui l’effettistica gioca un ruolo più importante. E a questo punto citerei i due chitarristi, Tim Fluckey e l’ormai non più in formazione Mike Ransom, il loro apporto tende a preferire l’accompagnamento e, appunto, l’effettistica, e, come nella maggior parte dei lavori Nu, si tende decisamente ad evitare momenti solistici. Pain Inside continua e sviluppa il percorso dell’oscurità, introspettiva e asfissiante, la canzone esplora l’interiorità marcia e depressa, molto utile a questo fine è l’uso dell’elettronica, che regala quel tocco di melanconia utile a rafforzare l’insieme. Un po’ lenta Speculum, non male di per sé, ma a questo punto avrei preferito qualcosa di più rivitalizzante, che fortunatamente arriva con Drowning. Qui devo ammettere che l’ombra dei Korn si manifesta in modo forse un po’ troppo eccessivo, a partire dalla voce di Mark, che sembra aver ceduto per un attimo alla “tentazione” di emulare il fratellastro. In definitiva però il pezzo si rivela comunque ben fatto, possiamo quindi andare oltre e goderci l’ultima traccia, tutta firmata Adema. Trust è quella che definirei la canzone più matura del disco, le sensazioni di malessere sfogate con aggressività in altri pezzi trovano qui una valvola più ampia, l’effettistica delle chitarre guida la voce in cori liberatori che scaricano il vapore incandescente.

Questo degli Adema non è un capolavoro assoluto, o almeno non nel senso oggettivo del termine. Da seguace del genere, apprezzo forse più del dovuto un lavoro che ad altri potrebbe dire ben poco, ma a tutti gli amanti del Nu consiglio, se non l’avete già fatto, di dare un ascolto attento all’opera, troverete un bel pezzo di pane per i vostri denti aguzzi. L’album ebbe molta fortuna, riuscendo addirittura ad aggiudicarsi il disco d’oro, ma l’epoca del Nu Metal stava per finire, e, invece di limare i propri difetti e sviluppare le proprie peculiarità, la band si perderà troppo presto in lavori mediocri incapaci di suscitare scalpore. Rispetto ad altri poi, gli Adema subiranno un destino particolarmente crudele, una volta perso Mark Chavez, la formazione non riuscirà neanche a vivere di rendita, affidandosi a cantanti anonimi e puntando a generi insipidi che declasseranno definitivamente il fortunato/sfortunato monicker. Ahimè, leggendo il mio nick noterete che alla band mi lega un affetto che difficilmente si spiega, poco male, vi consiglio di non rinnegare mai le vostre origini, anche se non sono fatte di Slayer o Iron Maiden.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
45.51 su 60 voti [ VOTA]
Indigo
Domenica 24 Gennaio 2021, 20.43.50
32
Sono legatissimo a questo album, uno dei primi album nu metal che ho sentito e che mi ha fatto amare tale sottogenere. Pezzi come Giving In, The way you like it, freaking out o trust li ascolto sempre con piacere. Lo apprezzo tantissimo, ma non ho problemi a dire che il voto in effetti è esagerato dal punto di vista di redattore, mentre mi trova d'accordo come semplice fan.
Silvio Berlusconi
Sabato 28 Marzo 2020, 19.04.35
31
gli Adema sono uno di quei gruppi che apprezzo più di quello che è il loro valore effettivo,sono consapevole del fatto che siano estremamente scrausi però apprezzo comunque tutti i loro dischi con e senza Mark Chavez (tranne Topple the Giants che è ignobile). Il loro debutto è sicuramente il loro apice sia commerciale che qualitativo,un Nu Metal un po' all'acqua di rose che però si lascia ascoltare con piacere.
AnalBag
Lunedì 28 Dicembre 2015, 16.28.18
30
Disco molto piacevole nonostante sia tutto tranne originale! gli Adema alla fine sono un gruppo a cui sono davvero affezionato e per questa ragione non riesco ad essere severo con gli album successivi a questo,che reputo piacevoli nonostante i vari cambiamenti di cantante. Ciò nonostante il loro ultimo EP Topple The Giants è davvero una gran ciofeca,basta guardare la copertina orrenda!!
Claudius
Domenica 10 Marzo 2013, 14.05.16
29
Non è un capolavoro ma è davvero un gran bel disco, sempre fresco e godibile. Non si capisce che fine abbia fatto Mark Chavez, ha rilasciato un autoprodotto con i Midnight Panic e poi ha annunciato vari lavori solisti che non sono mai usciti. Un vero peccato secondo me, è un ottimo cantante.
Nu Metal Head
Venerdì 4 Maggio 2012, 14.55.15
28
questo album lo ascoltato una volta sola nella sua interezza, e neanche tanto attentamente. di tutte le songs quelle che conosco meglio sono giving in, freaking out e close friends. come gruppo è poco originale, e anche il cantante assomiglia un po' troppo all'illustre fratellastro (diciamo che è la sua versione meno schizzata e psicotica, ascoltare il refrain di giving in per credere). comunque io da nu metaller convinto tutto sommato voto 65, esistono gruppi peggiori. fermo restando che i gruppi che più mi hanno fatto impazzire rimarranno per sempre korn, limp bizkit, deftones, coal chamber, slipknot, system of a down, mudvayne, static-x, ill nino e soulfly (si intende i loro dischi migliori). per me questa rimane la vera creme de la creme del genere. quanti bei ricordi...
Master Killer
Venerdì 30 Dicembre 2011, 20.19.11
27
Peccato per gli altri Album di questa band, questo album è buono però poi :/ non mi hanno convinto andando verso l'ultimo album
freedom
Martedì 27 Dicembre 2011, 15.13.12
26
Ha ragione Undercover. La cazzata l'hanno fatta i grandi che volevano a tutti i costi suonare anche loro "moderni", con scarsi risultati (escludendo Roots), alimentando così l'odio per questo genere che in realtà era pieno di buoni spunti. Stessa cosa accadde nei primi anni '90 col Grunge.
Il vichingo
Martedì 27 Dicembre 2011, 14.29.41
25
Mahh io la penso così... Per me il grunge non ha abbassato la qualità del metal, discorso diverso per il Nu... Alla fine questi nuovi generi (metalcore, Nu e chi più ne ha più ne metta) hanno fatto più male che bene. Io la vedo così come flag of hate...
Undercover
Martedì 27 Dicembre 2011, 14.20.03
24
@Il vichingo, il nu metal ha abbassato la qualità del metal, il grunge ha abbassato la qualità del metal, uhm a me invece sa proprio di discorso generale che non torna... e se fosse il metal a peccare stavolta? O meglio le grandi realtà che han fatto la stronzata di farsi sedurre da roba che non era nelle loro corde e coinvolgendo così il "sentimento" di chi "closed minded" non accettava già un certo tipo di sound portandoli così a odiarlo profondamente? Sai c'è un detto che dice "la mente è un fil di capello"...
Il vichingo
Martedì 27 Dicembre 2011, 14.10.14
23
Flag of hate ti stringo virtualmente la mano e ti auguro tanta felicita!!!! Hai detto la Sacrosanta verità sul nuMetal!! @ Freedom: punti di vista e questione di gusti ma io dico PURTROPPO ha lasciato una traccia indelebile sul metal sarò closed mind, sarò un old metaller ma la penso così ...per me il nuMetal ha abbassato la qualità del Metal!!!
freedom
Martedì 27 Dicembre 2011, 14.00.21
22
Questo devo ancora ascoltarlo (un pochino in ritardo..) ma cmq non sono d'accordo con quanti dicono che il Nu-metal sia un genere "povero" o da posers...lo è diventato negli anni, questo si, ma ricordiamoci che è stata l'ultima vera ventata di novità in ambito metal, e mi riferisco ovviamente agli immortali primi Korn, ai sempreverdi Deftones, ai Coal Chamber, i primi Mudvayne (Ld 50 è un gran disco), Earth Crisis, primi Slipknot e System of A Down. Se poi si vogliono considerare solo gli esponenti più commerciali e radio-friendly del movimento tipo i vari Linkin Park o Limp Bizkit, allora quello è un altro discorso. Il Nu-metal sarà durato poco, ma ha detto e dato tanto, lasciando una traccia praticamente indelebile nel metal e ancora oggi ben visibile in tantissime band che ne hanno estrapolato gli aspetti migliori per incorporarli nella loro musica e farli propri.
Flag Of Hate
Martedì 20 Dicembre 2011, 14.52.41
21
Concordo. Facendo un bilancio finale, il nu-metal è stato una manna dal cielo per alcuni fortunati portafogli, che divennero davvero ben pasciuti, ma poverissimo dal punto di vista qualitativo. Nessuno lo rimpiangerà.
Edo
Martedì 20 Dicembre 2011, 12.58.27
20
Io sono uno di quelli che l'ha preso nuovo dopo le recensioni entusiastiche dei vari Rocksound & co. , beh, niente di che , faticavo a sentirlo dall'inizio alla fine, davvero un gruppo sopravvalutato per un genere che ha detto tutto quello che poteva in pochi buoni album, tra l'altro invecchiati male, mi domando conme riuscissi a pensare che il nu metal poteva diventare il futuro del metal...oggi imparo ad ascoltare un vecchio album dei Judas Priest e apro finalmente gli occhi, il nu metal di metal aveva solo la distorsione massiccia, il resto era tutto posing, genere infelice.....e il metalcore gli va dietro, concordo.
Er Trucido
Lunedì 19 Dicembre 2011, 23.25.29
19
Sai alla fine io sono sempre stato un fautore dell'indifferenza: se non mi piace non la considero e via, così come faccio con il metalcore. se poi a te non dice niente è legittimo e alla stragrande anche (chi sono io per giudicare i gusti degli altri) e ci sta anche la battuta o il dibattito. Io personalmente sono dell'idea di Undercover e di Ciro, anche se nel mucchio pesco molto meno roba di mio gradimento.
Cuordipietra
Lunedì 19 Dicembre 2011, 19.16.58
18
No, no, no! Io non odio il genere! L'odio è il lato opposto dell'amore, è un sentimento troppo potente per sprecarlo con queste amenità. Diciamo che lo disprezzo, questo si. Non per questione personale contro il recensore o contro chi ascolta il NU, ma ribadisco che secondo me è stato un movimento poverissimo dal punto di vista artistico-qualitativo, ci ha lasciato in eredità una caterva di dichi buoni solo per due ascolti disimpegnati poi via, nel dimenticatoio, e sotto a chi tocca. Poi magari è solo colpa mia, dato che sono abituato troppo bene
Er Trucido
Lunedì 19 Dicembre 2011, 18.26.36
17
@cuordipietra: però con la tua lista ed affermazione finale hai buttato alle ortiche tutto, dimostrando di odiare il genere. che poi manco io vado matto per il nu ma non vado a dire che è merda quello che non mi piace. Le case discografiche si sono sempre buttate a pesce sulle nuove tendenze inflazionando il mercato di uscite, non hanno iniziato col grunge o col nu oppure col metalcore per distogliere l'attenzione dal vero metallo.
Cuordipietra
Lunedì 19 Dicembre 2011, 18.00.57
16
E io 'ho ribadito XD
Undercover
Lunedì 19 Dicembre 2011, 17.50.09
15
@Cuordipietra e proprio ciò che ho detto nelle ultime due righe del post antecedente al tuo
Cuordipietra
Lunedì 19 Dicembre 2011, 17.47.59
14
Ma siamo sicuri che i giovinotti che iniziano ad ascoltare questo genere poi si addentrino nella musica Heavy in generale? O è più facile che seguano da brave pecore la New Best Thing di turno proposta / inculcata dal mainstream? Perchè non ci sono cazzi che tengono: se uno non ha basi solide, continuerà a farsi fottere e scambiare il pantano per cioccolata. Oppure finirà per abituarsi all'odore, e questo è ancora peggio. E, per finire con le metafore, Linkin, Limp Bizkit, Korn, Static X, Slipknot, SOAD e compagnia tutto sono, tranne che "basi solide" per capire cosa è buona musica.
Undercover
Lunedì 19 Dicembre 2011, 13.11.27
13
Va beh sui preconcetti legati a certi generi, sarebbe inutile riaprire una diatriba che non porta a nulla, purtroppo c'è chi non li ama e continuerà a dire che han prodotto solo "fanghiglia" pur sapendo che la realtà e altra. Concordo pienamente quando dici che sono stati l'ultima "luce" per molti adolescenti, ciò che mi spiace più che altro è il modo con il quale si sono evolute poi le vite di molti (anche conoscenti) che non hanno preso quel "treno" dal verso giusto, non l'hanno sfruttato per ampliare il loro vissuto musicale riscontrando in questi album il solo fattore "moda" e vivendoli quindi come usa e getta, ciò ha alimentato il fattore "AMERICANO" della musica che dura un cavolo nello stereo, peccato.
AdemaFilth
Lunedì 19 Dicembre 2011, 12.58.53
12
Certo, come penso sia palese, non nascondo che il disco l'abbia preso in considerazione più per affetto che per importanza "storica", mi andava di fare una recensione un pò diversa dal solito. Comunque non preoccuparti, ti leggo spesso nei commenti alle recensioni del sito e non ho fraintenso il tuo messaggio, Linkin Park ecc sono serviti a contestualizzare, poi ciò che penso di loro nello specifico puoi trovarlo nella recensione del loro ultimo disco. Diciamo che i debutti di queste band sono state l'ultima "luce", l'ultima generazione che di certo non paragono ai grandi nomi. Come hai ben detto, queste band sono state il trampolino per molti adolescenti, e in questo dò loro un merito che secondo me non va sottovalutato, quello di aprire gli occhi ad altro. Potremmo dire che la loro importanza sta in questo, cosa che magari sfugge ai "veterani"" dei generi pionieri, ma non ho voglia di applicarmi in quel senso, apprezzo decisamente di più coloro che, come te in questo caso, commentano con cognizione di causa.
Undercover
Lunedì 19 Dicembre 2011, 12.45.59
11
Se parliamo in linea teorica generale hai ragione (perché quando si parla "in genere" si prendono in considerazione anche fattori commerciali legati allo stile spudoratamente creato "ad hoc" per vendere), soggettivamente degli album di debutto citati salvo a stento quello degli Ill Nino. "Hybrid Theory" è decisamente "popular" come situazione e avendo visto lo scempio da loro portato "on stage" in quel periodo, non ne uscirono ai miei occhi granché bene, almeno saper riprodurre i propri pezzi dal vivo decentemente per una band con tutto quel supporto era cosa dovuta, non posso che confermare la pochezza della formazione di Chester e soci, poi l'affetto e tutto il resto giocano a favore dell'apprezzamento di alcune realtà più di altre. Con questo non contesto la recensione, perché sei più obbiettivo di tanti altri sulla rete ma non riesco a considerare un disco simile come così importante soprattutto per un nome, Adema, che ha esaltato i ragazzetti americani (cosa alquanto facile, urlano per un cazzo) ma che in Europa non è che abbia riscosso più di tanto, un motivo ci sarà...
AdemaFilth
Lunedì 19 Dicembre 2011, 12.34.29
10
@Undercover: Sono d'accordo con te su quello che certe band sono diventate, ma qui ho citato i debutti, e su quelli penso non ci sia molto da obbiettare.
Undercover
Lunedì 19 Dicembre 2011, 12.32.02
9
A me il nu è piaciuto e piace ma questa band, gli Ill Nino, i Linkin Park o roba tipo gli Spineshank mi hanno sempre fatto pensare quanto ci fosse approssimazione e pochezza di carattere e materiale nel genere, sono una più brutta dell'altra come realtà, prive di carisma, di qualità e soprattutto con una carenza nel songwriting devastante, anche il gruppo di Ryan Mccombs, i Soil, tranne uno "Scars" carino e con un paio di pezzi veramente buoni come intrattenimento vedasi "Wide Open", "Halo" e "Unreal", ha realizzato il nulla. Se esce fuori che son buoni pure i Papa Roach... mazza.
Cuordipietra
Lunedì 19 Dicembre 2011, 12.25.15
8
Scusate, ero fuori casa fino a ieri sera e rispondo solo ora @Electric Warrior: uello che dici è vero, ma accostando il Nu e il Thrash anche degli ultimi 10 anni si vede una netta predominanza del secondo sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo: Heathen, Exodus, Voivod, Testament, Overkill, Kreator, Sodom, Artillery, Hirax, Lamb of God (per chi ama il Groove), Nevermore (Fenomenali, spero che si siano solo messi in pausa), Destruction e altri hanno sfornato ottimi album ultimamente, gruppi come Coroner (mica cazzi eh, tra i migliori), Possessed (pezzo di storia immane), Onslaught, Sabbat e altri sono tornati insieme... certo, il BIG FOUR UFFICIALE è in coma profondo, troppi soldi e troppa poca voglia tranne gli Slayer che galleggiano, ma in generale il genere sta bene, almeno secondo me. E gli altri generi VERI? Il Doom va a gonfie vele, sembra una seconda giovinezza, l'Heavy classico pure (Accept, Helstar), ecc ecc. Il NU invece non tira più, le major hanno costruito un altro Homunculus artificiale, il Metalcore, per vendere ai quindicenni con le toppe al culo.
Kupu
Domenica 18 Dicembre 2011, 20.21.37
7
roba insentibile, quoto il commento numero 1, voto 10 per non essere troppo cattivo
AdemaFilth
Sabato 17 Dicembre 2011, 19.21.58
6
@Electric Warrior: per il nu, come non citare i Deftones.
Electric Warrior
Sabato 17 Dicembre 2011, 16.19.33
5
Sinceramente non capisco il commento di Cuoredipietra, pur condividendolo in parte. I generi originari non godono affatto di buona salute, infatti il thrash sta subendo lo stesso trattamento da parte dei big che hanno creato il genere stesso e dalle migliaia di band clone. Oppure vediamola sotto un altro aspetto: esistono sempre quei gruppetti snobbati dai più che continuano invece a fare dell'ottimo numetal o dell'ottimo thrash.
xXx
Sabato 17 Dicembre 2011, 14.14.32
4
Io non posso far altro che mettere un pollice all'insu' al commento n. 1 di cuoredipietra. la penso come lui al 1000%.
Sonny
Sabato 17 Dicembre 2011, 12.21.28
3
Recensione stupenda, così come l'album! Lo ascoltai per la prima volta qualche anno fa e che dire, queste atmosfere e la freschezza di fine anni '90 mi rimarranno sempre nel cuore... Personalmente vedo il Nu Metal non come esperimento fallito con gli anni, ma come piccola e gradevolissima parentesi del mondo Metal... Mai rinnegare le origini, ti do ragione in pieno
Cranium
Sabato 17 Dicembre 2011, 12.18.14
2
metalcore, già come definizione me sa di presa per culo
Cuordipietra
Sabato 17 Dicembre 2011, 12.13.02
1
Grazie a Dio, o chi per lui, sto genere è imploso. L'ultimo dei Korn ne è la prova. Quando accadrà anche per il metalcore, sarà un giorno lieto. Notare come i vecchi generi originari, quelli veri, siano ancora in ottima salute!! Le cose di valore si vedono sulle lunghe distanze...
INFORMAZIONI
2001
Arista Records
NuMetal
Tracklist
01. Everyone
02. Blow It Away
03. Giving In
04. Freaking Out
05. The Way You Like It
06. Close Friends
07. Do What You Want to Do
08. Skin
09. Pain Inside
10. Speculum
11. Drowning
12. Trust
Line Up
Mark Chavez - vocals
Tim Fluckey - guitar
Mike Ransom - guitar
Dave DeRoo - bass
Kris Kohls - drums
 
RECENSIONI
 
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