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Moonspell - Wolfheart
( 5585 letture )
Agli inizi degli anni novanta una giovane band inizia a muovere i primi passi, con l’incoscienza di chi è animato da tanta ambizione e spregiudicatezza, ma mai avrebbe potuto aspettarsi un futuro così brillante.
I Morbid God – è questo il nome che scelgono di darsi – sembrano avere le idee ben chiare e decidono di intraprendere un percorso preciso, cioè cavalcare l’onda dei generi musicali estremi, sia nell’immagine proposta che nei temi trattati e nei suoni sporchi e indemoniati.
Anima di questo gruppo è il misterioso cantante ed autore dei testi esoterici, il cui nome di battaglia completo è Langsuyar Tenebrarum Rex, poi abbreviato semplicemente in Langsuyar, ispirato ad antiche e tremende leggende malaysiane, su cui in coscienza scelgo di sorvolare.
Si narra che in quegli anni i ragazzi passassero le notti di plenilunio tra i boschi, ad osservare incantati la luna o a correre tra gli alberi come un branco di lupi solitari col solo conforto della sua incantevole luce. Fu allora che, stregati dalla luna, decisero di seguire un nuovo sentiero, senza mai abbandonare completamente il concept iniziale, ma cercando un’identità propria piuttosto che apparire come la “brutta copia” di gruppi divenuti ormai di fama mondiale, come i Morbid Angel; già, proprio così, giacché ascoltando il demo originale Serpent Angel a tratti si ha la vaga sensazione di sentire un pezzo di Altars of Madness, il che, unito all’assonanza dei nomi (se non siete convinti, provate a fondere assieme Morbid God e Serpent Angel)…
Così cambiano la denominazione in Moonspell e, dopo alcuni demo, incidono l’EP Under The Moonspell, dai toni insolitamente arabeggianti, i cui contenuti (rieditati) sono stati per fortuna raccolti in Under Satanae e resi disponibili ai fan. Grazie a quell’eccellente EP, riescono a catturare l’attenzione di una delle label più attraenti del periodo (e non solo), la Century Media, che ben presto li scrittura e sotto il cui marchio viene stampato il loro primo full-length, ovvero proprio Wolfheart.
L’incantesimo è compiuto, finalmente la creatura prende vita ed assume connotazioni proprie.

In questo platter il sound è ancora alquanto grezzo, ruvido, e c’è chi troverà in ciò un difetto, considerandolo solo il primo stadio di un più ampio processo di maturazione artistica, il che è senz’altro vero, per carità. A mio avviso, tuttavia, è proprio l’aggressività senza compromessi a costituirne uno degli aspetti più inebrianti, e non è certo la prima volta che una band mostri il meglio di sè proprio agli esordi.
Wolfheart rappresenta qualcosa di veramente unico, innovativo, e ciò per via di un ampio insieme di fattori.
Tanto per cominciare la straordinaria intelaiatura armonica, tessuta soprattutto di suoni tastieristici, in grado di creare sfondi e scenari evocativi, ma anche di alimentare pathos, suspense e senso del macabro. Il tutto è arricchito da pregevoli arpeggi di chitarra ritmica, talvolta interrotti o alternati da squisiti guitar solo, in cui si registrano picchi di godibilità dal punto di vista melodico.
Ma naturalmente a ciò fa spesso da contraltare un riffing brutale e molto aggressivo, prevalentemente di stampo black, ma che talvolta, in certi passaggi, ricorda un pò anche il tradizionale stile NWOBHM.
C’è da dire che questo album rappresenta anche una sorta di crocevia nella storia della band per quanto riguarda le sei corde, qui essenzialmente ancora guidate da Mantus, che dimostra una grande perizia nel ruolo, ma col sostegno del nuovo membro Ricardo, meglio noto come Ricardo Amorim, che ne prenderà in mano le redini da Irreligious fino ai giorni nostri.
L’incedere minaccioso di molti passaggi ritmici, ed un tempo variabile che spazia dal ritmo cadenzato, al tribale, fino a confluire nel blast beat, insieme ad un onnipresente ed impetuoso basso, sovente in primo piano, costituiscono lo scheletro attorno al quale si sviluppano le robuste fasce muscolari di questo lavoro.

Accantonando in massima parte i testi e i temi troppo espliciti degli esordi, in compenso il paroliere Langsuyar pesca a piene mani nella letteratura gotica, richiamando tematiche che da sempre affascinano ma allo stesso tempo incutono timore - a volte persino terrore - nella mente umana, come naturalmente la licantropia, ma anche ad esempio i nefasti scenari transilvanici, palesando un profondo gusto dell’orrido e di tutto ciò che possa risultare tetro e misterioso allo stesso tempo, compresa una citazione dal Marchese De Sade.
Ma soffermiamoci proprio sul vocalist Langsuyar, al secolo Fernando Ribeiro, che qui conserva ancora - per l’ultima volta - il suo nome di battaglia, magari scelto durante una delle folli notti sotto il fulgido chiarore lunare, non prima di aver sfogliato, come di consueto, le pagine di qualche strano libro sull’occulto.
Nonostante il soggetto in questione non abbia certamente bisogno di tante presentazioni, desidero ugualmente rendere tributo alle sue doti canore ed interpretative, e lo farò raccontando di come, nelle pieghe di quest’opera e non solo, egli sia in grado, come pochi altri, di turbare gli animi (o entusiasmarli, a seconda dei punti di vista) persino quando emana tenebrosi sussurri, o quando si lascia andare ad un’orrida recitazione dai toni gravi, o, ancor di più, quando la tensione sale e dalla sua ugola si stagliano growl piuttosto cattivi e graffianti (per la verità spesso tendenti all’urlato black), o quando a momenti si abbia la vaga sensazione di risentire attraverso di lui il verso dannato di Cronos. Così i testi oscuri, che certamente vengono esaltati dall’impalcatura strumentale già descritta, si fondono indissolubilmente a lui, al primo attore, al suo grande carisma. Niente sarebbe lo stesso senza di lui, che riesce a dare il meglio di sè anche nel cantato clean dai toni prevalentemente bassi, dando spesso anche sfogo a tutta la sua passionalità. Ma verso chi o, per meglio dire, verso cosa è rivolta la sua bramosia?
Protagonista assoluta di tutti i brani è praticamente sempre una figura femminile dai contorni grigi, che talvolta assume le sembianze di un lupo mannaro, talvolta quelle di un vampiro che dispiega le sue ali verso i cieli nelle notti scure, o magari si incarna in qualche antica divinità pagana, o in un’appassionata ed arcana amante. E’ dal suo fascino, dalle sue antiche e fosche armi di seduzione che si resta ammaliati, in un’incessante adorazione ed invocazione.
Ma lei, la fonte d’ispirazione di Langsuyar, l’oggetto dei suoi desideri e delle sue fantasie morbose, non se ne sta lì a guardare, non rimane una presenza astratta, distante. Lei è lì, fa sentire la sua misteriosa ed ammorbante presenza, e lo fa attraverso gli inquietanti vocalizzi di Birgit Zacher, le sue sensuali parti canore o recitate. Se il suo nome apparisse sconosciuto, di certo a molti la sua voce risulterà familiare, non solo per le sue successive collaborazioni con la stessa band (si pensi ad esempio a Raven Claws), ma anche per quelle con gruppi del calibro di Sentenced, Angel Dust e Tiamat. Si potrebbe dire che di questo ruolo Birgit sia praticamente una professionista, e da ciò trae giovamento certamente anche questo album, così come l’immenso Wildhoney dei Tiamat, prodotto un anno prima dalla medesima label.
Tra le tanto osannate figure femminili, c’è anche una figura materna, quella di Alma Mater, brano da cui emergono prepotentemente, più che altrove, le spiccate origini black metal, non solo per il riffing ruvido ma anche per il lacerante cantato in screaming a cui questa volta si lascia trasportare l’eclettico Fernando. A scanso di equivoci, tengo a precisare che il riferimento è all’orda primordiale del black, legata a nomi altisonanti da cui i nostri si sono dimostrati attratti fin dagli esordi, cioè quelli di Venom, Bathory, Celtic Frost (tra l’altro questi ultimi sono gli stessi che hanno sfornato un oggetto poliedrico come Into the Pandemonium, che ancora oggi mette in crisi chiunque cerchi di decifrarlo ed apporvi un’etichetta, ma questa è un’altra storia…)…
Ma Alma Mater rappresenta anche altro, molto più di questo. Non solo perché è uno dei brani più attesi nei concerti da ormai oltre tre lustri, non tanto perché i fan impazziscono letteralmente quando partono le sue note, ma soprattutto perché rappresenta un vero e proprio inno metal alla madre patria, il Portogallo, di cui viene invocato l’antico splendore, poco importa se legato ad un immane spargimento di sangue.
Ecco, questo è un altro aspetto imprescindibile dei Moonspell, vale a dire il richiamo a storie e leggende della loro terra, l’uso frequente della lingua nativa, l’irrinunciabile inserto di suoni e motivi lusitani, e perfino l’impiego di strumenti tradizionali, come nacchere, strumenti a fiato, e così via. Questo è ciò che avviene nel malinconico brano strumentale Lua d’inverno o nella coinvolgente ballata folk metal Trebaruna, anche se, ad onor del vero, non è in questi brani che esprimono il loro meglio. Però di certo questo è uno di quei casi in cui un nome si lega a doppio filo alla terra di origine, a maggior ragione se si pensa che certamente sono stati la prima e sono ancora la più importante metal band che quell’area geografica abbia mai dato alla luce, o, se preferite, all’oscurità. E non solo…

Il gothic metal non nasce con questo disco, ma in esso trova una delle sue massime espressioni, finendo per incastonarsi nella discografia essenziale del genere, tant’è che da quel momento in poi nessun articolo, guida o dispensa al riguardo che si rispetti potrà fare a meno di citarlo.
Gli stessi Moonspell proveranno in seguito a sperimentare, ad allontanarsi gradualmente da Wolfheart, forse finiranno per essere contaminati da interessi più commerciali, per scoprire poi col tempo che era proprio a questo sound che avrebbero dovuto riavvicinarsi per tornare ad essere grandi.
Come è noto, però, i riconoscimenti ed il grande seguito in tutto il mondo di questo fortunato combo arriverà solo in seguito, soprattutto grazie ad un brano memorabile come Opium.
Adesso quindi mi rivolgerò specificamente a chi, nella frenetica e condivisibile ricerca di qualcosa di nuovo, si sia perso per strada questo platter, magari non ritenendo fosse il caso di ripescarlo. Ebbene, se fosse così, fermatevi un attimo, procuratevelo e godetevelo assolutamente, perché per la qualità assoluta delle sue composizioni si tratta di un vero e proprio pezzo da novanta, come novanta sono anche quegli anni straordinari in cui nasceva, cresceva e si sviluppava una delle più avvincenti correnti della storia del metal, in contemporanea alla decadenza di grandi nomi che avevano dominato la scena fino al decennio precedente.
Inoltre, e chiedo venia in anticipo per la banalità, pure la smorfia mi viene in aiuto, perché anche “la paura fa novanta”, e non si può certo negare che l’ascolto di certe sezioni possa provocare una seppur lieve tremito, specie in chi non è avvezzo a questo genere di cose. Potrete dunque già immaginare quale sarà il mio voto finale, ma vi assicuro che si tratta solo di una fortunata coincidenza…
Se non sono riuscito ancora a convincervi, adesso potrei esaltare le virtù dei singoli brani, potrei raccontarvi di mascherate di licantropi, potrei urlare a squarciagola Midnight Ride!, potrei perfino ululare, ma credo mi basti sussurrare una parola pregna di dense ed intense emozioni, e la parola è: Vampiria
Infine, però, mi resta un’ultima ma fondamentale avvertenza: sebbene ricco di spunti ed anime diverse, di episodi singoli di enorme portata, Wolfheart va concepito come un tutt’uno e, in quanto tale, va assolutamente inghiottito in un sol boccone. Buon appetito!



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
94.26 su 470 voti [ VOTA]
Batterista
Martedì 7 Novembre 2017, 1.15.08
52
@giaxomo: boh, a parte le soluzioni batteristiche elementari che ci possono anche stare in un disco del genere, più improntato sul pathos che altro, manca proprio il groove. Quando parte coi tom in vampiria per esempio, ammazza pare uno che suona da 3 giorni...poca dinamica, 0 fantasia. Probabilmente ha usato il clic e per usarlo bene occorre un pò di esperienza. Forse anche il missaggio non ha aiutato ma per me un batterista bravo dava un 20% in più ai brani. Poi so gusti..,
Giaxomo
Martedì 7 Novembre 2017, 0.46.53
51
@Batterista: quanta severità, non sono d’accordo...
Batterista
Lunedì 6 Novembre 2017, 21.04.17
50
Peccato per questo batterista poco preparato. Disco con pezzi molto fichi, soprattutto all'inizio dell'album. Poi parti un pò noiose intervallate dalla bellissima vampiria. Dopo questo di meglio non hanno più fatto in materia di creatività.
Alex DooM
Sabato 4 Novembre 2017, 12.44.12
49
PIETRA MILIARE , zingaresco e fiabesco solo come i lupi lusitani sanno fare VOTO 100/100
Metallycra
Venerdì 4 Marzo 2016, 10.25.11
48
Che effetto risentirlo dopo vent'anni!!! Disco dalla produzione piatta e il solito Ribeiro imbarazzante in quanto a pronuncia. Ma, come faceva notare qualcuno precedentemente, disco perfetto nella sua imperfezione. Carico di pathos ed emozionante. Bellissimo ed imprescindibile. E il bello è che a me anche in versione easy come quella attuale ancora piacciono un bel po'...
Rob Fleming
Domenica 31 Gennaio 2016, 17.23.25
47
ua d'Inverno e Trebaruna stanno lì a dimostrare che i Moonspell avevano una marcia in più rispetto al resto del mondo (gothico)
draKe
Mercoledì 30 Settembre 2015, 15.07.58
46
brividi!!!...band a cui sono affezionatissimo grazie proprio a questo album ed al successivo, altrettanto strepitoso "irreligious". Il loro modo di suonare Gothic è unico e, pur nella semplicità dei brani, ogni brano riesce a donare all'ascoltatore un continuo saliscendi di emozioni che non possono lasciarlo non coinvolto. Da sottolineare la prova al basso di Ares che interpreta il proprio strumento da vero protagonista intessendo melodie bellissime uscendo dal canonico impiego a sostegno della base ritmica. Fernando è sempre a suo agio che si tratti di utilizzare la propria voce per parti growl piuttosto che per il clean, e dimostra di avere personalità ed espressività come pochissimi altri, anche dal vivo. Infine un plauso alla bella rece che mi trova d'accordo su tutto. Buon ascolto!...you're always welcome, under the moonspell!!!
Philosopher3185
Giovedì 22 Gennaio 2015, 15.31.03
45
Uno dei meglio dischi che abbia mai ascoltato in vita mia.Alla faccia di chi denigra l'universo metal...si perdono tutta la sua magia,la sua grandezza..
Sambalzalzal
Sabato 23 Marzo 2013, 11.20.10
44
Concordo! A distanza di anni ed anni ancora continuo ad ascoltarlo almeno una volta la settimana! Anche dal vivo in quel periodo erano una cosa mostruosa!
il vichingo
Sabato 23 Marzo 2013, 11.17.15
43
Probabilmente il capolavoro assoluto dei Moonspell. Alma Mater è un inno e che dire della pazzesca opener? Gothic con venature Black ai massimi livelli, giusto il voto. @Hab666 (commento 38): sulla svolta Punk dei Darkthrone non ci piove, siamo tutti d'accordo, ma i Mayhem industrial? Ok, hanno innovato il loro sound con Ordo ad chaos, ma industrial? Ed i Burzum folk? Non vorrei sembrare offensivo ma sono basito...
The Nightcomer
Venerdì 2 Marzo 2012, 17.00.47
42
Uno dei migliori albums degli anni 90! A mio parere l'apice non solo nella discografia dei Moonspell, ma anche nella produzione gothic/doom di quegli anni. Le atmosfere contenute in questo lavoro hanno un potere comunicativo pauroso, vista la loro intensità... Sono appassionato di letteratura dell'orrore e gotica ed ogni volta che penso a questo album mi viene spontaneo associare la musica in esso contenuta a quei racconti e romanzi. Il 99 per me è d'obbligo in questo caso!
Sudparadiso
Lunedì 30 Gennaio 2012, 20.48.15
41
Un disco a dir poco PERFETTO!! BELLISSIMO!! MAGICO....
Hab666
Giovedì 22 Dicembre 2011, 14.45.32
40
@Nightblast Industrial, sottolineato dal "credo" tra parentesi, era riferito ovviamente ai Mayhem e alle loro sperimentazioni. Con il "credo" intendevo che neanche io so come defirinire la loro personale evoluzione del black. Il folk era riferito a Burzum (e adesso ci aggiungerei anche l'ambient) e il punk ai Darkthrone. I tre gruppi e i tre generi erano in ordine, a scanso di equivoci..ma a quanto pare sono stato equivocato. I Cradle hanno innovato sia con il loro primo, più prettamente black, sia con i seguenti che definirei gothic-black esattamente come il "Wolfheart" in questione. Che poi il black (puro) metal sia altro non ci piove..."Under the sign of the black mark", "The return", "Under a funeral moon"...oltre a quelli da te citati. Ah, dimeticavo gli Emperor...e molti altri...
Nightblast
Giovedì 22 Dicembre 2011, 11.39.09
39
Mayhem,Burzum e Darkthrone hanno iniziato a suonare industrial??? Scusa, ma quando è successo questo fatto? Posso concordare sull'innovazione stilistica portata dai Satyricon con Rebel Extravaganza, o dai Dimmu Borgir con Puritanical, ma non mi risulta che Burzum abbia mai fatto un disco sullo stile di Demanufacture o simile ai Ministry...Inoltre sul fatto che i Filth abbiano portato nuova linfa vitale al Black...Non mi trovo d'accordo semplicemente perchè i Filth hanno fatto un solo disco, diciamo, Black Metal, cioè The Principle, poi si sono allontanati dal genere...Il Black Metal è altro...Il Black Metal è Dark Medieval Times, Opuse Nocturne, Pure Holocaust e Transylvanian Hunger...Dischi che fanno nevicare anche ad agoasto...
Hab666
Martedì 20 Dicembre 2011, 5.50.15
38
Ottimo disco. Se vogliamo dargli un'etichetta al genere direi Black-Gothic. Quando uscì, sia i fan che le riviste di settore lo etichettarono in tal modo e anche io, da fan, lo trovo azzeccato. Concordo con enry per quanto riguarda le capacità tecniche e il valore dell'album. Per fortuna la musica è arte e quindi non è serva del tecnicismo e della logica. Quello che contano sono i pezzi, la musica, il prodotto finale. Tornando al disco vorrei sottolineare anche il valore di rinnovamento che ha portato al genere black. I vari Darkthrone, Burzum e Mayhem, da molti considerati padri del black...soprattutto dai più giovani, hanno semplicemente ripreso la musica black dei veri padri: Venom, Celtic Frost e soprattutto Bathory, estremizzandola. Adoro i primi lavori, soprattutto di Darkthrone e Burzum, un po' meno Mayhem ma, non posso considerarli innovatori. Chi ha portato nuova linfa al black sono stati i Satyricon, i Cradle of Filth, i Dimmu Borgir e i Moonspell ed altri. Se vogliamo, Mayhem, Burzum e Darkthrone hanno cominciato ad innovare quando si son messi a suonare industrial,(credo...) folk e punk...ma solo Burzum ha azzeccato la scelta credo. Ah, per finire. Lambruscore! Sei depresso.
Nightblast
Lunedì 19 Dicembre 2011, 17.25.28
37
Dischetto carino...nulla di che...merita non più di 95...
DIMMONIU73
Lunedì 19 Dicembre 2011, 16.34.15
36
CAPOLAVORO ASSOLUTO...dopodichè i primi segni di decadenza con "Irreligious" (gran bel disco, ma assolutamente troppo poco metal), e poi...LA CACCA!!!
lambruscore
Domenica 18 Dicembre 2011, 19.53.40
35
undercover, non sei l'unico a non capirmi, tante persone me l'hanno detto, specialmente alcune donne che ho amato dicono che non sono a posto, infatti dico: viva le zoccole!!!! forse sono troppo a posto allora? o sono depresso io ? può essere, meglio bere meno e ragionare, veh...
Undercover
Domenica 18 Dicembre 2011, 18.19.50
34
Lambruscore, io non ti capisco, sei uno che ha uno spirito che mi piace anche tanto ma io non ho problema a passare dai Disfear ai Moonspell, dai Wolfbrigade ai Cure non vedo dove sia il problema e dove stia la depressione, sembra la stessa critica sterile di Billorock sul grunge, ma se uno vuole deprimersi ha bisogno d'ascoltare questa musica? Ne siete così convinti che non siano fattori terzi a fottere quel tipo di personalità e persona?... Comunque beviamoci su e via
LAMBRUSCORE
Domenica 18 Dicembre 2011, 18.03.03
33
musica per depressi, tiratevi su con del sano hardcore, crust, dio.... quella roba qua vi deprimerà....poi se vi piace, pasinsia...
LAMBRUSCORE
Domenica 18 Dicembre 2011, 18.00.08
32
ma io non so cosa avete in testa, uno dei tanti gruppi inutili, inascoltabili, ma per favore,....
Doomale
Domenica 18 Dicembre 2011, 15.51.02
31
Questo è il loro capolavoro!!Punto e basta!! Nonstante le cazzate di qualche coglioncello che fà il "Professore"!!
freedom
Domenica 18 Dicembre 2011, 13.26.39
30
Ma chi se ne fotte delle stonature! Questo disco è semplicemente meraviglioso! Se non siete metallari che li commentate a fare dischi del genere?! Mah!
enry
Domenica 18 Dicembre 2011, 13.13.05
29
Quando ho voglia di ascoltare un cantante perfetto mi butto sui Depeche Mode (e già qui il "voi metallari" va a farsi benedire) o su altre decine di bands. Nessuno ha detto che Ribeiro è il nuovo Dave Gahan. Se ascolto i Moonspell magari cerco altre cose e posso sorvolare su qualche stonatura. Detto questo, preferirò sempre un cantante 'imperfetto' che mi trasmette qualcosa alla perfezione stilistica (magari da studio) che non mi lascia niente. Questo disco ebbe un grande impatto sulla scena estrema (chi c'era lo ricorderà sicuramente) proprio per il suo mix allora inedito di black, folk, musica tribale e sfumature gothic, il tutto condito da un guitar-work eccellente. Senza contare che, opinione mia, brani come Vampiria e Alma Mater stracciano intere discografie altrui. Questa volta sono perfettamente in linea con la rece di Andrea.
zerbs
Domenica 18 Dicembre 2011, 10.30.51
28
@Ulvolc: con tutto il rispetto, ma se tu e quel cafone di frank ritenete i metallari un branco di coglioni che non sentono le stonature, che non colgono l'analfabetismo e le finezze che le vostre orecchie sopraffine invece colgono, ecc ecc......scusa che cazzo ci fate su sto sito???? Siete qui per offendere e basta?? Contenti voi...
Unborn
Domenica 18 Dicembre 2011, 10.28.38
27
"Per voi metallari"... Chi? Meno prosopopea grazie. Puoi esprimere la tua opinione anche rimanendo al posto che ti compete senza pretendere di autoereggerti una piramide di incenso.
Ulvolc
Domenica 18 Dicembre 2011, 10.15.38
26
@"Metal3k", anche se è un buon disco, per me l'analfabetismo è un grande limite, ma capisco che per voi metallari non lo sia! Così come i cantanti stonati come Fernando...
lux chaos
Domenica 18 Dicembre 2011, 0.49.38
25
@frank: fottiti tu, inetto...e scendi dal piedistallo, altrimenti ti ci facciamo scendere noi a calci in culo...claro?? Rispetto, bambino, impara il rispetto...
Painkiller73
Sabato 17 Dicembre 2011, 20.37.01
24
Pietra Miliare!!
Steelminded
Sabato 17 Dicembre 2011, 20.27.21
23
Però quando avevo sedici anni mi piacevano un casino Vampiria, Opium, Ruin and Misery, Wolfshade, etc. (-; Evviva!
enry
Sabato 17 Dicembre 2011, 20.03.42
22
@Undercover: Sì vero, dopo i primi tre capolavori (ci metto anche Under the Moonspell), è stato un po' un sali e scendi, però alla fine li ho sempre ascoltati volentieri.
Undercover
Sabato 17 Dicembre 2011, 19.56.10
21
@enry che mi scaldo, ho solo risposto, contento lui... per il resto io li ho seguite seriamente sino a "Sin" dopo hanno avuto troppi alti e bassi e mi hanno alquanto stufato.
enry
Sabato 17 Dicembre 2011, 19.41.08
20
Sapevo che Undercover e altri sarebbero stati meno diplomatici XD Nah, mica ci scaldiamo per così poco, Frank ha idee diverse sul gothic metal e buona lì. Tornando al disco, credo che i Moonspell abbiano iniziato col gothic metal puro dal disco successivo, e, purtroppo, pur continuando a sfornare buoni dischi i livelli dei primi due per me non sono più stati toccati.
Flag Of Hate
Sabato 17 Dicembre 2011, 19.36.38
19
Contenti, Undercover e Enry? Avete trovato un nuovo amico! E chi trova un amico.....
Steelminded
Sabato 17 Dicembre 2011, 18.56.15
18
Il forum si fa caldo! E vero che il gothic è un genere molto minore nella mia discografia, ma a me dei moonspell piace solo Under the Moonspell.
Undercover
Sabato 17 Dicembre 2011, 18.51.57
17
Ah il collega sarei io? XD ahahah è veramente perso ma al posto di seguire le mie vicissitudine e quelle di Enry pensa a trombare te... grazie per il consiglio comunque ne farò tesoro . P.S. essere ritenuto collega di uno come Enry mi sta benissimo, visto che lo ritengo una persona alquanto preparata, su di te i dubbi mi vengono invece, ti auguro una buonaserata, buone feste e buone crociate contro il nulla.
Metal3K
Sabato 17 Dicembre 2011, 18.17.56
16
@Ulvolc: in realtà mi sono soffermato su tante cose, ed ho già espresso ampiamente il mio pensiero ed evidentemente anche quello di tanti altri. Lascio a te queste considerazioni, che rispetto ma che mi sembrano un pò come voler cercare il pelo nell'uovo. Però per carità, guai se la pensassimo tutti allo stesso modo.
lux chaos
Sabato 17 Dicembre 2011, 18.17.52
15
Uèèèèè frank, era da un pò che non leggevo le tue stronzate!!!....mi mancavi di brutto!!! grazie per le risate
enry
Sabato 17 Dicembre 2011, 17.32.23
14
Ultima risposta: nella rece degli Illuminata abbiamo appurato che sei L'UNICO che afferma che i Paradise Lost NON hanno mai suonato gothic metal. Io magari di gothic capisco poco, però da Siouxise (conosci vero?) in poi ho tutte le discografie dei più importanti gruppi gothic rock anni '80 (dovevi ancora nascere vero?), per poi continuare con il gothic/doom metal dei '90. Purtroppo non leggo tutti i tuoi post, quindi non ho la più pallida idea di che roba ascolti. Discorso chiuso. Gli auguri di buon Natale erano sinceri. PS. Guarda che la rece dei Nightwish è stata pubblicata, come mai nessun post?
Ulvolc
Sabato 17 Dicembre 2011, 17.23.42
13
"Metal3k", ti sei soffermato parecchio sui testi e sul cantato ma come non citare le stonature, gli errori marchiani di grammatica inglese e la pronuncia a dir poco ridicola?
enry
Sabato 17 Dicembre 2011, 16.37.05
12
Sì, lo dico io. I dischi (originali) sono circa 2700, del true metal non me ne fotte una sega e avendo "il fieno in cascina" forse trombo pure questa sera. Il disco è un capolavoro, se non ti piace il genere non rompere i coglioni oppure elenca le tue bands preferite, così tanto per vedere un po' con chi si "discute"...
freedom
Sabato 17 Dicembre 2011, 16.08.33
11
Ma che dite?! Questo disco è stupendo! Altro che passabile...
enry
Sabato 17 Dicembre 2011, 16.07.47
10
Ho trombato ieri, grazie per l'interesse. Passabile a malapena...Chissà come mai sei sempre l'unico a dire il contrario...Comunque, te l'ho già detto, visto che non sei in grado di discutere ti pregherei di cercare altre persone. Buon Natale.
Cranium
Sabato 17 Dicembre 2011, 16.04.11
9
enry
Sabato 17 Dicembre 2011, 15.28.30
8
Superbo, uno dei miei dischi preferiti degli anni '90. Di solito non salgo quasi mai sopra al 90 come voto, questa volta 95 secco. Impareggiabile.
NeuRath
Sabato 17 Dicembre 2011, 14.11.19
7
Grande album, anche se preferisco il seguente Irreligious! Comunque tutto ciò che hanno fatto i Moonspell, compreso Under The Moonspell (posso vantarmi di avere l'edizione originale in cd della Adipocere Records, comprata all'epoca?), rasenta il capolavoro!!!
Malleus
Sabato 17 Dicembre 2011, 13.32.18
6
ALBUM GRANDISSIMO
Undercover
Sabato 17 Dicembre 2011, 13.11.56
5
Capolavoro indiscutibile...
NickyDarrell
Sabato 17 Dicembre 2011, 12.36.43
4
Pietra miliare del black/folk.......... Bellissimo. 100 non glielo leva nessuno!
Greatest_Tiz
Sabato 17 Dicembre 2011, 12.28.00
3
Non solo del black/folk ma anche del gothic! An Erotic Alchemy ne è la prova! Altro che Nightwish.......
NickyDarrell
Sabato 17 Dicembre 2011, 12.24.48
2
Pietra miliare del black/folk.......... Bellissimo. 100 non glielo leva nessuno!
Greatest_Tiz
Sabato 17 Dicembre 2011, 12.12.00
1
Vampiriaaaaa... You my destiny! My only love, and true, destiny! Vampiriaaaaa.... CHE ALBUM MERAVIGLIOSO!
INFORMAZIONI
1995
Century Media Records
Gothic/Black
Tracklist
1. Wolfshade (A Werewolf Masquerade)
2. Love Crimes
3. ...Of Dream And Drama (Midnight Ride)
4. Lua D'Inverno
5. Trebraruna
6. Vampiria
7. An Erotic Alchemy
8. Alma Mater
Line Up
Langsuyar (Fernando Ribeiro) - Vocals
Mantus (Duarte Picoto) - Guitars
Ares (Joao Pedro) - Bass
Passionisis (Pedro Paixao) - Keyboards, Backing Vocals
Mike (Miguel Gaspar) - Drums

Musicisti ospuiti
Birgit Zacher - Female Vocals
Ricardo (Ricardo Amorim) - Guitars, Backing Vocals
 
RECENSIONI
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