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Svölk - Svölk ’Em All
( 1137 letture )
Vi è mai capitato di avvicinarvi ad un album nel modo sbagliato? Vi è mai capitato di valutarlo troppo, o troppo poco?
Ascoltando Svölk 'Em All, secondo parto sulla lunga distanza da parte dei norvegesi Svölk (che segue il precedente omonimo lavoro e Beast Unleashed, primissimo ep di debutto) il mio approccio è stato sicuramente sbagliato.

A volte è facile farsi abbagliare da chitarre roboanti, voci possenti; ma facciamo mai veramente i conti con l'anima che ogni album possiede?
Al giorno d'oggi trovare band in grado di suonare con buona attitudine e dimestichezza strumentale non è certo un'utopia, ben altra cosa è imporre alla musica un carattere deciso e dotato di un profondo spirito.
Così ci sono gruppi che, oltre a saper suonare bene, riescono a scrivere ottimi lavori se non, in alcuni casi, dei veri e proprio capolavori; altri che collezionano filler a profusione ed altri ancora che con molta fatica riescono a portare comunque la pagnotta a casa.

In quest'ultimo filone, a mio modo di vedere, è dove vanno collocati gli Svölk, anche se questi ragazzi fanno ben sperare per il futuro, perché sotto sotto la band nasconde una piccola anima da plasmare - per carità, la linea che li separa dall'oblio è labile, ma anche quella che li separa da una promozione a pieni voti non è lontanissima - così sotto tonnellate di chitarre e soluzioni ricche di cliché e pregne di mediocrità, che rimandano all'heavy classico e veloce degli anni 80 (Inferno, Dead:30), e al Metallica sound dal Black Album in poi (Anchor), troviamo inaspettatamente anche dei punti molto alti quando ad imporsi è lo stoner, quello più caldo e sinuoso.
Ed è così che spuntano fuori pezzi da novanta come l'ottima opener 52, introdotta da ottime chitarre acustiche dal sapore folk, che rimandano ai migliori Monster Magnet e Spiritual Beggars per potenza e qualità, e che i nostri hanno deciso di scegliere anche come singolo apripista girandone un video che potete vedere sulla loro pagina myspace. Decisamente vincente è anche Sweet Agony, impreziosita da retaggi hard n'blues, e l'ubriacante Miss Alcohol, ottima cavalcata stoner/hard rock giocata su vincenti linee vocali ed assoli di ottima fattura.

Mediocri sono invece 12 Times The Pain e gli ibridi This Is It e la già citata Anchor, entrambe a cavallo tra anni '80 e stoner: la prima più veloce, la seconda più cadenzata, ma il risultato finale è sempre lo stesso.
Buona invece la lavica End Of Days, in cui la tensione e l'attenzione rimangono sempre elevate, grazie ad un ottimo songwriting e ad un'altra ottima prova vocale da parte del cantante Erik, vero mattatore dell'album. Inferno si getta sul Maiden sound, con chitarre che però si rincorrono noiosamente sino alla fine del pezzo. La conclusiva Dead:30 non aggiunge altro, ed è ancora una volta l'heavy ottantiano a venir fuori prepotentemente, ma anche in maniera molto stanca.

Tirando le somme, in questo “bear metal” (come ama definire la propria proposta musicale la band: un mix di stoner, metal ed attitudine nordica) gli Svölk sembrano sentirsi molto più a loro agio quando fra le proprie mani c'è la materia stoner da sporcare di hard rock, riuscendo a mostrare al tempo stesso sia le radici blues che il calore desertico del genere.
Un vero peccato a conti fatti, visto che le potenzialità ci sono tutte; speriamo che i nostri in futuro correggano maggiormente il tiro donandoci prestazioni meno altalenanti. Nel frattempo ci si toccherà accontentare solamente di queste quattro chicche di cui Svölk 'Em All è dotato.
La versione limitata del disco si fregia inoltre di ben tre bonus tracks, di cui avremmo potuto però tranquillamente fare a meno, e di un artwork trascurabile e un po' pacchiano. La strada è indubbiamente in salita per gli Svölk, ma se vorranno uscire presto da queste paludi sonore in cui si sono impantanati dovranno pedalare e anche parecchio...



VOTO RECENSORE
62
VOTO LETTORI
21.17 su 17 voti [ VOTA]
Undercover
Giovedì 22 Dicembre 2011, 22.19.31
6
Ok sono stato poco attento, questa è la re-release del primo album in pratica ci sono in più solo quelle tre-bonus, mi sono fatto ingannare dal numero delle tracce quindi posso saltarlo a piè pari. Ho comunque saputo dai ragazzi che il disco nuovo dovrebbe uscire nel periodo primaverile. In effetti mi ha ingannato quel "secondo parto"... che avevo inteso come un secondo album totalmente nuovo "di pacca".
Undercover
Lunedì 19 Dicembre 2011, 21.07.40
5
E chissà che non sia qualcosa che abbia già anticipatamente fatta mia ^^ ... attendo con piacere.
Witchcraft
Lunedì 19 Dicembre 2011, 20.51.03
4
ahahahaha aspetta a spenderli va..la prox recensione sarà molto piu' interessante..ma non ti anticipo nulla
Undercover
Lunedì 19 Dicembre 2011, 20.45.17
3
Eh vedrò quando... qui c'ho il portafoglio che mi sta urlando contro in almeno 200 lingue diverse XD.
Witchcraft
Lunedì 19 Dicembre 2011, 20.37.05
2
@undercover ..guarda per me hanno grosse potenzialità, ma ancora inespresse..i pezzi stoner sono davvero belli e come dici tu parecchio alcolici ma quando mischiano il tutto con l'heavy ottantiano, a mio avviso non riescono a coinvolgere..troppo prevedibili,canzoni anche carine per carità, si lasciano ascoltare bene..ma prive d'anima a mio modestissimo avviso..tanto fumo e poco arrosto insomma..cmq fammi sapere quando l'ascolti cosa ne pensi..
Undercover
Lunedì 19 Dicembre 2011, 15.27.55
1
Mi cogli alla sprovvista nel senso che io conosco il debutto e mi piaceva la semplicità dell'heavy misto stoner della proposta, nulla di eclatante ma alcolica quanto basta a farmi divertire ed erano autoprodotti, infatti lo presi direttamente da loro, questo nuovo vedrò di ascoltarlo e prenderlo quando possibile prima di lanciarmi in qualche commento, grazie della segnalazione.
INFORMAZIONI
2011
Napalm Records
Stoner
Tracklist
1- 52
2 - This Is It
3 - Anchor
4 - Sweet Agony
5 - Miss Alcohol
6 - 12 Times The Pain
7 - End Of Days
8 - Inferno
9 - Dead:30
10 - Time For The Dying (bonus track)
11 - Warm Within (bonus track)
12 - Overload (bonus track)
Line Up
Knut Erik (vocals)
Jengt (guitar)
Martin (guitar)
Halstein (bass)
Jorgen (drums)
 
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