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Armor Column - Maximum Collateral Damage
( 1271 letture )
Una convinta mazzata di heavy-thrash, che viene però ridimensionata con gli ascolti: questa è l’impressione sintetica suscitata da Maximum Collateral Damage, debut album degli Armor Column, provenienti da New York (Albany, per la precisione) e formatisi nel 2007. La EBM Records produce un full length che, come vedremo, appare invitante di primo acchito, ma si rivela una specie di incompiuta, ad un paio d’anni dall’EP Armor Up Your Ass, unica precedente testimonianza in studio del five pieces d’oltreoceano. Sfoderando un abbinamento roboante di riff rocciosi e vocals acute tendenti al power, la band americana non esita affatto a citare le proprie radici, palesemente attribuibili alla scuola degli Overkill (band proveniente, non a caso, proprio da New York e pioniera di un thrash stilisticamente differente da quello della Bay Area di San Francisco). Anche l’artwork di copertina è un chiaro omaggio alle origini, attingendo a piene mani alla tradizionale iconografia dei teutonici Sodom.

L'opener Warmonger potrebbe lasciar avanzare l’idea di un disco più prettamente heavy anziché thrash, con un drumworking asciutto e linee vocali epiche ed orecchiabili (non certo irresistibili), ma la grande potenza della band esplode tangibile già in pezzi come With Blood and Vengeance e l’auto-referenziale Armor Column, sospinte da un tupa-tupa quadrato e debordante: i paragoni con gli Overkill si fanno qui più evidenti che mai, rimarcati dall’inflessione vocale di Jeff Andrews, in tutto e per tutto speculare a quella del buon Bobby Ellsworth. La struttura delle composizioni è lineare e martellante, sparutamente arricchita da fraseggi melodici nelle porzioni centrali e generalmente accattivante per ogni buon thrasher, sia per l'elevata qualità dei suoni che per l’appetibilità del riffato e l’impellenza esecutiva; meno avvincenti appaiono, invece, proprio le linee vocali. Domina la possenza, nel sound tonico degli Armor Column, che peraltro si cimentano anche in qualche guitar solo piacevole (la stessa Armor Column) o convulsivo (Where There’s a War, There’s a Way e Dictator’s Whore), eppure il disco inizia a scricchiolare un po’ se si pone la lente d’ingrandimento sulla personalità e la freschezza della proposta. Suona molto derivativo, ma il punto non è tanto questo, quanto una sorta di freddezza che traspare troppo a lungo di fronte ad una prestazione ineccepibile, fin troppo. Sicuramente generano godimento certe scroscianti sezioni ritmiche, regalateci dal doppio pedale di John Grassburner, e anche la performance globale delle chitarre risulta convincente, sia nel parco riff che nei piacevoli guitar solos; eppure, se prese nella loro totalità, le otto canzoni presenti stentano a decollare in maniera prorompente e convinta.

Non mancano, comunque, ritmi adrenalinici e diversi buoni spunti: su tutti vanno citati pezzi come Dictator’s Whore (tutta da ascoltare la scorribanda eccitante scoccata dopo i quattro minuti e mezzo, oltre che all’assolo sferzante che si incendia su una ritmica da headbanging) e We Breath Extinction, anche se per la cronaca va segnalata anche la presenza di episodi più noiosi (Rattenkrieg) o prolissi (la titletrack, che pur gode di una bella variabile melodica centrale), che influisce non poco sul giudizio finale. Forse le composizioni del quintetto a stelle e strisce peccano troppo di eccessivo minutaggio, oscillando mediamente attorno ai cinque minuti: ben prodotto, ben suonato, ben arrangiato, l’album è stilisticamente privo di sbavature, ma fa fatica a tramandare un riff memorabile, una canzone trascinante, un momento veramente significativo. Impatto rampante che poi, dopo diversi ascolti attenti, lascia spazio ad una sensazione di routine.



VOTO RECENSORE
68
VOTO LETTORI
20.62 su 16 voti [ VOTA]
BILLOROCK fci.
Giovedì 22 Dicembre 2011, 20.35.08
1
Figata di cover, fa molto Call of duty, mi paice MI PIACE...
INFORMAZIONI
2011
EBM Records
Heavy/Thrash
Tracklist
1. Warmonger
2. With Blood and Vengeance
3. Armor Column
4. Where There’s a War, There’s a Way
5. Dictator’s Whore
6. Rattenkrieg
7. We Breath Extinction
8. Maximum Collateral Damage
Line Up
Jeff Andrews (Voce)
Ray Russell (Chitarra)
Noah Carpenter (Chitarra)
Tom Barber (Basso)
John Grassburner (Batteria)
 
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