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Nemesea - The Quiet Resistance
( 2797 letture )
The Quiet Resistance, l'ultimo lavoro dei Nemesea, mi fa conoscere questa band targata Napalm Records proveniente da Groningen che nasce nel 2002 dal progetto della cantante Manda Ophuis e dal chitarrista Hendrik Jan (HJ) de Jong; in seguito alla pubblicazione di due album (Mana nel 2004, In Control nel 2007) tramite una piccola etichetta tedesca e ad un'innovativa "etichetta" indipendente, debuttano con quest'ultimo lavoro che si codifica come un intreccio tra rock, elettronica, pop e sinfonico.
Su quest'album, di idee per la testa me ne sono passate davvero molte, ma temo che la prima e più permanente delle sensazioni sia stata quella di catalogarlo come "facile".
Perchè?
Direi di cominciare dall'inizio: ho dedicato il primo ascolto a The Quiet Resistance ancora un bel po' di tempo fa, ma a causa di improrogabili impegni di studio, non ho potuto dedicarmi subito alla scrittura, bensì solamente all'ascolto.
Mi chiederete: e con ciò?
Il punto, è che da quel primo ascolto fugace e quasi distratto, i brani hanno girato nella mia testa in modo quasi ossessivo, al punto da sentirmi fortunata nell'avere tra le mani non solo queste, bensì anche altre canzoni fatte col medesimo stampino, che possedevano tutto il diritto di fare a cazzotti con quelle di quest'album per decidere chi sarebbe stata la prima a passare per il mio media player mentale.
Ed infine, vi domanderete: ne vale la pena?
Questa si rivela decisamente la domanda più complessa. Lasciandomi ancora una volta cogliere da ispirazioni dantesche, collocherei The Quiet Resistance decisamente tra gli ignavi: nè bene, nè male (un po' come è sempre stato il mio rendimento scolastico...).
Per darvi una spiegazione maggiormente esaustiva, l'album si avvale (in buona parte) di brani che possiedono una struttura apprezzabile, si articolano in modo interessante ma sono per la maggior parte realizzati in modo approssimativo, soprattutto per quanto riguarda le linee melodiche, le quali risultano: nel caso della tastiera piuttosto monotone, nel caso della voce imprecise, deboli o addirittura stonate.
Ciò nonostante il risultato complessivo scorre piuttosto velocemente, senza particolari intoppi, e se ascoltato superficialmente risulta abbastanza piacevole, anche se un po' ripetitivo.
I brani, di fatto, si possono dividere semplicisticamente in brani veloci e brani lenti, seppur le due categorie non siano separate nettamente.
Riferendoci ai primi, questi presentano spesso una struttura piuttosto piacevole e ben studiata; ben riuscite risultano essere le accelerate, così come i rallentamenti, entrambi realizzati ad hoc per creare una buona dose di suspance, come accade ad esempio per Caught in the Middle; anche Afterlife, del quale è disponibile il video, si configura come un brano piuttosto pieno e dalle melodie coinvolgenti, anche se monotono per quanto riguarda la ritmica.
Per quanto riguarda invece la categoria dei brani lenti, questi rientrano in tutto e per tutto nella sfera del commerciale: le melodie sono di grande semplicità, ed è proprio qui che purtroppo si sentono le maggiori imprecisioni vocali. If You Could ne è un esempio lampante: la parte strumentale, di immensa semplicità e purezza, quasi collide con la voce, che risulta, nei momenti che dovrebbero definirsi dolci, addirittura stridente.
Infine, quella tipologia di brano che si può definire solamente come una mescolanza delle due precedenti, è risultata alle mie orecchie come la più interessante: i pezzi qui hanno la possibilità di crescere e divenire maggiormente espressivi, alternando momenti pacati ad altri più veloci: I Live si caratterizza per una coinvolgente parte iniziale di piano e voce (che questa volta risulta molto più precisa) che si sviluppa in una parte più veloce, tuttavia molto ben collegata alla precedente; la situazione, pur ripetendosi più volte allo stesso modo, non risulta noiosa, ma costruttiva.
Ci sono, tuttavia, un paio di brani che ho ritrovato piuttosto insoliti che ero intenzionata inizialmente ad inserire nella sopraccitata categoria, ma che, un ascolto dopo l'altro, si sono rivelati inclassificabili: sto parlando di Stay With Me e di Rush, due track caratterizzate da forti sonorità elettroniche nelle parti "lente" e da melodicità molto sinfoniche in quelle "veloci". Queste si districano in un continuo passaggio tra i due stili, espediente che si rivela senza dubbio efficacissimo: questo riesce infatti a caricare i brani (riferendoci ai momenti sinfonici) senza però ricadere in una perdita di mordente nel fare ritorno alla strofa (ovvero la parte elettronica); questi due brani, si sono rivelati, a mio avviso, i migliori dell'album.
Per concludere, ho mediamente apprezzato il lavoro fatto sui suoni di quest'album, nonostante questi non mi abbiano lasciata particolarmente coinvolta nè abbagliata.

Nell'insieme, The Quiet Resistance si presenta come un lavoro che non emerge particolarmente e rimane costantemente pacato, pur senza scadere nel cattivo gusto o nel mal realizzato.
Consigliato agli amanti delle sonorità più commerciali ed elettroniche!



VOTO RECENSORE
65
VOTO LETTORI
42.57 su 35 voti [ VOTA]
Undercover
Martedì 7 Febbraio 2012, 19.08.23
16
Lo sto riascoltando in questo momento, confrontato con quello dei Lacuna è quasi un capolavoro.
9Fede9
Martedì 7 Febbraio 2012, 17.53.44
15
Avete presente The unforgiving, ultima fatica dei Within temptation? Ecco, rendete il tutto ancora più commerciale, preparate un bel lotto di buone canzoni, ma non sullo stesso livello dei loro conterranei più noti e mettete una cantante davvero carina al posto di Mrs. Sharon den Adel: eccovi i Nemesea di The quiet resistance! Se ascoltassi pop rock: voto 75 Ascoltando principalmente dark metal: voto 60 E' tutta una questione di gusti, il prodotto non è affatto male...
Celtic Warrior
Venerdì 13 Gennaio 2012, 13.23.12
14
Bella rec. Snow , Io a scuola ero appena sopra la sufficenza come questo album , orecchiabile !!!
si come no
Domenica 8 Gennaio 2012, 4.02.02
13
A me fanno cagare. Ma non la cantante.
Eris
Sabato 7 Gennaio 2012, 21.56.16
12
Scusate, ma chi ha mai detto che questo disco sia metal? Perché si parla di cercare il metal con il lanternino? È un rock elettronico tendente al pop, anche se meno rispetto al precedente album. I Nemesea non fanno metal! Embè? Io trovo che questo album sia ottimo, uno dei migliori album del 2011. Diventa un brutto album se lo si considera metal, ma è chiarissimo che non lo è. Neppure "pop metal"! L'etichetta giusta sarebbe "rock elettronico", pure con influenze pop. Io ascolto di tutto, me ne frego del genere. Questo album mi è piaciuto moltissimo: orecchiabile, accattivante, ben fatto, elegante nella sua semplicità, con delle melodie che entrano in testa e non escono più. Non l'ho mai considerato metal, e mi va bene così. Sono commerciali, ma non in senso negativo. Dipende tutto da cosa si cerca. Ovvio che se cercate metal, i nemesea non sono per voi. Ma come non lo sono i Coldplay, i Muse, i Subsonica o gli U2 (tanto per far nomi conosciuti.). E non c'è nulla di male, basta esser chiari.
Luca \\\\\\\\\\\\
Giovedì 5 Gennaio 2012, 17.38.37
11
Colloco i Nemesea una spanna sotto i vari Within Temptation, Evanescence ed Epica. I continui ammiccamenti nei confronti della musica elettronica li trovo a dir poco fuori luogo. In questo disco il metal lo possiamo cercare con il lanternino.
spadaccinonero
Lunedì 2 Gennaio 2012, 17.52.13
10
che svista... (: ho preso napalm x nuclear... (: che figura (:
Cuordipietra
Lunedì 2 Gennaio 2012, 16.01.16
9
decisamente superflui.
GioMasteR
Lunedì 2 Gennaio 2012, 15.53.33
8
Spadaccinonero l'etichetta in questione è la Napalm. Per una volta tanto che la Nuclear non c'entra nulla..
Sabbracadabra
Lunedì 2 Gennaio 2012, 15.42.14
7
C'è di peggio in giro, un pò leggerini ma ascoltabili, il disco precedente (In Control) è un pò più "metal" e ispirato.
Undercover
Lunedì 2 Gennaio 2012, 15.28.37
6
Spadaccinonero dove hai vissuto negli ultimi quindici anni?...
spadaccinonero
Lunedì 2 Gennaio 2012, 15.20.57
5
mi è caduto un mito... nuclear blast dietro sta roba... porca miseria l'etichetta dei Meshuggah sponsorizza sta cosa...
Marco
Lunedì 2 Gennaio 2012, 15.11.57
4
fantastici, molto easy-listening ma se tutto il pop fosse così! decisamente molto più freschi degli evanescence.......anch'io mi sono molto divertito ad ascoltarli. Per me un 75 se lo meritano, disco notevole e molto piacevole e personalmente abbastanza originale.
Undercover
Lunedì 2 Gennaio 2012, 14.52.36
3
Boh io non ho passione per questo tipo di proposta, eppure non posso negare che questo disco mi ha "divertito" non poco, ha reso le mie giornate spensierate, diciamo che al posto di metter su la radio con del "pop" del cazzo ho ascoltato loro che pur avvicinandosi nettamente a quel tipo di mondo hanno però qualcosa di gradevole, sono elementari quasi da possibile "classifica" però mi son andati giù e questo mi basta. Il voto non potrebbe mai andare oltre il sei di stima.
Autumn
Lunedì 2 Gennaio 2012, 14.49.06
2
Mi avvicinai a loro anni fa incuriosito dal progetto sellaband, di cui furono il primo gruppo a raggiungere il cospicuo budget per la produzione di un album (In Control in quel caso) grazie al contributo dei cosiddetti believers (ed io ero tra quelli). La loro proposta è dichiaratamente ultra-commerciale, e viene ribadita in questo disco. Diciamo che con i canali giusti le loro canzoni avrebbero un potenziale "virale" non secondo ai più blasonati Evanescente e compagnia cantante, ma tant'è...
Straisand
Lunedì 2 Gennaio 2012, 14.47.20
1
Finlmente un disco decente di qusta band.. Gli ultimi lavori si facevano alquanto desiderare....
INFORMAZIONI
2011
Napalm Records
Pop Metal
Tracklist
1. The Quiet Resistance
2. Caught in the middle
3. Afterlife
4. Whenever
5. If you could
6. High enough
7. Say
8. It's over
9. I live
10. Stay with me
11. Rush
12. Release me
13. 2012
Line Up
Manda - Vocals
HJ - Guitars
Sonny - Bass
Frank - Drums
Lasse D-Keys
 
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