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Cathedral - A New Ice Age Ep
( 4697 letture )
In un prezioso Ep da 12’’, uscito per la Rise Above Records e il cui artwork reca la firma di Dave Patchett, arriva questo A New Ice Age, penultimo lavoro in assoluto dei Cathedral.

Accompagnato dalla dicitura: “Special editions of 100 white and 200 transparent blue, both including A2 poster will be on sale exclusively at the bands Farewell show (plus Grand Magus, Comus & Gentleman's Pistols) on Saturday December 3rd at London's HMV Forum, Kentish Town”, A New Ice Age è, nelle sue due tracce - vale a dire Open Mind Surgery per il side one e Sabbadaius Sabbatum per il side two - l’EP finale, a cui seguirà - stando alle dichiarazioni del gruppo - The Last Spire, in uscita per il 2012 e posto a chiusura di una carriera durata ventidue anni.

Dieci album da studio, sei EP (contando i sopra citati): la band di Coventry non si è fatta mancare nulla nella sua lunga carriera, diventando l’egida, insieme a bands come Electric Wizard e Wtchfinder General, del doom britannico.

Ripercorrere la carriera dei Cathedral è come fare un tuffo nell’abisso, riconoscendo a Lee Dorrian e soci il merito di aver saputo creare atmosfere, mondi sommersi, melodie caustiche e non facilmente riproducibili.
Che piaccia o meno il sound che la band ha orgogliosamente proposto in tutti questi anni, tra album in studio e live, certo è che il loro spasimo musicale ha deciso di arrestarsi nel 2011: A New Ice Age, a cui seguirà il definitivo The Last Spire, chiude in maniera coerente la carriera dei Cathedral, in qualche modo instillando negli unici due brani presenti le spinte creative che hanno contraddistinto la band, portandola dal suono più veloce ed estremo degli esordi alla successiva aderenza ad un doom di gruppi come The Obsessed, Candlemass, Saint Vitus, ma anche degli intramontabili Pentagram e Black Sabbath, con la chiara volontà, da sempre ripetuta nel corso delle interviste dal vocalist Lee Dorrian, di creare qualcosa di ancora più singolare, libero da schemi, più lento e più sepolcrale.
Non sempre guardare al proprio passato contribuisce a far affiorare la giusta linfa creativa, bisogna dirlo: due brani da circa sette minuti ciascuno possono riuscire nel difficile compito di canalizzazione degli sforzi creativi seguiti in anni di carriera solo se ogni elemento viene posizionato e perfezionato al livello giusto. E, nel caso dei Cathedral, beh, possiamo dire che il gruppo abbia centrato il bersaglio.

Side one: Open Mind Surgery. Chirurgia applicata al cervello ad alto livello, condotta con l’esplorazione musicale: la transiberiana doom dei Cathedral parte alla grande. La robusta sezione ritmica firmata da Dixon (batteria) e da Carlson viaggia compatta, snodandosi tra mid tempos inesorabili, stacchi che affondano nelle orecchie come lame costituendo la perfetta e simbiotica base per al chitarra di Gaz Jennings. Downtuning, pentatoniche scoperchiate che sguazzano nel fango di wah wah pesanti e suoni fuzz presi in prestito persino, a tratti, dalla scena del desert rock - con richiami agli Earthling? - e arrivano quasi alla ritualità delle desert sessions, culla dei Kyuss e del movimento desert stesso.

E poi, a scombinare le carte in tavola, eccolo, il momento più alto: il tempo viene cambiato, i riffs di Jennings sembrano obbedire alle spettrali spoken words declamate da Dorrian. Eppure, tutto dura un istante: il vortice doom torna ad inghiottire tutto, trascinando l’ascoltatore in Sabbadaius Sabbatum (Side two): esoterica, occulta, penetrante e totally Cathedral style. Il brano incarna forse la parte più matura della carriera della band, allo stesso modo in cui Open Mind Surgery può essere letta come un’analisi (chirurgica, certo, ed elegante allo stesso tempo) della prima tranche della loro parabola musicale.
Qui sono Jennings e Dorrian a prevalere: in un continuo mordersi, ringhiarsi, la voce affamata di rabbia chiama melodie dall’oltretomba. Peccato solo che questo sia l’ultimo gradino al Piano Superiore.



VOTO RECENSORE
89
VOTO LETTORI
47.34 su 23 voti [ VOTA]
il vichingo
Martedì 10 Gennaio 2012, 18.11.32
10
Uao ti ringrazio piggod ho ascoltato qualche traccia e mi è piacciuto parecchio! Grazie ancora.
piggod
Domenica 8 Gennaio 2012, 23.45.34
9
Electric wizard - electric wizard, poi cambieranno e svilupperanno una loro precisa identità,tuttavia questo disco è totale adorazione per Forest of equilibrium.
il vichingo
Domenica 8 Gennaio 2012, 20.38.45
8
Ti ringrazio piggod in effetti hai ragione ma penso che compreró Forest of equilibrium proprio perchè vado letteralmente matto per quel tipo di doom, dopo pochi ascolti mi affascinava enormemente! A proposito: c'è qualche anima santa che mi indica qualche disco doom musicalmente simile a Forest of equilibrium?
piggod
Domenica 8 Gennaio 2012, 20.27.02
7
@il vichingo: Forest of equilibrium è un gran disco, tuttavia, se questo ep ti ha affascinato, ti avviso che il doom proposto nelle due uscite diverge parecchio.
il vichingo
Domenica 8 Gennaio 2012, 9.52.52
6
Da poco ho cominciato ad appassionarmi al doom (tranne il drone che proprio non mi va giù ) e devo dire che questo EP mi affascina... penso che a breve comprerò il loro debut Forest of Equilibrium!
Witchcraft
Domenica 8 Gennaio 2012, 4.25.43
5
mooooolto belle....condivido appieno il pensiero di lynda..
Kupu
Venerdì 6 Gennaio 2012, 15.57.36
4
Due ottimi pezzi, aspetto con ansia....
piggod
Giovedì 5 Gennaio 2012, 23.58.03
3
Le canzoni sono effettivamente ottime. Trattasi però solo di un antipasto prima della portata principale che spero concluda nel miglior modo possibile una carriera straordinaria.
Kryptos
Giovedì 5 Gennaio 2012, 20.38.44
2
Sempre grandissimi i Cathedral.
Greatest_Tiz
Giovedì 5 Gennaio 2012, 14.48.20
1
Un altra piccola grande perla..
INFORMAZIONI
2011
Rise Above Records
Doom
Tracklist
1 - Open Mind Surgery
2 - Sabbadaius Sabbatum
Line Up
Lee Dorrian (vocals)
Gaz Jennings (guitar)
Scott Carlson (bass)
Brian Dixon (drums)
 
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