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Anthem - Anthem
( 1474 letture )
Scommetto che molti di voi si stanno chiedendo chi siano questi Anthem. Se non li avete mai sentiti nominare prima d’ora e vi sentite degli “ignoranti del metallo”, tranquilli, potete placare i vostri sensi di colpa e leggere con serenità questa recensione. Come potrete intuire dai nomi dei quattro musicisti, la formazione in questione arriva dal lontano Giappone, dove, peraltro, può vantare una certa fama; dalle nostre parti, invece, la band è sconosciuta ai più, anche se costituisce per alcuni intenditori e/o collezionisti una chicca del proprio archivio musicale.
Gli Anthem sono in attività dal 1981 e, ad oggi, hanno all’attivo ben 14 album, l’ultimo dei quali, Heraldic Device, è uscito nel 2011.

L’omonimo platter, uscito nel 1985 per Roadrunner Records, fu il primo di questa lunga serie e lanciò il quartetto sulla scena giapponese grazie ad una proposta semplice ma efficace. Abbiamo a che fare, infatti, con un heavy metal lineare ed ancora “sporco”, con dei cori potenti e qualche tocco epico. Hiroya Fukuda ci offre dei riff aggressivi ma comunque un po’ “ruffiani”, oltre a degli assolo ricchi di intensità; Naoto Shibata (veloce e solido al basso) e Takamasa Ohuchi (preciso alla batteria) riescono ad assicurare una buona struttura di base ai vari pezzi; Eizo Sakamoto dimostra di possedere una voce potente anche se non molto duttile e non sempre impeccabile.
I testi degli Anthem, inoltre, presentano una peculiarità sicuramente non comune: i nostri alternano parti in giapponese (la maggior parte) ad altre in inglese (specie nei cori).
Sicuramente non siamo al cospetto di una pietra miliare dell’heavy metal, tuttavia alcuni dei brani qui contenuti meritano sicuramente l’ascolto: penso, ad esempio, all’opener Wild Anthem (diretta e coinvolgente), a Turn Back to the Night (in cui Sakamoto e Fukuda si esaltano) ed a Blind City (per certi aspetti “manowariana”).

In conclusione, Anthem è un album piacevole ed interessante, seppur privo di veri picchi qualitativi. Certo, se questi quattro ragazzi fossero nati in Inghilterra e non in Giappone, forse ora parleremmo degli Anthem come di un’ottima band NWOBHM. Ma questa è un’altra storia…



VOTO RECENSORE
73
VOTO LETTORI
37.17 su 23 voti [ VOTA]
embryo6
Lunedì 11 Aprile 2016, 23.29.55
2
In realtà sono moltissime le band giapponesi (e non solo in ambito metal) ad alternare parti vocali in giapponese ad altre in inglese... dettagli linguistici a parte, questo è sicuramente un buon disco di debutto, molto omogeneo, con tutti i brani che si mantengono più o meno sullo stesso livello... sono infatti d'accordo con il recensore sul fatto che all'album manchino dei veri e propri picchi qualitativi, ed è forse questo il suo limite. Indubbiamente i lavori successivi di questa band sono stati più maturi ed articolati. P.S. assolutamente d'accordo con la tua considerazione finale, purtroppo sfondi una porta aperta
nerchiopiteco
Domenica 8 Luglio 2012, 11.15.56
1
Grandissima band!! Con questo doppia lingua mi hanno sempre ricordato i tom cat con tough boy...fomento totale
INFORMAZIONI
1985
Roadrunner Records
Heavy
Tracklist
1. Wild Anthem
2. Red Light Fever
3. Lay Down
4. Racin’ Rock
5. Warning Action
6. Turn Back to the Night
7. Rock 'n' Roll Stars
8. Blind City
9. Star Information
10. Steeler
Line Up
Eizo Sakamoto (Voce)
Hiroya Fukuda (Chitarra)
Naoto Shibata (Basso)
Takamasa Ohuchi (Batteria)
 
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