Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Evergrey
The Atlantic
Demo

BlurryCloud
Pedesis
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

01/03/19
QUEENSRYCHE
The Verdict

01/03/19
CLIMATE OF FEAR
The Onset of Eternal Darkness

01/03/19
HEAUME MORTAL
Solstices

01/03/19
CARTOGRAPHS
Wilt & Blossom

01/03/19
WHILE SHE SLEEPS
So What?

01/03/19
MARK MORTON
Anesthetic

01/03/19
IN FLAMES
I, The Mask

01/03/19
DARKWATER
Human

01/03/19
BROWBEAT
Remove the Control

01/03/19
DER WEG EINER FREIHEIT
Live In Berlin

CONCERTI

23/02/19
BUCKCHERRY + GUESTS
ROCK PLANET - PINARELLA DI CERVIA (RA)

23/02/19
...AND YOU WILL KNOW US BY THE TRAIL OF DEAD
COVO CLUB - BOLOGNA

23/02/19
UNDISPUTED ATTITUDE FESTIVAL
DEFRAG - ROMA

23/02/19
SATAN + RAM + SCREAMER
CIRCOLO ARCI MU - PARMA

23/02/19
OPERATION MINDCRIME
MEPHISTO - ALESSANDRIA

23/02/19
PROSPECTIVE
DA MONSTAS - PORTO POTENZA (MC)

23/02/19
NANOWAR OF STEEL
FUORI ORARIO - TANETO (RE)

23/02/19
FORGOTTEN TOMB + GUESTS
BOCCIODROMO - VICENZA

23/02/19
BLACK THERAPY + EVIL NEVER DIES
EVILUTION CLUB - ACERRA (NA)

23/02/19
ENUFF Z' NUFF + SISKA
REVOLVER CLUB - SAN DONA' DI PIAVE (VE)

Wild Shooter Band - Inside
( 3073 letture )
I Wild Shooter Band sono un gruppo romano che ha scelto di fare del southern rock in pieno stile americano la propria bandiera: esatto, southern rock, il sottogenere del rock che negli anni ’70 conobbe una popolarità notevole grazie alla sua sapiente miscela di elementi rock, blues ed anche country. Chi di voi, del resto, non ha mai ascoltato un brano degli Allman Brothers Band o dei Lynyrd Skynyrd, indubbiamente fra i padri del southern, rimanendone più che soddisfatto? Ed allora, quest’oggi, vedete assieme a me se sia il caso di rimanere soddisfatti anche del lavoro di questi nostri connazionali nonché miei concittadini.

Il lavoro che i Nostri ci presentano è titolato Inside e si tratta del loro secondo lavoro in studio in nemmeno sei anni di attività, dopo il precedente On the Road targato 2008. L’album si apre con Never Come Back, che mette fin da subito in risalto un’interessante commistione fra chitarre, a tratti entrambe elettriche ed a tratti una elettrica ed una acustica. Il brano in sé, forse, stenta a decollare al 100%, ma non si può negare che si tratti di una traccia assai interessante per le soluzioni musicali proposte. Va meglio, dal punto di vista strettamente legato al “pathos”, con la seconda traccia, Sexy Thing, parimenti interessante dal punto di vista musicale e certamente più ricca di mordente rispetto alla traccia che la precede. Smokey Chicago inizia con una chitarra in palm mute per poi decollare nuovamente fra pirotecnici giochi alla sei corde in sottofondo e, a mio giudizio, si mette in risalto anche per l’ottima prestazione del cantante Alex Tarani, forse qua nella sua resa migliore. Chiaramente, anche se finora ho espresso i miei complimenti esclusivamente ai due axemen Marco Bartoccioni e Antonio Molinari ed al succitato cantante, sono da sottolineare anche le prestazioni degli altri membri del gruppo, meno in evidenza, ma certamente molto sostanziali. La tastiera di Francesco Santalucia, in particolare, non si lascia andare ad arditi arzigogoli musicali, bensì tesse un sottofondo semplice ed efficace (come è evidente nella valida Round…Around). I Can See You, brano leggermente più lento dei suoi predecessori, mette in risalto una probabile influenza dei celebri Eagles, mentre Tricky Woman è una traccia più tipicamente hard rock debitrice dei già citati Lynyrd Skynyrd; peccato solo per il ritornello, interessante dal punto di vista della melodia, ma un pochino privo di quella “potenza” necessaria a convincere del tutto. O, perlomeno, necessaria a convincere del tutto il sottoscritto. When I Look at the World è il brano più country incontrato finora, soprattutto nel suono delle chitarre e si caratterizza, stavolta, per un ritornello assai azzeccato, anche per merito della doppia voce. Il disco si avvia verso una buona conclusione con le due tracce successive, ben fatte ma prive di ulteriori elementi da sottolineare, prima che i Wild Shooter Band ci sorprendano: Why You Told Me to Go?, difatti, incomincia con un’intro di violino, che poi vede affiancarsi un piano e, per pochi istanti, anche un mandolino. Beninteso, si tratta di una traccia abbastanza prevedibile nella sua evoluzione, ma non si può negare che sia una traccia assolutamente eccellente, indubbiamente fra le migliori dell’intero Inside.

I nostri amici romani, insomma, centrano il loro bersaglio: gli unici appunti che gli si possono fare sono una lieve (ed inevitabile) mancanza di originalità in alcune soluzioni proposte e, come evidenziato già in sede di analisi delle singole tracce, lo scarso pathos di alcuni momenti, che potevano forse essere gestiti meglio dal gruppo. Per il resto, accendete il lettore e godetevi l’album, perché nel suo genere si tratta di un lavoro davvero ben fatto.



VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
55.25 su 32 voti [ VOTA]
Lizard
Giovedì 19 Gennaio 2012, 19.13.54
1
Messi in lista!!! Il southern non è un genere che in Italia trovi un grande pubblico, complimenti quindi alla band per aver osato di essere solo se stessi. In bocca al lupo!!
INFORMAZIONI
2011
Revalve Records
Southern Rock
Tracklist
1. Never Come Back
2. Sexy Thing
3. Smokey Chicago
4. Round…Around
5. I Can See You
6. Tricky Woman
7. When I Look at the World
8. The Golden Eagle
9. The Crown of Fools
10. Why You Told Me to Go?
Line Up
Alex Tarani (Voce)
Marco Bartoccioni (Chitarra)
Antonio Molinari (Chitarra)
Francesco Santalucia (Tastiera)
Silvano Lentini (Basso)
Gianfanco Vitagliano (Batteria)
 
RECENSIONI
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]