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Nocte Obducta - Verderbnis - Der Schnitter kratzt an jeder Tür
( 2484 letture )
Maledette reunion!
E' noto dall'alba dei tempi che quando il flusso degli artisti si esaurisce questi sono "obbligati", per forza di cose, a prendersi una cosiddetta pausa, un momento di riflessione o -nel migliore dei casi- (soprattutto se si deve andare incontro a una propria intima coerenza) si mette fine al proprio progetto.
Così fecero un paio di anni fa i Nocte Obducta, formazione teutonica con un esiguo ma decisivo numero di fan al loro seguito. Una band incredibilmente lunatica ed eclettica che nella coda della propria carriera è riuscita a comporre due dischi di black metal dalle tinte progressive di rarissima fattura (Nektar parte I e II). Fino allo split-up agli inizi del 2008 che è coinciso con la pubblicazione di una sorta di album postumo: Sequenzen einer Wanderung che è stata la punta di diamante di questo combo; un improbabile ma riuscitissimo mix di Pink Floyd, blackmetal e la new wave più psichedelica di A Flock of Seagulls, Aztec Camera e Teardrop Explodes... un melting-pot veramente fuori da ogni credibilità ma realizzato con una concezione più unica che rara, con un approccio personalissimo (con qualche richiamo ai primissimi Opeth) e un'elaborazione del songwriting morbida ed elastica che passa da ogni stile musicale sopra elencato senza incombere in intoppi o in gap.
Già i fan più oltranzisti della band avevano storto il naso ascoltando questi due lunghissimi capitoli e forse questo è anche il motivo per cui il leader Marcel ha deciso di porre una croce sopra la sua creatura per riformarla col dark post-rock dei Dinner auf Uranos (passando anche per un altro divertissement targato Kamera Obskur).

La voce della reunion dei Nocte Obducta è suonata strana fin dall'inizio. Osservando quella foto promozionale che inquadrava i membri della band all'interno di una wunderkammer settecentesca e dai connotati grotteschi subito balenavano alla mente dei pregiudizi poco confortanti.
E i successivi piccoli passettini che hanno preceduto la musica non sono stati così rivitalizzanti. Si parlava di un ritorno al black metal e di sonorità più dirette e old-school. E lo conferma la copertina imbarazzante di questo Verderbenis.
Non basta più aggiungere un paio di effetti a quelle chitarre, che ora appaiono quasi cibernetiche, per sdoganare il tipo di black metal ora proposto.
Dei vecchi Nocte Obducta c'è rimasto solo il logo. Musicalmente siamo in mezzo al crocevia che uniscono i Carpathian Forest meno groove e gli Enslaved meno epici (quelli di Blodhemn o Mardraum, insomma). La voce disperata di Marcel può ancora impressionare qualcuno, mentre le seconde linee vocali rasentano l'imbarazzante a causa di quello starnazzìo.
Il dilemma in questo Verderbnis inizia e finisce con se stesso. Se da un lato ci troviamo di fronte a un songwriting anche invidiabile per la media degli act black metal, il paragone col passato spazza via qualunque dei migliori propositi che si possono affibbiare a questo disco.
Le influenze gorgorothiane di Schlachtenflieder, il black'n'roll costellato di armonici catchy di Niemals gelebt sono quanto meno estranei dal percorso dei nostri tedeschi.
E' molto triste vedere dove si è andato ad arenare questo magnifico vascello una volta che si pone l'orecchio a El Chukks Taverne e ai suoi connotati shininghiani -quelli ultimi ovviamente- (con tanto di riff rubati a Freezing Moon).
E se anche, ogni tanto, emergono degli interessanti fraseggi di pianoforte (Wenn ihr die Sterne seht) o di synth (Tiefrote Rune), conferiranno un risultato pressoché sterile al resto della composizione. Anche Schweißnebel pare configurarsi come un improbabile anello di contatto fra i Nocte Obducta odierni e le sperimentazioni dei fratelli Kamera Obskur.
Mettendomi una mano sul cuore riesco anche a comprendere che ormai Marcel e soci non siano più in grado di comunicare le proprie sensazioni attraverso un tipo di black metal "canonico", e il percorso intrapreso con gli ultimi capitoli di questa saga lo conferma; e lo conferma anche il fatto del passaggio di testimone ai Dinner auf Uranos.
Quello che non si spiega è un album come questo, un ritorno sulle scene totalmente inconcepibile.



VOTO RECENSORE
50
VOTO LETTORI
27.45 su 20 voti [ VOTA]
Le Marquis de Fremont
Mercoledì 15 Febbraio 2012, 13.56.20
5
Uhmmm... sono d'accordo col recensore. Hanno fatto cose mooolto migliori, sopratutto Nektar e anche Sequenzen... non mi era dispiaciuto. Si sente che è forzato e che il songwriting è mediocre. Quasi come grigio presagio del contenuto, anche la copertina in stile "demo fatto con la stampante", è scadente.
BILLOROCK fci.
Mercoledì 18 Gennaio 2012, 9.16.20
4
La lingua tedesca sta al metal duro come il parmigiano sulla pasta, ottimo !! Per lo meno la lingua teutonica da ancor di più il senso di durezza metal alle canzoni... oh yaaa rein raus... rein raus...
barnaba
Lunedì 16 Gennaio 2012, 21.33.10
3
sembra rifarsi ad un loro vecchio album "schwarzmetall" ma con scarsi risultati... -.- i miei preferiti restano "lethe" e "galgendammerung"
Undercover
Lunedì 16 Gennaio 2012, 19.23.40
2
Oddio Moro che "Blodhemn" sia meno epico... ma direi che è proprio un punto di vista personale. Su una cosa sono d'accordo questi non sono i Nocte Obducta, dove sono finiti i lampi di genio dei tedeschi? Quei momenti più schizzoidi e psych? Dove sono finite quelle ritmiche che ti sorprendevano con cambi di stile quasi "improvvisati"? Concordo altresì con Piggod che il disco scorre, magari un po' più della sufficienza se la tira pure, però conoscendone il passato ma avendo anche comprato i Dinner Auf Uranos che non nego mi siano piaciuti, mi attendevo molto ma molto di più... un altro come-back evitabilissimo.
piggod
Lunedì 16 Gennaio 2012, 19.13.12
1
Su dai, non esageriamo. Il disco non è poi così male. Certo, la genialità dei tempi andati è lungi dall'essere raggiunta, tutto sommato però non è un lavoro deprecabile.
INFORMAZIONI
2011
MDD
Black
Tracklist
1. Tiefrote Rufe
2. Schlachtenflieder
3. Schweißnebel
4. Niemals Gelebt
5. El Chukks Taverne
6. Obsidian Zu Pechstein
7. Wenn Ihr Die Sterne Seht
8. Verderbnis
Line Up
Marcel Traumschänder - Guitars, Bass, Vocals, Keyboards
Matze - Drums
Draghkar - Guitars, Vocals
Flange - Keyboards, Vocals
 
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