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Deftones - Saturday Night Wrist
( 5138 letture )
California, ottobre 2006.
E' legittimo ricorrere ad un'etichetta o ad una definizione di comodo per descrivere le caratteristiche espressive di un gruppo, o per definire le peculiarità di una determinata scena musicale? Se la risposta a questa domanda fosse, come molti appassionati sostengono, un sì, ai fini della cronaca diremmo subito che il Nu-Metal, il genere che, proponendo una commistione di stili antitetici, ha fortemente caratterizzato la musica rock a cavallo fra gli anni '90 e gli anni '00, sta ora attraversando un'importante fase di crisi.
Da qualche tempo le principali band protagoniste di questa rivoluzione musicale vivono un momento di inaridimento espressivo e di mancanza di ispirazione genuina. Il fenomeno sembra addirittura essere generalizzato. Facciamo qualche esempio? Basta fare per un attimo mente locale per accorgersi che i Korn, con See You on the Other Side e l'abbandono del chitarrista Head pare abbiano imboccato il viale del tramonto, o che un'altra band di riferimento come i Coal Chamber appartiene, ormai da anni, alla storia della musica. Quanto agli ormai universalmente noti Linkin Park, parola di Mike Shinoda in persona, sembra non si siano mai riconosciuti parte di questa cricca.

Tutto perduto, direte voi? Non proprio. Non proprio perché con Saturday Night Wrist, il 31/10/2006, i Deftones portano a compimento quel percorso di rinnovamento stilistico iniziato qualche anno prima con il già acclamato White Pony del 2000 e proseguito poi con il seppur meno riuscito Deftones del 2003.
Alla band di Sacramento riconosciamo subito il grande merito di essersi saputa costantemente mettere in discussione. Nel corso degli anni, disco dopo disco, la formazione guidata da Chino Moreno ha arricchito il proprio sound con elementi sempre nuovi, ha osato laddove altri hanno preferito ripetere all'infinito il proprio consumato canovaccio, il tutto senza denaturarsi troppo o scadere nel becero commerciale. Di contro, inevitabilmente, tutto ciò ha fatto discutere gli addetti ai lavori e ha probabilmente allontanato, alcuni fra i più intransigenti fans della prima ora. Come per i precedenti due lavori, anche in questo caso, il codice interpretativo sembra essere lo stesso: si sperimentano soluzioni inedite in funzione della resa emozionale del pezzo, non avendo paura dei vari cambiamenti di scenario. La scelta di produttori come Shaun Lopez, già cantante dei Far, e Bob Ezrin, già collaboratore dei Pink Floyd, sembra -una volta di più- avvalorare quest'impressione.
Venendo all'analisi dei pezzi più significativi, diremmo subito che l'overture è assegnata a Hole In The Earth, vero e proprio manifesto del nuovo corso. Un brano che ridefinisce il concetto stesso di power-ballad, impregnato di atmosfere malinconiche e claustrofobiche; caratterizzato, dal punto di vista tecnico-stilistico da batterie molto potenti e da chitarre -accordate un tono sotto lo standard, quindi in re- che fanno un uso massiccio del distorsore. Il disco procede poi fra alterne fortune; allo screamo distorto, graffiante quanto efficace, con cui Chino Moreno interpreta Rapture, si contappongono middle-time abbastanza noiosi e francamente inutili come Beware o Cherry Waves. Superfluo anche il cameo di Serj Tankian dei System Of Down, che interpreta -senza per altro brillare troppo- Mein, una canzone che ci appare non efficacemente messa a fuoco che sembra, in tutta onestà, fare il verso a certe produzioni dei System Of A Down. Fra i nostri pezzi preferiti troviamo invece Pink Cellphone, azzeccatissimo episodio new wave che sembra uscire da un disco dei Depeche Mode ed in cui, ovviamente, l'elettronica la fa da padrone; in questo caso il duetto con la cantante Annie Hardy costituisce invece un importante valore aggiunto.
Una citazione particolare la riserviamo per U,U,D,D,L,R,L,R,A,B,Select,Start, unico brano strumentale mai realizzato dalla band. Combat, invece, spicca per essere un potente rap metal che richiama per alcuni versi le dinamiche dei Rage Against The Machine.

In definitiva in Saturday Night Wrist il passato metal-core ed il variegato presente della band convivono. L'album nel complesso ci appare discreto, ma soprattutto in alcuni episodi un po' forzati, un po' troppo artificioso e non perfettamente bilanciato. Tuttavia il disco costituisce un importante e definitivo spartiacque per la carriera della band.



VOTO RECENSORE
65
VOTO LETTORI
65.46 su 56 voti [ VOTA]
Fantastic Negrito
Mercoledì 13 Marzo 2019, 1.02.01
20
Il loro disco più particolare e "shoegaze", buonissimo lavoro, i Deftobes non hanno proprio mai commesso passi falsi. Mi lascia perplesso la recensione, come si può definire Beware e Cherry Waves pezzi noiosi e inutili? Sarebbe stato meglio affidare la recensione a qualcuno più esperto
Claudio
Giovedì 7 Marzo 2019, 22.50.41
19
Le prime quattro belle, poi il baratro con inutili sperimentalismi e pezzi brutti. L’unico vero loro passo falso
Undertow
Giovedì 21 Settembre 2017, 20.00.57
18
In effetti Floppone. Voto anche troppo alto. 60 secco.
TheFreeman
Venerdì 14 Aprile 2017, 23.33.26
17
Album profondamente fallato ma anche estremamente emozionante. Hole in the Earh, Xerces, Kimdracula, Cherry Waves e Beware bellissime, il resto purtroppo è dimenticabile (soprattutto le uniche due tracce violente, RatsRatsRats! e Rapture, davvero poco ispirate).
Havismat
Mercoledì 15 Marzo 2017, 12.01.57
16
Non lo ascoltavo da anni e l'ho ripreso oggi. Senza dubbio il loro disco peggio riuscito. Giusto il voto.
Tommaso calvino
Sabato 3 Dicembre 2016, 23.39.44
15
Questo disco è un capolavoro pieno di esperimenti e altre cose mai mixate col metal. Voto 100
Mirco Morgese
Venerdì 15 Aprile 2016, 6.50.09
14
Aspetta aspetta... passato metalcore?!?!
VomitSelf
Martedì 12 Aprile 2016, 22.30.35
13
Disco che adoro. Forse dei loro è tra quelli che ho amato di più, assieme al pony bianco e ad "Around the Fur"...
Sicknessuno
Martedì 12 Aprile 2016, 16.48.44
12
Come molti lo consideravo il peggiore, invece col tempo è entrato nell' olimpo delle perle dei deftones dal mio punto di vista. L' ennesimo 85, per me.
Nu Metal Head
Mercoledì 30 Marzo 2016, 22.34.00
11
ah ah ah, secondo me non hai inteso bene il senso della frase! il recensore molto probabilmente voleva dire che i coal chamber, essendosi sciolti nel 2003, prima dell'attuale reunion, appartenevano al passato della musica, e quindi erano già storia... che è ben diverso dall'altro senso che hai inteso tu, cioè che i coal chamber sono un gruppo talmente importante che sono entrati nella storia della musica...
Mirco Morgese
Mercoledì 30 Marzo 2016, 21.14.35
10
Coal Chamber nella storia della musica? Ma che cazzo?
AnalBag
Martedì 5 Gennaio 2016, 0.18.56
9
dei dischi dei Deftones questo è quello che passa più inosservato,forse perchè è più difficile da digerire rispetto ai precedenti ma se lasciato carburare sà regalare delle belle soddisfazzioni. Cherry Waves ha un ritornello che vede la voce di Moreno esprimersi in una incredibile dolcezza!
Matteo
Sabato 7 Settembre 2013, 17.26.33
8
Secondo me il migliore dei deftones, lo amo
Nu Metal Head
Lunedì 8 Ottobre 2012, 15.16.35
7
da quel poco che si intuisce la ragazza di questa copertina è ancora più bella di quella di around the fur... però mentre il quel caso l'angolatura aveva un senso, in questo caso il senso non ce lo vedo proprio, se non quello di mostrarci il collo della fanciulla in tutto il suo "splendore"... bah... speriamo che al 3° tentativo ci mostrino una tipa finalmente presa dal di fronte!
Deftoner
Lunedì 8 Ottobre 2012, 12.42.33
6
E' un disco stupendo, forse non il migliore dei Deftones comunque. La recensione è da censurare. "middle-time abbastanza noiosi e francamente inutili come Beware o Cherry Waves"? Beware che è una delle perle del repertorio degli ultimi Deftones? "Combat, invece, spicca per essere un potente rap metal che richiama per alcuni versi le dinamiche dei Rage Against The Machine."? Ma che cazzo? Rap metal? Ma se non c'è neanche una parte in cui si senta del rap nella canzone! Sono d'accordo sull'inutile partecipazione di Serj Tankian, ma non riesco a capire a quale canzone dei SOAD possa assomigliare Mein. Saturday Night Wrist è purtroppo il disco più sottovalutato della band, basti vedere che non si citano pezzi come Rats!Rats!Rats! e Rivière per capire con quale attenzione il recensore abbia ascoltato il disco.
freedom
Sabato 4 Agosto 2012, 13.52.43
5
Ottimo disco, nato in una situazione difficile, con la band sull'orlo dello scioglimento, fra divorzi e i problemi di droga di Chino. Atmosfere cupe e rabbiose, con un pizzico di post-hardcore stile At The Drive In. Insomma, quando gli altri grandi del NuMetal si buttavano a capofitto in soluzioni scadenti e commerciali loro sperimentavano fregandosene alla grande di tutto e tutti. IL GRUPPO NuMetal per eccellenza (riconoscendo comunque ai Korn la paternità del genere). Voto 75.
NoRemorse
Giovedì 22 Marzo 2012, 15.44.23
4
Disco melodico e malinconico, capace di farti viaggiare con la mente con le sue melodie per poi distruggerti con repentine sfuriate (vedi le due assurde rapture e Rats! rats! rats!)...lo trovo molto bello, con episodi riuscitissimi come Combat, Cherry Waves, Beware e Xerces...e come scritto nell'ottima recensione considero anche Pink cellphone veramente ottima ed ipnotizzante. Comunque sotto quel grandissimo album che sara' il seguente Diamond Eyes.
Daniele
Venerdì 3 Febbraio 2012, 22.14.06
3
Per quanto riguarda i deftones,adoro i primi due album,poi addio.
hm is the law
Domenica 22 Gennaio 2012, 17.03.23
2
Disco scarso recensione ottima
Raven
Sabato 21 Gennaio 2012, 12.09.32
1
welcome
INFORMAZIONI
2006
Maverick Records
NuMetal
Tracklist
1. Hole In The Earth
2. Rapture
3. Beware
4. Cherry Waves
5. Mein
6. U, U, D, D, L, R, L, R, A, B, Select, Start
7. Xerces
8. Rats! Rats! Rats!
9. Pink Cellphone
10. Combat
11. Kimdracula
12. Rivière
13. Drive (bonus track)
Line Up
Chino Moreno (Voce; chitarra ritmica nelle tracce 1, 3, 4, 6, 7 e 12, chitarra solista su traccia 6)
Stephen Carpenter (Chitarra solista e batteria su traccia 6, tastiere e chitarra su traccia 3)
Chi Cheng (Basso, backing vocals)
Abe Cunningham (Batteria)
Frank Delgado (Tastiere)

Musicisti Ospiti

Serj Tankian (Voce su traccia 5)
Annie Hardy (Voce su traccia 9)
 
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