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Novel Of Sin - Sound Of Existence
( 1833 letture )
Tagliano il traguardo del primo album i ravennati Novel of Sin, e lo fanno sconvolgendo il loro stile degli esordi, passando da un metalcore più tirato e catchy à la As I Lay Dying ad un massiccio incattivirsi del suono, arrivando sulla linea di confine con il death metal. Sì, avete capito bene. Un altro disco deathcore. Già. Detto tra noi, è ormai diventato davvero difficile comprendere il perché del brulicare di gruppi dediti a tale musica, incapaci di offrire la minima innovazione, e interessati a quanto pare a copiare se stessi da qui all’eternità.

Tornando a questo Sound of Existence, offre tutto quello che ci si aspetta da un prodotto del genere. Pesantezza a palate? C’è. Harsh vocals fino a sputare sangue? Presente. Braekdown? A iosa. Anzi, a volte si ha l’impressione che l’intero album sia un unico, ininterrotto breakdown, data l’estrema lentezza delle composizioni. Di accelerazioni non se ne vede neppure l’ombra. Spesso è il tecnicismo a salvare questo genere: drumming intricati ed estremi o assoli supersonici e graffianti possono essere interessanti, ma qui di tecnica ce n’è ben poca, tutto è volto a dar vita a tonnellate di batteria cadenzata e chitarre opprimenti, che ci piombano addosso senza interruzione di sorta. I Novel of Sin riescono così nel (a quanto pare non poi troppo difficile) compito di rendere la violenza musicale noiosissima: la stessa formula ripetuta per un album intero stanca, e banalizza quanto c’è di buono, che in questo caso è davvero poco.
Tutto, ma proprio tutto quello che è presente in quest’album l’avete già sentito: i riff, la voce, i breakdown (a cui va una menzione di demerito per la totale mancanza d’ispirazione), sono così canonici da essere imbarazzanti. Ascoltando l’album è perfino difficile capire quando inizia una canzone e finisce un'altra, tanto il songwriting è piatto. E, no, inserire un pezzo elettronico a fine album non migliora la situazione.

L’unica nota di personalità è la sopracitata tendenza al ritmo lento e all’abuso del breakdown. La musica del gruppo forse è più nel suo ambiente naturale in un moshpit che in un lettore mp3.

Ora, sono cosciente che sto criticando i difetti non solo di un album, ma di un filone musicale a quanto pare molto popolare. Ma supponiamo che Sound of Existence sia un album discreto. A chi si potrebbe consigliarlo? Voi, se nella vostra città aprissero un nuovo ristorante cinese, lo consigliereste ai vostri amici a cui (disgraziatamente) piace mangiare cinese, anche se è uguale identico a decine di altri ristoranti? E se fosse non uguale, ma un po’ peggiore?
In conclusione, per ora questo “romanzo del peccato” è da lasciare sullo scaffale. Ed è davvero un peccato, perché a giudicare dal primo materiale il gruppo poteva dare molto di più.



VOTO RECENSORE
50
VOTO LETTORI
39.52 su 34 voti [ VOTA]
d.r.i.
Giovedì 6 Giugno 2013, 9.00.49
15
Premetto che non ho nulla contro nessun genere in particolare, ne in ambito metal ne al di fuori. Per me questo cd è monotono, se sposto il player avanti e indietro nella canzone quasi non mi accorgo dello stacco. Onestamente questo disco è da 45, con questo mi auguro che continuino sperando in un (notevole) miglioramento
Kraken
Giovedì 6 Giugno 2013, 2.51.31
14
Poi lasciando perdere i commenti della gente quassotto che.. boh tutti fan dei Judas priest alla vecchia?
Kraken
Giovedì 6 Giugno 2013, 2.50.19
13
Beh però ad essere sincero sincero e da patito di vari generi di metal, metal/core, deat/core e chi più ne ha più ne metta la tua recensione mi sembra molto ingenerosa! Tu critichi un genere che, vedendo i tuoi ascolti, non ti piace se non odi, quindi probabilmente se ti passavano un disco di Emmure o Chelsea Grin chichessia sarebbe stato abbastanza uguale! Comunque a mio parere, avendo sentito il disco e togliendo la traccia elettronica che non si può sentire davvero, a me pare valido.. e vedendo anche la quantità di date che fan sti ragazzi in giro per tutta europa mi pare che forse era meglio che dessero il disco in mano a qualcuno che fosse un pò più "aperto al genere", senza assolutamente offesa per la tua opinione!
lux chaos
Mercoledì 25 Gennaio 2012, 23.13.02
12
quoto flag, italiani, rumeni o afro-bulgari che siano, non se possono sentì....
Flag Of Hate
Mercoledì 25 Gennaio 2012, 19.39.17
11
Che vengano dalla Romagna, dalla Finlandia, dal Nebraska, da Reykjavik o dallo Zimbabwe i gruppi che fanno 'sto genere sono sempre piatti come una blatta spiaccicata da un tir. Ora datemi dell'antimoderno, del giurassico blablabla....
il vichingo
Mercoledì 25 Gennaio 2012, 18.38.37
10
Allora ho ascoltato prima Ghost of Existence, l'ho trovata carina ma dopo un minuto mi sono stufato e sono passato a Extinguish, ma anche qui dopo circa venti secondi avevo due palle gigantesche quindi hi interrotto l'ascolto. Ho voluto ascoltare una terza canzone, Fragile, ma il mio giudizio peggiorava secondo dopo secondo quindi ho chiuso il player per evitare un giudizio negativo . Alla fine ho ascoltato tre canzoni e mi è sembrato di ascoltare sempre la stessa, i riff sono ripetivi all'inverosimile e il cantante si limita a starnazzare come un'anatra in calore. Capisco il recensore che, trattandosi di una band italiana, non ha voluto stroncarli ma in tuttà sincerità penso che un 10 (10 su 100 eh ) sia anche troppo! Che altro dire era da tanto che non ascoltavo un disco così brutto.
Rosto
Mercoledì 25 Gennaio 2012, 18.24.47
9
un cd che sentire o non sentire si sta bene lo stesso. specie senza sentirlo.
waste of air
Mercoledì 25 Gennaio 2012, 17.47.08
8
Sono tutti così i comitati di accoglienza????
Cuordipietra
Mercoledì 25 Gennaio 2012, 17.36.34
7
Io spero che questo "Marco" non sia lo stesso componente della band che suona la batteria sennò ci sarebbe da ridere.
Zoro
Mercoledì 25 Gennaio 2012, 17.32.31
6
Tranquillo Neurath, quando ricevo insulti su internet spero sempre che sia stato un dodicenne a scriverli. E che sua mamma non scopra che scrive le parolacce su internet A tutti gli altri, grazie 1000!
NeuRath
Mercoledì 25 Gennaio 2012, 17.10.04
5
Eh, Zoro, almeno hai imparato subito cosa ti aspetta ogni volta (o quasi) che recensisci un gruppo italiano! E il bello è che tante volte ti insultano anche se li promuovi!
lux chaos
Mercoledì 25 Gennaio 2012, 15.58.06
4
@Zoro: Gruppo de merda , ma recensione molto piacevole, bell'acquisto!!! Ciao
Marco
Mercoledì 25 Gennaio 2012, 14.18.33
3
ma questa ti sembra una recensione? secondo me, di musica, non capisci un cazzo
Khaine
Mercoledì 25 Gennaio 2012, 10.04.58
2
Benvenuto
NeuRath
Martedì 24 Gennaio 2012, 19.01.44
1
Un grande benvenuto a Zoro!
INFORMAZIONI
2011
Kreative Klan
Death Core
Tracklist
1. 728(16)102
2. Voices, Prayers And Remembrances
3. Alone Through The Tides
4. Dethroned
5. A Key For Nowhere
6. I’ve Stared In The Face Of Life
7. Fragile
8. Ghost Of Existence
9. Extinguish
10. Fragile 1.9 (Matta vs Demon Kidz Remix)
Line Up
Davide : vocals
Marco : drums
Michele : bass
Roberto : guitar
Edoardo : guitar
 
 
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