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Sacred Reich - The American Way
( 4351 letture )
Fieramente e saldamente ancorati ai propri ideali e alle proprie radici musicali, i Sacred Reich tornano alla ribalta nel 1990, a cinque anni dalla fondazione e a tre dal debut album, l'acclamato Ignorance, rilasciato sotto l'egidia della Metal Blade. Messi sotto contratto dalla Hollywood Records, i Nostri mettono a segno un altro colpo riuscito con The American Way: certo, le band principali del settore erano altre, e dal "tiro" decisaente più marcato, ma nessuno può togliere ai Sacred Reich il ruolo di eccellente alternativa, dotata peraltro di personalità tangibile e carisma a sufficienza. Provenienti da Scottsdale (Phoenix, Arizona), questi ragazzi vedevano Phil Rind impegnato con basso e microfono, Greg Hall ai tamburi e la coppia d'asce Jason Rainey (chitarra ritmica) e Wiley Arnett (chitarra solista) intenta a tessere trame spigolose e affilate. Contraddistinguendosi per un sound tecnico e pulito, sorretto dal drumwork compatto e tonico di Hall, la band americana si tuffa a capofitto in un disco capace di ribadire la possente proposta udita nel precedente full length, ovvero quella di un thrash gagliardo ed intinto nell'hardcore; la sezione ritmica é encomiabile, nei suoni come nell'esecuzione tecnica, e unitamente alla scelta di un valido parco-riff costituisce una delle migliori frecce all'arco dei Sacred Reich. Il vocalism heavy di Rind, non certo irresisitibile, caratterizza per contro il punto debole della band, che così fatica a sfornare pezzi particolarmente memorabili e si limita, quanto più, a imbastire una tracklist ancora una volta omogenea, coerente e senza apici nè pedici. A tratti, la voce del singer potrebbe vagamente ricordare quella di un Bobby Ellsworth, con tonalità tuttavia assai meno acide ed efficaci. Otto tracce e trentacinque minuti di durata complessiva: The American Way si apre con tre mid-tempos abbastanza arcigni ma, al tempo stesso, non particolarmente incisivi, prima di spostarsi poi su ben più congeniali scorribande all'arma bianca. La presenza di passaggi meno tirati non é certo nuova nel genere, ed anzi contribisce a creare una valida stratificazione del suono: la particolarità, in questo caso, sta nella volontà di anteporre tutti i brani atipici in incipt, anzichè mescolarli all'interno della scaletta, quasi per voler creare un'atmosfera di attesa che poi espolde in una tradizionalissima serie di mazzate fast'n'furious. La non eccezionale opener Love... Hate si delinea lenta e non abbastanza coinvolgente, nonostante l'inasprimento del riffato che occorre passati i tre minuti di durata; la titletrack appare migliore, per lo meno grazie ad una valida partecipazione della sezione ritmica e di quella solista, mentre The Way It Is gode di un refrain vocale appena più catchy. Con Crimes Against Humanity si entra finalmente nel vivo: sull'onda di un bel guitar solo melodico, scoccato a metà traccia, la band sferra la prima vera e propria sfuriata forsennata, propendendo per un valido crescendo ripetuto anche in State of Emergency: pezzo aperto da un ritmo molto piacevole, successivamente infervorato da una trascinante serrata ritmica. Who's to Blame alterna passaggi soffusi ad aggressioni martellanti, e rappresenta la sublimazione thrashy del disco: l'adrenalina sgorga a fiotti, sempre rivestita da una limpidezza tecnico-sonora notevole; I Don't Know presenta micidiali ritmi da headbanging, il classico tupa-tupa da deirio, ripartenze e rallentamenti trascinanti e un utilizzo pluviale del doppio pedale. Il disco viene concluso da 31 Flavors un pezzo insolito e goliardico, un pò funky e un pò jazz che, però, é da considerarsi un episodio a sé stante, decisamente fuori dalle linee guida di un album tosto e, una volta di più, impegnato su tematiche sociali di grande rilievo. Dopo un avvio incerto, nel quale l'eccessiva pesantezza tende a generare qualche principio di noia, il full length si apre poderoso e dinamico, veloce, urticante, consegnandosi ai posteri come un'altre prova convincente dei quattro musicisti provenienti dall'Arizona.


VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
51.95 su 45 voti [ VOTA]
duke
Lunedì 30 Dicembre 2019, 21.01.07
39
...ottimo disco....di cui conservo una superba versione in vinile....piu' di questo 80....sicuramente.....
Silvia
Giovedì 14 Dicembre 2017, 15.18.53
38
@rik, e' vero, il sound non viene snaturato e alla fine questo e' quello che conta. Se si parla di gusto, a me piacciono proprio tanto Comunque vi ricordate quanto passavano il video di The American Way nelle heavy rotations?
rik bay area thrash
Giovedì 14 Dicembre 2017, 14.35.35
37
@Silvia, quoto il tuo post #28, ma anche cose dette (scritte) da altri utenti. Rispetto all'esordio (veramente notevole e ultra fast) c'è un notevole rallentamento, però è fatto senza snaturare l'essenza del sound sacred reich e questa è la cosa più importante. Anche in questa veste più 'controllata' ne escono con un album di qualità. Per quanto riguarda la voce del singer rind, è molto particolare e riconoscibile. Certo, come tutte le cose, deve piacere. Ma questo è soggettivo, e quindi ad ogni uno il suo . Purtroppo il mondo dell' heavy metal stava cambiando rapidamente (troppo rapidamente) e di li a pochissimi anni ci saremmo trovati ad andare alla ricerca di gruppi che eseguissero musica thrash, in quanto tutto intorno girava su altri orizzonti musicali. Anche questo vinile è partedrdel lascito di un epoca unica e irripetibile per il thrash. (Imho)
Silvia
Giovedì 14 Dicembre 2017, 12.39.59
36
@tino #34, e' vero, ma credo che fosse dovuto ad una maturazione nei gusti (nell'eta' forse anche?) e magari alla voglia di cambiare un po'
Silvia
Giovedì 14 Dicembre 2017, 12.37.45
35
Si' e' vero @Aceshigh, io credo che i "rallentamenti" nel thrash, o comunque piccoli cambi di stile, avvennero x tutti i gruppi che io ricordi, dagli Anthrax ai Nuclear Assault. Infatti io non ne fui entusiasta e probabilmente fu anche x questo che mi appassionai all'hardcore punk (non so, magari non c'entra niente, ma molti seguirono quel genere)
tino
Giovedì 14 Dicembre 2017, 12.37.24
34
non è solo il rallentamento, ma soprattutto la melodia e lo snellimento del songwriting, il limare gli spigoli, il rendere tutto più levigato ed immediato. Per i suicidal vale lo stesso ragionamento su binari diversi, appartengono a tutta quella serie di gruppi che partendo dall’hardcore (thrash) hanno mutato pelle abbracciando sonorità più metal (e accattivanti) e soprattutto strutture melodiche di facile presa magari aggiungendo influenze funky come andava all’epoca. Lo hanno fatto in molti sempre in quegli anni, penso ad esempio i ludichrist diventati scatterbrain, gli excel, o gli stessi mod di billy milano.
Silvia
Giovedì 14 Dicembre 2017, 12.31.51
33
Concordo con Aceshigh, anche x me il riferimento piu' vicino erano i Suicidal, almeno all'epoca la pensavo cosi'... @tino, a volte gli accostamenti nascono misteriosamente, esempio il recensore ci vede un richiamo a Ellsworth che io non ho mai notato ma AL si' quindi chissa' da che dipende....
Aceshigh
Giovedì 14 Dicembre 2017, 12.31.27
32
Ma non è solo una questione di "downsizing" secondo me... Se fosse quello il discorso allora i Metallica a rallentare ci avevano pensato già due anni prima con Eye of the Beholder, Harvester of Sorrow, To Live is To Die... però per carità, magari mi sbaglio. Boh, però mi sembra che i due gruppi in questione nel 1990/1991 viaggino su binari abbastanza diversi...
tino
Giovedì 14 Dicembre 2017, 12.23.52
31
Io invece le similitudini stilistiche le vedo e anche molto, e aggiungo che nel calderone ci metto anche i vari The ritual, youthanasia o set the world on fire, cioè tutti quei dischi che hanno un “downsizing” di velocità e rabbia e dove di fatto il termine thrash diventa azzardato. Ovvio che non c’è la ballatona tipo nothing else matters o una tout le monde in questo disco, ma la struttura e la sonorità di pezzi è molto simile. Una through the never cantata da rind e messa su questo disco si sarebbe camuffata alla perfezione, stessa cosa per una I don’t know cantata da james e messa sul black album. Almeno io all’epoca la vedevo così, poi sarà vent’anni che non tiro fuori questo 33 e quindi può darsi che mi sbaglio.
Aceshigh
Giovedì 14 Dicembre 2017, 12.19.28
30
Secondo me semplicemente i Sacred Reich proponevano un thrash molto originale (e per questo li ritengo un gruppo sottovalutato); la loro proposta non ha poi avuto fortuna anche per questioni -come dire- "temporali". Con i Metallica onestamente tutta questa influenza fatico a sentirla (a prescindere da quale delle due bands possa aver influenzato l'altra). Se proprio dobbiamo collegare la proposta dei Sacred Reich a qualcos'altro allora secondo me bisogna sottolineare (come fatto dal recensore) la componente hardcore presente in quest'album (soprattutto nelle parti vocali) e non dimenticarsi che in quegli anni negli States un'altra grande band andava parecchio, ovvero i Suicidal Tendencies, i quali - manco a farlo apposta- dall'hardcore dei primi album si stavano spostando su territori più thrash. Provate ad ascoltare The American Way e poi , per esempio, Controlled by Hatred...
Mulo
Giovedì 14 Dicembre 2017, 12.14.09
29
Non lo sto paragonando, sto dicendo che magari James e company sentendo alcune thrash band che rallentavano han pensato di rallentare e semplificare il loro sound x rendere più “accessibile”la proposta.
Silvia
Giovedì 14 Dicembre 2017, 12.10.54
28
Ragazzi, io il black album non lo paragonerei mai a questo album ne' a qualunque altro album thrash, x me e' proprio un capitolo a parte, come sonorita', come struttura dei pezzi e come collocazione nella discografia della band. Qui invece si sente lo stile Sacred Reich e all'epoca non pensai minimamente che il gruppo avesse voluto snaturare il proprio sound
tino
Giovedì 14 Dicembre 2017, 11.55.28
27
In effetti
Mulo
Giovedì 14 Dicembre 2017, 11.45.01
26
Questo è del 90,pratice del ‘89,black album del ‘91...magari i Metallica un ascolto glielo hanno dato e hanno deciso di semplicizare il loro sound...
tino
Giovedì 14 Dicembre 2017, 11.32.24
25
Beh allora magari i reich hanno influenzato i metallica se sono usciti prima, fatto sta che hanno entrambi un’intelaiatura simile, fatta di potenza controllata, melodie orecchiabili, e struttura dei pezzi molto semplice e lineare.
Silvia
Giovedì 14 Dicembre 2017, 11.15.52
24
Certo, ognuno ha il diritto di criticare ma mi chiedo se 45 forse non sia uno scherzo... Non credo che il black album li abbia influenzati, sia perche' e' contemporaneo sia perche' comunque il gruppo in questo American Way non ha stravolto il proprio sound. Credo sia stata semplicemente un'evoluzione dei tempi (esempio ora sto ascoltando Practice What You Preach e si sente lo stesso trend gia' un anno prima). Concordo col resto del tuo post @tino
tino
Giovedì 14 Dicembre 2017, 11.05.03
23
La gente ha tutto il diritto di criticare, ci mancherebbe, comunque anche per me un album fondamentale per la scena thrash fine anni 80 e Phil rind è un ottimo interprete, molto personale e sicuramente poco riconducibile ad altri cantanti. È comunque un album che “si allineava” alla svolta rallentata del black album e che strizzava l’occhio al trend dell’epoca, cioè le contaminazioni con il funky. Un album con pochi punti deboli e sicuramente più maturo e ragionato rispetto al fantastico debutto. Peccato perché sono arrivati troppo tardi e non hanno capitalizzato il potenziale enorme in un mondo musicale che ormai stava cambiando troppo rapidamente e li ha disarcionati sul più bello. Comunque gli piazzo un bell'85 per alzare la media
Silvia
Giovedì 14 Dicembre 2017, 10.54.30
22
Anche x me grandissimo album ascoltato tantissimo! Non capisco il voto dei lettori.... Inoltre non condivido la critica alla voce di Phil Rind, secondo me non era affatto il punto debole, a me piaceva/piace molto e non ho mai pensato che fosse simile a quella di Bobby Ellsworth
Aceshigh
Giovedì 14 Dicembre 2017, 10.39.48
21
Passi falsi i Sacred Reich nella loro pur breve carriera non ne hanno mai fatti, ma con questo The American Way hanno sfornato veramente un grandissimo album! Anche per me 90 ci sta tutto!
Mulo
Giovedì 28 Settembre 2017, 21.37.18
20
Mancano solo solo loro al comeback con un disco nuovo,che aspettano?! 4 uscite,4 centri! Questo è il mio preferito (batte il primo di pochissimo),grande band! Voto 90/95...
Mulo
Venerdì 8 Aprile 2016, 19.53.59
19
Sentito Heal,ottimo album!! Spero facciano uscire qualcosa xche' ( a mio avviso)sono grandiosi
Metal Shock
Giovedì 7 Aprile 2016, 19.26.36
18
@Mulo: ti stupisci del voto lettori? E` pieno di dischi con voti lettori assurdi, si vede che tanta gente non trova di meglio che mettere voti bassi per rompere i coglioni.
Mulo
Giovedì 7 Aprile 2016, 18.49.22
17
Voto lettori 38?! Ahahah ma sono su un sito metal o nel sito del fan club dei one direction?
Mulo
Giovedì 7 Aprile 2016, 18.35.15
16
Album bellissimo con testi fantastici!! I primi 3 loro dischi li trovo fantastici ( tutti e 3 diversi l'un dall'altro),ora devo procurarmi Heal che nn presi quando uscì (a differenza degli altri). Voto 90
AL
Martedì 22 Dicembre 2015, 16.07.25
15
un buon album che ascolto sempre volentieri. anche a me la voce ha ricordato un po’ quella di Blitz. però a me personalmente i primi tre pezzi piacciono a molto, a differenza di quello che scrive Rino, i mid tempo non mi stufano e la terza traccia soprattutto mi piace riascoltarla spesso. Poi l’album diventa più veloce ed è più devastante però in generale è tutto il cd di buon livello. voto: 80
a luci spente (ex luci di ferro)
Mercoledì 1 Febbraio 2012, 21.57.27
14
The American Way a me piace, non discuto il voto che di per se e un gran bel voto, spero solo che chi non c'è la se lo procuri. Amate la musica ''defender.................'' perchè la musica non vi deluderà mai, ma vi regalerà solo EMOZIONI.
Sudparadiso
Lunedì 30 Gennaio 2012, 20.42.20
13
Come fatto precedentemente mi allineo al pensiero di The Nightcomer.. non preso in considerazione all'epoca.Ascoltavo con più piacere il mini Surf Nicaragua,con una stupenda cover di War Pigs..con l'orecchio di adesso il discho si rivela più che accettbile!
S.V.
Lunedì 30 Gennaio 2012, 14.13.56
12
Per me è il migliore che hanno fatto. Certo meno irruento rispetto ai primi, ma più maturo, più compatto e prodotto alla grande. Amo sia le canzoni che il sound.
alessio
Lunedì 30 Gennaio 2012, 13.19.12
11
io comunque personalmente sto gruppo gruppo non so bene come prenderlo perchè i primi due album (ignorance e l'ep) sono thrash veloce e tutto quanto ma veramente a livello di stile proprio loro hanno poco, apparte la voce del cantante sempre particolare. poi dal 90 in poi hanno messo qualcosa di loro suonando si thrash ma con un loro stile e quindi vengono fuori questo the american way e indipendent. io se devo raggionare da scapoccione che sta tutto il giorno con la testa in rotazione allora dico che american e indipendent sono inferiori al primo ma se oltre alla velocità cerco pure un minimo di personalità nella loro musica allora scelgo i lavori del 90 e 93. parlo sopratutto di indipendent che sinceramente lo trovo più crossover di tutti anche a livello musicale.
cesarione
Lunedì 30 Gennaio 2012, 11.31.25
10
Ritengo sia un album immenso ... CRIMES AGAINST HUMANITY .... stupenda In quello stesso anno, se non erro venne dato alle stampe un altro capolavoro .... IMPACT IS IMMINENT DEGLI EXODUS.......
DIMMONIU73
Lunedì 30 Gennaio 2012, 8.25.02
9
...decisamente sotto Ignorance e Surf Nicaragua, e poi Rind al massimo a Blitz può allacciare gli anfibi (lucidandoglieli con la lingua, of course!)...
Cuordipietra
Domenica 29 Gennaio 2012, 17.24.29
8
Grandi Sacred Reich!!
Lizard
Domenica 29 Gennaio 2012, 13.50.57
7
Anch'io ce l'ho in cassetta originale. In realta' ho cominciato ad ascoltarli con Indipendent, quindi relativamente tardi. Poi ho fatto la marcia indietro. Sara' per questo motivo forse che apprezzo molto questo disco.
LAMBRUSCORE
Domenica 29 Gennaio 2012, 13.44.58
6
il loro disco che mi piace meno, troppi pezzi cadenzati, però ho ancora la cassetta originale, comunque un bel ricordo di gioventù...
jeffwaters
Domenica 29 Gennaio 2012, 11.25.45
5
The Amrican Way, una canzone che praticamente ascolto tutti i giorni,I Don't Know.....ahahahah
jeffwaters
Domenica 29 Gennaio 2012, 11.25.45
4
The Amrican Way, una canzone che praticamente ascolto tutti i giorni,I Don't Know.....ahahahah
Lizard
Sabato 28 Gennaio 2012, 21.59.29
3
A me nom dispiace affatto. Quadrato ed incazzereccio, tipicamente americano, gruppo tecnicamente in crescita che si domanda cosa farà da grande in una fase non facile per il thrash. Merita una rivalutazione.
The Nightcomer
Sabato 28 Gennaio 2012, 16.55.47
2
Concordo con Undercover sulla migliore incisività dei lavori precedenti, però devo ammettere di aver rivalutato negli anni questo album (all'epoca praticamente snobbato), che ora trovo discretamente piacevole.
Undercover
Sabato 28 Gennaio 2012, 14.33.50
1
Per me c'è un calo evidente rispetto sia a "Ignorance" che all'ep "Surf Nicaragua", questo ha dei buoni pezzi ma è meno compatto e deciso dei precedenti capitoli, il voto è giusto anche perché con gli altri due sarei stato sul Novanta o quasi.
INFORMAZIONI
1990
Hollywood Records
Thrash
Tracklist
1. Love... Hate
2. The American Way
3. The Way It Is
4. Crimes Against Humanity
5. State of Emergency
6. Who's to Blame
7. I Don't Know
8. 31 Flavors
Line Up
Phil Rind (Voce, basso)
Jason Rainey (Chitarra ritmica)
Wiley Arnett (Chitarra solista)
Greg Hall (Batteria)
 
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