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Winter - Into Darkness
( 4206 letture )
Forse il nome di questa band non è tra i più popolari, in quanto per parlare dei Winter bisogna fare un salto indietro nel tempo di ben 23 anni, allorquando la band si formò - nel lontano 1989 - in quel di New York.
Questo terzetto americano, del quale forse oggi in pochi ricorderanno l'esistenza, rappresenta una delle primissime formazioni a spingersi su sonorità doom estremamente lente e soffocanti, ben prima di nomi celebri come Thergothon, Skepticism e Cathedral, così da essere considerato oggi una vera e propria cult band. In quel periodo non si parlava ancora di doom/death - difatti non esisteva una vera e propria scena -: l’etichetta inizierà a diffondersi solo dopo qualche anno con le prime uscite di Paradise Lost e My Dying Bride che faranno da apripista ad una miriade di pubblicazioni interessantissime a cavallo tra il 1991 ed il 1993.

La band - come dicevamo - nasce a New York nel 1989 e nello stesso anno pubblica il primo demo intitolato Hour of Doom che precederà di un anno l'album di debutto Into Darkness, rilasciato dalla sconosciuta Future Shock Recordings.
Il suono dei terzetto newyorkese è un death metal pesantissimo che basa tutta la sua forza d'urto sulla lentezza, aiutato da una produzione assolutamente monolitica che ne esalta le parti più cadenzate stritolando l'ascoltatore sotto un muro di frequenze bassissime. Le influenze della band sono ancora fortemente legate ai Celtic Frost così come a Obituary o Nocturnus, spingendosi su territori davvero estremi per l'epoca in cui venne pubblicato.
Into Darkness si apre con la pachidermica Oppression Freedom / Oppression (Reprise), intro strumentale che non lascia spazio ad accelerazioni di alcun genere, ancorato su un down tempo semplicemente soffocante.
La peculiarità del suono dei Winter sta proprio nella sua derivazione dal death metal difatti, oltre al suono delle chitarre compresso e bassissimo, anche le vocals sono decisamente orientate sul brutal, ricordando vagamente quelle del collega dei Pungent Stench, mentre la batteria - oltre ad avere il suono tipico degli anni 80 - è suonata in puro death metal style, donando ai brani delle dinamiche che le bands di oggi sconoscono.
Bellissima Servants of the Warsemen che, eletta a cavallo di battaglia dalla band, sarà anche presente con un video sul VHS della Nuclear Blast intitolato Death is Just the Beginning II, insieme all'intro d'apertura.
Goden è un brano cadenzato e potentissimo, mentre Power and Might, nel suo striminzito running time di tre minuti scarsi, rappresenta il primo episodio della storia di ultra slow doom.
Il brano - inizialmente concepito come intro - è interamente strumentale e si lancia su tonalità davvero viscerali che, ai tempi in cui fu pubblicato, avranno interrotto più di qualche digestione ai poveri ascoltatori del lavoro. Il brano lascia velocemente spazio alla strepitosa Destiny, brano inizialmente caratterizzato da un up tempos in pieno stile Hellhammer / Motorhead, ma che ben presto si assesta su un tempo ultra slow che, tanto per ripetermi, non mancherà di mietere le sue vittime. Perdonate la mia monotonia nell'uso degli aggettivi ma i quarantacinque minuti abbondanti di questo lavoro scorrono con una tale velocità da non lasciare spazio al godimento: da un passaggio estasiante ad uno successivo ancora migliore! E così via…
Giungiamo all'episodio che, a mio modesto parere, rappresenta il picco assoluto della band, ossia l'irraggiungibile Eternal Frost. Questa song è l'esatta sintesi tra Triumph of Death degli Hellhammer e la funerea Black Sabbath dei Black Sabbath, dunque lascio a voi le conclusioni.
Conclude l'album la title track, che rappresenta l'episodio più lungo dell'album andando a sfiorare la soglia dei dieci minuti di durata. Il pezzo, riascoltandolo oggi, rimanda alla mente diverse bands come gli Esoteric o i rimpianti Unholy, ma è bene ricordare per l'ennesima volta che questo lavoro precede di diversi anni la pubblicazioni dei vari capolavori del genere, dei quali i Winter hanno ispirato le composizioni.

L'album, pubblicato originariamente dalla Future Scock Recordings, andò ben presto sold out: venne poi ripubblicato diverse volte delle quali, tra le più importanti, quella del 1999 ad opera della Nuclear Blast che rilasciò un grazioso digipack in cui è incluso anche il mini Eternal Frost ed una bonus track rumorista non menzionata sull'artwork.

Insomma, Into Darkness è un'ottima lezione di storia per tutti i doomster appassionati e, contemporaneamente, un monito alle troppe band convinte di aver inventato l'acqua calda.

Ricorda da dove vieni per capire dove vai!



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
55.22 su 35 voti [ VOTA]
Doom
Martedì 13 Dicembre 2016, 21.51.27
12
E' strano a volte rileggere i vecchi propri commenti..Sara' il tempo che passa. Grande album questo come dicevo...pietra miliare. Mi sembra che tempo fa' tornarono anche in attività.
piggod
Lunedì 6 Febbraio 2012, 8.40.23
11
Gran bel lavoro, grazie al quale la scena doom vivrà un'evoluzione incredibile. Consigliato.
Greatest_Tiz
Lunedì 6 Febbraio 2012, 0.03.20
10
Ho in programma di comprarlo da diversi mesi ormai.. Devo decidermi ad ardinarlo!!!
Kupu
Domenica 5 Febbraio 2012, 14.45.44
9
Bello, amo quel senso di oppressione che solo questo genere sa dare
Bloody Karma
Domenica 5 Febbraio 2012, 12.27.24
8
minkia non li conoscevo...
Enrico
Domenica 5 Febbraio 2012, 9.47.58
7
Posseggo questo CAPOLAVORO in versione digipack con l'EP Eternal Frost incluso. Sarebbe la versione Limited Edition ristampata in 2000 pezzi ed io posseggo la 1568ESIMA copia Lo consiglio a tutti è un vero gioiello.
Alcibiade il Maialino
Sabato 4 Febbraio 2012, 22.15.34
6
Ricordo che all' epoca un recensore li definì i Celtic Frost con John Tardy alla voce.....per averli smossi tutto , all' epoca non esisteva internet...alla fine li trovai di importazione ma a tutt' oggi ne 'e valsa la pena spendere una discreta cifretta.
Hab666
Sabato 4 Febbraio 2012, 19.38.42
5
Cristo! Cosa avete rispolverato! Nel vero senso della parola. Un album precursore del genere. Insieme al primo dei Cathedral una pietra miliare del death-doom. Ho il vinile bianco. Voto 80.
hm is the law
Sabato 4 Febbraio 2012, 18.38.15
4
Possiedo il CD acquistato all'epoca quando uscì su consiglio di un mio amiuco: stupendo!!
FURIO
Sabato 4 Febbraio 2012, 16.25.20
3
Eh si è una pagina di storia imprescindibile per tutti gli appassionati del doom/death, senza dubbio! @Ale: ricordo anch'io la tua richiesta... servito!
Undercover
Sabato 4 Febbraio 2012, 15.22.37
2
Ecco questo è uno dei dischi da 99 senza cazzi ne mazzi... non c'è storia solo capolavoro assoluto.
DoomAle
Sabato 4 Febbraio 2012, 15.17.07
1
Finalmente avete recensito questo capolavoro ignorato e sconosciuto da molti...solo chi viene dai primi '90 e si ricorda i booklet dei cd della Nuclear Blast di allora può capire quanto quest'album sia di storica importanza e imitato da moltissime band Death Doom venute dopo!! Grazie anche a Southern Lord per averli resuscitati dal vivo P.S. ricordo di averne invocato la recensione tempo fà in un commento sugli Esoteric
INFORMAZIONI
1990
Future Shock Recordings
Doom
Tracklist
1. Oppression Freedom / Oppression (Reprise)
2. Servants Of The Warsmen
3. Goden
4. Power And Might
5. Destiny
6. Eternal Frost
7. Into Darkness
Line Up
John Alman - vocals, bass
Stephen Flam - guitars
Joe Gonclaves - drums
 
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