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Encoffination - O’Hell, Shine In Thy Whithed Sepulchres
( 2493 letture )
Gli americani Encoffination nascono nel 2008 per volere del funambolico Ghoat, voce, chitarra e basso, e di Elektrokutioner alla batteria; il gruppo, che purtroppo solo per conformazione potrebbe ricordare i Satyricon, si assesta sulle basi di un death/doom dalle forti tinte funeree che però sa regalare ben pochi sussulti per chi scrive.

Ritual Ascension Beyond Flesh, album di debutto dei nostri targato 2010, aveva destato già qualche sospetto sulla bontà di un progetto che sembra povero di contenuti davvero interessanti per far gridare al miracolo.
Così, dopo una manciata di ep ed un live album a nome Amen rilasciato lo scorso anno, arriva il qui presente O'Hell, Shine In Thy Withed Sepulchres, un lavoro capace di tuffarsi negli albori dei generi sopracitati, senza però riuscire davvero ad interpretarli in modo personale.
Nell'album in effetti si respira un'aria di sinistra antichità, dove atmosfere decadenti e funeste vibrazioni dal taglio apocalittico si intersecano tra loro; il problema semmai è nel riuscire a far mantenere alta l'attenzione all'ascoltatore, che morso da molteplici raptus da serial killer finirà col tagliarsi le vene anzitempo vista la poca omogeneità di questo lavoro, molto altalenante e a volte eccessivamente ripetitivo.
Ma non è tutto da buttare come può sembrare in casa Encoffination: basti ascoltare la prima metà dell'album, che fino ad Elegant In Their Funebrial Cloaks Arisen riesce a mantenere un discreto livello di songwriting, anche grazie alle buone Ritual Until Blood e alla iperclaustrofobica Rites Of Ceremonial Embalm'men. Non basta questo per far si che il qui presente platter risulti davvero vincente: i dieci minuti di Annunciation Of The Viscera sono da sbadiglio random, così come i tre episodi che la precedono.
Il tutto è dominato dal growl ultracatacombale di Ghoat, dalle chitarre sporche, minacciose ma anche inconcludenti il più delle volte e la batteria avvolta da una nebbia sepolcrale che detta i tempi lunghi e profondi, in cui il doom diventa funeral ed il death si impregna dell'odore forte della putrefazione, ma dove tutti questi elementi non riescono ad estasiare e a sorprendere a dovere, complici anche i milioni di cliché che alimentano il genere e che non aiutano ad innalzare un giudizio già di per sé non dei migliori.
Resta la speranza che questi ragazzi possano compiere degli ulteriori passi in avanti, comunque evidenti rispetto al pessimo esordio.

O'Hell, Shine In Thy Whithed Sepulchres spaccherà in due una critica che se ancorata al ventre in un doom paranoico, realmente straniante ma povero di contenuti saprà apprezzarlo; chi invece oltre ai cliché vorrebbe ascoltare un'impronta chiara e salda, vorrebbe sentire scorrere lungo le vene le pulsazioni di un'anima netta e decisa, di una personalità in grado di calare i suoi tentacoli lungo le note di generi così antichi ma anche così dannatamente attuali, allora è meglio che si tenga alla larga da quest'album.
Un lavoro per i die hard fan insomma, per tutti gli altri è meglio passare oltre...



VOTO RECENSORE
50
VOTO LETTORI
28.11 su 18 voti [ VOTA]
EdoCFH
Giovedì 9 Febbraio 2012, 14.57.36
4
esoterismo e fascino del macabro, l'interpretazione del genere da parte di Elektrokutioner è sempre strabiliante, personali.
Undercover
Giovedì 9 Febbraio 2012, 13.16.38
3
Ci mancherebbe, sono i gusti personali poi a far girare il mondo della musica e ad alimentare le passioni, comunque che sia sottotono è palese anche per me, mi è piaciuto ma lo ribadisco "Ritual Ascension Beyond Flesh" è di tutt'altra pasta, infarcito sempre di cliché ma molto più corposo e interessante.
witchcraft
Giovedì 9 Febbraio 2012, 12.55.12
2
Capisco e rispetto i tuoi gusti..il problema come gia'scritto e'che lo trovo davvero povero di contenuti..questi album sono per forza di cose colmi di cliche',il problema nn e'quello infatti..il problema risiede nel fatto che l'ho trovato un lavoro senza anima come anche il precedente..pero'sono gusti ed i tuoi sono diversi dai miei..e meno male aggiungerei xche'altrimenti alcune band avrebbero una vita davvero breve..
Undercover
Giovedì 9 Febbraio 2012, 12.20.56
1
Stavolta non sono d'accordo ma i motivi li hai già espressi nella recensione, dagli Encoffination voglio questo e non desidero cercare altro all'interno di una band che si è professata come unico scopo quello di ammorbare l'ascoltatore, il debutto era comunque più ispirato e longevo grazie a un songwriting migliore questo supera di buon grado la sufficienza ma è in fin dei conti evitabile, l'insufficienza è forse troppo dura.
INFORMAZIONI
2011
Selfmadego Records
Doom
Tracklist
1 - Sacrum Profanum Processionali
2 - Rites of Ceremonial Embalm'men
3 - Ritual Until Blood
4 - Elegant in Their Funebrial Cloaks, Arisen
5 - Crypt of His Communal Devourment
6 - Washed and Buried
7 - Pall of Unrequited Blood
8 - Annunciation of the Viscera
Line Up
Ghoat (vocals, guitar, bass)
Elektrokutioner (drums)
 
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