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Il Teatro degli Orrori - Il Mondo Nuovo
( 3511 letture )
Dopo il confortante successo ottenuto con il secondo disco A Sangue Freddo, c’era davvero molta curiosità per Il Mondo Nuovo, nuova opera de Il Teatro degli Orrori, titolo che trova ispirazione dall’omonimo romanzo di fantascienza di Aldous Huxley del 1932. Originariamente l’album doveva intitolarsi Storie di un Immigrato (palese riferimento a Storia di un impiegato di Fabrizio De André) e, infatti, siamo al cospetto di un concept composto da ben sedici brani aventi come argomento dominante quello delicatissimo dell’immigrazione. La nota confortante è che lo stile della band non si è appiattito verso sonorità troppo orecchiabili, errore in cui incappano sovente taluni artisti nel goffo tentativo di ampliare la propria cerchia di fan a scapito della qualità.

In sostanza, il gruppo capitanato da Pierpaolo Capovilla continua fortunatamente ad essere di nicchia, proponendo un alternative rock di taglio moderno, infarcito di liriche colte e profonde a forte tematica sociale. In questo senso possiamo tirare un respiro di sollievo ma, mi duole dirlo, Il Mondo Nuovo non ha lo stesso fascino dei precedenti lavori poiché palesa un’eccessiva prolissità (almeno 3 o 4 pezzi in meno avrebbero reso il platter più essenziale, godibile e meno dispersivo) che, unita ad una discutibile propensione verso atmosfere eccessivamente melodiose sebbene sempre di alto livello, inficiano la qualità complessiva del platter e lo rendono, di fatto, il meno intrigante sinora realizzato dal combo veneto. Sempre esemplare il lavoro alla chitarra di Gionata Mirai e di spicco alcune parti di basso e batteria; Capovilla, non poteva essere altrimenti, è il vero mattatore con il suo versatile vocalism che mischia sapientemente rabbia, ironia e disperazione con quelle particolari aperture recitative che richiamano nettamente la drammaturgia. Forse la sua presenza è a tratti eccessiva, ma il carisma ed il fascino di questo cantante sono incontestabili. Ho estrapolato queste parole tratte da Martino, pezzo di spessore liberamente influenzato dai versi de Il Compagno di Sergej Aleksandrovič Esenin, che ho trovato a dir poco geniali:

Aveva solamente
due amici
Sergej, un gatto
vecchio e sordo
e Antonio Gramsci
se ne stava
incorniciato alla parete
come al solito


…e ancora:

Antonio Gramsci
lo osservava di soppiatto
spione comunista
ma il suo sguardo
non era mai malevolo


Sedici canzoni, sedici diverse storie incentrate, come predetto, sul dramma dell’immigrazione con alcuni momenti toccanti, in particolare in Skopje, nella quale si affronta la sofferenza della lontananza dai propri affetti, Ion, triste vicenda del piastrellista rumeno Ion Cazacu morto nel 2000 dopo un’atroce sofferenza (il datore di lavoro gli diede fuoco solo perché stava rivendicando legittimamente i suoi diritti) e Monica –bella canzone d’amore che parla della tristezza del carcere. Sotto il profilo squisitamente musicale, di spessore l’irruente opener Rivendico, Non vedo l’ora –micidiale il giro di basso iniziale-, le struggenti Cleveland – Baghdad e Skopje, la migliore del lotto, l’acustica Ion e la brillante corposa rivisitazione di Doris degli Shellac; buone nel complesso Nicolaj e Dirmi Addio, dotate entrambe di una pregevole ritmica portante e la cupeggiante Pablo. Ho trovato debole e convenzionale il primo singolo estratto Io cerco te e, non perché sono romano, considero il provocatorio attacco alla Capitale un modo furbo e inflazionato per scatenare volutamente polemiche:

Roma Capitale
sei ripugnante
non ti sopporto più


Troppo recitativa Adrian, tediosa la conclusiva intimista Vivere e Morire a Treviso e fuori luogo sia il rap dello special guest Caparezza in Cuore d’Oceano che i ritmi africani inseriti ne Gli Stati Uniti d'Africa.

Il Mondo Nuovo è, comunque, un platter di elevato spessore artistico, che conferma Il Teatro degli Orrori come una delle formazioni migliori oggi in circolazione sulla nostra penisola e che merita particolare attenzione da parte dei veri intenditori per la poca propensione alla semplicità ed alla futilità che tanto danneggiano la musica italiana. Le mie critiche sono ovviamente riferite al difficile paragone con i superbi L’Impero delle Tenebre a A Sangue Freddo, dal quale questo platter esce perdente per i motivi summenzionati.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
41.84 su 32 voti [ VOTA]
Steven DarKnight
Mercoledì 19 Aprile 2017, 2.17.14
12
un appello: recensite L'IMPERO DELLE TENEBRE, la loro prima fatica. Stupendo, molto più grezzo dei successori. Do 87 ad A SANGUE FREDDO e confermo il 77 per questo, al quale sono molto affezionato (Pablo, Doris, Rivendico mi provocano un groppo al cuore e in gola). Purtroppo orribile l'ultimo lavoro, confusionario e inconcludente, 60 perchè amo Capovilla.
Mauroe20
Domenica 26 Luglio 2015, 19.55.29
11
Il disco e' buono,preferisco comunque i primi 2 lavori.Si trovano anche qui dei gioiellini basta scoprirli.A mio avviso davvero troppo lungo.
Mitra65
Martedì 21 Febbraio 2012, 12.13.52
10
Non un capolavoro, ma 80 li vale tutti
Luca Saltatempo
Domenica 19 Febbraio 2012, 19.35.24
9
secondo me è un esperimento non riuscito questo dei teatro, sia per la prolissità troppo elevata, sia anche per le tematiche che spesso secondo me si rivelano 'forzate' (come l'attacco a roma capitale di 'io cerco te')..tuttavia concordo con te su gionata mirai e sulla sezione musicale che è sempre su buoni livelli, anche se rispetto a 'Dell'Impero delle Tenebre' e ' A Sangue Freddo' siamo lontani anni luce a mio avviso...bellissima recensione,comunque!
hm is the law
Venerdì 17 Febbraio 2012, 22.06.15
8
@ Master Of Pizza:
Master Of Pizza
Venerdì 17 Febbraio 2012, 21.45.14
7
Dimenticavo, splendida recensione!
Master Of Pizza
Venerdì 17 Febbraio 2012, 21.44.52
6
Mi trovo a non concordare purtroppo con il buon Fabio riguardo ai ritmi africani...secondo me hanno creato proprio un bel pezzo!Ma tutto l'album è da 85 secondo me...prolisso, meno rock, però molto più maturo, riflessivo e impegnato dei precedenti...insomma, il Teatro non mi ha deluso
Metal4ever90
Venerdì 17 Febbraio 2012, 21.20.59
5
Li ho scoperti da poco con " A Sangue Freddo" album rabbioso e pieno di emozioni con testi molto istruttivi e veritieri. Hai detto bene Fabio: uno dei più grossi difetti è la prolissità del disco e forse un tasso qualitativo meno alto del precedente; comunque "Skopje", "Martino" e "Cuore D'oceano" mi piacciono moltissimo e anche il livello delle restanti si attesta in buoni livelli.
Undercover
Venerdì 17 Febbraio 2012, 16.02.21
4
Non li ho mai digeriti trovo loro quanto Vasco Brondi personaggi alquanto sopravvalutati e poco espressivi oltrettuto il fatto che abbiano tramutato gli One Dimensional Man nel Teatro Degli Orrori senza aver reinventato chissà che, non è che mi fa pensare a "intellettualoidi" quanto a gente che ha capito che in inglese vendeva na fava e ora vende due copie in più e si è fatta una reputazione nel giro della pseudo inteligentia, non capisco perché si debba apprezzare certa musica quando in Italia in passato abbiamo stroncato gente come i Movida e gli Estra che erano dei grandi, misteri.
ixo
Venerdì 17 Febbraio 2012, 15.45.45
3
Davvero un passo indietro questo cd.. anzi uno scivolone direi, che peccato.
hm is the law
Venerdì 17 Febbraio 2012, 11.55.43
2
@ Greatest_Tiz: Ciao, dai non è un brutto album...certo che gli altri che hanno fatto sono migliori non c'è dubbio!
Greatest_Tiz
Venerdì 17 Febbraio 2012, 11.32.42
1
Ciao Fabio! Bella recensione! Anche se questo album mi è piaciuto molto poco, tranne alcuni pezzi...
INFORMAZIONI
2012
La Tempesta
Alternative Rock
Tracklist
1. Rivendico
2. Io cerco te
3. Non vedo l’ora
4. Skopje
5. Gli Stati Uniti d’Africa
6. Cleveland – Baghdad
7. Martino
8. Cuore d’oceano
9. Ion
10. Monica
11. Pablo
12. Nicolaj
13. Dimmi addio
14. Doris
15. Adrian
16. Vivere e morire a Treviso
Line Up
Pierpaolo Capovilla (voce)
Gionata Mirai (chitarra)
Giulio Favero (basso, chitarra, tastiere)
Francesco Valente (batteria)
 
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