Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Metallica
S&M²
Demo

Black Spirit Crown
Gravity
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

29/09/20
SECOND TO SUN
Leviathan

30/09/20
ALEX MELE
Alien Doppelganger

01/10/20
THE ERKONAUTS
I Want It to End

02/10/20
ION OF CHIOS
_reHUManize_

02/10/20
NACHTBLUT
Vanitas

02/10/20
GOREPHILIA
In the Eye of Nothing

02/10/20
BRAVE THE COLD
Scarcity

02/10/20
ISENGARD
Varjevndögn

02/10/20
SHIBALBA
Nekrologie Sinistrae (Orchestral Noise Opus I)

02/10/20
BON JOVI
2020

CONCERTI

29/09/20
WITHIN TEMPTATION + EVANESCENCE
MEDIOLANUM FORUM - ASSAGO (MI)

03/10/20
PAGAN FEST
LAGHI MARGONARA - GONZAGA (MN)

03/10/20
SKELETOON
LEGEND CLUB - MILANO

08/10/20
VAN DER GRAAF GENERATOR
TEATRO CELEBRAZIONI - BOLOGNA

09/10/20
VAN DER GRAAF GENERATOR
GRAN TEATRO GEOX - PADOVA

09/10/20
ESOTERIC + NAGA + (ECHO) (ANNULLATO)
TRAFFIC CLUB - ROMA

09/10/20
MORTADO
CIRCUS CLUB - SCANDICCI (FI)

09/10/20
BULLO FEST
LEGEND CLUB - MILANO

10/10/20
ESOTERIC + NAGA + (ECHO) + AFRAID OF DESTINY (ANNULLATO)
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

11/10/20
TWILIGHT FORCE + GUESTS (RINVIATO)
LEGEND CLUB - MILANO

Nine Inch Nails - Pretty Hate Machine
( 5503 letture )
"E i giornalisti adesso usano il termine industrial come se usassero il termine Blues. E' diventato parte del vocabolario." - Genesis P. Orridge

Nel corso degli anni ottanta l’industrial iniziò ad evolversi notevolmente. Band storiche come gli Young Gods e i Godflesh portarono nuova linfa vitale al genere grazie alla sperimentazione del crossover, oscurandolo con il tenero languore dell’ambient e rivitalizzandolo con la potenza del rock. E’ solo verso la fine del decennio però che le chitarre si fanno più pesanti e i vocalizzi più sporchi, e sono essenzialmente due le band a cui si deve il binomio Industrial Metal: i Ministry e i Nine Inch Nails. Nonostante i primi abbiamo qualche anno e qualche lavoro d’anticipo sulla linea del tempo, dare minor importanza al progetto di Trent Reznor sarebbe un errore imperdonabile. A lui va infatti il merito di aver portato l’industrial alle masse già solo con il suo ancora acerbo debutto, senza ovviamente trascurare la maestosità dei capolavori unici che lo seguiranno.
Ma Pretty Hate Machine è appunto ancora poco maturo per dare l’idea di quel sapore unico che ci avrebbe deliziato per tutto il decennio successivo, ancora troppo derivato e sperimentale per assumere una forma riconoscibile e ben definita.

Nonostante ciò, il primo disco in studio dei Nine Inch Nails si fa ascoltare ancora come se fosse uscito ieri, pregno di una freschezza e di una modernità quasi disarmanti. Dentro vi troviamo le influenze di tutti i nomi da me finora citati in questa recensione, più qualcosa di matrice teutonica.
Ci ritroviamo cosi un capolavoro come Something I Can Never Have, che ci rapisce con la sua dolce agonia sprigionata da un Trent Reznor sofferente e da un piano soffuso che ci accompagna per tutta la durata del pezzo. A mio parere il resto della track list non riesce a raggiungere apici cosi elevati, ma sarebbe davvero un peccato trascurare momenti particolarmente ispirati come la trascinante Terrible Lie o la conclusiva Ringfinger. Il singolo apripista Down In It sinceramente non mi ha mai convinto troppo, non che abbia qualcosa contro il rap ma in questa sede appare del tutto fuori luogo, utile a pubblicizzare il disco ma un po’ anonimo alle orecchie di chi cerca la sostanza in un pezzo. Sanctified ha fra i suoi pregi un basso particolarmente attivo e un’atmosfera decisamente ispirata, mentre l’opener Head Like A Hole si rivela uno dei pezzi più graffianti dell’opera.

Il resto del disco rimane su alti livelli, pur non riservandoci ulteriori sorprese. Pretty Hate Machine resta comunque un ottimo debutto, un disco storico che ha aperto le porte della notorietà al genere di cui è figlio. Pur essendo in parte debitore ai padri dell’industrial, l’album riesce comunque a mantenere la propria indipendenza stilistica, rivelandosi soltanto il preludio dell’esplosione di creatività di Trent Reznor. Se volete ripercorrere le gesta dei Nine Inch Nails, è da qui che dovete iniziare il vostro viaggio.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
74.32 su 65 voti [ VOTA]
Area
Lunedì 11 Giugno 2018, 16.00.47
16
Per me miglior disco dei NIN e pure quello più facile da ascoltare insieme a "With Teeth". Li conobbi con due pezzi qui presenti, ovvero "Sin" e "Something I can never have"
Shadowplay72
Giovedì 30 Novembre 2017, 1.03.23
15
Primo album dei nin e già capolavoro!
sadwings
Giovedì 18 Maggio 2017, 16.38.51
14
90. Quasi Capolavoro e head like a hole è sicuramente tra le mie preferite dei nin
Tommaso calvino
Giovedì 24 Novembre 2016, 23.52.36
13
Primo album fondamentale per i NIN. Primo capolavoro che poi li porterà al grande capolavoro Downward. Lo adoro anche perchè oltre al metal incazzato e all'elettronica che non manca ci sono anche le influenze dei Depeche Mode (che sono tra i miei gruppi preferiti e picciono moltissimo anche a Trent). Oltre alle bellissime sonorità e alle bellissime songs (Head Like A Hole, Terrible Lie, Down In It, Sin, Something I Can Never Have, That's What I Get ecc.) vengono utilizzate delle tastiere che io prediligo per il suono, per la qualità, per il funzionamento e per gli infiniti suoni che producono: Le Emu Emax.
manaroth85
Venerdì 27 Maggio 2016, 11.45.39
12
il mio preferito! voto 95!! SIN la considero il loro capolavoro!
ivan
Giovedì 26 Maggio 2016, 5.49.38
11
Li sto seguendo da poco ma personalmente li trovo più cattivi qui rispetto ai due predecessori o sbaglio? Terrible lie e sin capolavori!
Gouthi
Sabato 18 Febbraio 2012, 18.41.49
10
L'inizio della leggenda...
maynard
Sabato 18 Febbraio 2012, 17.02.27
9
Pardon, Head like a hole chiaramente...
maynard
Sabato 18 Febbraio 2012, 16.55.34
8
Che Marilyn (che mi piace, almeno nei primi tre lavori) abbia surclassato Trent mi sembra un'affermazione leggermente priva di fondamento. Visti soprattutto i successivi due (capo)lavori dei NIN. Comunque un buon esordio che fece venire l'acquolina alla casa discografica viste le potenzialita' danzerecce di alcune tracce. Head in a hole un inno generazionale.
Undercover
Sabato 18 Febbraio 2012, 15.38.04
7
@Sorry ho toppato rece con il commento precedente, per quanto riguarda Trent, ho una conoscenza limitata e questo è una delle poche cose che ho avuto modo di apprezzare ma non è comunque uno di quegli album che ascolto quando penso ai N.I.N.
Undercover
Sabato 18 Febbraio 2012, 15.36.19
6
Concordo con Enry, questo è il migliore sono andati di passo in passo calando mantenedosi ancora validi in "Comalies" dopo il baratro.
enry
Sabato 18 Febbraio 2012, 13.38.11
5
Invece per me questo è il loro migliore, o almeno, è quello che ascolto più volentieri. Terrible Lie e Sin le mie due preferite...Insomma, di gran lunga migliore rispetto alle ultime cose.
NoRemorse
Sabato 18 Febbraio 2012, 12.24.11
4
L'inizio della storia: un disco non perfetto ma decisamente importante...che comunque contiene al suo interno pezzi incredibili come terrible lie, head like a hole, sin e something i can never have...il successivo EP Broken li porterà su lidi più heavy e sarà a mio parere il capolavoro.
BILLOROCK Fci. (calcisticamente in lutto)
Sabato 18 Febbraio 2012, 11.57.19
3
i padrini di Marilyn manson li ho sempre odiati, marilyn manson è diventato il Dart vader di obiwan trent reznor, ovvero il tuo allievo non solo ti surclassa ma ti prende pure a schiaffi !! scherzi a parte li trovo noiosetti, gusto personale ovviamnete !!
xutij
Sabato 18 Febbraio 2012, 11.41.18
2
Dite quello che vi pare ma a me questo disco piace molto. Voto piu che giusto.
tribal axis
Sabato 18 Febbraio 2012, 11.35.17
1
grandissimo disco! anche se ovviamente surclassato dal suo successore.
INFORMAZIONI
1989
TVT Records
Industrial
Tracklist
01. Head Like a Hole
02. Terrible Lie
03. Down in It
04. Sanctified
05. Something I Can Never Have
06. Kinda I Want To
07. Sin
08. That's What I Get
09. Only Time
10. Ringfinger
Line Up
Trent Reznor – vocals, all instruments, arranger, producer
 
RECENSIONI
95
95
86
96
80
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]