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Heavy Load - Full Speed at High Level
( 2475 letture )
Anno del Signore: 1978. In Inghilterra il punk la fa da padrone ed i vecchi giganti del rock duro, come i Black Sabbath, stanno conoscendo un momento di stanca. Eppure, nei bassifondi delle città britanniche, per dirla con Saruman de Il Signore degli Anelli, “un nuovo potere sta sorgendo”…la NWOBHM, difatti, è ormai alle porte e presto porterà una ventata di freschezza che cambierà per sempre il volto della musica pesante. Nello stesso anno, in Svezia, una band chiamata Heavy Load dà alle stampe il proprio album di esordio, intitolato Full Speed at High Level. Come mai questo salto geografico, direte voi? Il motivo è molto semplice, perché questi tre ragazzoni scandinavi ci hanno regalato un album che non sarebbe sbagliato definire precursore della pur vicina NWOBHM, con tutti i suoi pregi ed i suoi difetti.

Lo si può notare già nella title-track, dove una chitarra di matrice anni 70, ma decisamente più veloce, ci introduce ad una canzone di puro e semplice metal inglese di fine seventies ed inizio eighties. Niente di più, niente di meno, i primi Saxon come i primi Iron Maiden avrebbero potuto tranquillamente inserire questo brano nei loro lavori giovanili. Certo, è ovvio che non sia tutto oro quel che luccica: la registrazione del disco non ci pare la migliore che abbiamo mai ascoltato, dal momento che mette un po’ troppo in evidenza la voce del cantante e chitarrista Ragne Wahlquist, la quale per giunta non è esente da difetti. Midnight Crawler (alzi la mano chi non ha pensato al capolavoro priestiano di dodici anni dopo, Night Crawler) inizia con un breve assolo di batteria di Styrbjörn Wahlquist, che ricorda vagamente quello che sarà inciso anni dopo per Hot for Teacher da Alex Van Halen. Il brano è una vera e propria gemma di heavy metal, con un riff splendido, una melodia coinvolgente ed una linea vocale che risulta molto piacevole nonostante i già accennati difetti della voce del singer, che ci appare troppo spesso troppo acuta. Si ha l’impressione, per tornare al discorso che facevamo riguardo agli Heavy Load come precursori, che essi anticipino alcune caratteristiche dell’epic metal che diverrà tanto celebre qualche anno dopo. Moonlight Spell torna a respirare a pieni polmoni l’aria della NWOBHM, con un riff che per giunta farebbe felice qualunque appassionato di speed e thrash metal. Il ritornello è strutturato in modo da risultare piuttosto pomposo, ma non riesce a convincere appieno, pur attestandosi su buoni livelli. Una menzione d’onore, intanto, va rilevata per gli splendidi assoli di chitarra di Ragne Wahlquist, certamente molto più a suo agio con le sei corde che con il microfono. Questi assoli la fanno da padrone nella successiva Storm, una lunga suite dove il trio si diverte a provare tutte le soluzioni possibili: rock classico, heavy metal in stile inglese e, nella seconda metà, una parte strumentale semplicemente stupenda che sembra esser stata scritta dai Led Zeppelin più blues. Bisogna inoltre rilevare che, finalmente, riusciamo a sentire dei piacevoli stralci della prestazione al basso di Dan Molén, finora piuttosto in ombra. Anche su In Two Minds il bassista risulta sensibilmente presente, ma la canzone si fa notare per l’urlo halfordiano iniziale del singer e per un registro vocale più grave usato dallo stesso cantante, risultando anche in questo caso non brillantissimo, a mio parere. Sempre Dan Molén si mette in mostra all’inizio della successiva Rock ‘n’ Roll Freak, che però non è una traccia brillante come parecchie delle altre che l’hanno preceduta. Abbiamo così modo di concludere il nostro ascolto dell’album giostrandoci prima con una classica e bella power ballad, Caroline, che ricorda vagamente la seconda parte della maideniana Charlotte the Harlot, e poi con Son of the Northern Light, mazzata in puro stile NWOBHM.

Musicalmente ci sono davvero pochi appunti da fare a questo album: il basso, seppur poco in evidenza, fa il suo mestiere, la batteria ci regala momenti presi a tratti dal blues ed a tratti dal metal più ruvido, mentre la chitarra merita un capitolo a parte: la sei corde di Ragne Wahlquist miete difatti riff azzeccati su riff azzeccati, risultando quasi sempre più che brillante, a parte forse su un paio di tracce, ed inoltre tesse assoli splendidi e carichi di pathos. I limiti del gruppo, pertanto, stanno quasi tutti nelle linee vocali dello stesso cantante/chitarrista: come già evidenziato, il nostro non sembra a suo agio né nelle tonalità acute né in quelle più gravi e, ad esser sinceri, in certi passaggi dove dovrebbe tenere la nota più a lungo lo si sente distintamente stonare. Un vero peccato, dal momento che tale prestazione non certo indimenticabile inficia la qualità di parecchi brani presenti, che altrimenti potrebbero rappresentare, a tratti, dei veri capolavori del genere. Ma in ogni caso ciò non cancella assolutamente l’ottima qualità musicale del prodotto in questione. Pertanto, se volete sentire un po’ di NWOBHM e di epic metal in fase embrionale, procuratevi l’opera prima degli Heavy Load, alzate al massimo il volume dei soli strumenti, riducete al minimo quello della voce e godetevi il viaggio.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
40.63 su 19 voti [ VOTA]
Sal Des
Martedì 14 Novembre 2017, 23.25.49
6
Altra grande band degli eighteens !....anche per me stavolta una recensione piuttosto ingiusta...da defender fan, dico che gli Heavy Load avrebbero meritato un p'o di fortuna in piu ....trovo il loro sound semplicemente fantastico ;..classico metal scuola Maiden/Priest unito a avvicenti tonalita' epic e, incorniciato da riff granitici di sulfureo Doom Sabbathiano....io do all'album 85....W. il vero metal!!
Nameless
Sabato 27 Giugno 2015, 0.55.29
5
Voto troppo basso, sia del recensore che dei lettori, una cosa vergognosa.
METALABBA
Giovedì 12 Dicembre 2013, 0.58.22
4
IO LI HO TUTTI E TRE IN CD! LI ADORO DALLA PRIMA ALL'ULTIMA NOTA DI OGNI DISCO!
dario
Sabato 11 Maggio 2013, 1.46.14
3
Veramente peccato per la voce , non all'altezza, perchè il resto è fantastico. Non trovo l'aggettivo per descrivere la bellezza della chitarra in " storm ".....ma anche Full Speed At High Level e Midnight Crawler ..che intro !!! Classici e strepitosi.
nerkiopiteco
Giovedì 1 Novembre 2012, 11.26.38
2
Un disco che dovrebbero avere tutti; i fratelli Wahlquis sono dei geni; brani poco noti come Caroline sono capolavori (quando ho bisogno di concentrazione me la sparo dal minuto 3 in poi tra virtuosismi tecnici ed atmosfera ci assestiamo su alti livelli) ) Son of the Northern Light poi riassume gran parte delle tematiche che si svilupperanno nella scena Metal a venire, tra epic/viking con svariati riferimenti anticattolici ("Jesus' head is going to roll" non è tanto velato eheh). La voce di Ragne si, è troppo storta ahahah, però sarà che mi ci sono abituato, alla fine mi piace anche quello
The Nightcomer
Martedì 27 Marzo 2012, 11.18.18
1
Il mio preferito degli Heavy Load! Imho un disco da riscoprire. L'originale nelle liste viaggia su cifre abbastanza elevate, ma anche in questo caso esistono le alternative, a partire dal cd (purtroppo del vinile gira anche una versione bootleg).
INFORMAZIONI
1978
Heavy Sound Records
Heavy
Tracklist
1. Full Speed at High Level
2. Midnight Crawler
3. Moonlight Spell
4. Storm
5. In Two Minds
6. Rock ‘n’ Roll Freak
7. Caroline
8. Son of the Northern Light
Line Up
Ragne Wahlquist (Voce, chitarra, tastiera)
Dan Molén (Basso)
Styrbjörn Wahlquist (Batteria)
 
RECENSIONI
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