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J.C. Cinel - The Light Of A New Sun
( 2394 letture )
Il nome di questo chitarrista vi potrebbe trarre in inganno, come anche la sua musica, che apertamente evoca quelle profonde, storiche sonorità di un sound rock-blues tipico delle sconfinate terre d’oltreoceano, ma J.C. Cinel è un musicista italiano di ottima qualità, con un’esperienza musicale maturata nel tempo, che si è allontanato volutamente da quel circuito commerciale della musica legata a meccanismi fini a se stessi. Cresciuto musicalmente come chitarrista, cantante e compositore in una band di Piacenza, i Wicked Minds, ha da sempre interamente voluto perseguire i propri sogni, i propri ideali, il proprio sincero amore per quel genere musicale che, propriamente canonico, fonda le sue radici nel sound of the south e fino al West-coast sound, con tipiche influenze di un blues city dei ghetti di Oakland, inquinati da quei suoni espressivi di un country rock degli anni sessanta, ma con un uno stile compositivo di qualità folk-rock che ricordano quella musica suonata nei locali di una ormai lontana e affascinate Los Angeles.
J.C. Cinel, oltre ad essere un chitarrista folk completo e curato nella sua tecnica solistica, è certamente un ottimo vocalist, con una buona e sviluppata esperienza, con una capacità di composizione e di arrangiamenti che prendono palesemente forma in una naturale freschezza musicale, scevra da qualsiasi falso artefatto.
Lui stesso ama ricordare le sue ramificate influenze artistiche, proprio con quella musica rock famosa negli anni sessanta e settanta, come quella dei The Who, degli Eagles, di Tom Petty. Personalmente mi ha ulteriormente ricordato anche le sonorità di quei musicisti che hanno gettato le basi folk e che il tempo li ha sfortunatamente cancellato, come un Estil Cortez Ball, ma anche di un Hobart Smith, ma la semplicità di voce e chitarra è simile a ciò che era possibile apprezzare in un Bob Carpenter del 1979 per avvicinarsi, se pur interpretandolo diversamente, al distinto artista James Taylor.

The Light Of A New Sun, pubblicato dalla label indipendente italiana Andromeda Relix, si presenta con musiche molto trascinati, sognanti e che riescono a trasportare la mente lungo quelle strade marchiate a stelle e strisce, così come gli immensi campi del sud dell’America, ridipinti su pentagramma da un’armonica a bocca e una chitarra blues in Think of Myself. Molto evocativa, molto rappresentativa di un rock-blues leggero targato States. La sua rifinita qualità, semplice e delicata, emerge nello stile musicale di Wheel of Time, che mi ha ricordato molto piacevolmente le band Americane, l’ho trovata decisamente interessante soprattutto nel suo riff e in un timing groove molto coinvolgente.
La chitarra è piacevole, suonata con note investenti, che chiaramente si ben articolano con la ben tenuta voce di J.C. Cinel in Living On A Highway, ma ho decisamente apprezzato il quadro d’insieme compositivo della molto appassionante The Light Of A New Sun. Ancora una volta ritorna l’emozione, i ricordi di un passato musicale, quei suoni che permettono all’ascoltatore di lasciarsi trasportare per un po’ e farsi cullare senza pensieri e con semplicità da una bella canzone. Un brano molto rappresentativo e che indica nettamente la buona qualità di questo prodotto discografico. Sweet And Wild è un bel blues molto andante, trascinante, supportato da un organo hammond suonato da un ottimo musicista, del calibro di Johnny Neel e che, infine, va a concludere il brano con una serie di note scandite su di un pianoforte ed con una spontanea risata. Elementi chiari, che dimostrano la palpabile genuinità dei musicisti e che, necessariamente, questo genere musicale deve possedere.
Gli Eagles e le loro sonorità suggestionano la traccia Islands che, come in un nashville rock-blues, mutano la ritmica in Nashville Nights, per ritornare con una calorosa canzone ed un cantato in California Sunset. Ho nuovamente apprezzato il trascinante blues di White Soldier e della ben arrangiata Fallen Angel come l’emissione dell’aroma sonoro e della freschezza di A Place In The Sun, che con voce e chitarra, nella sua genuina semplicità, riescono a far risvegliare sonorità molto antiche.

The Light Of A New Sun è un prodotto di sicura qualità. Un lavoro discografico che non vuole mimare quel mondo degli anni passati, ma li ripropone in un’odierna chiave musicale, sotto forma di sconfinata passione, anche attraverso suoni e parti cantate molto piacevoli. Un disco che si propone nel voler fortemente risvegliare, nel cuore di ogni nostalgico ed in tutti quegli amanti di suoni semplici, genuini, puri, le globali armonie che nacquero e distinguevano quelle terre d’oltre oceano, quei campi, quelle strade lunghe e desolate d’America e che oggi, grazie a J.C. Cinel, non sono poi così lontane.
Un viaggio musicale senza tempo.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
40.6 su 25 voti [ VOTA]
Jimi The Ghost
Mercoledì 14 Marzo 2012, 17.00.34
23
Spero che mia mamma non legga le pagine di Metallized....ma ho girato un po' quando potevo, senza, ahimè, conoscere quel gruppo dal nome terribilmente evocativo di un gruppo bancario standar & poor's...che sfortuna vero?? Un saluto.
fabio II
Mercoledì 14 Marzo 2012, 16.56.33
22
Perfetto Jimi è più o meno così, è quello che ha prodotto il monetarismo globalizzato ( Standard & Poor's: sono un gruppo di cover dei Ricchi e Poveri ?). Non mi dire che sei stato a Watts! Storie fantastiche....Ciao amico Jimi
Jimi The Ghost
Mercoledì 14 Marzo 2012, 16.13.25
21
Grazie fabio. Sei sempre molto culturalmente presente. Ti rivelo, con molta timidezza, che ci sono stato personalmente in quei quartieri, in quei viottoli d'America per studiare direttamente la black sound. Un cantante RAP di LA mi raccontò che sono solo cambiate le storie e problemi....ma la musica non cambia....la madre di tutti noi vive non più nei campi di cotone, ma nelle periferie. Ciao amico mio. Jimi TG
fabio II
Mercoledì 14 Marzo 2012, 15.40.47
20
Bella, bella la tua disamina qui sotto Jimi, aggiungo, che dal Talking Blues al Rap l'America non è cambiata molto, gli Hobo che attraversavano gli States contribuendo alla costruzione della Union Pacific si sono sedimentati nelle periferie.
Jimi The Ghost
Martedì 13 Marzo 2012, 20.28.41
19
Il blues sound of the south, utilizza principalmente scale pentatoniche minori, le linee sono semplici, nessuna ricerca di sviluppo delle armoniche, con qualche assolo di chitarra, con una buona sezione ritmica che veniva definito "atteggiamento musicale pigro" tipico dei sudisti d'America, arricchito se non da una armonica a bocca. Le sue origini sono legate alla musica degli anni '50, quindi sempre al blues, ma country, suonata con una chitarra folk in R&Blues con uno stile radicato tipico di Wet Willie -il primo nome che mi è venuto in mente-, ma anche di Bob Dylan. Il West-coast "sound", definibile rock leggero, in particolare di LA, oltre fino a modificarsi ed a muoversi sul scale fraseggi lievemente più articolati, ancora oggi, nei ghetti continua a raccontare di se, ma sotto forma di West Coast Hip..R&B. Discorso diverso e sull'hard rock. Evoluzione del rock-blues con sempre un utilizzo di tutte le tecniche stilistiche (bending, slide...ecc), ma con una buona presenza di distorsioni (fuzz di solito) e nelle ritmiche in quinte giuste e, in questo disco, non ne ho sentita l'ombra. Gli Eagles e gli America, geograficamente sono inglobati in quello stile country-rock di Los Angeles, ma sempre del West-coast sound degli anni '70 intesa come evoluzione di un unica madre, che si lega al Delta blues, insomma per farla breve, al BLUES. Le altre distinzioni tipiche radiofoniche e non musicali, come pop, AOR, purtroppo non le conosco e non posso esprimermi. Questa è la mia opinione ed è, ovviamente, opinabile. Jimi TG
giovanni loria
Sabato 3 Marzo 2012, 19.59.16
18
ho avuto modo di recensire questo disco altrove e dopo un paio di ulteriori ascolti confermo l'impressione iniziale. è un buon disco che va alle radici del suono americano, blues, country, hard rock ma nessuno di questi ingredienti che prevarichi l'altro... non esattamente southern, la definizione esatta mi sembra 'rural rock' ed effettivamente il Bon Jovi di 'Dry County' senza la mega produzione potrebbe essere un paragone accettabile. o anche Eagles e America, ma in chiave più hard e meno pop.
Khaine
Mercoledì 29 Febbraio 2012, 13.14.34
17
Bel modo di agire, complimemti.
Francesco
Mercoledì 29 Febbraio 2012, 13.12.05
16
Mi scuso, volevo solo promuovere e "ingigantire" il form su questo disco cercando di creare interesse. Mea culpa
Khaine
Mercoledì 29 Febbraio 2012, 12.26.11
15
Magari ha imparato qualche cosa
Jimi The Ghost
Mercoledì 29 Febbraio 2012, 12.24.15
14
Merda! ...Ancora....Comunque Khaine sei impressionante...007 del web. Ed io che cercavo di spiegargli la differenza tra AOR e blues...
BILLOROCK fci.
Mercoledì 29 Febbraio 2012, 8.34.40
13
ahi ahi birbantello multi nick, non si fa ..
Khaine
Mercoledì 29 Febbraio 2012, 8.29.02
12
@ Francesco, multinick per Emanuele, Andrea e Rockn'nroll radio: continua a prendere per il culo e ti sarà vietato di commentare. E' l'unico avvertimento.
Emanuele
Mercoledì 29 Febbraio 2012, 8.26.28
11
A me invece ricorda molto i Boston e gli Eagles, per nulla il rock sudista o il blues
Jimi The Ghost
Domenica 26 Febbraio 2012, 10.26.06
10
Mi sarebbe molto dispiaciuto includere questo ottimo chitarrista e cantante in un sotto-genere musicale di derivazione e commistione come potrebbe essere l'hard rock, ma "melodico", quando la madre di tutti i generi è il blues... Poi l'AOR, format puramente radiofonico ,che: "Il termine non riflette un vero e proprio stile musicale" (rapida citazione da wiki) ed è anche talmente vasto che dovrei paragonarlo ai mille e mille gruppi per esempio i Boston, i Dakota, i Danger Danger....i Bon Jovi...eccetera. Come dire il suo stile è tutto! In musica non si insegna l'AOR, ma il blues, con le sue influenze metropolitane e ambientali. Rispetto comunque il vostro e il tuo, Andrea, orientamento musicale, significa che hai ascoltato il disco di questo ottimo chitarrista italiano. che merita attenzione Questo per me è ciò che conta maggiormente. Una carissimo saluto. A presto per altri commenti! Jimi TG
Andrea
Domenica 26 Febbraio 2012, 7.17.46
9
Si concordo anch'io, molto più vicino all'AOR e hard Rock melodico che al bues o rock sudista, trovo molte melodie alla Kansas, Styx, America, Great White e Dokken, anche la voce mi ricorda Dokken e il Bon Jovi più country e il melodiic hard rock anni 80
Jimi The Ghost
Sabato 25 Febbraio 2012, 13.10.10
8
@rock'nroll radio: penso che anch'io che le sue composizioni possano ricordare quel' Hard Rock classico e qullla fusione del genere AOR anni '80, ma questo musicista italiano fonda le sue radici stilistiche proprio in quelle origini musicali del movimento -a se stante- degli a anni 60: il Blues rock caratterizzato da scale blues e assoli di chitarra energici e veloci in certi punti. Poi, in qualche traccia, J.C. Cinel da bravo arrangiatore si sposta stilisticamente in quei vari aspetti come citavi proprio tu. Grazie per il passaggio! Jimi TG
rock'nroll radio
Venerdì 24 Febbraio 2012, 15.32.34
7
a me ricorda molto anche gli Styx e un certo AOR americano di stampo anni 80, piu che il blues rock
Jimi The Ghost
Venerdì 24 Febbraio 2012, 9.10.48
6
Ah,caro Billo, sol tu Billo....
BILLOROCK fci.
Venerdì 24 Febbraio 2012, 8.54.04
5
Per un attimo mi sembrava Ligabue, e subito immaginavo gli improperi e cristoni di Lambruscore, nel vedere il Liga in questo sito... " a che ora è la fine del mondo ??? "
Francesco
Giovedì 23 Febbraio 2012, 9.59.41
4
Intendo l'ultimo periodo dei Bon Jovi, la voce, il modo di cantare me lo ricorda
Khaine
Giovedì 23 Febbraio 2012, 7.59.55
3
@ Francesco: in tal caso lo devo assolutamente ascoltare! L'ultimo dei Bon Jovi, intendo.
Francesco
Giovedì 23 Febbraio 2012, 7.58.28
2
A me ricorda molto l'ultimo Bon Jovi
Lizard
Mercoledì 22 Febbraio 2012, 15.13.43
1
Nei Wicked Minds, per scelta stilistica ed interpretativa, il suo lavoro ricordava molto quello del classico David Byron degli Uriah Heep, ma non mi sorprende che da solista le sue radici siano più legate agli States. Lo ascolterò senz'altro!
INFORMAZIONI
2011
Andromeda Relix
Rock/blues
Tracklist
1. Think Of Myself
2. Wheels Of Time
3. Living On A Highway
4. The Light Of A New Sun
5. Sweet And Wild
6. Islands
7. Nashville Nights
8. California Sunset
9. White Soldier
10. Fallen Angel
11. A Place In The Sun
Line Up
J.C. Cinel (Voce, chitarra elettrica ed acustica, harmonica)
Davide Debusti (Chitarre, backing vocals)
Federico Delfini (Batteria)
Johnny Neel (Organo hammond, pianoforte su tracce da 2 a 5)
Dario Guarino (Batteria su tracce 3, 4, 5 e 9)
Andrea Barbieri (Chitarra su tracce 3, 4 e 7)
Alex Carreri (Basso su traccia 1 e 10)
Luca Balocco (Basso su traccia 5 ed 8)
Gianni Grecchi (Basso su tracce 2, 3, 4 e 6)
Alberto Callegari (Basso su tracce 7 e 9)
 
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