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Lana Lane - El Dorado Hotel
( 2065 letture )
Indietro non si torna ma si può comunque andare avanti, anche dopo quattro anni di inattività. Dopo Red Planet Boulevard del 2007 torna Lana Lane e la sua omonima band con El Dorado Hotel. Un ritorno potente, bello da vedere, raffinato e romantico ma anche vivo e pulsante che stimola la curiosità già dalla prima traccia così come dalla lettura dell'artwork, squisitamente surreale.

Sin dai suoi esordi, che risalgono al 1995, la cantante americana si è distinta per le sue capacità canore ed in particolare per la sua abilità di unire la forza di un rock di alto standard con una melodicità affascinante e accattivante che qualcuno attribuì al suo essere donna. Tuttavia l'aver arricchito il suo repertorio con elementi di progressive metal e con arrangiamenti presi dal jazz e dal blues, ha creato quel tocco personale che tutti i suoi fan riconoscono ormai con facilità: brani in grado di esaltare e caricare la durezza del metal con un tocco di "confusione" nella struttura melodica e di ricercatezze. Nonostante i suoi brani abbiano una struttura standard, riescono sempre a trasudare arricciamenti sonori che le rendono fresche e potenti anche quando sono dolci o lente. El Dorado Hotel emerge come un album di ritorno in cui l'idea della "mitica" città dell'oro è una metafora del raggiungimento di un successo ma in cui può emergere anche la parte onirica che caratterizza quest'artista. E come album apice, si usano tutte le sfaccettate caratteristiche: da Dream Full Of Fire, un pezzo di carattere metal in cui la chitarra elettrica dirige i toni alti ed incalzanti a Moon God, pezzo di grande tecnicità elettro-gotica in cui si alza una preghiera ad un mistico dio notturno della luna. Nonostante i componenti siano solo due, Lana e il marito Erik Norlander alle tastiere, la loro musica è strumentalmente molto avanzata, grazie anche ai vari passaggi di stile e di genere (jazz, symphonic rock con i Symphony X, progressive con Arjen Lucassen e varie opere rock). Si prosegue con Maybe We'll Meet Again che, nonostante sia uno dei più progressive, è anche uno dei più delicati e operistici paragonabile ad un ambito come quello di The Universal Migrator. Il titolo dell'album è curiosamente smistato in due brani omonimi El Dorado e Hotel: il primo è il brano "epico", dai toni alti e con un prezioso accompagnamento di chitarra che contribuisce a creare quell'atmosfera sognante, poco definita e latina che il nome porta in dote. La sensazione che traspare è esattamente quella di uscire da una giungla nebbiosa e di vedere lo scintillare dell'oro in cima ad una piramide. La seconda è altrettanto onirica ma più romantica: viene creata - con un brano molto semplice di voce, piano e chitarra - una realtà chiusa in cui la protagonista "non vuole essere disturbata", come mettendo il cartello fuori da una camera d'albergo.
Si unisce il rock alla speranza malinconica con Believe: sintetizzata e ritmata ma affascinante, alta e liberatori, in cui le due voci all'unisono trasudano l'idea del raggiungimento sperato che è anche la trama principale dell'album.
Infine, In Exile è un pezzo vintage che ricorda il progressive rock, con un'ovattata tristezza iniziale che si evolve poi in un un suono di chitarra graffiante sempre sostenuto da tocchi di tastiera.

El Dorado Hotel è il ritorno dei Lana Lane ma non si tratta di una ricomparsa, bensì di un trionfo emozionale, di un sunto di tutto ciò che di meglio quest'artista riesce a fare, di una conferma della passione che ci vuole e dell'eccellenza che può raggiungere una commistione fatta con talento. È salire sulla piramide maya e riaprire gli occhi sul mondo.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
32.42 su 21 voti [ VOTA]
Renna
Domenica 12 Agosto 2018, 22.05.55
4
Non so se sia un sound vecchio, ma Lana è davvero grande, l overture track è fantastica, malgrado non sia l album più riuscito. Per dirla alle Maiden una grande woman in uniform, degna come la voce degli Heart. Rock on
Savior
Giovedì 23 Febbraio 2012, 18.17.23
3
A me piace moltissimo il lavoro strumentale e in arrangiamento di suo marito, Norlander. Meno l'impostazione vocale di Lana Lane, che mi è rimasta sempre indigesta. Se fosse solo per la musica, la commistione prog-rock e aor mi farebbe veramente sognare. Il mio preferito resta Secrets of Astrology.
ayreon
Giovedì 23 Febbraio 2012, 15.22.34
2
io però la vidi con il marito Norlander all'indian saloon circa 10 anni fa,spettacolo di voce e grande band,peccato per chi non c'era ( escluse le poche decine di presenti)
ixo
Giovedì 23 Febbraio 2012, 11.27.24
1
Penso che dovrebbe svecchiare un tantino il genere introducendo qualche influenza attuale, ormai siamo nel 2012, e suonare roba del genere provoca diversi sbadigli...
INFORMAZIONI
2012
Think Tank Media
Rock
Tracklist
1. A Dream Full Of Fire
2. Maybe We'll Meet Again
3. El Dorado
4. Darkness Falls
5. Hotel
6. Believe
7. Life Of The Party
8. Gone Are The Days
9. Moon God
10. In Exile
Line Up
Lana Lane - voce, chitarra, piano
Erik Norlander - tastiera
 
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