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D.R.I. - 4 Of A Kind
( 3221 letture )
Indubbiamente ritenuti degli innovatori, gli americani D.R.I. diedero alla loro carriera una sterzata considerevole nell'anno domini 1987, quando lanciarono sul mercato il loro terzo full length, Crossover, punto di partenza per tutte le ibridazioni tra generi differenti -ma legati da radici in ogni caso comuni- come il punk ed il thrash metal; il disco non poteva avere titolo più adatto, vista la contaminazione alla quale venivano sottoposti i sacri dogmi del thrash. Col successivo 4 of a Kind, uscito nell'estate del 1988, la band confermò il suo ottimo stato di forma e la sua natura ironica, strafottente, guascona e stilisticamente innovativa. Trentacinque minuti ed undici tracce compongono un disco qualitativamente inferiore al predecessore -ma dopo un masterpiece é sempre ostico ed impensabile ripetersi, a meno di non essere dei mostri- ma che raccoglie in esso, ancora una volta, tutti gli elementi tanto cari a quei fruitori che si erano già innamorati di quell'ibrido ultravitaminico. con una virata thrash decisamente più marcata rispetto al passato, cosa vista con occhio un pò diffidente dagli estimatori del crossover.

La qualità delle registrazioni e la nitidezza dei suoni -squisiti quelli della batteria: compatti, asciutti- balzano subito all'orecchio, soprattutto in funzione dell'epoca e del genere non propriamente virtuoso a cui il disco é associabile; peculiarità dominanti sono il riffery teso e brevilineo imbastito da Spike Cassidy ed il vocalism incalzante di Kurt Brecht, singer alle prese con un approccio praticamente hardcore, serrato ed aggressivo. La velocità abbonda in ogni frammento del disco, concentrata in adrenaliniche accelerazioni e ritmi infaticabili, evidenti fin dall'introduttiva All for Nothing, trascinante e farcita di frammentari inserti di basso, canalizzati a far fibrillare la tensione; dello stesso identico appeal é dotata la successiva Manifest Destiny, ugualmente picchiante e monodirezionale: si corre dall'inizio alla fine, senza mezzo istante di respiro e senza alcun tecnicismo, con assoli di chitarra semplici e viscerali; un sound dunque grezzo, per quanto prodotto con la massima professionalità, che rimarrà costante per tutto l'ascolto e che, pertanto, presterà il fianco alle critiche di chi esige un pizzico di varietà e stratificazione stilistica in più. Lo spiito hardcore é palese in tracce come le punkeggianti Gone Too Long, Slumlord o Suit And Tie Guy, sfrenate, irruente, e dopo pochissimi pezzi ci si avvede già di come il parco riff non sia eccessivamente ricco o sorprendente, poggiando su soluzioni speculari e ripetute allo sfinimento, proprio come il canovaccio fast'n'furious, applicato sistematicamente a tutte le composizioni. Spiccano sulle altre tracce come Do The Dream, dall'imbastitura metallica e dal tiro notevole, canzoni generalmente brevi e fulminee con un unico scopo: agitare e scatenare i moshpit, senza nessun'altra pretesa. Il disco non é pertanto consigliato agli amanti della tecnica e delle composizioni elaborate, bensì ai fedeli sostenitori del metal più istintivo, rozzo e vitaminico, frenetico ed incondizionato senza però riflettere risvolti d'estremo.

Bisogna dire che l'assenza di ritornelli vocali particolarmente definibili pesa nell'economia dell'opera, così come l'essenzialità dei guitar solos, ridotti all'osso: anche le varianti ritmiche sono pressoché inesistenti. Eppure i D.R.I. godono di una fetta di irriducibili sostenitori, anche celebri (chi ha detto Slayer?), fedelmente devoti alla loro ricetta classica e schietta, direttissima (Shut-Up!, Modern World), nonostante nel disco qui presente trova persino spazio un episodio come Think for Yourself, che rimane solo strumentale fino ai due minuti e mezzo: in questo decorso temporale, la band espone riff oscuri, pesanti e molto validi, prima di scatenarsi nel tradizionale sproloquio sonoro. La mazzata più thrashy del lotto é pertanto Man Unkind, una corsa a briglia sciolta ricca di riff affilati e doppio pedale scatenato, sempre col consueto retrogusto punk. Per chi ama questa variante del thrash americano, e per chi adora la band americana, 4 of a Kind é certamente un disco da conoscere ed apprezzare, un prodotto di buon livello che conferma la bontà discografica di questo moniker, pur se qualitativamente inferiore e meno genuino, forse, rispetto al suo predecessore.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
57.77 su 22 voti [ VOTA]
The Cowboy
Giovedì 13 Agosto 2020, 21.38.11
23
Il più bello per me è dealing , ma comunque si può sempre discutere. Non sono un grande sostenitore dell hardcore, ma quando un album è fatto bene...Vorrei ricordare che negli anni 80, l eta' dell oro per metal e affini, solo qui e neanche tra tutti, gli heavies andavano d'accordo con il punk hardcore, diciamo che comunque tutte e due le fazioni non erano mainstream e quindi per alcuni scattava il reciproco compatimento. Ma questo ci poteva anche stare. Quello che non fu accettabile fu nei maledetti 90 addirittura flirtare con Prodigy che vanno bene per dj Chemical Sbroder e venivano spacciati per nuovo punk addirittura rock!!! L'elettronica non dovrebbe far parte di nessuna tipologia rock, almeno che non ci sia un tastierista professionista, un musicista insomma
d.r.i.
Lunedì 3 Febbraio 2020, 14.34.51
22
In ascolto ora per ricordami di Josh
MetallaroNero
Giovedì 29 Marzo 2018, 22.34.16
21
unico album dei D.R.I. che possiedo tutt'ora, e devo dire che non mi dispiace voto 91.
il vichingo
Mercoledì 19 Settembre 2012, 11.45.48
20
Questi li preferivo quando erano Hardcore e basta, nonostante l'Hardcore come genere non mi sia mai piaciuto molto (mi rendo condo di essere leggermente contraddittorio )
d.r.i.
Mercoledì 19 Settembre 2012, 11.35.47
19
Prendi Crossover (immenso) e Thrash Zone se vuoi mantenerti su questa strada...se invece vuoi ascoltarli nella loro versione più punk prendi Dealing with it e Dirty Rotten LP.
Sorath
Mercoledì 19 Settembre 2012, 10.20.37
18
Attualmente è lunico lavoro dei D.R.I che ho in mio possesso ma personalmente spacca che è una bellezza questo lavoro. Un mazzata thrash - core mai vista. Suit and tie guy With his fashion phases And his quarterly raises Feels he's better than you and me
Elluis
Lunedì 5 Marzo 2012, 22.26.37
17
@Luci di ferro purtroppo devo confermare in toto tutto quello che ho scritto: per anni ho ascoltato il magnifico "Rock For Light", per non parlare di "I Against I" o "Omega Sessions". Ho sempre visto su YouTube i loro furiosi live al CBGB, alternati al dolce suono reggae (particolarità che ho sempre amato di questa band, quella di non mischiare mai i due generi ma di tenerli sempre ben separati). Bene, l'anno scorso ho potuto finalmente vederli dal vivo al Carroponte di Sesto San Giovanni, e ti dirò che a metà concerto me ne volevo andare, sono rimasto con gran fatica fino alla fine giusto per onorare i 15€ pagati. Ho visto una band abulica, vuota, apparentemente anche parecchio scazzata, assolutamente irriconoscibili: H.R. faceva fatica a stare in piedi, infatti più volte si è dovuto sedere su uno sgabello; ti giuro che era un povero vecchio rincoglionito, forse non stava bene o semplicemente si era fumato mezza Brianza, cmq la band gli andava dietro e il suono era al rallenty rispetto alle versioni su album: è stata una delle peggiori delusioni che una band dal vivo mi abbia mai dato !
luci di ferro
Lunedì 5 Marzo 2012, 21.45.14
16
@ Elluis cito una tua frase ''quei 4 cadaveri ambulanti dei Bad Brains'' stai scherzando ci aggiungo io. 1983: Rock for Light è una pietra miliare della musica in generale e di tutta la musica, album supremo che in paradiso se lo sognano un album di tale valore e portata.
Masterburner
Lunedì 5 Marzo 2012, 13.03.32
15
Grandi riff su questo album, e pezzi da paura (Manifest destiny , Modern World ma è difficile scegliere). Direi che per me è un classico, il disco che mi ha fatto innamorare dei DRI (insieme al primo). Spettacolo anche la copertina
DIMMONIU73
Lunedì 5 Marzo 2012, 12.58.29
14
do retta eccome, carissimo...appena vado a casa mi metto sotto, da qui neanche il tubo posso vedere, eccheppalle! Nel frattempo grazie per la dritta!!!
Elluis
Lunedì 5 Marzo 2012, 12.17.28
13
Ti dirò i The Damned sono quelli che mi hanno convinto di meno, data forse l'età media della band (coetanei dei Clash e Sex Pistols), e certi piccoli insert di elettronica e effettini vari, però tutto sommato da vedere: di certo non sono paragonabili alla cocente, totale delusione che mi hanno dato quei 4 cadaveri ambulanti dei Bad Brains. Se non conosci i The Casualties cerca assolutamente "Under Attack" e il loro ultimo "We Are All We Have", e al limite il loro album live "Made in NYC": quando li hai trovati mettili nello stereo, alza il volume a livelli proibitivi, e vedrai se non avevo ragione: semplicemente devastanti !! Intanto per conoscerli un po, fatti un giro su YouTube, dai retta a un pirla (cioè io !! hahaha)
DIMMONIU73
Lunedì 5 Marzo 2012, 12.01.30
12
@Elluis: vero, mica pizza e fichi, cazzo i GBH e gli UK Subs, buoni anche i The Damned e...ahi, ahi, ahi, non conosco i The Casualties, vedrò di farmi una cultura
Elluis
Lunedì 5 Marzo 2012, 11.57.45
11
@Dimmoniu nemmeno io li ho mai visti, ma anche perchè in Italia mi risulta che i D.R.I. siano passati prima dell'anno scorso (a novembre 2011, non a marzo) forse un'altra volta anni anni fa. Nell'ultimo tour europeo che avevano fatto prima del lungo stop per la malattia di Spike, la data più vicina all'Italia era stata in Svizzera tedesca, quindi fai un po te. Al Magnolia cmq in questi anni sono passati anche i GBH, i The Casualties (totali !!), The Damned e gli UK Subs, mica pizza e fichi !!
DIMMONIU73
Lunedì 5 Marzo 2012, 11.36.26
10
@Elluis: figurati che in 25 di onorata carriera (mia) non li ho ancora visti...devo colmare questa gravissima lacuna!!! ...se poi penso che al Magnolia son passati pure gli Exploited ed ero a letto con 40 di febbre, mi si rigira lo stomaco...
Elluis
Lunedì 5 Marzo 2012, 11.17.30
9
@Dimmoniu son ben contento: l'ho scritto apposta, dato che ritengo che per gli amanti del genere HC sia un appuntamento imperdibile. Io tra l'altro i D.R.I. non ho potuto vederli al Lo-Fi quando sono venuti l'altra volta (cos'era marzo o aprile, boh non ricordo) per questioni di lavoro, ma stavolta non ci sono scuse !
DIMMONIU73
Lunedì 5 Marzo 2012, 10.59.03
8
@Elluis: mi hai dato una grande notizia, e chi se li perde? Band e disco immortale!!!
LAMBRUSCORE
Lunedì 5 Marzo 2012, 8.32.19
7
Vinile comprato all'epoca, da avere assolutamente, Metal immortale, compralo senza indugi, come del resto ti consiglio tutta la loro discografia.
Metal immortale
Sabato 3 Marzo 2012, 22.07.48
6
Molti lo danno come capolavoro esempio preso da ''i 100 migliori dischi thrash'', i giornalisti Stefano Cerati, Niccolò Carli e Alessio Oriani l'anno inserito nel libro. Io conservo gelosamente thrash zone che per me merita il titolo di capolavoro assoluto, 4 Of A Kind non c'è lo consigliatemi attraverso i vostri commenti e mettete anche il voto, comunque TRUE.METAL. gli da un bel 81/100, ciao a tutti.
Cuordipietra
Sabato 3 Marzo 2012, 17.02.55
5
Gruppone, nulla da aggiungere.
Elluis
Sabato 3 Marzo 2012, 16.53.57
4
30 luglio 2012: D.R.I. + Raw Power al Circolo Magnolia di Milano. Stavolta non ci sono cazzi, non li posso perdere per niente al mondo. CI DEVO ESSERE !! (e a chi interessa il giorno dopo sono a Comacchio, stesso bill).
brainfucker
Sabato 3 Marzo 2012, 16.09.11
3
che gruppo della madonna
Undercover
Sabato 3 Marzo 2012, 13.54.21
2
Bell'analisi, concordo pienamente è un gradino sotto al predecessore ma magari ne uscissero di dischi così oggi.
hm is the law
Sabato 3 Marzo 2012, 9.41.42
1
Straquoto l'ultima frase!
INFORMAZIONI
1988
Metal Blade Records
Thrash
Tracklist
1. All For Nothing
2. Manifest Destiny
3. Gone Too Long
4. Do The Dream
5. Shut-Up!
6. Modern World
7. Think For Yourself
8. Slumlord
9. Dead In A Ditch
10. Suit And Tie Guy
11. Man Unkind
Line Up
Kurt Brecht (Voce)
Spike Cassidy (Chitarra)
Josh Pappe (Basso)
Felix Griffin (Batteria)
 
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