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Black Dots Of Death - Since We Were Children
( 1605 letture )
Ci sono dischi che vanno ascoltati meglio di altri. Esistono opere che vanno spogliate della propria apparenza superficiale per essere comprese davvero, quante volte vi sarà capitato di incontrare qualcuno che giudica mediocre una band e la sua musica al primo ascolto? Sono sempre di meno coloro che apprezzano i frutti dell’ascolto profondo, quello che prende giorni e giorni, a volte settimane, per poter mettere a nudo ogni piccolissimo dettaglio che compone quell’insieme meraviglioso che stimola quasi tutti i nostri sensi. E quale soddisfazione nel raggiungere la piena consapevolezza che l’opera che tanto abbiamo analizzato è qualcosa di cosi superbo, di cosi raffinato, e che solo noi che abbiamo avuto la pazienza e la costanza di andare oltre alle apparenze possiamo godere appieno di tale piacere. Ebbene, dopo un lungo e travagliato ascolto posso assicurarvi che Ever Since We Were Children è a tutti gli effetti un disco mediocre. Di solito le opere di basso spessore non sono in grado di nascondere bene la propria identità, ma il nuovo progetto di Shawn Crahan, il clown percussionista degli Slipknot, eccelle quantomeno in questo.

Il lavoro, va detto, è molto distante da quanto proposto dalla band di riferimento. Anche rispetto agli altri side project, i To My Surprise e i Dirty Little Rabbits, il sound dei The Black Dots of Death cerca una nuova dimensione nello sperimentale un crossover piuttosto vario. All’alternative metal di base si fondono influenze che vanno dal rap all’industrial, con momenti che rasentano il death e qualche puntina di noise. S.A.T.A.N. è un rap metal piuttosto noioso che di interessante ha solo le ritmiche, Crahan usa tonalità sporche che a questa velocità di esecuzione sembrano quasi parodiche, decisamente evitabile. Meglio la seguente Destroy Anything, ancora rap ma su base elettronica piuttosto che metallica, il cantato è meno sporco e più interpretativo, un po’ piatta ma si lascia ascoltare. Finalmente un pizzico di smalto con Standing Alone, che vanta chitarre finalmente reattive. Sarebbe stato preferibile un ritornello più graffiante ma la linea di produzione del disco sembra essersi preposta dei canoni ben definiti. Lower Than Dirt ha del buono nel suo industrial noise e nelle urla di un Crahan molto mansoniano, ma proprio non riesce a decollare, rivelandosi l’ennesimo esperimento mal riuscito. Discorso molto simile per Everyone Can Kill, il clown ce la mette tutta per rendere l’atmosfera insana e morbosa ma la predilezione per certe influenze rispetto ad altre finisce per rovinare inevitabilmente le pur presenti idee valide. Su tutte il rap, che non riesce proprio a trovare la sua dimensione, restando quasi sempre alieno al contesto e fastidioso alle orecchie di chi, pur non disprezzando il genere, si aspetta probabilmente altro da un disco come questo. Le chitarre salvano di nuovo la situazione in I Am Lost, pezzo dall’attitudine più rock, con un Crahan finalmente ispirato e nel suo ruolo. The Hunt Is Over è particolarmente sperimentale, l’elettronica la fa da padrona per la maggior parte del tempo di un pezzo fin troppo dispersivo, ostico e per nulla appagante. Uncertainty abbraccia territori meno pindarici, un rock tirato coadiuvato da un cantato sofferente e di nuovo sugli scudi, un’ottima traccia. Chiudiamo non proprio in bellezza con Been Gone So Long, ennesimo rap con venature rock che viene troncato di colpo sul finale.

Come già accennato, le idee buone non mancano ma non vengono quasi mai sviluppate a dovere. Apprezzo lo sforzo di Crahan nel cercare di battere nuovi territori, ma al di là di tutte le considerazioni che possono essere fatte sull’apertura mentale artistica e creativa, l’ultimo giochetto del clown lascia decisamente l’amaro in bocca. Potrete ascoltarlo quanto volete, vi rimarranno sempre dei dubbi che non riuscirete a sciogliere con un verdetto che non sia la pochezza. Come ci hanno insegnato i Metallica e Lou Reed, la sperimentazione non è sempre sinonimo di qualità…



VOTO RECENSORE
50
VOTO LETTORI
38.62 su 16 voti [ VOTA]
NeuRath
Domenica 4 Marzo 2012, 22.06.32
4
@tommy: A me risulta uscito a fine anno... probabilmente i soliti posticipi...
tommy
Domenica 4 Marzo 2012, 21.31.30
3
Questo album non doveva uscire a marzo 2011?
AdemaFilth
Domenica 4 Marzo 2012, 20.17.46
2
@Sonny: E' senz'altro un disco curioso.
Sonny
Domenica 4 Marzo 2012, 18.41.48
1
Bella rece, mi ha incuriosito... Capisco in pieno il tuo discorso e sono sicuro che la penserò allo stesso modo dopo averlo sentito, però non so perché ho una gran voglia di ascoltarlo! Sarà l'affetto per le sonorità proposte (e per il buon clown)...
INFORMAZIONI
2011
Rocket Science Records
Industrial/Alternative
Tracklist
01. S.A.T.A.N
02. Destroy Anything
03. Standing Alone
04. Lower Than Dirt
05. Everyone Can Kill
06. I Am Lost
07. The Hunt Is Over
08. Uncertainty
09. Been Gone So Long
Line Up
Shawn Crahan - Vocals, All Instruments
 
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