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Hail Spirit Noir - Pneuma
( 2856 letture )
Sperimentazione: chiave per la porta del successo così come trampolino per il baratro del fallimento. Concetto da sempre destinato a dividere un pubblico in progressisti e conservatori, in ammiratori della tradizione e futuristi, difficilmente inquadrabile secondo canoni definibili oggettivamente.
Ma sperimentare è necessariamente sinonimo di creare qualcosa, ovvero generarlo a partire dal nulla?
Non sempre, a patto di possedere un certo gusto e padroneggiare a sufficienza il proprio bagaglio culturale, riuscendo a guardare dall'alto i frammenti dell'immenso disegno delle umane sensazioni.
Ad esempio non sarebbe possibile accostare emozioni simili tra loro, ma provenienti da sfere differenti, unendole per ottenere un nuovo effetto che accorpa le peculiarità di partenza di ciascuna, ma attraverso un taglio inaspettato?
Perché no. Guardare con rispetto alla storia e farne tesoro per sintetizzare del materiale innovativo, capace di accontentare anche una platea piuttosto eterogenea, può essere fonte di merito.
Prendiamo ad esempio i greci Hail Spirit Noir, un nucleo costituito da elementi di Transcending Bizarre? e Rex Mundi (entrambi già distintisi per eclettismo e stranezza), che nel 2012 si affacciano nel panorama moderno prendendo le distanze da buona parte della musica composta nelle ultime decadi.
Filtrando un sound volutamente settantiano, figlio della psichedelia e dell'occultismo in chiave rock dell'epoca, attraverso un background black più attuale i risultati possono essere inaspettati.
E se, a maggior ragione, si vuole puntare a mantenere lo stesso suono di quegli anni allora perché non recuperare anche il materiale per registrare come si faceva una quarantina d'anni fa? Nastri magnetici, amplificazione vintage rigorosamente valvolare, hammond e synth dai suoni retrò per una schiacciante vittoria del calore analogico sul freddo digitale.
Mescolare influenze così disparate ed apparentemente inconciliabili non crea alcuna difficoltà al duo Theoharis/Haris, che riesce ad accostare le atmosfere spettrali dei sintetizzatori ad un lavoro fine delle ruvide sei corde. Si passa così da intrecci rockeggianti a blast beat sovrastati da cantato pulito, inserti avantgarde ed interpretazione teatrale, senza dimenticare dissonanze e sezioni in cui le percussioni creano pattern ipnotici che sembrano non dover conoscere la parola fine.
Le sei composizioni sono molto eterogenee sia nello stile che nella durata media, contenendo una gran varietà di registri canori (scream, clean, sussurrato e tutta una serie di tonalità miste molto particolari che hanno da sempre caratterizzato l'operato al microfono di Theoharis) accompagnati da arrangiamenti che puntualmente rovesciano le aspettative dopo i primi secondi di riproduzione, trasportando l'ascoltatore in un mondo in cui le forme hanno contorni mutevoli e le impressioni sono ingannevoli. Il principale artefice di queste sensazioni è il tastierista Haris, che senza spingersi verso eccessivi tecnicismi riesce a creare architetture spettrali ed intricate con la grande varietà di suoni a propria disposizione. Organi, synth ed archi, accordi sospesi e dissonanze fanno parte della miscela allucinogena, che raggiunge un climax in Let Your Devil Come Inside con l'uso di uno xilofono dagli accenti irregolari.
Decisivo anche il contributo di Dim al basso, in grado di costruire partiture arzigogolate che formano spirali in grado di catturare l'attenzione senza discostarsi esageratamente dal tema, così da accompagnare in modo inusuale l'operato del collega Ioannis Giahoudis alle pelli.
Il batterista si dimostra versatile ed abile nel passare da accompagnamenti ricercati alla violenza estrema, senza creare eccessivo distacco tra le sezioni ritmiche. Per mantenere una certa coerenza il drumkit è stato microfonato, ma non fornito di trigger, in modo da risultare avvolgente nel suono, ma irrimediabilmente in difficoltà nei cambi di intensità dei colpi. Prendendo come esempio le parti più veloci, si nota che il contributo percussivo in questi frangenti si fa più fumoso e poco intellegibile (ad esclusione dei piatti), ma, se questo ragionamento è valido dal punto di vista delle produzioni attuali, in cui la dinamica è appiattita dai sensori di vibrazione e messa in riga dalla quantizzazione, l'effetto calza a pennello con il target dei proteiformi Hail Spirit Noir.

In Pneuma c'è profumo di avanguardia, di progressive e di un acre pizzicore di estremo, il tutto miscelato con un sopraffino gusto per l'assurdo che il duo greco ha sempre coltivato all'interno della propria produzione. C'è la finestra sul passato, l'occhio sull'attualità e la proiezione verso il futuro, il desiderio di battere sentieri ancora vergini e limitati da tabù che tengono alla larga la semi totalità dei musicisti concorrenti. Non c'è imitazione né limitazione: solo una forte volontà di sperimentare, nel vero senso della parola, recuperando il passato.
Che gli anni '70 siano oggetto di una forte riscoperta non è una novità, eppure pochi sono i nomi che si distinguono dallo scopiazzamento generale, rielaborando soluzioni innovative. Tra questi pionieri ci sono i Hail Spirit Noir, in prima linea in ambito estremo.
La formula è quella giusta: un caleidoscopio di immagini, sonorità ed allegorie sfaccettate con estrema cura e un concentrato di psichedelia forte sia degli strumenti che dello stile acquisito in vent'anni di black metal: ecco come il concetto si spinge fino ad una dimensione estrema, ecco come si toccano i vertici dell'allucinazione finora sconosciuti.



VOTO RECENSORE
81
VOTO LETTORI
57.42 su 19 voti [ VOTA]
FURIO
Martedì 13 Marzo 2012, 10.02.52
6
...anche se mi reputo uno dei cosiddetti conservatori penso che almeno un ascolto sia d'obbligo! Bella rece!
Ahti
Venerdì 9 Marzo 2012, 21.49.08
5
Musicisti con testa, idee, coraggio da vendere. Almeno un ascolto è d'obbligo.
Mickey
Giovedì 8 Marzo 2012, 16.03.53
4
Vai dev'essere roba per me questa...
Persephone
Giovedì 8 Marzo 2012, 10.58.46
3
Sperimentazioni veramente fuori di testa, soprattutto per la parte Hammond...come dice Giò veri e propri pionieri...da ascoltare senz'altro...
Ad Astra
Giovedì 8 Marzo 2012, 10.05.24
2
descrizione perfetta per un album sopra le righe.... chapeau!
luci di ferro
Giovedì 8 Marzo 2012, 0.58.54
1
''per una schiacciante vittoria del calore analogico sul freddo digitale'' ti straquoto amico mio, parole sante!!
INFORMAZIONI
2012
Code 666/Aural Music
Inclassificabile
Tracklist
1. Mountain Of Horror
2. Let Your Devil Come Inside
3. Against The Curse, We Dream
4. When All Is Black
5. Into The Gates Of Time
6. Haire Pneuma Skoteino
Line Up
Theoharis – Guitar, Vocals
Haris – Keys

Session members:

Dim - Bass, Acoustic Guitars
Ioannis Giahoudis - Drums
Dimitris Dimitrakopoulos - Additional Vocals
 
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