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Soen - Cognitive
( 6115 letture )
PRIMO ASCOLTO
Sono onesto: non conoscevo l’esistenza di questo progetto fino a quando non mi è stato dato il compito di occuparmene. Guardando la line up ho felicemente sorriso: bentornato Martin! Martin Lopez, si , proprio quel batterista che ha contribuito alla grandezza degli Opeth (senza escludere gli Amon Amarth) con dischi del calibro di Blackwater Park, Deliverance ecc.. I suoi soci in questa avventura sono i misconosciuti Joel Ekelf (ex Willowtree), Kim Platbarzdis e il grandissimo Steve Di Giorgio (Sadus, Testament, Death, Iced Earth) che non ha certo bisogno di presentazioni. Grandi aspettative, e prospettive di un gran disco; ahimè, però, tutto sfuma alla pressione del triangolino. Sfido chiunque, e dico chiunque ad ascoltare questo gruppo senza sapere chi ci suona, la prima espressione proferita sarà sempre: “Ma questi sono i Tool”! Non siamo di fronte a un gruppo clone qualunque: siamo di fronte a un gruppo dotatissimo tecnicamente che suona esattamente come chi sta emulando! Provare per credere! L’artwork sembra il figlio vestito a lutto di Lateralus nonostante sia davvero magnifico; la voce è un ibrido tra Michael Akerfeldt e Maynard J. Keenan (ovvio), il chitarrista ha studiato alla perfezione Adam Jones ecc.. ecc.. ecc..

Insomma, qui si rasenta davvero il plagio. Sarà che 10.000 Days ormai è uscito sei anni fa e dei Tool si sono perse le tracce, sarà che forse dietro c’è un’abilissima manovra di marketing votata a colmare questo vuoto, sarà… I sarà, i se e i ma sono veramente tanti, troppi e la sensazione di essere presi in giro è massiccia. Dimenticate quindi le band gloriose da cui alcuni membri di questa formazione sono marchiati a fuoco; non pensiate di trovare thrash, death ecc.. Impazzite per i Tool? Ascoltatevi i Tool che è meglio. Voto 30 e metto su gli Origin.

POI, INVECE…
Lascio cadere i presupposti, i pregiudizi e tutto il resto; faccio finta che i Tool non esistano e le cose iniziano presto a prendere una piega diversa. Fraktal, l’opener, altro non è che un’intro francamente trascurabile in cui una voce effettata ci accompagna per un minuto anonimo alla vera e propria prima canzone del lotto: Fraccions. E qui non si scherza più, perché col senno di poi ci si ritrova ad ascoltare un disco progressive metal con la P maiuscola. Formalmente perfetto e di una qualità esagerata.
Fraccions: contrariamente alle aspettative si parte piuttosto lenti e compassati dove un ottimo alternarsi tra voce lontane-effettate e presenti-pulite ci trascinano in una struttura classica strofa-ritornello di facilissima presa. Quando si pensa che tutto sia stato detto, al minuto 3.20 apriti cielo: intermezzo spettacolare di batteria sui tom, basso e voci effettatissime e una chitarra che presto si accompagna alla doppia cassa in un magma sonoro di grande impatto. Il tutto poi si stoppa e lascia spazio ad una trentina di secondi di voce solitaria con un coro davvero splendido.
Delenda: il sound inizia a farsi più duro. Ottimo il riff iniziale che sfocia in una strofa basso-batteria-voce dai toni sognanti come il ritornello che non si fa attendere. Stesso copione di cui sopra: più o meno a metà minutaggio il pezzo cambia diventando acustico e finendo degnamente in un buon crescendo.
Last Light: traccia di alta classe caratterizzata dall’uso di percussioni e sonorità lontanamente etniche, in cui tutta la band sembra trovarsi a proprio agio.
Oscillation: inizio tritaossa con chitarra e doppia cassa mitraglianti, la strofa di sola voce e percussioni è di rara bellezza. Forse, a voler essere pignoli, il ritornello risulta un pochino moscio. Dopo un break acustico si torna a martellare di santa ragione e tutto torna al suo posto per poi concludere con un’altra ripresa acustica.
Canvas: inizio affidato alla sola chitarra che sforna un riff ottimo, psichedelico e ipnotico. Come la canzone precedente ci si aspetta un crescendo e una sfuriata, ma nel momento dell’esplosione si ritorna su toni soft. Non è un difetto ma una scelta voluta che risulta comunque vincente e fa scorrere il pezzo in maniera piuttosto buona.
Ideate: Di Giorgio, percussioni e chitarra con note lunghe sono gli ingredienti che introducono Ideate, settima traccia del lotto. Toni riflessivi, soffusi e atmosferici che si protrarranno per tutta la sua durata riuscendo ad emozionare comunque. Un intermezzo di tutto rispetto.
Purpose: si inizia su un buon mid tempo e un riff di chitarra hard rock che cambia presto faccia in un bridge acustico e sfocia in un ritornello di accordi aperti. Molto bello l’intermezzo centrale voce-batteria che si alterna a momenti distorti fino alla conclusione; da parte di chi scrive uno dei momenti migliori dell’album.
Slithering: Suoni sinistri sfociano in un altro mid tempo dai toni rockeggianti; come siamo stati abituati fin qua, si rallenta forse troppo presto per lasciare spazio a una strofa leggermente sotto tono rispetto al resto prodotto finora. La band però si riprende in fretta con una prestazione maiuscola nella seconda parte, abbellita ulteriormente da un buon intermezzo di percussioni.
Savia, l’ultimo pezzo, è decisamente tra i migliori dell’album; davvero ben costruito nei suoi continui saliscendi. Tirando le somme questo è un gran disco. Prodotto ottimamente anche se il suono del basso non convince appieno. La prestazione della band è maiuscola, perfetta; la nota dolente è se la si ascolta coi paraocchi e tenendo conto del contorno ingombrante di cui si sono circondati. Non esistessero i Tool saremmo qua a parlare di un capolavoro e di un disco fenomenale; la verità, come sempre, sta nel mezzo.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
66.53 su 41 voti [ VOTA]
Robin89
Giovedì 10 Maggio 2018, 13.31.46
24
stando ad alcuni dei commenti qui sotto, per ascoltare questo CD bisognerebbe far finta che i Tool non siano mai esistiti. io non la vedo per niente così, perché fare finta vuol dire negare la realtà dei fatti, significa mentire a sé stessi. il mio cervello sa benissimo quando un riff ne ricorda un altro proveniente da Lateralus, e quindi capisco quando si tratta di originalità o quando si tratta invece di scopiazzature. ciò non toglie sia un album ben suonato e prodotto, ma non si può far finta che una buona fetta del materiale al suo interno sia frutto di furti...
Macca
Giovedì 19 Ottobre 2017, 16.54.20
23
Comprato qualche giorno fa, il sound risulta ancora un pò acerbo e troppo derivativo ma ci sono ottimi spunti (Fraccions e Delenda, i ritmi vagamente tribali e le melodie di Last Light e Oscillation e la toolianissima Canvas solo per citare la prima parte della tracklist). Voto giusto, un album piacevole e ben fatto nonostante i difetti ben noti. Voto 76
Crain
Mercoledì 1 Marzo 2017, 10.21.04
22
Mi convinco sempre più che i Tool siano il miglior gruppo del pianeta,visto quanto fanno schifo al cazzo i gruppi che tentano di copiarli venendo pure acclamati
Undertow
Domenica 21 Febbraio 2016, 22.44.02
21
Tra parentesi, visti live a Bologna...ma quanto cazzo spaccano??
Undertow
Domenica 21 Febbraio 2016, 22.42.19
20
Quoto Rob Fleming, anche per il voto. Una bella dose di simil-tool di altissima qualità. E sì, Tellurian è addirittura meglio: il meraviglioso figlio di Mamma Tool e Papà Opeth. Quando la recensione?
Rob Fleming
Domenica 7 Febbraio 2016, 18.21.35
19
Bellissimo. Se poi si era in astinenza da Tool era la panacea di tutti i mali. E il successivo è ancor migliore. 80
BlackSoul
Martedì 17 Febbraio 2015, 19.33.54
18
@ilsegugio da un lato concordo con te, questo è l'unico, tra i siti metal italiani più cliccati, che ha reso giustizia a questo Cognitive nonostante le troppe influenze Tool; non tante da dare l'insufficienza... dall'altro Tellurian mi ha deluso, per me è un leggero passo indietro...
ilsegugio
Martedì 17 Febbraio 2015, 18.57.44
17
Complimenti per l'ottimo articolo, MetallizeD è stato sempre una spanna sopra alla media, mi fa piacere vedere che continua sulla giusta strada, ho notato che non è stato recensito il successivo (controverso) Tellurian. A cui le recensioni italiane per ora non rendono affatto giustizia. Ogni tanto è interessante cercarsi qualche articolo su dischi recenti e vedere che tutto in alcuni altri siti è rimasto come dieci anni fa; il fanboyismo e il rosicamento da "vorrei ma non posso suonare" rimangono evidentemente l'unica linea editoriale; È incontestabile che i Soen​ hanno fatto un disco che a tratti sembra veramente un disco dei Tool​; magari sarebbe anche il caso di accennare che i Tool non propongono un brano all'altezza dei migliori dei Soen dal 2001.
Aelfwine
Martedì 24 Settembre 2013, 0.13.33
16
Quoto Frank. Bell'album e bella recensione.
Jericho79
Giovedì 13 Settembre 2012, 17.09.42
15
Disco bellissimo scaturito dal progetto Soen. E' innegabile che l'influenza Tool sia presente; un ascolto più attento però ci porta in un mondo molto più profondo,dove si percepisce la volontà di arricchire e diversificare il sound Tool, ottenendo un ottimo risultato. Tecnicamente suonato notevolmente bene.
Frank
Mercoledì 9 Maggio 2012, 16.55.04
14
e poi a volte è meglio copiare unpò e fare un bel cd piuttosto che cercare di fare roba nuova e fare una porcata!
Frank
Mercoledì 9 Maggio 2012, 16.49.45
13
è un capolavoro di cd non ascotatelo superficialmente e vedrete che i tool li ricordano e basta,ma sono molto diversi
Absynthe6886
Giovedì 15 Marzo 2012, 23.17.31
12
Bello, ben arrangiato e prodotto. Il discorso è che, proprio a sentire quanto prodotto in quest'album, bisogna far finta sul serio che Lateralus non sia mai uscito perché, senza tanti giri di parole, è ancora avanti di una decina d'anni. Nice try...
waste of air
Mercoledì 14 Marzo 2012, 18.08.34
11
Ciao Fabio! Ahhahahaha bella questa!
fabio II
Mercoledì 14 Marzo 2012, 17.38.25
10
Bravo Waste, buon divertimento! la cover di questo gruppo mi ricorda il libretto interno al vinile di 'In a Search of Space' degli Hawkwind, sugli effetti terapeutici della maria
Witchcraft
Martedì 13 Marzo 2012, 20.50.09
9
belli e senz'anima..il plagio perfetto..
Megarom
Martedì 13 Marzo 2012, 17.07.47
8
daccordissimo sulla rece,unica cosa su cui non sono daccordo è l'aapunto che hai fatto sul suono del basso...per me è stupendo come sempre
Ad Astra
Martedì 13 Marzo 2012, 14.47.31
7
gian..... io continuo ad ascoltare gli origin però..... non volermi male.... perchè? perchè ho comprato 10000 days con 6 anni di ritardo dal mercato me ne son innamorato.. se devo ascoltare di giorgio ho i death, voglio martin metto su blackwater park scusami ma per me è un 6.5
Schaff
Martedì 13 Marzo 2012, 11.23.25
6
Disco che va ascoltato dimenticandosi volutamente che esistono i - già citati fino allo sfinimento - Tool. Io onestamente il disco l'ho preso all'uscita, lo ascolto quindi da 2-3 settimane +/-...diciamo che vi aspettavo al varco con la recensione. Il recensore centra il punto, imbosca Lateralus nel cassetto per dimenticarselo e recensisce a colpo secco (alcuni altri siti han fatto la porcata invece, e i Tool non li han voluti scordare uscendosene con rece da zitella isterica). Si poteva osare un qualcosetta di + sul voto forse, ma son opinioni personali. Andate alla grande.
waste of air
Martedì 13 Marzo 2012, 11.13.38
5
@piggod: grazie, a buon rendere! @billo: hahahahahahahaha un po' di arterio alle porte??
BILLOROCK fci.
Martedì 13 Marzo 2012, 11.00.01
4
waste of air: ma va che sono rincoglionito forte, ma ti rendi conto che mi sono accorto adesso che sei entrato nello staff ??mi sorprendo da solo.... unbeliaveble...
anonimo
Martedì 13 Marzo 2012, 10.53.05
3
hanno plagiato anche l'artwork...
Sbiriguda
Martedì 13 Marzo 2012, 9.35.55
2
A volte capita di vedere oggetti di uso quotidiano progettati da alcuni dei migliori designer al mondo. Sembra essere anche il caso di questo magnifico tappabuchi.
piggod
Martedì 13 Marzo 2012, 9.23.12
1
Recensione perfetta che mette in risalto in maniera cristallina pregi e difetti dell'opera, a partire dalla prima impressione che si ha del disco e concludendo con la valutazione finale. Chapeau.
INFORMAZIONI
2012
Spinefarm
Prog Metal
Tracklist
1. Fraktal
2. Fraccions
3. Delenda
4. Last light
5. Oscillation
6. Canvas
7. Ideate
8. Purpose
9. Slithering
10. Savia
Line Up
Joel Ekelf – Vocals
Kim Platbarzdis – Guitar
Steve Di Giorgio – Bass
Martin Lopez – Drums
 
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