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Brocas Helm - Into Battle
( 2383 letture )
Bobby Wright suonava in una band chiamata Prisoner: avevano un ottimo bassista ed anche qualche problema che al momento delle interviste Bobby non riesce a ricordare. Bobby incontrò Jim Schumacher ed i suoi baffi durante una partita di poker in un rock'n'roll club di San Francisco, vicino agli strip club di Broadway ed alle insegne al neon di Chinatown. Jim decise allora di unirsi ai Prisoner, che però suonavano hard rock, mentre Bobby e Jim volevano entrambi suonare metal. Così i due abbandonarono il progetto, lasciarono un annuncio per la ricerca di un batterista al locale Guitar Center e trovarono Jack Hays. Era il 1981 e da lì a poco i neonati Brocas Helm avrebbero firmato un contratto con la First Strike Records negli USA e con la Steamhammer Records in Europa per la pubblicazione dell'album di debutto Into Battle, caposaldo di una carriera che, tra il colpevole disinteresse delle case discografiche, li vedrà autoprodursi in studio ed esibirsi sul palco fino al 2011. Le intense piogge ed i fragorosi tuoni nella notte dell'opener Metallic Fury, incalzati da un incidere lento e militaresco, prepareranno il campo ad una carriera trentennale, per certi aspetti leggendaria e malinconicamente underground.

Da brevi e frequenti sfuriate di assaggio prog all'inneggiare puro e vichingo al “flashing metal”, che fa per contro molto Manowar, i Brocas Helm sembrano inconsapevoli antesignani di più scene musicali allo stesso tempo. Dal folk al classic metal, dal Motorhead-style di Here to Rock alla cavalcata di una Warriors of the Dark che sembra non esaurire mai l'ispirazione, passando tra cadaveri di NWOBHM e rock anni settanta, i californiani si fanno forti di una pienezza di suono di tutto rispetto per una formazione composta da tre elementi: Bobby, Jim e Jack alimentano col loro sudore un assalto inneggiante competente e continuo, una successione su tempi irriducibilmente veloci che sembrano trovare una parziale soluzione di continuità nelle sole Beneath a Haunted Moon (quasi doom) e Ravenwreck, hard rock dal testo quantomeno bizzarro. E' proprio nei testi che è possibile cogliere un elemento tra i più sottovalutati e caratterizzanti di Into Battle: storie di re e regine, di amori contrastati e navi fantasma piene di amplificatori (!) sono solo alcune delle immagini fantasiose restituite dalla tracklist. Particolarmente convincente appare quindi la capacità del trio di inventare storie tanto diverse rendendole tutte funzionali ad una musica di chitarre distorte: il groviglio di situazioni improbabili e soluzioni strumentali tentate sembra poter rendere alla perfezione quel carattere medievale, di disordine e lacerante incertezza, legato a doppio filo alla definizione di epic metal. Nonostante una certa mancanza di dinamica e di tridimensionalità nei suoni (il disco sembra infatti appiattito e tutto sparato e non è detto che questo sia un male), la densità inedita di questa aggressione sonora, mitigata da un cantato che nella ricerca di un accento “British” posticcio privilegia l'espressione pulita ed a suo modo melodica, è tale da mantenere l'ascoltatore in una condizione vigile ed interessata. Le composizioni del trio di San Francisco osannato in Grecia e Germania, per quanto dirette, non devono quindi essere tacciate di eccessivo semplicismo: specialmente nella seconda parte dell'album, ed in corrispondenza degli episodi più lunghi, l'impeto originario della band si pone al servizio di costruzioni più elaborate, di parti strumentali convolute in grado di allontanarsi per un momento dal percorso: pur senza grandi capacità evocative, questi intermezzi restituiscono un'immagine di timida profondità, di una sorta di progressione suggerita verso lidi musicalmente più complessi, decisamente alla portata dei Brocas Helm in virtù delle capacità tecniche espresse da ogni membro della band. Il disco scopre in questi momenti una profondità possibile e trova un suo carattere distintivo nell'incisività incorruttibile con la quale veicola il proprio messaggio ora virile e bellicoso, ora allucinato e lunare, mantenendo imperturbabile la rotta: non ci troviamo quindi al cospetto di un album di profondità sottomarine, di ricerca instancabile, né di sorprese talmente originali da formarne il carattere, eppure il tutto funziona.

Into Battle non è un disco interessato al dialogo, né all'interazione con le complicate transizioni culturali del suo tempo: è invece un monologo convinto ed appassionato, una rappresentazione musicale del concetto di senso unico, un'espressione coerente e cocciuta che non tralascia, nel suo medievale ed affascinante disordine, una certa piacevolezza dell'ascolto. Se escludiamo gli assoli di Wright e l'ottima prestazione della sezione ritmica a complemento (instancabile e particolarmente atletica in Dark Rider), non ci sono artifici produttivi, melodie accattivanti né costruzioni complesse per le quali valga la pena di scrivere a casa: tuttavia, è probabilmente nella collocazione storica di questo prodotto, fatta oggi a quasi trent'anni di distanza dalla sua pubblicazione originale, che scopriamo un motivo di interesse per la sua concentrazione ostinata, il suo focus e la sua energia maniacale, la sua tempra incurante delle mode ed orgogliosamente figlia di nessuno.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
48.58 su 17 voti [ VOTA]
metalhammer
Mercoledì 28 Novembre 2012, 22.25.31
3
Che album favoloso... un mix fra epic classico e il sound maideniano, con cavalcate di basso alla Steve Harris. Eccellente.
Lizard
Domenica 8 Aprile 2012, 23.19.22
2
Gran bel disco, ottima band, assolutamente particolare. Credo che l'espressione "figlia di nessuno" renda al meglio, complimenti per la sensibilità. Album da avere, assolutamente.
The Nightcomer
Martedì 27 Marzo 2012, 11.06.16
1
Conosco ed apprezzo, così come altri gruppi quasi contemporanei più o meno simili. Qualche nome? Hammerwitch, Avalon, Crypt, Ivory Tiger, Matakopas, Sinister Angel, Thatcher... E molti altri. Tutti "colpevolmente ignorati", ma non solo dalle case discografiche.
INFORMAZIONI
1984
First Strike Records
Epic
Tracklist
1. Metallic Fury
2. Into Battle
3. Here to Rock
4. Beneath a Haunted Moon
5. Warriors of the Dark
6. Preludious
7. Ravenwreck
8. Night Siege
9. Into the Ithilstone
Line Up
Bobby Wright (Voce, Chitarra)
Jim Schumacher (Basso)
Jack Hays (Batteria)
 
RECENSIONI
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